mercoledì 16 ottobre - Riccardo Noury - Amnesty International

Iran, la figlia torna a Londra ma la madre resta in carcere

Gabriella, la figlia cinquenne di Nazanin Zaghari-Ratcliffe, è stata fatta finalmente partire e ha potuto riabbracciare il padre Richard.

La mamma resta in carcere, dove si trova dal 3 aprile 2016, arrestata quando era sul punto di lasciare l’Iran per tornare nel Regno Unito dopo aver visitato la sua famiglia di origine nella capitale Teheran.

Prima di essere presa in custodia, era riuscita a lasciare la figlia alle cure dei suoi genitori, che l’avevano accompagnata all’aeroporto.

Le autorità iraniane però avevano confiscato il passaporto britannico della piccola Gabriella che, solo alla fine della scorsa settimana ha potuto lasciare il paese.

Accusata di aver partecipato alla “definizione e alla realizzazione di progetti multimediali e informatici finalizzati alla caduta ‘morbida’ del governo“, dopo mesi di detenzione in isolamento senza poter contattare un avvocato, nel settembre 2016 Nazanin è stata condannata a cinque anni di carcere per “appartenenza a un gruppo illegale”.

Le accuse contro di lei sono completamente infondate: fino al momento dell’arresto Nazanin lavorava come project manager della Thomson Reuters Foundation, un ente non-profit che promuove il progresso socio-economico, il giornalismo indipendente e lo stato di diritto.

Nel corso di questi anni in carcere le condizioni fisiche e psichiche di Nazanin sono peggiorate. Ad agosto ha beneficiato di un periodo di rilascio temporaneo: tre giorni, dal 23 al 26. Il rientro in prigione è stato devastante sul piano emotivo.

Suo marito Richard porta avanti, insieme ad Amnesty International, la campagna per la scarcerazione.

In questi giorni ha nuovamente sollecitato il primo ministro Boris Johnson a fare qualcosa.




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