lunedì 4 gennaio - Agostino Spataro

Massacri in Yemen: perché nessuno invoca sanzioni?

Lo Yemen, ieri sede di civiltà magnifiche, opulente, oggi é alla disperazione, vittima di massacri, di fame, di malattie a causa di una guerra ignobile scatenata da contrasti interni e sostenuta dai suoi potenti vicini sauditi, con armi e aerei venduti da alcuni paesi del "democratico" occidente. Fra cui l'Italia.

di Agostino Spataro

 Nessuno vede, s'indigna, decreta sanzioni contro queste dittature "amiche". Tutto va bene: dopo le bombe, i massacri, gli esodi arriverà (?) la carità pelosa di certuni che mai si spingono a denunciare le vere cause, i responsabili materiali e morali delle aggressioni e degli abusi. Ai bambini, al popolo yemeniti massacrati non basta l'elemosina; prima di tutto bisogna fermare i bombardamenti e garantire loro la pace, la libertà e la dignità Come ho cercato di documentare in un mio libro (1), lo Yemen possiede risorse importanti, materiali e culturali, per risollevarsi. Lo Yemen ha la pioggia! E' l'unico paese d'Arabia a fruire della pioggia benefica e abbondante, indotta dai venti alisei, che- da sempre- irrora le valli e le verdi montagne yemenite e le rende produttive. Un vero miracolo in mezzo all'arido deserto del "Rab al Khali" che copre l'intera superficie della penisola arabica.
 
Per altro, c'é da dire che nello Yemen l'uso razionale dell'acqua ha una storia antichissima, invidiabile. Addirittura, 1700 anni prima di Cristo fu costruita la grandiosa "Dam" (la diga di cui si parla nella Bibbia e nel Corano) i cui resti si possono ammirare nei pressi della prima Mareb (2), l'antica capitale dei sabei, dove Bilqis (la regina di Saba) realizzò per il suo regno un ruolo-chiave nel sistema dei grandi traffici carovanieri. Bella e intelligente la regina il cui mito ancora resiste nel cuore degli yemeniti, nonostante i gratuiti dileggi tramandati! La storia plurimillenaria dello Yemen si coglie in ogni angolo del suo territorio. Soprattutto a Sanaa, dove si stagliano belle e originali architetture, uniche al mondo. Per la sua singolare e fascinosa bellezza, il centro storico di Sanaa fu dichiarato dall'Unesco "patrimonio dell'umanità".
 
Purtroppo, molti di questi edifici e monumenti sono crollati sotto i bombardamenti sauditi e le cannonate delle due fazioni in lotta nella guerra civile, frutto avvelenato delle cosiddette "primavere arabe", spesso eterodirette, che- di fatto- hanno spianato la via al potere alle sette integraliste islamiche e rafforzato il ruolo delle dittature petroliere (amiche) del Golfo che, stranamente, non furono toccate dal vento impetuoso di quella ambigua "primavera".
Di fronte a tanto strazio, che dire?
 
Evidentemente, l'umanità (in realtà i potenti del mondo) non sta proteggendo il popolo yemenita e il suo prezioso patrimonio che- secondo l'Unesco- le appartiene!
Lo Yemen é lo scrigno di (quasi) tutti i tesori d'Arabia. Per dire della sua importanza, della sua unicità richiamo una citazione di Pier Paolo Pasolini (che nello Yemen girò buona parte del suo "Il fiore delle Mille e una notte") il quale, restò talmente attratto dalla storia favolosa di questo Paese, da lasciar scritto: "Architettonicamente, lo Yemen é il Paese più bello del mondo... ".
 
Insomma, di là dello scontro per motivi religiosi (sunniti contro zaiditi), in realtà questo "scrigno" fa gola agli ingordi, ai prepotenti che vogliono sistemare le cose del Medio Oriente alla loro maniera, secondo i loro interessi geopolitici e geostrategici, secondo le direttive formulate dalla dottrina del "cerchio Mena" e della bizzarra alleanza trilaterale: Usa, Israele e Arabia Saudita.
 
Per questo é stato aggredito e continua a essere massacrato. Impunemente. A noi che amiamo, intensamente, questo Paese, il suo popolo mite e operoso non resta di augurar loro che il nuovo Anno porti un accordo fra le fazioni in conflitto e quindi la Pace nella regione, per farli uscire dal terribile inferno in cui sono stati gettati. (a,s,)
 
(2) di Mareb ve ne sono tre: la prima é quella di Bilqis; la seconda é una città- fantasma, abbandonata per punizione perché nel conflitto anti Imam (1962) parteggiò con i realisti sostenuti dai sauditi; la terza é l'attuale, divenuta centro organizzativo e base di partenza delle forze di Hadi sostenuto e armato dai sauditi contro gli Hutu (zaiditi) che hanno in mano Sanaa e gran parte del territorio nazionale.

 

 




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