Omicidio Moro: il libro di Imposimato
La politica e la società italiane non sono più quelle che abbiamo conosciuto negli anni delle grandi riforme, cioè gli anni Settanta. I ragazzi di allora, oggi ricordano in particolare due ambiti del nostro Welfare state: la scuola e la sanità, oltre alle particolari tutele che lo Stato concedeva alle fasce più deboli, nonostante una grave crisi economica, provocata dalle grandi compagnie petrolifere, avesse investito alla metà di quel decennio non solo l’Italia, ma anche molti Paesi europei.
Erano gli anni di Fanfani e di Moro, di Kissinger e di Nixon, di Gerald Ford e di Jimmy Carter, di Enrico Berlinguer e del compromesso storico. Un tempo oggi ridotto alla farsa recitativa, alla mancanza di ideali, all’inidoneità pubblica di chi ci governa e ci ha rubato il diritto di essere rappresentati.
Tutto ha un inizio perché fu proprio nel primo anno di presidenza di Carter che si verificò la strage di via Fani e il sequestro e poi l’uccisione del presidente della Democrazia cristiana, Aldo Moro. Un fatto che la storiografia, come del resto l’opinione pubblica, non finirà mai di valutare nelle sue reali proporzioni e per gli effetti che questo affaire, come ebbe a definirlo Leonardo Sciascia, produsse nel tessuto vivo della politica e della società italiana nei decenni successivi. Fino ai nostri giorni.
Possiamo considerare, infatti, l’uccisione premeditata dello statista democristiano come l’effetto di un enorme meteorite sul nostro Paese, capace di cancellarne l’aspetto geografico e di determinare un mutamento radicale del suo clima.
I perché ce li spiega, con una incalcolabile dovizia di particolari e di dati, un nuovo libro di Ferdinando Imposimato, edito da Newton Compton: I 55 giorni che hanno cambiato l’Italia con il sottotitolo: Perché Aldo Moro doveva morire? La storia vera. Dopo i lavori sul tema effettuati da Sergio Flamigni, Imposimato ci fornisce ora i tasselli mancati di una ricostruzione che rendono il mosaico che già avevamo, nitido nei suoi contorni e, soprattutto esplicativo delle responsabilità che stanno alla base della barbara uccisione a freddo dello statista pugliese.
L’autore di questa notevole ricerca è un testimone diretto di quei fatti, perché fu giudice istruttore del rapimento di quel tragico 16 marzo 1978 e conobbe le vicende di quei mesi in quanto penalista, magistrato e adesso, presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione. Una fonte autorevole, insomma, la cui fatica nella ricerca della verità di tanti misteri della nostra storia repubblicana, è premiata in ragione proprio della sua autorevolezza, e cioè del fatto che a lui si sono rivolti, anche in tempi a noi vicini, testimoni che furono, ad esempio, nei mesi del sequestro Moro, attori principali sulla scena. Quella di un prigioniero attorno al quale agirono statisti e generali, capi della Massoneria e teste di cuoio costrette a ubbidire e a tacere. E anche, naturalmente, le Brigate Rosse.
Il libro è introdotto dal presidente di sezione della Corte di Cassazione, Antonino Esposito, che già nelle sue prime battute mette in risalto quanto dichiarato da Steve Pieczenik, braccio destro Henry Kissinger: “Sono stato io, lo confesso, a preparare la manipolazione strategica che ha portato alla morte di Aldo Moro allo scopo di stabilizzare la situazione italiana. Le Brigate rosse avrebbero potuto rilasciare Aldo Moro e così avrebbero senza dubbio conquistato un grande successo, aumentando la loro legittimità”.
Ma la “decisione finale”, conclude l’inviato del Dipartimento di Stato americano, “è stata di Cossiga e, presumo, anche di Andreotti”. L’affermazione trova conferma in questo libro-inchiesta di Imposimato, una sorta di nuova istruttoria sul caso, basata sull’analisi critica e sui riscontri alle affermazioni di due nuovi testimoni chiave della vicenda: un ufficiale dell’esercito, membro di Gladio, istruttore a Capo Marrargiu, passato ai Servizi di intelligence, e un brigadiere della Guardia di Finanza.
