lunedì 13 gennaio - Riccardo Noury - Amnesty International

La Polonia in piazza contro gli attacchi alla magistratura

A partire dalla fine del 2015, il governo polacco ha adottato e attuato una serie di misure politiche e legislative che hanno compromesso l’indipendenza della magistratura e che hanno suscitato preoccupazione all’interno dell’Unione europea.

Tra queste, il conferimento al ministro della Giustizia del potere esclusivo di revoca e nomina di presidenti e vicepresidenti dei tribunali e il pensionamento forzato dei giudici della Corte Suprema.

Il governo ha anche trasformato in un’arma i procedimenti disciplinari, utilizzandoli contro i giudici che hanno denunciato le riforme e mettendo alcuni di loro a rischio di perdere il lavoro.

Alla vigilia del dibattito in Senato su una nuova proposta di legge che scardinerebbe ulteriormente l’indipendenza giudiziaria, ponendo definitivamente fine alla separazione dei poteri, domani a Varsavia giudici e avvocati provenienti da almeno 14 paesi – tra cui l’Italia – si uniranno a una manifestazione in difesa dei diritti umani e dello stato di diritto.

La manifestazione è stata preceduta da una lettera aperta inviata da decine di organizzazioni e accademici polacchi e stranieri alla Commissione Europea con cui si chiedono misure provvisorie che fermino la distruzione dello stato di diritto.

 

 

 

 




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