martedì 8 settembre - Damiano Mazzotti

La lunga e travagliata storia del potere e della libertà

“La strettoia. Come le nazioni possono essere libere” è un maestoso saggio di stampo storico, economico e antropologico, ricco di aneddoti, di storie istruttive e di riflessioni pragmatiche (Daron Acemoglu, James A. Robinson, il Saggiatore, 2020, 664 pagine effettive, euro 35).

 

Questo libro molto originale prende in esame alcune culture umane nel corso della loro storia (si parla anche degli antichi romani e dell’economia rinascimentale italiana). Ovviamente prende in esame l’evoluzione istituzionale e della libertà nelle società occidentali (Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Russia, Polonia, Germania). Inoltre analizza alcune società africane, la società araba e musulmana, la cultura politica cinese e indiana, la storia delle principali nazioni latino-americane, e anche la storia delle isole hawaiiane (p. 163). E dopo alcuni secoli l’esempio svizzero è ancora quello che dovrebbero seguire molte nazioni: partecipazione dal basso, scarso centralismo, scarso militarismo, ma un buon addestramento alle armi per la difesa personale e della comunità. Da un punto di vista sociale, economico e monetario, anche la Svezia è un buon esempio da imitare: “la natura universale dei programmi di welfare svedesi” impedisce i dannosi clientelismi (p. 630).

È meglio ricordare che in passato le persone potevano essere date in pegno o in garanzia per avere crediti o per ripagare debiti. Purtroppo “nella storia dell’umanità, la libertà è una cosa rara. Molte società non hanno sviluppato nessuna autorità centrale in grado di far rispettare le leggi, risolvere pacificamente i conflitti e proteggere il debole contro il forte. Invece hanno spesso imposto alle persone una gabbia di norme, con conseguenze altrettanto tragiche per la libertà” (p. 53).

Oltretutto “non esiste nessuna tendenza naturale che spinga tutte le nazioni verso un insieme uniforme di istituzioni statali e di relazioni tra Stato e società” (p. 619). Per garantire le libertà individuali e i diritti umani servono associazioni che si dedicano alla “tutela dei diritti dei cittadini contro tutte le minacce, quelle provenienti dallo Stato, quelle provenienti dalle classi dominanti e quelle provenienti dagli altri cittadini [i vari dipendenti pubblici o privati]” (p.659). La mobilitazione ben organizzata della cittadinanza è sempre stato il miglior metodo per difendere i diritti civili.

Però sono soprattutto le persone a capo di uno Stato e i vari gruppi dirigenti che determinano il tipo di società e la tipologia di nazione. Saper trovare i giusti compromessi tra le classi sociali e le pressioni internazionali non è per niente facile. Capire gli investimenti giusti da fare è più facile. Ma se si affidano i progetti alle persone sbagliate non si va da nessuna parte (gli amici o gli amici degli amici non sono quasi mai le persone giuste). L’onestà ripaga tutta la nazione, ma scontenta le famiglie più potenti. Prima o poi un governo che produce troppe leggi per favorire solo i principali gruppi dominanti, senza pensare al bene comune, fa la fine del baco da seta, che fila e trova la sua morte tra i suoi fili (Kaldun, p. 162). Troppe leggi ingessano l’economia e favoriscono la corruzione e la nascita di aziende pubbliche e private di stampo parassitario. Naturalmente la classe dirigente va educata a rispettare gli interessi generali della popolazione e delle varie istituzioni statali.

In ogni caso per semplificare le cose si possono considerare cinque categorie di strutturazione statale: lo Stato assente, dove i governanti pensano ai loro affari e la società civile vive in una specie di anarchia, più o meno incivile a seconda della collocazione storico-geografica; lo Stato debole, dove i governanti non trovano la forza per opporsi ai gruppi più potenti e influenti; lo Stato burocratico (ad esempio l’Italia), che pensa di risolvere i problemi con l’infatuazione delle parole scritte (si usano i decreti ministeriali perché fare le leggi è già diventato troppo difficile); lo Stato incatenato, cioè uno Stato forte, che ha una buona separazione e limitazione del potere esecutivo, legislativo, giudiziario, militare, economico mediatico; lo Stato dispotico, dove i poteri sono accentrati, accorpati e usati contro l’interesse della popolazione e della nazione (in molti casi le risorse e i diritti dei cittadini vengono svenduti agli stranieri).

