martedì 17 settembre - Riccardo Noury - Amnesty International

Marielle Franco, 18 mesi fa il suo omicidio in Brasile: ancora sconosciuti i mandanti

Con oggi, sono trascorsi 18 mesi dall’omicidio di Marielle Franco, la coraggiosa difensora dei diritti umani assassinata a Rio de Janeiro, insieme al suo autista Anderson Gomes, la notte tra il 14 e il 15 marzo 2018.

Marielle, 38 anni, nera, bisessuale era in prima linea nel denunciare gli abusi della polizia e le esecuzioni extragiudiziali. Nel 2016 era stata eletta nel consiglio comunale di Rio de Janeiro. Come membro della Commissione statale per i diritti umani di Rio, aveva lavorato instancabilmente per difendere i diritti delle donne nere, dei giovani delle favelas, delle persone Lgbti e di altre comunità emarginate.

Due settimane prima del suo omicidio, Marielle aveva presentato la relazione di una commissione speciale istituita dal consiglio comunale di Rio de Janeiro per monitorare gli interventi delle forze di polizia federali e la militarizzazione della sicurezza pubblica.

Nonostante sei mesi dopo siano stati arrestati due uomini sospettati di essere gli esecutori materiali dell’omicidio e sebbene le autorità giudiziarie brasiliane si siano impegnate a proseguire le indagini, Amnesty International ha sottolineato che non vi è stato alcun significativo progresso nell’individuazione di coloro che ordinarono il duplice assassinio e sulle loro motivazioni.

All’inizio del 2019 Amnesty International ha sollevato 23 dubbi sul caso. Alcuni di questi nel frattempo sono stati risolti ma altri no: tra questi, l’uso nelle indagini del telefono cellulare dell’autista dell’automobile da cui venne aperto il fuoco, il percorso fatto da quest’ultima per arrivare sul luogo del delitto, le conclusioni delle indagini condotte dalla polizia federale.

Soprattutto, resta priva di risposta la domanda cruciale: chi ha ordinato l’assassinio di Marielle? E perché?

Amnesty International continua a raccogliere firme per ottenere quella risposta.




Lasciare un commento