lunedì 7 novembre - Riccardo Noury - Amnesty International

India, la punizione dei divieti di viaggio: colpiti una premio Pulitzer e centinaia di altri

Mercoledì scorso la fotogiornalista indiana Sanna Irshad Mattoo si è vista negare l’autorizzazione a viaggiare all’estero per ricevere il premio Pulitzer.

Come già successo a luglio, ha appreso del divieto direttamente all’aeroporto di Delhi, nonostante avesse il biglietto e un regolare visto d’ingresso negli Usa.

La notizie ha fatto il giro del mondo, perché Sanna Irshad Mattoo è una fotogiornalista di fama internazionale. Il problema è che è kashmira.

Da tre anni il divieto di viaggio è tra le tattiche arbitrarie più utilizzate dalle autorità indiane per punire le voci critiche e indipendenti. I divieti di viaggio non sono emessi dai tribunali e dunque non possono essere contestati sul piano giudiziario.

A essere colpiti dai divieti di viaggio sono soprattutto i giornalisti e i difensori dei diritti umani del Jammu e Kashmir, che dal 2019 ha perso lo statuto di autonomia per essere incorporato tra i territori dell’unione indiana.

Nella “No Fly List” ci sono i nomi di oltre 450 kashmiri, tra i quali – oltre ai giornalisti indipendenti e a chi si occupa di diritti umani – ci sono anche avvocati, esponenti politici e uomini d’affari.




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