giovedì 10 giugno - Riccardo Noury - Amnesty International

Negli Usa tornano il plotone d’esecuzione e la camera a gas

Dopo che, due settimane fa, il governatore della Carolina del Sud ha firmato la legge che obbliga i condannati a morte a scegliere, in assenza dei componenti per l’iniezione letale, tra sedia elettrica e plotone d’esecuzione, c’è già la prima data.

Brad Sigmon, condannato alla pena capitale nel 2002 per aver ucciso i genitori della sua fidanzata, verrà messo a morte il 18 giugno.

Gli avvocati di Sigmon hanno presentato un ricorso, sostenendo che il loro assistito è stato condannato a morte quando la legge in vigore prevedeva l’esecuzione tramite iniezione letale a meno che il detenuto non optasse per la sedia elettrica.

All’inizio di quest’anno, l’esecuzione di Sigmon era stata sospesa per la ormai cronica assenza dei medicinali usati per l’iniezione letale. Proprio questa decisione aveva spinto i legislatori della Carolina del Sud a votare la nuova legge.

L’ultima esecuzione in questo stato è avvenuta nel 2011, mentre l’ultima esecuzione mediante plotone d’esecuzione negli Usa risale al 2010: quella di Ronnie Lee Gardner nello stato dell’Utah.

Intanto, per gli stessi motivi per cui la Carolina del Sud ha cambiato la legge, in Arizona – dove non ci sono esecuzioni dal 2014 – si sta riallestendo la camera a gas, già prevista come metodo alternativo di esecuzione ma mai più usata dal 1999.

Incurante del tremendo precedente storico – la sostanza usata nella camera a gas è l’acido cianidrico, utilizzato dai nazisti nel lager di Auschwitz – la direzione delle carceri dell’Arizona ha già individuato i primi due detenuti da mettere a morte in questo modo: due sessantacinquenni, Frank Atwood e Clarence Dixon, condannati alla pena capitale negli anni Ottanta.

(Nella foto: una campagna pubblicitaria realizzata dall’agenzia TBWA per Amnesty International)




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