Da un certo punto di vista, soprattutto internazionale, rimane ancora valida la teoria realista e cinica di Hobbes: il diritto deriva dalla forza e ogni sovrano è legittimo. Quindi “la legittimazione internazionale si traduce in legittimazione nazionale e offre una copertura per reprimere e sopprimere il dissenso in patria” (p. 618). Esiste però la forza bruta poliziesca, militare, o paramilitare, e la forza istituzionale militare che in alcuni casi si può conciliare con la libertà assicurata ai cittadini (potete approfondire la questione nella nota finale sul Portogallo). Naturalmente se le principali istituzioni agiscono male, il crollo della fiducia dei cittadini peggiora l’economia e la società (p. 646). E l’ulteriore grave crisi sociale è sempre utile per chi agisce male...

Tuttavia esiste anche un fondamentalismo liberale come dichiarato da uno dei suoi più autorevoli teorici: “Forse niente ha arrecato alla causa liberale quanto l’ottusa insistenza di alcuni liberali su certe rozze regole empiriche, soprattutto sul principio del laissez faire [lasciar fare tutto evitando le varie regolamentazioni]. Non può esservi dubbio che un minimo di cibo, abitazione e vestiario, sufficienti a preservare la salute e la capacità di lavoro, debbano essere garantiti a tutti” (Friedrich von Hayek, La via della schiavitù, citato a p. 622; per una valutazione molto accurata degli aspetti teorici e pratici del reddito di base: https://www.agoravox.it/Reddito-di-base-e-razionalita.html).

Perciò nel 2020, in un paese occidentale, la garanzia di una vita dignitosa per ogni cittadino non dovrebbe essere condizionata a un sistema di cittadinanza legato alla sorveglianza di stampo totalitario cinese (con un sistema di esclusione sociale a punti). Hayek non aveva tutti i torti a temere i rischi dell’eccessiva dipendenza economica di un cittadino dagli apparati burocratici statali. E a mio parere sono molto pericolosi gli Stati che vorrebbero regolare tutte le relazioni microeconomiche informali, anche attraverso l’eliminazione dei contanti (che aiuta solo le banche, http://www.agoravox.it/Liberta-Uguaglianza-e-Reddito-di.html). Anche gli autori di questo saggio ritengono molto reali i nuovi pericoli legati alla dittatura della sorveglianza digitale (p. 658).

Per quanto riguarda la breve, industriosa e misteriosa storia degli Stati Uniti, oltre alla strana morte di John Fitzgerald Kennedy (1963) e del fratello Robert Kennedy (1968, candidato alla presidenza), occorre ricordare il famoso discorso d’addio del presidente Dwight Eisenhower (ex generale): “Dobbiamo vigilare con l’acquisizione di un’influenza ingiustificata, volutamente o meno, da parte del complesso militar-industriale. Il rischio di una disastrosa espansione del potere indebito di questo complesso esiste e continuerà ad esistere”. La “cittadinanza attenta e bene informata” deve vigilare “affinché la sicurezza e la libertà possano prosperare insieme” (1961, citato a p. 452). Infatti la servitù volontaria e involontaria dei burocrati acritici è pericolosissima.

Comunque le innumerevoli storie personali e istituzionali sono ben raccontate, illuminano la mente e ci fanno capire che la libertà ha bisogna di acque pulite e cristalline per poter prosperare. I piani e le azioni che non vengono fatte alla luce dello sguardo dei cittadini, prima o poi corrodono la struttura portante di qualsiasi istituzione. Gli autori hanno molte ragioni nel sostenere l’importanza della regolamentazione e della ridistribuzione statale, ma queste genere di operazioni, se sono fatte male, sono peggio della mancanza di regolamentazione e ridistribuzione.

