venerdì 4 marzo - Osservatorio Globalizzazione

L’ombra del Gruppo Wagner sull’Ucraina

Recentemente dall’Ucraina è pervenuta la notizia che una misteriosa milizia conosciuta come Wagner, al soldo di Putin, si stia dirigendo a Kiev, con l’obiettivo di identificare ed eliminare il presidente ucraino Zelensky. 

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Chi sono e soprattutto da chi sono finanziati? Se si guarda la sola voce di Wikipedia, si legge che è un’organizzazione paramilitare russa, ritenuta proprietà di Evgenij Prigozhin, un ricco uomo d’affari da sempre vicino al presidente russo Vladimir Putin. Tuttavia, fermo restando l’attendibilità e l’affidabilità del noto servizio enciclopedico d’informazione online, l’alone di mistero attorno alla milizia resta. Qualche anno fa un giornalista dell’autorevole Guardian aveva pianificato un incontro con un certo Marat Gabidullin, che si dichiarava ex affiliato al gruppo mercenario Wagner. All’epoca il cinquantacinquenne Gabidullin riferiva che in Russa si preferiva non parlare esplicitamente di mercenari, poiché quel tipo di comparto poco si adattava alla narrativa ufficiale voluta dal Ministero della Difesa. Nel racconto al Guardian svela interessanti aneddoti rispetto alla loro costituzione e al loro raggio d’azione via terra, in primis, in Siria nello scontro tra il regime di Assad e Daesh. Il sostegno a Damasco giunse nel settembre del 2015, poco prima che l’intero territorio siriano rischiasse di soccombere agli attacchi dello Stato Islamico. Il loro contributo fu fondamentale per la liberazione della città di Palmira, luogo conosciuto per gli appassionati di storia romana per esser stato teatro di una grande battaglia tra l’imperatore dei Romani Aureliano e la regina Zenobia, guida indiscussa dell’autoproclamato regno di Palmira. Secondo la ricostruzione del Guardian, la costituzione della milizia risaliva già all’anno 2014, per sostenere le istanze delle componenti separatiste filorusse, di stanza in Crimea e nel Donbass nelle prime fasi del conflitto ucraino. L’arcano attorno al gruppo rimane, anche perché la loro attività non risulta essere registrata ufficialmente nella galassia imprenditoriale di Prigozhin. Le accuse mosse dall’Occidente e dai centri di ricerca sul ruolo svolto da Wagner sono perentori. Infatti, Wagner viene guardato da accademici e cronisti come ad una sorta di cavallo di Troia che si occupa di destabilizzare paesi che vivono in condizioni di instabilità politica e sociale. Un dossier elaborato dalle Nazioni Unite e reso pubblico lo scorso 25 giugno 2021 racconta di ingerenze russe nella Repubblica Centrafricana, e riferisce di attività illegali che riguardavano l’addestramento militare di forze governative dello stato africano da parte del gruppo Wagner. La longa manus del potente network, come racconta la CNN, ha interessato anche il Mozambico, che ha ospitato decine di paramilitari russi non identificati, giunti per appoggiare l’esercito nazionale. Il supporto strategico e il sostengo militare al governo di Maputo veniva realizzato per reprimere una serie di avvisaglie che, avevano come oggetto il controllo delle regioni settentrionali del paese destabilizzate dalla presenza di islamisti radicali. Si sostiene, inoltre, che il raggio d’azione di Prigozhin, si sia esteso, in seguito, in altre aree nevralgiche del continente africano, come il Sudan e la Libia. A causa delle relazioni che legano il gruppo Wagner a Prigozhin, denominato in maniera vezzeggiativa, lo “chef” di Putin, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha adottato delle sanzioni che colpiscono l’oligarca. Tuttavia, le accuse mosse da Washington riguardavano non solo il finanziamento illegale del Wagner Group e il suo dispiegamento in Siria, ma avevano un fondamento politico forte. Prigozhin è stato accusato di partecipare al programma dell’Internet Research Agency, responsabile dei tentativi russi di interferire nelle elezioni statunitensi del 2016. L’azione del Wagner Group, infatti, non è limitata alla sola operatività militare. È assimilato a un grande network che raggruppa una fitta rete di imprese e gruppi di mercenari che sono stati collegati da sovrapposizioni di proprietà e reti logistiche. Secondo l’accusa fornita dal Tesoro degli Stati Uniti il coinvolgimento del gruppo Wagner interessa un’ampia gamma di attività, come la repressione delle proteste a favore della democrazia in paesi instabili, la diffusione della disinformazione, l’estrazione di oro e diamanti e l’impegno in attività paramilitari.




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