giovedì 25 luglio - Riccardo Noury - Amnesty International

Iran, pena aumentata a due attiviste per i diritti umani

Mentre l’attenzione mondiale si concentra sulla crescente con Usa e Gran Bretagna, in Iran la repressione interna prosegue senza sosta.

L’ultima pessima notizia riguarda due attiviste per i diritti umani, Atena Daemi (nella foto) e Golrokh Iraee Ebrahimi, che si sono viste aumentare la condanna di tre anni e sette mesi per “offesa alla Guida suprema” e “propaganda contro lo stato”.

Secondo il Centro per i diritti umani in Iran, le due donne sono state punite per aver protestato, tramite una lettera aperta, contro le esecuzioni di tre prigionieri politici – Ramin Hossein Panahi, Zanyar Moradi e Loghman Moradi – avvenute nel settembre 2018 e per aver cantato l’inno rivoluzionario “Oh martire” in onore dei prigionieri messi a morte, un gesto che è stato giudicato dal giudice Iman Afshari, della 26ma sezione del tribunale rivoluzionario, un’offesa nei confronti della Guida suprema Ali Khamenei.

Atena Daemi sta scontando una condanna a sette anni, inflittale nel novembre 2016, per aver incontrato familiari di prigionieri politici, aver denunciato il “massacro delle prigioni” del 1988 e aver criticato il governo su Facebook. Avrebbe potuto uscire dal carcere, grazie agli sconti di pena, il 4 luglio 2020 e la prospettiva ora è che ci passi altri anni.

Le sue condizioni di salute sono preoccupanti. Ha un grumo al seno molto sospetto, che secondo i medici del carcere di Evin dovrebbe essere costantemente monitorato con mammografie ed ecografie. Ma dall’ultima volta che le è stato consentito di fare una visita fuori dal carcere sono passati mesi. Succede così a molti detenuti, purtroppo.

Golrokh Iraee Ebrahimi era stata condannata a sei anni nell’ottobre 2016 per aver scritto un racconto sulla lapidazione, peraltro mai pubblicato e scoperto in bozze durante una perquisizione nel suo appartamento, sulla lapidazione: una donna vede il film “La lapidazione di Soraya M.” – basato su una storia vera – e s’indigna a tal punto da dare fuoco a una copia del Corano.

Nell’aprile di quest’anno era stata inaspettatamente scarcerata su cauzione. Non è chiaro se e quando verrà chiamata a servire il resto della pena con l’aggiunta dei tre anni e sette mesi.

Entrambe hanno annunciato che presenteranno appello.




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