lunedì 11 settembre - Riccardo Noury - Amnesty International

Issa Amro, l’attivista perseguitato da Israele e Palestina

Issa Amro, attivista palestinese, coordinatore di “Giovani contro gli insediamenti”(un gruppo che documenta le violazioni dei diritti umani e organizza manifestazioni pacifiche contro l’operato di Israele nella città di Hebron), è stato arrestato dalla polizia palestinese il 4 settembre e rimarrà in carcere almeno fino a lunedì 11.

Amro è accusato di aver danneggiato l’ordine pubblico per aver criticato, in un post su Facebook, l’arresto di Ayman al-Qawasmi, direttore di “Mimbar al-Hurriya”, una radio locale di Hebron. Entrambi gli arresti si basano sulla controversa legge sui reati informatici entrata in vigore a luglio, che solo ad agosto ha portato in carcere sei giornalisti.

La nuova legge impone rigidi controlli sui media online e vieta l’espressione del dissenso in Rete. Ai sensi della legge, chi critica il governo dell’Anp rischia l’arresto e una multa. Lo stesso vale per chi condivide o ritwitta post critici. Se la “critica” danneggia l’ordine pubblico, l’unità nazionale o la pace sociale, sono previsti persino 15 anni di lavori forzati.

Amro deve anche rispondere di aver provocato disordini e di aver insultato le più alte autorità, ai sensi del codice penale giordano del 1960 che è tuttora applicato dall’Autorità nazionale palestinese.

Amro, in sciopero della fame, è detenuto in una piccola cella. Nell’udienza di fronte al giudice del 7 settembre ha denunciato di essere stato picchiato, insultato e minacciato di morte.

In attesa che le autorità palestinesi decidano se rinviarlo a giudizio o meno, Amro è sotto processo in una corte marziale israeliana, per aver organizzato manifestazioni pacifiche contro le prassi discriminatorie e gli insediamenti di Israele a Hebron.




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