venerdì 8 novembre - Riccardo Noury - Amnesty International

Myanmar, quando la satira costa un anno di carcere

Il thangyat è una delle più antiche forme tradizionali di arte di Myanmar: unisce poesia, commedia e musica ed è molto diffusa soprattutto durante i festival dell’acqua e in altre occasioni festive.

Gli spettacoli di thangyat erano stati messi al bando nel 1989 dalla giunta militare ed erano stati ripristinati nel 2013. Per quelli di quest’anno, il governo aveva subordinato il permesso all’approvazione di un apposito comitato: un modo inaccettabile di tenere sotto controllo l’arte vietando tutti i contenuti critici nei confronti del governo.

 

Kay Khine Tun, Zayar Lwin, Paing Pyo Min, Paing Ye Thu e Zaw Lin Htut, cinque artisti del gruppo satirico “Generazione Pavone”, hanno sfidato la norma.

Ieri sono stati condannati a un anno di carcere per uno spettacolo di thangyat messo in scena ad aprile, nel quale si erano esibiti in uniformi militari e avevano preso in giro le autorità.

Il loro “reato” è di aver diffuso notizie con l’intento di spingere membri delle forze armate a disertare o a venir meno in altro modo al loro dovere.

Per aver trasmesso in diretta Facebook lo spettacolo rischiano un’ulteriore condanna, fino a due anni, per “diffamazione online”.

(Nella foto, tratta da Facebook, l’arresto di uno dei componenti del gruppo “Generazione Pavone”)




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