martedì 5 febbraio - Antonello Laiso

La leggenda d’o Munaciello sotto casa 2

Vicienzo non era piu lo stesso, da quando aveva saputo dalla moglie che un munaciello si introfulava in una cantina posta sotto il suo appartamento e dal quale la moglie accedeva attraverso una botola collegata ad una scala, e che tale munaciello poi... come dono alla donna lasciava buste di spesa alimentare. 

 Era pensieroso, era turbato, preoccupato quasi che quella storia fattagli credere potesse essere non vera, del resto Vicienzo uomo abbonato e gran lavoratore nonostante i consigli di quella povera donna di sua madre, che non voleva che sposasse Concetta, addivenì lo stesso al matrimonio con Concettina, egli amava quella donna alla follia. Un amore non ricambiato e che Concetta non poteva ricambiare con nessuno.

Concetta era una donna che da sempre era stata nelle grazie di molti della zona.Concetta aveva avuto un passato amoroso turbolento con tanti uomini, il matrimonio ed i figli non avevano placato quella voglia di esibire la sua sensualità e nel contempo di essere desiderata. Amava sentirsi desiderata, Concetta era stata, ed era rimasta, una donna volubile. Concetta non poteva mai essere una moglie affidabile per nessuno.

Un bel giorno al mercato i colleghi di Vicienzo essendo tutti a conoscenza del "miracolo ro' munaciello" che si era verificato nella sua casa decisero di parlargli. Vicienzo era voluto bene da tutti per quel carattere un po' infantile, credulone e di gran lavoratore da sempre.

Vicie'- incominciarono - nui te vulimm ben ( ti vogliamo bene) tutti quanti, ma ti dobbiamo dire anche a malincuore che tu ti devi guardare bene da quella malafemmena di tua moglie, ma come il munaciello ti porta pure la spesa a casa? ti pare che il munaciello lascia la spesa a tua moglie, e magari questa gli dice pure che vuole? noi ti aiuteremo a riguadagnare la tua dignità. E cosi gli svelarono il piano del quale lui si convinse ad accettare.

La mattina seguente e dall'alba del primo mattino prima che la moglie si svegliasse lui Vicienzo doveva aprire quella porta secondaria dal vicolo dove esisteva quel vano sotto la casa e li si sarebbe introdotto e nascosto nell armadio Peppiniello un amico comune del mercato.

 Peppiniello era un ometto di circa 40 anni molto piccolino, la sua statura non superava il metro e mezzo e questi nascosto nell'armadio e vesito da munaciello avrebbe osservato quel che realmente accadeva laggiù quando Vicienzo il marito di concettina andava al lavoro mercato. Cosi fu, Peppiniello era rannichiato in quell'armadio di noce vecchio che mai veniva aperto e che a malapena si apriva, presente sotto quel vano della casa, dopo circa tre ore sentì:toc toc toc, era il segnale.

Concetta aprì quella porta posta nel retro bottega, nel vicoletto, e fece entrare il suo amante. Incominciarono le effusioni, mentre Peppiniello sempre nascosto immobile nell'armadio osservava tutto da una delle piccole fessure create dai tarli .

Alla fine e durante il momento più bello dei due amanti, Peppiniello diede un calcio alla porta ed usci vestito da munaciello urlando: o munaciello, o munaciello, o miracolo.

I due amanti, i furono colti di sorpresa tra la paura e la meraviglia di ciò che stava accadendo. L'uomo scappò seminudo aprendo la porta che dava nel vicolo dove tutti si erano accalcati in attesa del momento. Concetta salì subito in casa attraverso la botola ricomponendosi alla meglio ancora impaurita. Vicienzo ritiratosi a casa nel pomeriggio e vedendo la moglie ansiosa e turbata, fintamente ignorando la causa, esclamò: Concetta oggi il munaciello? non mi dire che si è offeso e non ti ha portato niente!

Concetta non rispose il suo viso era di cera,avava capito,che il marito era a conoscenza dell'inganno Il giorno dopo tutti giocarono i numeri al lotto, questi uscirono e saltò il bancolotto a Napoli, tutti vinsero giocando i numeri di quanto accaduto.

Concetta e Vicienzo dopo un po' cambiarono casa ma rimasero sempre insieme.



1 réactions


  • Antonello Laiso (---.---.---.2) 5 febbraio 09:45

    A Napoli la fantasia supera la realta’,ma tante volte si mescola con questa,celandosi nel vissuto reale .

    Antonello Laiso


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