martedì 13 dicembre 2011 - minox

Le batterie al sale: una grande promessa ecologica

E' una tecnologia per l'accumulo di energia elettrica che permetteva dimensioni e capacità nettamente inferiori rispetto ai sistemi a base di piombo e circa la metà dei moderni sistemi al litio assolutamente non inquinante ed ecologica.

Era il 2009 quando a Montecchio Maggiore, suo quartier generale, la FIAMM lancia una sfida: riuscire ad alimentare con una sola batteria, ben settanta case per sette ore di seguito. Il progetto della batteria al sale in realtà era partito già nel 2005 e 12 persone hanno lavorato costantemente e stabilmente al progetto.

E' una tecnologia per l'accumulo di energia elettrica che permetteva dimensioni e capacità nettamente inferiori rispetto ai sistemi a base di piombo e circa la metà dei moderni sistemi al litio assolutamente non inquinante ed ecologica. Stefano Dolcetta, amministratore delegato del gruppo vicentino, sa bene che l'interesse per il nuovo prodotto non manca.

"Queste batterie, spiega, hanno una efficienza che si mantiene eccellente anche a temperature estreme (quelle al piombo molto meno). E' per questo che i locali che ospitano server e centri dati devono essere costantemente climatizzati, causando un alto consumo di energia per le aziende. Alla luce dei vincoli sulla riduzione di inquinanti e sul consumo di energia previsti dal protocollo di Kyoto, è evidente che poter disporre di accumulatori che non hanno bisogno di climatizzazione, permette un [//]taglio netto nei consumi e nei costi".

Fondata nel 1942 e leader nella produzione di accumulatori per auto e per uso industriale, la Fiamm non si è fermata qui: ad oggi è tra i protagonisti mondiali del futuro dell'auto ecologica. Il forte impegno nello sviluppo di tecnologie innovative nel reparto batterie auto.

Le batterie al sale sono una tecnologia che si va sempre più consolidando nel settore della trazione elettrica e presentano notevoli potenzialità anche in altre applicazioni, come ad esempio nel settore della generazione e la distribuzione dell'energia prodotta da fonti rinnovabili, grazie alla loro capacità di accumulare grandi quantità di energia senza generare inquinanti.

Coerentemente con l'idea di auto elettrica a zero emissioni, anche la batteria al sale è amica dell'ambiente:

- utilizza semplice sale da cucina
- ha un peso notevolmente ridotto (anche rispetto a sistemi al litio)
- non richiede manutenzione
- ha grande autonomia
- è insensibile alle temperature esterne
- i suoi componenti sono completamente riciclabili.

Fonti rinnovabili

La potenza sviluppata dai generatori solari o eolici è largamente dipendente dall'irraggiamento solare e dalle condizioni ambientali dovute a situazioni climatiche non prevedibili e mai costanti. Gli accumulatori elettrici sarebbero il mezzo in grado di permettere lo stoccaggio di questa energia prodotta e permetterne il rilascio nel momento in cui il sistema di generazione non garantisce più l'erogazione sufficiente.

Il problema è che la tecnologia di accumulo elettrico, benché esista da più di 150 anni, non si è evoluta allo stesso ritmo delle altre tecnologie. Ancora oggi le batterie al piombo, le più utilizzate a scopo di back-up di energia, occupano molto spazio, sono pesanti, costose, inquinanti, richiedono manutenzione e sono sensibili alle temperature esterne. Sono montate in tutte le nostre auto e tutti abbiamo sperimentano che si ammalano d'estate e muoiono d'inverno.

Gli accumulatori al sodio cloruro di nickel, detti batterie al sale, si sposano perfettamente con queste tecnologie ed hanno da parte loro notevoli vantaggi:

- l'utilizzo di una materia prima largamente disponibile (il sale comune)
- l'uso di componenti riciclabili
- l'estrema affidabilità
- l'assenza di manutenzione.

Anche i materiali utilizzati per la loro fabbricazione sono riciclabili e ad impatto zero. Inoltre le reazioni elettrochimiche che avvengono in queste batterie (a circa 270 °C), sono insensibili alle temperature esterne e non causano corrosioni.

Tecnologie portatili

Su questo fronte sembrerebbe che la Sumitomo Electric Industries abbia raggiunto un nuovo importante risultato tecnologico, realizzando un nuovo tipo di batterie capaci di offrire performance maggiori e costi ridotti rispetto alle odierne batterie agli ioni di Litio.

In realtà il principio alla base di questa idea non è particolarmente innovativo, ma è notevole il risultato di aver trovato il giusto elemento in grado di sostituire (e superare) il Litio. Sfruttando il sodio infatti la temperatura necessaria a mantenere lo stato liquido è molto più bassa, inoltre la densità di energia a disposizione raddoppia. Come se non bastasse anche i costi si abbattono, infatti le nuove batterie costerebbero solo il 10% rispetto a quelle attuali (circa 240$ per kWh).

Queste nuove batterie a “sale fuso” dovrebbero arrivare in commercio nel 2015 e potrebbero finalmente soppiantare le attuali batterie al litio (ormai presenti praticamente ovunque), aprendo nuove prospettive di autonomia per i dispositivi portatili quali telefoni cellulari, notebook, tablet, ecc.



13 réactions


  • (---.---.---.147) 13 dicembre 2011 18:42

    da Paolo Mazzanti.

