mercoledì 15 aprile 2009 - soloparolesparse

La voglia di comunicare di chi ha perso tutto

Prendo spunto da quanto accaduto nel mio blog nell’ultima settimana per una veloce riflessione. Il tutto è partito dalla mia decisione di dare spazio utile alle notizie relative al terremoto rinunciando ad aggiornare con nuovi post per l’intera giornata di lunedì scorso.

Così ho pubblicato solo i link alla diretta di Repubblica e agli aggiornamenti su Twitter.

Questa scelta mi ha in realtà portato un gran traffico sul sito.
Evito di approfondire i numeri per non ripetere la figura magra già fatta dal Tg1, ma questa introduzione mi serviva per far capire quello che è successo in seguito.

Probabilmente questo gran traffico ha portato sul mio blog anche alcune delle persone vittime del disastro. Gente comune rimasta senza casa e senza possibilità di comunicare col mondo.

E così è successo in due occasioni che alcune di queste persone mi abbiano chiesto spazio per poter comunicare attraverso il mio blog.

Così ho lasciato spazio prima ad una ragazza che si trova nella tendopoli di Monticchio e poi ad un’altra ragazza che ha la famiglia sfollata nella stessa tendopoli.

Come mai questo bisogno di parlare, di comunicare, di far sentire la propria voce?

Mi sono risposto che probabilmente quello che i giornali tradizionali e le televisioni stanno facendo arrivare nelle nostre case non è esattamente quello che le persone colpite dal terremoto vogliono farci sapere.

Ed allora è inevitabile che queste persone cerchino canali alternativi per far sentire la loro voce. E questi canali sono i blog, i social network, gli strumenti che la rete mette a disposizione.

Quello che le due donne hanno voluto esprimere tramite il mio blog è semplicemente un sentimento di gratitudine verso la Protezione Civile e verso i volontari che sono sul posto da una settimana.

Quello a cui (almeno per il momento) non sono interessate a discutere è l’eventuale possibilità che tutto questo si potesse evitare.

Ora c’è bisogno di lavorare, di dare e ricevere fiducia, di muoversi insieme per ricominciare.

Il tempo delle polemiche avrà spazio più avanti... forse.

(credits foto: pablo72)



6 réactions


  • Paolo Praolini Paolo Praolini (---.---.---.74) 15 aprile 2009 16:01

    Concordo pienamente, questo è il momento per far ripartire tutto e quindi rimboccarsi le maniche.
    Per la retorica, polemiche e processi mediatici non c’è più spazio, occorre aggredire in maniera forte la problematica dell’organizzazione della ricostruzione.


  • Balboa (---.---.---.90) 16 aprile 2009 12:44

    Vista la grande mole di notizie che arrivano a tv e giornali (soprattutto su fatti di questa rilevanza) e normale che si faccia una cernita su cosa dare "in pasto" a chi ne usufruirà.
    Le notizie poi vengono anche esposte in certo modo,o non esposte,a seconda dell’orientamento politico (tacito o esplicito) della testata giornalistica.
    Che i blog e i social networks diano sfogo ma soprtattutto una voce importante a chi vuole dire la sua è una grande cosa positiva che un mondo globale e in diretta ci permette!
    Balboa (giovanipensanti.blogspot.com)


  • Balboa (---.---.---.90) 16 aprile 2009 16:26

    Ovviamente lo è ;)
    Viva internet che ci fa arrivare l’Informazione libera!


  • Gianni Fiorani (---.---.---.50) 16 aprile 2009 18:58

    Mi rivolgo qui per inoltrare la mia proposta alle persone colpite dal terremoto. 
    Se siete daccordo propongo di destinare a voi l’8 per mille con un atto di disobbedienza civile,cioè trattenere le quote corrispondenti e versarle su un fondo a vostra disposizione,senza intermediari e previa comunicazione di ciò all’agenzia delle entrate


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