giovedì 5 settembre - Riccardo Noury - Amnesty International

Indonesia, la rivolta mai sedata di Papua Occidentale

Il 15 agosto un gruppo di studenti papuani ha organizzato una protesta a Malang, nella provincia di Giava orientale.

Gli studenti intendevano ricordare, e contestare, l’accordo di New York del 1962 con quale la colonia olandese della Nuova Guinea, invasa un anno prima dall’esercito indonesiano, era stata posta sotto l’amministrazione delle Nazioni Unite.

Un anno dopo l’Indonesia ne assunse il controllo di fatto in attesa di un referendum sullo status politico del territorio, da tenersi nel 1969. La consultazione si svolse nei tempi previsti ma fu una farsa: su una popolazione di 800.000 abitanti ne vennero “selezionati” poco più di 1000 che, sotto minaccia, votarono sì all’annessione.

Torniamo al 15 agosto. La protesta è stata vietata, gli studenti hanno manifestato lo stesso e sono stati aggrediti dalla popolazione locale, aizzata dal vice-sindaco di Malang che aveva minacciato gli studenti di “farli tornare a casa loro”, ossia a Papua.

Il 16, nella città di Surabaya, un gruppo di facinorosi fomentati da gruppi religiosi locali hanno assaltato un dormitorio di studenti papuani al grido di” scimmie, cani, maiali”, accusandoli di aver strappato e gettato nella spazzatura una bandiera indonesiana.

Il giorno dopo, Festa dell’indipendenza dell’Indonesia, la polizia ha lanciato gas lacrimogeni all’interno del dormitorio. Alcuni studenti sono stati arrestati e rilasciati poche ore dopo, quando è emerso che non era stata distrutta alcuna bandiera.

Come era facile attendersi, le violenze di Malang e Surabaya hanno scatenato reazioni a Papua Ovest: a Manokwari il parlamento locale è stato dato alle fiamme e altrettanto è accaduto a una prigione di Sorong. Sono stati distrutti edifici pubblici e appartamenti privati.

Le organizzazioni locali per i diritti umani, pur condannando gli episodi di violenza, hanno denunciato il comportamento della Polizia nazionale indonesiana, la sua attitudine discriminatoria e l’uso illegale della forza.

Va avanti così da decenni; da un presidente all’altro la situazione non è cambiata. Gli scontri tra gruppi armati indipendentisti e forze armate indonesiane hanno causato migliaia di morti.

Numerosi sostenitori pacifici dell’indipendenza sono finiti in carcere, anche solo per avere sventolato la bandiera papuana (nella foto)




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