martedì 21 gennaio - Marco Barone

L’Egitto proroga lo stato di emergenza: gli affari crescono

E' notizia, ma non una novità, che il dittatore egiziano Abdel Fattah El Sisi ha emesso un decreto che proroga lo stato di emergenza a livello nazionale in Egitto per tre mesi a partire dal 27 gennaio. 

Conseguentemente a ciò le forze armate e la polizia prenderanno tutte le misure necessarie per affrontare il solito problema del terrorismo e rafforzare la sicurezza a livello nazionale. Che tradotto in soldoni significa militarizzazione dell'Egitto, repressione, oppressione. Che continua senza sosta dal 2013, dal giorno del colpo di stato.
 
Ed il tutto accade nel mentre si prevedono manifestazioni di protesta per l'anniversario della rivoluzione del 25 gennaio. Anniversario tragico per noi, perché è il giorno in cui le delinquenziali forze di sicurezza egiziane hanno sequestrato Giulio. Dunque, l'Egitto, continua a prorogare lo stato di emergenza. Ma nessun Paese ha il coraggio di dichiaralo insicuro. Neanche l'Italia. Ci sono solo delle raccomandazioni.
 
Niente di più. Però, in tutto ciò, gli affari crescono con la dittatura egiziana. Non c'è Paese europeo si può dire che non faccia business con quel regime. Ad esempio il Regno Unito. Come emerge con il vertice per gli investimenti, appunto, tra Regno Unito-Africa. Il Regno Unito investe milionate di euro verso l'Egitto, che interverranno su più campi, da quello dell'istruzione, a quello del commercio, complessivamente oltre 50 milioni di euro, per iniziare o meglio per consolidare la nuova crociata economica inglese. Intanto, va segnalato che a Londra presso l'ambasciata egiziana si svolgerà un presidio per Giulio, ucciso in quell'Egitto con cui l'occidente continua a trattarlo come il proprio miglior amico, in modo scandaloso.
 
Foto: Kremlin



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