venerdì 12 aprile - Françoise Beck

La mediocrità al potere

La mediocrità riguarda la cosa che non è degna di essere notata. Ed infatti, cosa se ne ricorderà della politica attuale? Anche se dei fatti inammissibili si svolgono, come lasciare gente disperata in mezzo al mare, il conto si riassume ad una mediocirtà inimmaginabile.

 

Leggo un articolo di Marc Lazar, professore di scienze politiche, specialistà dell'Italia (letemps.ch), risalente al 2012. Il titolo dice: "La mediocrità della classe politica è il problema maggiore". Era nel 2012, era valido prima, lo è ancora. L'articolo denuncia le difficoltà di tutti i partiti, la mancanza di stabilità. L'autore avvicinava già la situazione italiana a quella della Grecia. 

Dove sono i grandi personaggi dello Stato? Oggi dei ministri non conoscono la legge, si fanno fotografare con la fidanzata nuova nell'erba, ingozzandosi come orchi, ...

Siamo in piena mediocrazia. Si è allontanato lo spirito rinascimentale, quello della curiosità, quello del gusto della cultura, quello del progresso. Assistiamo, impotenti, alla decadenza.

Si pensa floscio, dice Alain Denault. E ha ragione. Peggio, se si cerca a provocare la riflessione, siamo chiamati noiosi, pretenziosi.

Basta poco per avere il potere e mantenerlo. La mediocrità ormai è diventata un modello. La critica è diventata non più l'occasione di una rimessa in questione, ma un fatto insopportabile. Evviva la banalità! Tutto è desincarnato, dal lavoro alle relazioni sociali. La politica si fa alla giornata. Si prende le persone in giro abbeverandoli di effetti dell'annuncio, di foto, di tante parole, di finta simpatia.

Noi, vogliamo di questa mediocrità?

Françoise Beck



1 réactions


  • pv21 (---.---.---.148) 13 aprile 17:51

    Cicalecci > Nel nuovo DEF è previsto un incremento del DEFICIT al 2,4 (da 2,04) con un PIL che scende al +0,2% (da 1,0).

    In pratica il precedente “disavanzo” del Bilancio (Deficit) viene alzato in misura doppia (0,4) rispetto al valore adesso programmato per il Pil del 2019.

    Mentre il prospettato “boom” di crescita come al solito viene dilazionato ancora di qualche trimestre, si persiste con la tecnica delle “mancette”, da elargire qua e là, spostando i relativi milioni tra i vari capitoli del Bilancio .

    Non solo. A PAROLE si esclude di ritoccare l’IVA, ma nel citato DEF è scritto (scritto!) che, dal 2020, le maggiori entrate e una più alta inflazione risentiranno di “aumenti automatici di IVA e di accise”.

    Intanto, vista la realtà quotidiana e con l’aria che tira, i comuni cittadini pensano a fare scorta dei beni di prima necessità


    Concludendo.

    Ogni giorno media e web danno rilievo al rincorrersi di siffatti pubblici “cicalecci”.

    Ad una Democrazia “sana” non giovano affatto le millanterie ed i “poteri” di clan di Primi Super Cives interessati a …


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