giovedì 8 settembre - Riccardo Noury - Amnesty International

In Oklahoma rinviata l’esecuzione di Richard Glossip, tra mille dubbi sulla sua colpevolezza

Richard Glossip, 59 anni, attende nel braccio della morte dello stato dell’Oklahoma il suo quinto appuntamento con l’esecuzione.

 

Sta lì da oltre un quarto di secolo: per tre volte nel 2015 (a gennaio, a giugno e a settembre) è stato a un passo dall’esecuzione, sospesa dopo che aveva già consumato l’ultimo pasto: in una delle tre occasioni, ci si era accorti in tempo che nella miscela dell’iniezione letale era stato messo un prodotto sbagliato, l’acetato di potassio invece del cloruro di potassio.

Ieri l’esecuzione, prevista il 22 settembre, è stata nuovamente rinviata: il governatore Kevin Stitt ha emesso un provvedimento di sospensione che consentirà alla Corte d’appello dell’Oklahoma di esaminare la richiesta di una nuova udienza. La quinta data di esecuzione è ora fissata all’8 dicembre.

In questa vicenda continuano a emergere fatti nuovi e sconcertanti, al tal punto che ben 61 parlamentari dell’Oklahoma, convinti dell’innocenza di Glossip, avevano chiesto di fermare la macchina della morte e riesaminare il caso.

Partiamo dall’inizio. Nel 1997 venne assassinato con una mazza da baseball Barry Van Treese, direttore di un albergo di Oklahoma City. Le indagini puntarono il dito su due impiegati: Richard Glossip e e Justin Sneed.

Il processo si basò quasi interamente sulla testimonianza di Sneed, che affermò di essere stato convinto da Glossip ad uccidere van Treese in cambio di soldi. Sneed andò al patteggiamento e, grazie alla sua deposizione, prese l’ergastolo.

Glossip invece venne condannato a morte. La condanna fu annullata nel 2001 ma confermata in un secondo processo, nel 2004.

Un mese fa Reed Smith, uno studio legale di fama internazionale che ha assunto la difesa di Glossip, ha diffuso un rapporto in cui si denunciano pressioni degli inquirenti su Sneed, all’epoca appena maggiorenne e si evidenzia il fatto che alle giurie di entrambi i processi non venne fatta ascoltare la registrazione audio dell’interrogatorio di Sneed.

Un paio di settimane fa, Reed Smith ha scovato qualcosa di ancora più clamoroso: una lettera scritta da Sneed alla sua avvocata del secondo processo, Gina Walker. In questa lettera, Sneed affermava di voler contattare l’Ufficio dei difensori delle persone indigenti, ossia gli avvocati di Glossip, perché “ci sono molte cose che mi stanno distruggendo. Devo fare chiarezza. Lei sa che dove mi trovo io è frutto di un errore”.

Walker, poi deceduta nel 2020, rispose sinteticamente di lasciar perdere, che Glossip aveva avuto due occasioni per “salvare sé stesso” (ossia rifiutare di dichiararsi colpevole e pretendere di essere proclamato innocente) e ricordò a Sneed che se era ancora vivo era solo perché aveva accettato di patteggiare la pena in cambio di una deposizione incriminante nei suoi stessi confronti (e di Glossip).

Cosa stava “distruggendo” Sneed? Su cosa doveva “fare chiarezza”? E, soprattutto, di quale “errore” stava scrivendo?

 




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