martedì 6 ottobre - Riccardo Noury - Amnesty International

Inghilterra, quegli anziani abbandonati durante la pandemia

“Una serie di decisioni incredibilmente irresponsabili”: così un rapporto di Amnesty International ha descritto le politiche adottate dal governo di Londra sulle residenze per anziani nella prima fase della pandemia.

Tra il 2 marzo e il 12 giugno, nelle residenze per anziani inglesi – che in quel periodo ospitavano circa 400.00 persone – sono stati contati 28.186 “morti in eccesso”, 18.500 dei quali ufficialmente a causa del coronavirus.

Dieci giorni prima, il 17 marzo, quattro giorni dopo che l’Organizzazione mondiale della sanità aveva dichiarato il Covid-19 pandemia globale, il governo di Londra ha ordinato il trasferimento nelle residenze per anziani di 25.000 pazienti ricoverati negli ospedali.

Una decisione di cui non c’era alcuna necessità, dato che negli ospedali c’erano ancora migliaia di letti vuoti. Che non si sono riempiti, dato che le ammissioni alle residenze per anziani agli ospedali sono state 11800 in meno tra marzo e aprile, rispetto agli anni precedenti.

Il 2 aprile il governo ha ribadito la validità delle linee guida sulle dimissioni dagli ospedali: “Non sono richiesti test di negatività prima del trasferimento o dell’ammissione nelle residenze per anziani”.

 “Vedendo come andavano le cose in Italia e in Spagna, il 28 febbraio abbiamo deciso di interrompere le visite e ci siamo muniti delle mascherine PPE. Non abbiamo avuto alcun caso fino a quando, il 28 marzo, ci hanno mandato un paziente positivo”, ha dichiarato ad Amnesty International il direttore di una casa di cura dello Yorkshire.

Un suo collega ha descritto la situazione come “un collasso competo” del sistema nelle prime sei settimane di pandemia: assenza di indicazioni precise, insufficienza dei dispositivi di protezione, mancanza di tamponi nonostante iniziassero ad arrivare i primi pazienti positivi dimessi dagli ospedali.

Solo il 7 giugno il governo ha deciso di mettere a disposizione delle residenze per anziani i materiali per effettuare i tamponi. Peraltro, il provvedimento è stato annunciato ufficialmente solo il 6 luglio.

Siamo di fronte a palesi e gravi violazione dei diritti delle persone anziane: alla vita, alla salute e del diritto a non essere discriminati.

Le loro vite sono state valutate come sacrificabili, in base al principio non scritto per cui se la morte fosse sopravvenuta una settimana prima del previsto non sarebbe cambiato nulla.

Se tutto questo vi ricorda qualcosa di più vicino a noi, sappiate che uno dei prossimi rapporti di Amnesty International sulla decimazione delle persone anziane durante la pandemia riguarderà l’Italia.




Lasciare un commento