martedì 2 febbraio - Riccardo Noury - Amnesty International

Indonesia, 77 frustate per un rapporto omosessuale

A fine novembre due uomini avevano preso in affitto un appartamento per coltivare in santa pace la loro relazione omosessuale

I vicini, custodi della pubblica moralità, hanno chiamato la polizia. Portati in tribunale, i due imputati sono stati condannati: 77 frustate a testa. Sentenza eseguita, di fronte a un assembramento di un centinaio di persone che riprendevano la scena coi telefonini.

L’orrore in pubblico è avvenuto il 28 gennaio ad Aceh, una provincia dell’Indonesia. Si ripete da tempo, persino in tempi di pandemia: nel 2020 sono state eseguite in pubblico almeno 60 condanne alle frustate nei confronti di 254 persone.

Con le due del 28 gennaio, nel primo mese del 2021 sono state frustate otto persone, per consumo di bevande alcooliche e relazioni sessuali extra-matrimoniali.

Il codice penale islamico in vigore nella provincia indonesiana di Aceh, entrato in vigore il 23 ottobre 2015, prevede fino a 200 frustate per il reato di stupro e per azioni che per il diritto internazionale non sono reati: rapporti sessuali tra persone del medesimo sesso, rapporti sessuali tra persone non sposate, adulterio e gioco d’azzardo.

La fustigazione, atroce pena corporale che procura immenso dolore fisico e lascia lunghi traumi psicologici, è un trattamento crudele, inumano e degradante, come tale vietato a livello globale.

(La foto è tratta da YouTube)




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