lunedì 17 febbraio - Riccardo Noury - Amnesty International

L’Onu pubblica l’elenco delle aziende che fanno affari negli insediamenti israeliani

Amnesty International ha apprezzato la decisione delle Nazioni Unite di pubblicare, come era stato chiesto nel 2016 dal Consiglio Onu dei diritti umani, l’elenco di oltre 100 aziende che hanno attività economiche negli insediamenti illegali israeliani nei Territori palestinesi occupati.

L’elenco comprende una serie di aziende di turismo online, tra cui Airbnb, TripAdvisor, Expedia e Booking.com, che Amnesty International aveva in precedenza accusato di favorire il turismo negli insediamenti israeliani contribuendo in tal modo alla loro espansione.

Il diritto internazionale umanitario è chiaro: insediare popolazioni civili in territori occupati costituisce un crimine di guerra.

Pubblicare i nomi delle aziende che pubblicizzano attrazioni turistiche legate a crimini di guerra, realizzando profitti da questa situazione illegale, è un’azione doverosa.

Sulla base dei Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, le aziende hanno l’obbligo di “evitare di causare o contribuire a effetti negativi sui diritti umani attraverso le loro attività e a rimediare a tali effetti quando si verifichino”.

 




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