martedì 23 febbraio - Riccardo Noury - Amnesty International

Israele impedisce i movimenti di un ricercatore sui diritti umani: nuovo ricorso

Il 18 febbraio Amnesty International ha presentato una nuova richiesta di annullamento del divieto di viaggio imposto dalle autorità israeliane all’attivista palestinese Laith Abu Zeyad, residente nella Cisgiordania occupata e dal 2017 membro dello staff dell’organizzazione per i diritti umani.

Il 1° febbraio il tribunale distrettuale di Gerusalemme ha infatti respinto il ricorso presentato da Abu Zeyad lo scorso novembre, accogliendo le informazioni segrete presentate dall’Organismo di coordinamento delle attività governative nei territori (Cogat), un’unità del ministero della Difesa israeliano, e confermando una precedente sentenza del maggio 2020.

Le autorità israeliane limitano la libertà di movimento di Laith Abu Zeyad da un anno e mezzo per non meglio precisate “ragioni di sicurezza”, probabilmente legate a un rapporto dell’organizzazione per i diritti umani sui profitti fatti dalle agenzie di promozione turistica online negli insediamenti illegali israeliani nei Territori palestinesi occupati.

Il 5 settembre 2019 a sua madre, Zubayda Khatib, era stato diagnosticato un tumore ed era stato immediatamente prescritto un ciclo di chemioterapia. L’8 settembre Laith non aveva potuto accompagnarla a Gerusalemme per la prima seduta. A metà dicembre, la madre era morta e Laith non aveva potuto salutarla per l’ultima volta.




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