Infine indico tre principali percorsi di riflessione per rendere più profittevole questa lettura: Perché la libertà non viene insegnata nelle università? Chi porrà i nuovi limiti ai nuovi sovrani digitali? Perché il marketing è una delle materie più studiate? Qualche risposta la potete cercare qui: www.agoravox.it/Bernays-le-pubbliche-relazioni-e.html; https://www.agoravox.it/Taplin-e-i-nuovi-sovrani-digitali.html; https://www.agoravox.it/Hayek-e-il-monopolio-e-la.html (la lettura diretta di un grande pensatore); https://www.agoravox.it/Shoshana-Zuboff-la-dipendenza.html.

 

Daron Acemoglu insegna economia al MIT di Boston (https://twitter.com/drdaronacemoglu). In Italia ha pubblicato Microeconomia (Pearson, 2016) e Principi di economia politica (Pearson, 2016). Recensione aggiuntiva: www.ilfoglio.it/una-fogliata-di-libri/2020/07/08/news/la-strettoia-321984.

 

James A. Robinson è un economista e un politologo. Insegna presso l’Università di Chicago e dirige il Pearson Institute (https://thepearsoninstitute.org/globalforum2020). Nel 2013 è uscito il saggio Perché le nazioni falliscono (http://www.agoravox.it/Dalle-stelle-sociali-alle-stalle.html).

 

Nota polemica – Ai neri americani che ignorano gran parte della storia africana consiglierei di capire che molte popolazioni africane e musulmane si reggevano sulla vendita degli schiavi (p. 44). Inoltre l’ultima nazione ad abolire la schiavitù è stata una nazione africana. Proverbio africano: “Se non hai un padrone, una bestia più feroce ti prenderà” (popolo ashanti).

Nota aforistica – “Il saggio intende la giustizia, l’uomo volgare intende il profitto” (Confucio); “Occhio per occhio e il mondo diventa cieco” (Gandhi); “La guerra fece lo Stato, lo Stato fece la guerra” (Charles Tilly); “La guerra fece lo Stato in Svizzera, ma fece anche la società” (p. 369); “L’Italia è la terra del passato vivente e del cittadino assente” (Amian Azzott); “Per i miei amici, qualsiasi cosa, per i miei nemici, la legge” (Getulio Vargas, ex presidente Brasiliano); “Il 50 per cento delle persone potenti è ricca di famiglia, il restante 50 per cento è benestante e ambiziosa. La metà di ogni metà è più malvagia di un cittadino costretto a fare delle cose illegali” (AA); ”Il 90 per cento delle persone potenti sono pigre e sfruttano le persone più servizievoli per portare avanti i loro piani, e le persone e i cittadini pigri e passivi completano il lavoro dei servi meno pigri” (AA); “Chi può controllare i controllori? Un esercito di controllori” (Amian Azzott); “Se una persona rinuncia ad alcuni diritti, qualcun altro deciderà di svendere alcuni diritti” (Amian Azzott).

Nota legale – Negli Stati Uniti “il sistema legale americano consente ai singoli individui di intentare causa contro chi froda lo Stato; se la causa si conclude positivamente, il querelante riceve una frazione (fra il 15 e il 25 per cento) della somma recuperata dal governo federale” (p. 431). Questa norma sarebbe probabilmente risolutiva per risolvere molto malaffare italiano, anche sanitario. Negli Stati Uniti hanno ucciso solo due senatori: Robert Kennedy e Huey Pierce Long (che criticava gli strapoteri della Federal Reserve): https://it.wikipedia.org/wiki/Huey_Pierce_Long. Quindi la cosa più illegale è uccidere, la seconda cosa più illegale è essere un burocrate anticostituzionale (https://www.mittdolcino.com/2020/05/22/john-fitzgerald-kennedy-ed-il-discorso-sulle-societa-segrete-che-pochi-conoscono). Senatore avvisato mezzo sparato (quindi forse non eliminato).