    Queste batterie hanno alcuni pregi notevoli, primo fra tutti per me di essere "verdi".
    Mi chiedo però come gestirle al posto di una batteria classica al piombo di un’autovettura.
    La necessità di operare ad oltre 270 gradi celsius obbliga ad attendere che un opportuno dispositivo la riscaldi, se non è in uso da alcune ore e quindi si è raffreddata; sarebbe quindi necessario attendere il riscaldamento prima di poter usare l’autovettura.
    Inoltre i cicli di carica/scarica sono simili?
    I vantaggi di un costo minore e di una capacità superiore per kg potrebbero essere vanificati dai due problemi che ho indicato.
    Sarei lieto di ricevere da "minox" chiarimenti in proposito.


  • (---.---.---.190) 13 dicembre 2011 19:56

    Per i sistemi di isolamento termico non vedo grossi problemi, se si riescono a produrre contenitori per il metano liquido che conservano il gas nello stato liquido senza necessità di sistemi di refrigerazione, figuriamoci mantenere una temperatura che potrebbe essere stabilizzata con un banale resistore elettrico.
    Anche il peso non incide di molto, se si organizza una doppia camera a vuoto d’aria l’isolamento termico è pressoché perfetto ed il peso è solo quello dei contenitori stagni.

    Per il resto purtroppo non ho molte notizie in materia oltre quelle già scritte nell’articolo. Ho però sentito parlare di brillanti soluzioni sperimentate presso alcuni centri di ricerca europei e giapponesi che parlano di sale liquido, una tecnologia che si presterebbe per applicazioni portatili, da qui deduco (ma sono mie deduzioni) che con queste tdiverse ecnologie non servirebbero temperature di esercizio tanto estreme. Saluti.


    • (---.---.---.182) 14 dicembre 2011 17:27

      Paolo Mazzanti.

      Grazie per la pronta risposta.
      Purtroppo mi risulta che restino ancora non risolti i due problemi, da me presentati, cioè la necessità di attendere il riscaldamento della batteria, se è rimasta ferma per oltre 4 ore (consumo a parte di energia elettrica, pari a circa 90 W per una batteria da autovettura) e quello del numero di cicli di scarica/carica, pari a circa la metà di quelli delle comuni batterie al piombo.
      Infine, che io sappia,per applicazioni portatili si intendono quelle per alimentare piccoli apparecchi.


  • Renzo Riva Renzo Riva (---.---.---.190) 26 dicembre 2011 22:45

    ...e tale rimarrà: solo una promessa.


    • (---.---.---.95) 27 dicembre 2011 10:17

      Signor Riva il suo ottimismo dirompente è un sicuro stimolo alla ricerca, fossi in lei mi sarei fermato all’invenzione dell’aratro!


    • (---.---.---.146) 19 marzo 2013 20:01

      Credo che l’aratro sia ancor troppo evoluto per il buon Riva, penso sia ancora fermo alle lance con la punta di selce..


  • Renzo Riva Renzo Riva (---.---.---.100) 29 dicembre 2011 18:42

    Vuol dire cosa che non mi si permette di replicare?
    Invio regolarmente
    http://www.agoravox.it/Le-batterie-...
    ma non compare niente.


  • Renzo Riva Renzo Riva (---.---.---.59) 1 gennaio 2012 23:15

    Minox queste sono le mie considerazioni.

    Se questa ricerca è della FIAMM e non riceve alcun contributo da parte pubblica
    sono affari suoi.
    In ogni caso l’energia specifica per unità di massa (kWh/kg),
    pur essendo doppia rispetto alle batterie al piombo tradizionali,
    è lontana ancora anni luce da un valore accettabile
    per una mobilità che sia economicamente sostenibile.

    http://mecsys.mecc.polimi.it/Didatt...
    A pagina 5 c’è un errore perché manca un "Non" davanti alla frase "Funziona bene a basse
    temperature"
    .


  • (---.---.---.7) 30 marzo 2012 13:21

    per favore inviarme anche me la stesa risposta
    la mia posta lula691@hotmail.com
    gracie
    luis caceresp.


  • (---.---.---.17) 26 luglio 2013 20:35

    Le uniche batterie che danno garanzie di funzionamento ed a prezzi contenuti sono:

    .
    Renzo Riva

  • (---.---.---.113) 1 gennaio 2014 22:32

    La Fiamm più che la sfida lancia i soldi! Questo tipo di batteria è stato realizzato dal gruppo Zeolite Battery Research Africa Project (ZEBRA) nel 1985.
    Ora la Fiamm deve aver comprato i brevetti ed essendo una mega multinazionale riuscirà a piazzarne molte di più della piccola ditta che dal ’85 a oggi non ne deve aver vendute poi tante.
    Scusate ma bisogna essere precisi.

    Marcello


  • Renzo Riva Renzo Riva (---.---.---.187) 23 gennaio 2014 21:37

    A ridaiie!
    C’è sempre qualcuno che riscopre l’acqua calda.

    http://www.technologyreview.com/new...


    • (---.---.---.101) 24 gennaio 2014 09:52

      Lei è un demente e già l’ho detto, ma lo ripeto semplicemente perché lei ha commentato più volte questo articolo diversi mesi fa e nemmeno se lo ricorda. Si vada a scorrere l’elenco e sarà tutto confermato dai fatti.


Lasciare un commento