martedì 27 agosto - Pressenza - International Press Agency

Migranti: partita la nave Mare Jonio. Testimonianze da bordo

“Il 22 agosto al tramonto Mare Jonio ha lasciato il porto di Licata per tornare nel Mediterraneo centrale a monitorare e denunciare le violazioni dei diritti umani e, laddove ci siano persone in pericolo, a salvare vite” si legge nella pagina Facebook di Mediterranea Saving Humans.

“La nostra nave è stata sotto sequestro probatorio per più di due mesi dopo avere salvato 30 donne, uomini e bambini a maggio scorso. Restituita al suo equipaggio di mare e di terra, è tornata adesso dove bisogna essere, mentre continuano le notizie di terribili naufragi di persone in fuga dalle bombe della guerra e dalle torture dei campi di detenzione libici.

Insieme al coordinatore di missione Luca Casarini, 22 membri dell’equipaggio, distribuiti tra Mare Jonio e una barca d’appoggio, che coprono tutte le funzioni necessarie a garantire la massima efficacia e sicurezza della missione. Tra questi sono a bordo anche Cecilia Sarti Strada e la scrittrice Caterina Bonvicini.

Al nostro fianco anche l’ONG LIFELINE, che ha deciso di supportare questa missione con l’apporto di una ulteriore barca a vela, nel solco della collaborazione simbolica e materiale che ha visto le navi della società civile europea continuare nonostante tutto a difendere strenuamente il diritto e i diritti contro l’arbitrio e la violenza del potere.

Questo rimane il nostro faro, la bussola che orienta la nostra azione e che guiderà le scelte che ci troveremo a compiere nei giorni avvenire.

Alle spalle abbiamo tanti mesi difficili, in cui il dimissionario governo italiano ha messo in campo ogni mezzo per fermarci, e in cui con ogni mezzo abbiamo continuato nella nostra missione, anche quando ci siamo ritrovati a portare in salvo 59 profughi di guerra su una barca a vela.

Abbiamo sempre portato le persone soccorse nel porto sicuro più vicino, che ha coinciso giuridicamente con l’isola di Lampedusa, costretta a diventare frontiera di un mare in guerra e capace di mantenere sempre una straordinaria dignità. Anche a Lampedusa e ai lampedusani va il nostro ringraziamento.

La speranza, l’umanità, la serenità di essere dalla parte giusta della Storia, ci hanno portati fino a qui, insieme. Siete tutte e tutti a bordo con noi!”

Altri post e video raccontano la vita a bordo della nave, le motivazioni che spingono a partire e smentiscono accuse e fake news sui migranti le Ong.

“Sono a bordo perché sono un medico e, semplicemente, faccio il mio lavoro. L’ho fatto in Irpinia, a Sarajevo, in Africa. L’ho fatto per trent’anni in ospedale in Italia, oggi lo faccio nei consultori, e anche in mezzo al mare”. Con queste semplici parole Donatella, medico di bordo sulla Mare Jonio, racconta l’atto sacro del prendersi cura del prossimo.

“Siamo al secondo giorno di navigazione in zona SAR libica, nel deserto del Mediterraneo centrale: la frontiera più letale del mondo. Mentre prosegue costante l’azione di monitoraggio e controllo del silenzioso paesaggio che ci circonda, con Cecilia Sarti Strada smentiamo le solite assurde fake news che riguardano le navi di soccorso.

Un video che arriva direttamente da bordo della Mare Jonio, tra le difficoltà della navigazione che spesso viene dipinta come una crociera, tra i continui turni di osservazione per individuare eventuali barche in difficoltà.

Ogni istante può fare la differenza tra la vita e la morte. Altro che fake news”.



1 réactions


  • daria p (---.---.---.94) 27 agosto 11:09

    Speriamo che ci portino tanti altri bei giovanotti africani muscolosi.


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