Nota berlinese a cura di Robert F. Kennedy Junior – Hermann Göhring disse: io so perché la gente segue i nazisti. Molto semplice, non ha niente a che vedere con il nazismo. Lo si può fare nel socialismo, nel comunismo, nella democrazia. È la natura umana. Dobbiamo solo far paura alla gente e poi loro ci seguono. “Cinquant'anni fa, mio zio J.F. Kennedy venne a Berlino. Berlino era il fronte contro il totalitarismo. E oggi è di nuovo così: Berlino è il fronte contro il totalitarismo. Ed è per questo che oggi ripeto con orgoglio: sono un berlinese” (la manifestazione di Berlino del 2020, www.marcotosatti.com/2020/08/30/bob-kennedy-a-berlino-usano-la-paura-come-i-nazisti).

Nota cilena – Nel mese di giugno del 1973, prima del colpo di Stato di Pinochet del settembre dello stesso anno, un quotidiano affermò: “Per poterci salvare politicamente, dobbiamo rinunciare a tutti i partiti politici, alla buffonata delle elezioni, a una propaganda politici velenosa e attribuire il compito di porre fine all’anarchia ad alcuni militari scelti” (p. 551).

Nota portoghese – Un esercito atipico: https://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_dei_garofani.

Nota internazionale – Nel 2017 “l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nominò l’allora presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe ambasciatore itinerante per le malattie non trasmissibili” (p. 617). Quindi anche i dittatori più scatenati possono fare carriera in campo internazionale e sanitario. In molti casi basta essere famosi per fare carriera (o essere figli o nipoti di persone famose). In molti altri casi bisogna essere molto stronzi. In ogni caso “Un uomo che muore di fame non è libero” (William Beveridge, Perché e come sono liberale, 1945, p. 659). La storia ha reso evidente che “Le persone affamate e senza lavoro sono la materia di cui sono fatte le dittature” (Franklin Delano Roosevelt, discorso sullo stato dell’unione del 1944, p. 660).

Nota nazista – La descrizione della nascita burocratica della feroce e disumana dittatura del Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori è sicuramente la parte più illuminante e angosciante del libro (il racconto inizia a pagina 523). Nel 1933 Hitler promise di volere i pieni poteri per soli 4 anni. Prima di arrivare al potere Hitler fu anche arrestato per un tentativo di colpo di Stato. Fu condannato a 5 anni, ma fu rilasciato dopo poco più di un anno nel 1924. Uno dei giudici dichiarò: “Che ragazzo straordinario, questo Hitler!” (p. 532, i giudici giudicano, la giustizia esiste nei libri). Nel 1933 Hitler soppresse le principali libertà civili (compreso il diritto alla riservatezza delle comunicazioni postali e telefoniche), fomentando le paure legate al probabile golpe comunista (www.lanuovapadania.it/politica/intercettazioni-via-libera-al-trojan-il-grande-fratello-e-legge).

Nota storica – Cina: https://it.wikipedia.org/wiki/Campagna_di_eliminazione_dei_quattro_flagelli.

Nota burocratica – Uno dei più grandi esperti internazionali del potere burocratico è morto in Italia qualche giorno fa: https://www.agoravox.it/David-Graeber; https://www.agoravox.it/David-Graeber-e-la-cultura.html; https://www.adnkronos.com/cultura/2020/09/03/morto-antropologo-david-graeber_lNLHhTXzKZosQtp7tS9VvL.html (dopo Kary Mullis, un’altra morte occultata: David Graeber); http://www.mangialibri.com/libri/il-potere-dei-re (l’ultimo libro di Graeber).

Approfondimento video: https://www.youtube.com/watch?v=UoSxFmCoX44 (il Prof. Barbero). Approfondimento emotivo: www.luogocomune.net/28-opinione/5593-negare-il-tradimento



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