mercoledì 31 maggio - Marco Barone

Mafia: fine di un tabù. In Friuli istituito l’Osservatorio regionale antimafia

Parlare di mafie in FVG non è più un tabù. Oramai è fatto incontrastato che le mafie da lungo tempo sono sbarcate in questa regione, in particolar modo 'ndrangheta e camorra, senza dimenticare anche le mafie straniere.

I settori nei quali intervengono maggiormente sono attività di riciclaggio, droga e rimane alta l'attenzione rispetto alle potenziali infiltrazioni nel settore degli appalti (importanti interventi in atto o in fieri sono collegati alla viabilità e logistica portuale) e negli apparati economici e produttivi. Diversi sono i beni confiscati alle mafie, una mafia che non spara, ma che è presente. Provvedimento legislativo nato su iniziativa e proposta del Movimento Cinque Stelle e con 30 voti favorevoli l'Aula il 29 maggio 2017 ha detto unanimamente sì alla legge contenente norme per prevenire e contrastare i fenomeni di criminalità organizzata e di stampo mafioso. Un testo rivisto per alcuni aspetti rispetto all'originario ma rimangono intatti diversi punti fermi in ogni caso importanti. Il mai nato, a dirla tutta, Osservatorio sulla sicurezza integrata, verrà sostituito dall’Osservatorio regionale antimafia, organo di assoluta innovazione nel panorama regionale, con funzioni – fra le altre – di monitoraggio, studio e ricerca sulla criminalità anche organizzata o di stampo mafioso. Sarà composto da cinque membri nominati dal Consiglio regionale, anche se non si capisce come verranno nominati, probabilmente seguiranno dei provvedimenti attuativi.

Viene istituita la "Giornata dell'impegno contro le mafie e in ricordo delle vittime" che si affianca alla celebrazione nazionale del 21 marzo, giorno entro il quale dovrà relazionare l'Osservatorio regionale antimafia sulla sua attività espletata, all'intervento nelle scuole e con le scuole, alla costituzione di parte civile nei processi contro le mafie. In merito all'intervento delle scuole più che un ruolo propositivo da parte della Regione emerge un ruolo di sostegno alle iniziative contro le mafie. La Regione, per contribuire all’educazione alla legalità e allo sviluppo dei valori costituzionali civici, sostiene le iniziative rivolte agli studenti di ogni ordine e ai docenti, anche attraverso intese o convenzioni sia con l’Ufficio scolastico regionale che con le Università del Friuli Venezia Giulia. Da segnalare anche le azioni di collaborazione tra Regione e Comuni per azioni di forte valore simbolico orientate all'educazione e alla cultura della legalità anche attraverso l'intitolazione di vie e piazze a vittime della criminalità organizzata e di stampo mafioso. Una via a Peppino Impastato, per esempio, potrebbe essere anche dedicata nei nostri Comuni, ma non solo a Peppino ovviamente.

Prima del voto la Giunta ha accolto un ordine del giorno presentato dai consiglieri Cinquestelle sul contrasto alla criminalità nell'agricoltura, settore altrettanto delicato che merita sicuramente di essere monitorato con attenzione. Non sarà una legge perfetta, ma è un primo passo fondamentale e profondamente innovativo per una regione come il FVG non più isola felice e dove si auspica che le mafie possano avere seriamente vita dura.

Marco Barone




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