giovedì 30 gennaio - Marco Barone

L’appello della mamma di Giulio: "Non andate in vacanza in Egitto"

L'Egitto ha bisogno come il pane e come il vino o l'acqua nel deserto del turismo. Per questioni economiche, visto che va a determinare circa il 20% dell'economia, per questioni di legittimazioni politiche, per questioni di immagine. E' un Paese meraviglioso, salvo che per una piccola particolarità.

E' retto da una brutale dittatura dove i diritti umani diventano cibo per squali. Quello che ha dovuto subire Giulio dovrebbe illuminare le menti di tutti noi. Un segnale va dato e dipende anche da noi, semplici cittadini che possiamo fare tanto. Da quando l'ambasciatore è stato rispedito in Egitto, dopo quell'annuncio di ferragosto nel 2017, i rapporti tra Italia ed Egitto hanno ripreso a decollare anche meglio di prima, nel frattempo, il cammino per la verità e giustizia per Giulio si è fermato. A livello processuale. Università, agenzie, enti, istituzioni,tutti a promuovere l'Egitto come luogo dove andarsi a fare le vacanze. Non è mai stato dichiarato Paese insicuro, nel sito della Farnesina al massimo si può leggere che "si raccomanda di evitare i viaggi non indispensabili in Egitto in località diverse dal Cairo e da Alessandria, dai resorts situati a Sharm el-Sheikh, sulla costa continentale del Mar Rosso, nelle aree turistiche dell'Alto Egitto e di quelle del Mar Mediterraneo, ove mantenere comunque elevata la soglia di attenzione in quanto, seppur sottoposti a controllo da parte della autorità di sicurezza, non possono essere considerati immuni da possibili minacce." E dove i principali problemi di sicurezza sarebbero dovuti alla criminalità locale o terrorismo, non si fa alcun cenno alle modalità operative della dittatura egiziana. Anzi, questa dittatura viene addirittura premiata.

E' successo con la Germania dove il presidente Abdel Fattah El Sisi ha ricevuto l'Ordine di San Giorgio di Dresda del Semper Opera Ball, "in riconoscimento dei suoi sforzi per raggiungere la sicurezza, la stabilità e lo sviluppo in Egitto." Tanto che una delegazione tedesca guidata dal manager di Semperopernball Hans-Joachim Frye ha consegnato la medaglia al presidente Sisi durante una riunione del 26/1/2020. E gli elogi, come sempre non si sono sprecati. Hanno "lodato gli sforzi del presidente Sisi per diffondere la cultura della convivenza pacifica, dell'accettazione degli altri e della libertà di credo e tolleranza, ha aggiunto il portavoce." In che pianeta vivono questi soggetti non è dato sapere. Ma questo è quello che succede. E anche per questo si deve accogliere l'appello della mamma di Giulio Regeni la quale ha sostenuto, nel corso della serata del 25 gennaio 2020, il 25 gennaio è il giorno in cui Giulio venne sequestrato dalle forze di sicurezza egiziane, che potete andare benissimo a farvi le vacanze in Puglia, in Sardegna, anche in Friuli Venezia Giulia, per una questione di etica, sarebbe preferibile non andare in vacanza in Egitto. Il tutto nell'ottica che il tempo delle mezze misure è finito. Ed ha ragione.Insomma, meno Sharm El Sheikh per scegliere una località a caso e più Italia per un turismo più etico fino a quando la situazione non muterà radicalmente rotta.




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