mercoledì 12 febbraio - Marco Barone

L’Egitto ci spia

Quanto accaduto a Patrick Goerge Zaki è l'ennesima conferma che gli egiziani stanno spiando in Italia cittadini egiziani, oltre che cittadini italiani, che si interessano di Egitto.

 E' stato denunciato più volte con forza sull'omicidio di Giulio, che gli egiziani spiano in Italia la famiglia di Giulio, l'avvocato Ballerini, la squadra che lotta, ogni giorno, da quattro anni, per cercare di arrivare alla verità e giustizia. Basta leggersi il libro Giulio fa cose, per capire la gravità di quello che si sta denunciando. Eppure tutto ciò viene percepito come se fosse una cosa normale. Una cosa da niente. Che sembra quasi non disturbare. La banalità del male. Agenti che operano per conto dell'Egitto spiano cittadini italiani e cittadini egiziani che vivono in Italia. E questo Egitto è vittima della dittatura che dal 2013 sta schiacciando ogni forma di libertà, con la scusante della sicurezza nazionale, del contrasto al terrorismo. Se difendi i diritti, sei un terrorista. Se critichi l'Egitto di Al Sisi, sei una minaccia per la sicurezza nazionale. Tutto ciò è agghiacciante, incredibile. Ma la pura banalità del male al potere. Il punto non è se l'Egitto spia in Italia, questo è un fatto assodato, quello che ci si deve chiedere è quanti sono i cittadini italiani ed egiziani, spiati in Italia, dall'Egitto. E in tutto ciò, l'Italia che fa? Vende navi da guerra all'Egitto, facilita il turismo, facilita gli affari, non osa alzare la voce contro l'Egitto.A questo punto bisogna chiedersi il perché si è così deboli con l'Egitto. Perché si è così succubi dell'Egitto? Con il quale, ricordiamolo, non esistono accordi di cooperazione giudiziaria?Quelli che consentirebbero,ad esempio,di poter consegnare alla giustizia mandanti ed esecutori dell'omicidio di stato di Giulio.

mb
disegno di Gianluca Costantini,fonte Twitter



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