sabato 20 ottobre 2012 - Nicola Pezzella

Napoli: chiamare un prefetto “Signora” è diventata un offesa

Il prefetto De Martino aggredisce Don Maurizio Patriciello (il prete anti-camorra), per aver chiamato il prefetto di Caserta “signora”.

Rabbia e sconvolgimento dalla reazione del prefetto De Martino, il prefetto si arrabbia con Don Maurizio Patriciello (prete impegnato contro l’inquinamento e contro la camorra), per aver chiamato il prefetto di Caserta (una donna), “signora”.

La reazione del prefetto De Martino sconvolge sia Don Maurizio e sia tutte le persone che erano lì per spiegare la situazione dell’amianto abbandonato nelle campagne di Caserta, Napoli e provincia. Anche qualche carabiniere era virilmente sconvolto da questo rimprovero che sembra un po’ sterile.

Non è la prima volta che qualche tutore della legge si rivolge con arroganza con qualche cittadino, ricordiamo l’evento che successe a Padova, che dopo il “prelevamento” di un bambino, la zia si rivolse a una poliziotta e la poliziotta con arroganza gli disse che la zia non era nessuno.

Così facendo, questi tutori della legge, allontanano sempre più i cittadini da loro. Prefetti, magistrati, carabinieri, poliziotti o vigili urbani, non devono essere arroganti con le persone, specie in paesi dove per un motivo o un altro aumenta la delinquenza e il degrado. 



3 réactions


  • (---.---.---.135) 20 ottobre 2012 12:12

    mandiamo tutti a casa anche questi funzionari malefici che credono di essere dei padreterni, loro e i loro titoli di m...


  • (---.---.---.94) 8 luglio 2013 15:43

    quanto chiamare un prefetto "signore". Chissà perchè alle donne ci si riferisce (quando va bene) sempre senza titoli e agli uomini si attribuisce il titolo di dottore anche se sono analfabeti.


  • (---.---.---.124) 8 luglio 2013 16:23

    Quindi se vado dal papa e lo chiamo signor Francesco va bene per tutti? Il prefetto è una figura istituzionale e il don Patriciello (mica signor Patriciello, don Patriciello) non ne ha avuto rispetto, dimenticando di parlare non con la persona che rivestiva il ruolo (una donna), ma con la figura istituzionale.


    Poi non mi sembra sia stato "aggredito", ma vabbè.

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