L’Ecuador si scusa ufficialmente per la sparizione di quattro ragazzi

Le scuse ufficiali rappresentano una componente importante delle riparazioni che gli stati devono fornire per le violazioni dei diritti umani di cui sono responsabili.
Il 5 giugno il comandante generale dell’aviazione dell’Ecuador, a nome di tutte le forze armate, ha ufficialmente chiesto scusa, nel corso di una cerimonia pubblica svoltasi a Guayaquil, alle famiglie di Nehemías Arboleda Portocarrero, Steven Medina, Ismael Arroyo e Josué Arroyo, noti come “i quattro ragazzi di Las Malvinas”, un quartiere della città, che furono vittime di sparizioni forzate l’8 dicembre 2024 nel corso di un’operazione militare lungo la costa occidentale del paese.
In tutto sparirono 51 persone. Riconoscere le responsabilità per quatto delle sparizioni può essere un gesto poco rilevante, ma per le famiglie dei quattro ragazzi, presenti alla cerimonia ufficiale, non è stato così.
Dipenderà dalle autorità ecuadoriane far sì che quello del 5 giugno non resti un gesto isolato, che le indagini su quanto accaduto l’8 dicembre 2024 vadano avanti e che la Corte costituzionale, che aveva ordinato di fornire pubbliche scuse, continui a chiamare le autorità a rispondere delle loro responsabilità, pretendendo anche l’attuazione delle necessarie riforme per prevenire e punire le sparizioni forzate.
Amnesty International, presente alla cerimonia del 5 giugno, ha sollecitato le forze armate dell’Ecuador a porre fine all’ostruzionismo, in nome della “segretezza delle informazioni”, che sta ostacolando lo sviluppo delle indagini.
(La foto è di Radio Pichincha)
