mercoledì 11 giugno 2025 - Marco Barone

Meglio parlare del caso di Garlasco che del riarmo in corso, la terza guerra mondiale non interessa

L’Inghilterra ha deciso di armarsi come mai aveva fatto dalla fine della seconda guerra mondiale, la stessa cosa lo decide la Germania e come la storia ha ben insegnato, anche se oggi la storia conta meno di un fico secco, quando si armano i tedeschi, poco di buono può accadere nel mondo. Hanno deciso che la guerra contro la Russia e la Cina sarà inevitabile nei prossimi anni. D’altronde sono anni che si parla di terza guerra mondiale, a pezzi, a pezzettini, oppure alla prima crisi politica internazionale, come nella guerra in Ucraina, come nel confronto tra USA e Corea del Nord, e possiamo continuare. A furia di parlare di terza guerra mondiale, questo concetto lo si metabolizza e ci si abitua ad un qualcosa di terribile come se fosse un fatto di cronaca qualsiasi. In Italia, Paese imbambolato, che non sa da che parte della storia dover piazzarsi, nel tipico opportunismo tutto nostrano, di cui siamo dei supremi maestri, si dedica più spazio al caso di Garlasco che al casino totale mondiale. Ma tutto ciò ha un fine. Il pretesto perfetto per arrivare alla riforma della giustizia voluta dalla destra, che significa responsabilità civile e penale dei magistrati, prima di tutto.

Certo, sicuramente un giudice che compie delle aberrazioni e rovina la vita ad un cittadino per valutazioni errate è giusto che si assumi le conseguenze delle proprie azioni, ma che questo diventi un pretesto per infangare l’intera macchina della giustizia è abominevole. Insomma, il motivo del perché il caso di Garlasco sia così importante è evidente, ovvero, semplicemente politico.




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