martedì 6 aprile - Marco Barone

La parata delle mummie: Al Sisi l’ultimo faraone d’Egitto nell’attesa della svolta democratica

Oltre due ore di evento per la parata delle mummie. Una cosa d'altri tempi, nel vero senso della parola. Tempi dove si richiamavano coreografie che erano tipiche del ventennio fascista, Mussolini ne sarebbe rimasto sicuramente ammaliato, anche se va detto che i figuranti non marciavano perfettamente in ordine, qualcosa si sarebbero potuti fare insegnare dai loro amici cinesi, o russi, per come si deve stare perfettamente in ordine in fila durante le parate dittatoriali.

 

Evento realizzato per il trasferimento di 22 mummie reali che dal Museo Egizio di Tahrir hanno percorso un breve viaggio verso il Museo Nazionale della Civiltà Egizia ( Nmec). Una parata da regime, per un regime, con una propaganda da regime con Al Sisi che alla fine dell'evento attraverserà un tunnel per apparire immobile tra due piccole piramidi per salutare le 22 mummie, reali. Al Sisi si sente come l'ultimo faraone d'Egitto, si atteggia come tale, e governa l'Egitto con gli stessi metodi di allora. Invece di erigere piramidi, anche se non è detto che non ne verrà realizzata una per Al Sisi visto come si atteggia, si costruiscono città nel deserto per ricchi, mentre il popolo patisce la fame e soffre la schiavitù essendo i diritti umani inesistenti nella terra dei faraoni. Dedica tutte le energie del Paese a rinforzare l'esercito, l'esercito è al potere in Egitto, Al Sisi è un generale che ha fatto cadere Morsi, colpendolo alle spalle con un colpo di Stato che nel luglio del 2013 lo porterà al potere. La parata delle mummie è stata la coreografia perfetta per questo regime, apprezzata in modo acritico da tanti, senza aver capito che altro non era che l'auto elogio di un regime che continua ad essere sostenuto vergognosamente dalle principali democrazie occidentali, Italia in testa, malgrado tutto.

mb 

Foto di M P da Pixabay 




Lasciare un commento