martedì 5 febbraio - Marco Barone

La Risoluzione europea contro l’Egitto? Solo fumo, in Europa continuano a fare affari

La politica di relazioni internazionali dell'Egitto, un Paese che si trova in una situazione di regime militare,da molti definito come una delle peggiori dittature del mondo, si muove su più fronti. Dalla Russia, alla Cina,agli antipodi, almeno in teoria, come gli USA, la Francia, l'Italia e anche la Germania.

 

Però, poi, alla fine, la via del business, unisce tutti. Diritti o non diritti, dittature o non dittature.Gli affari, prima di tutto.E dopo l'Italia, gli USA e la Francia ora è il momento della Germania. E' stato reso noto che la Germania è intenzionata ad aprire una fabbrica di Mercedes-Benz per tornare all'assemblaggio delle sue vetture in Egitto.Il capo egiziano ha incontrato una delegazione tedesca composta da amministratori delegati e rappresentanti di grandi aziende e un certo numero di parlamentari tedeschi.

E' stato comunicato che all'incontro hanno partecipato il ministro federale tedesco per l'economia e l'energia Peter Altmaier, il ministro degli investimenti Sahar Nasr, il ministro delle finanze Mohamed Maait e il ministro dell'industria Amr Nassar. Tante le prospettive di collaborazione prospettate. A partire dal progetto del corridoio di sviluppo del Canale di Suez, dal piano del governo per costruire una serie di nuove città, in particolare di quella che dovrebbe essere nuova capitale amministrativa (NAC), si è parlato di come aumentare l'efficienza della rete stradale nazionale in tutto il paese e della necessità di aumentare la dipendenza dalle energie rinnovabili.

La delegazione tedesca con entusiasmo ha espresso "l' ammirazione per i grandi progressi compiuti dall'Egitto in pochi anni, affermando che non vedono l'ora di pompare più investimenti nel paese nella fase a venire, specialmente alla luce della cooperazione in corso tra i due, in particolare nella formazione professionale e tecnica, petrolchimica, ferro e acciaio, energia e energie rinnovabili".Insomma, la risoluzione del Parlamento europeo del 13 dicembre 2018 in sostanza è stata solo fumo. Visto che si esortavano chiaramente gli Stati membri dell'UE a subordinare la futura cooperazione con l'Egitto al rispetto dei diritti umani.

mb



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