venerdì 6 novembre - Riccardo Noury - Amnesty International

Nagorno-Karabakh, anche l’Armenia ha usato bombe a grappolo

Amnesty International ha confermato che anche l’Armenia, dopo l’Azerbaigian, ha usato le bombe a grappolo nel corso del conflitto del Nagorno-Karabakh.

Alle 13.30 del 28 ottobre uno dei tanti razzi Smerch di fabbricazione russa lanciati contro la città azera di Barda ha colpito una zona vicina a un ospedale. Secondo la Procura generale dell’Azerbaigian, l’attacco ha causato 21 morti e una settantina di feriti.

Gli esperti di Amnesty International hanno esaminato le fotografie scattate dai giornalisti di “Vice News” presenti sul posto (una delle quali, copyright Vice News, apre questo post), individuando frammenti di bombe a grappolo 9N235.

A questo punto del conflitto del Nagorno-Karabakh, in corso da più di un mese, tutte le parti coinvolte (le forze armene, quelle sostenute dall’Armenia e quelle dell’Azerbaigian) si sono rese responsabili di aver usato quelle armi, vietate dal diritto internazionale attraverso un trattato vincolante per oltre 100 stati.

Il 5 ottobre Amnesty International aveva denunciato che le forze azere avevano utilizzato bombe a grappolo in un attacco contro Stepanakert, capoluogo della regione del Nagorno-Karabakh.

Le bombe a grappolo disperdono centinaia di bombette o sub-munizioni su vaste aree. Tra il 5 e il 20 per cento di queste munizioni non esplodono al contatto con l’obiettivo, diventando una minaccia di lungo periodo per la popolazione civile.




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