venerdì 4 settembre - Marco Barone

L’ennesimo egiziano ucciso nel carcere dove è rinchiuso Zaky. Ahmed Abdelnabi Mahmoud

Si è perso il conto di quante pagine, gruppi, siano dedicate alla libertà di persone arrestate illegalmente dalla dittatura fascista egiziana. Tra queste c'è la pagina Facebook costantemente aggiornata dedicata alla libertà di Ahmed Abdelnabi Mahmoud. Purtroppo morto, o meglio ucciso, dal sistema carcerario egiziano e la notizia in rete viene diffusa nei social dal giornalista egiziano Amr Magdi.

 

L'ennesimo egiziano innocente ucciso dal regime carcerario egiziano. Un padre di famiglia, le cui figlie vivono in America, arrestato illegalmente alla vigilia del natale 2018, e da quel momento, il sistema egiziano è andato avanti a colpi di rinvii della detenzione di 45 giorni. Era nell'ala Skorpion, poi nel complesso di Torah, conosciuta in Italia ultimamente anche per la vicenda di Zaky, visto che è rinchiuso lì. La tremenda prigione politica egiziana pensata, come dicono in Egitto, per non fare uscire vivo chi ci entra. Oltre 1000 sono gli egiziani scomparsi in quel regime carcerario o che hanno subito abusi. Ahmed Abdelnabi Mahmoud, aveva 62 anni.

Non aveva commesso alcun crimine. Non ha mai potuto contattare il proprio avvocato, neanche la propria famiglia, le cui suppliche e denunce per le gravi condizioni sanitarie in cui si trovava incompatibili con i suoi problemi di salute hanno determinato la sua uccisione. Dopo due anni quasi di detenzione, di incubo, il 25 agosto era stato reso noto dalla famiglia che ad ottobre finalmente avrebbe potuto avere la prima udienza del suo processo e soprattutto sapere di cosa era stato accusato. Finalmente sarebbe potuta iniziare una parvenza della sua difesa, in un qualche modo, per quanto possibile in un Paese governato da una feroce dittatura militare che controlla anche il sistema giudiziario e non potrebbe essere altrimenti.

Ma Ahmed è morto, o meglio, è stato ucciso dal regime carcerario egiziano, come successo a Morsi, come successo a tanti altri in quell'Egitto che continua a seminare morte e violazioni enormi dei diritti umani. 38 deputati americani sono recentemente intervenuti proprio per denunciare quanto sta accadendo in Egitto. Questa ennesima morte avvenuta nelle galere egiziane che interessa anche gli Stati Uniti lascerà sicuramente il segno. Intanto, non si può che esprimere solidarietà e vicinanza alla famiglia del povero Ahmed.

mb




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