Entrambi addetti al controllo dell’unico covo nel quale fu prigioniero Moro, quello di via Montalcini, dove essi avevano installato i congegni tecnologici necessari all’ascolto e alla visione delle bobine sul sequestro. Filmati e sonori che venivano poi consegnati al colonnello Pietro Musumeci, piduista, e segretario generale del Sismi, il servizio segreto militare che a Forte Braschi aveva il quartiere generale dell’operazione Moro. Qui operava il Nasco G 15, coordinato oltre che da Musumeci, da altri uomini della P2, come il generale Giuseppe Santovito, e il generale Gianadelio Maletti, poi condannato per depistaggio sulla strage di Piazza Fontana.
Insomma la vita di Moro era oggettivamente nelle mani della Massoneria e di quanti, all’interno di essa, erano soggetti al potere politico, alle deviazioni dello Stato e a condurre l’Italia verso una condizione permanente di normalizzazione, mediante lo Stay Behind di Gladio. Giustamente, pertanto, l’autore del libro riconduce la strage di via Fani, all’assassinio di Kennedy, avvenuto il 22 novembre 1963 a Dallas, il primo atto che segnò un blocco del pensiero popolare democratico nell’Occidente e diede il via libera alle deviazioni di Stato.
Basti pensare che il rapporto Warren fu il frutto di una più o meno consapevole interazione massonica dei principali membri della Commissione d’indagine, che indagò su quel delitto, e di cui fecero parte l’ex capo della Cia, Allen Dulles, già destituito da JFK nel 1961, e altri massoni legati a Cosa Nostra.
Ma a leggere il libro di Imposimato, il cerchio delle responsabilità sull’omicidio di Moro, avvenuto il 9 maggio 1978, è abbastanza ristretto e lascia trasparire le responsabilità di quanti, a cominciare da Cossiga e da Andreotti, avrebbero potuto intervenire e non lo fecero, consegnando Moro in mano ai carnefici.
A differenza di ciò che vediamo nei film, nella storia, e cioè nella realtà delle cose, molti protagonisti non compaiono sulla scena, e, anzi, la loro funzione determinante si legge meglio attraverso gli effetti che le loro azioni producono nei comportamenti degli attori e nei fatti dei quali essi sono ritenuti i veri responsabili. Questa verità vale soprattutto per l’Italia, nata da una lunga lotta di liberazione, ma anche da un lungo intrigo di potere e di dominio di una Nazione sull’altra.
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Gianni Morra
(---.---.---.220)
7 aprile 17:30
LE DUE VERSIONI DI GRAZIANA CICCOTTI
Il livello di manipolazione di verbali testimoniali e di testimoni che si raggiunse nel caso Moro è allucinante. I brani dei verbali che seguono sono autoeloquenti : fino al 1996, in diverse occasioni ufficiali, la Ciccotti di via Montalcini 8 moglie del sig. Piazza dichiarò di aver visto una piccola parte di macchina rossa nel box garage della braghetti PRIMA del 9 maggio 1978. Di punto in bianco, nel 1996 la medesima sposta la data, alla mattina dell´assassinio...Il lettore giudichi ; e giudichi pure le false certezze di propaganda vulgatara di criminali assassini di persone e di verità come persichetti :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/2017-08-11/dvd3/Liberi/1068_001.pdf
55 cart : (Moro Quater, parla il giudice priore nella sentenza/ordinanza depositata il 20.8.1990, cfr p.45 cart) :
A parte altre circostanze sulla data in cui la coppia Altobelli/Braghetti era entrata nel palazzo, sul comportamento dei due, sulle inferriate apposte alle finestre, già narrate a questo giudice nei precedenti esami, il Piazza riferiva che QUALCHE GIORNO PRIMA dell’uccisione di Moro la moglie (Ciccotti Graziana, ndr) aveva visto attraverso la serranda basculante del box degli Altobelli/Braghetti un ’autovettura di colore rosso.
Il box della Braghetti era a un solo posto macchina ed era contiguo a
quello dei Piazza, per cui costoro per raggiungere il proprio
dovevano passarvi dinanzi. La macchina rossa era stata vista una
sola volta dalla moglie e di mattina presto, perché la signora Piazza,
che era insegnante a Velletri, doveva lasciare Roma di buon’ora.
Aveva raccontato tali circostanze a suo cognato in un colloquio
avvenuto nello studio legale del secondo. Martignetti aveva preso atto
delle sue dichiarazioni e aveva detto di non preoccuparsi, perché i
sospetti gli apparivano generici.
...Ciccotti Graziana,...dopo aver confermato le
dichiarazioni già rese sui sospetti a suo tempo nutriti verso la coppia,
affermava di aver intravisto QUALCHE GIORNO PRIMA della morte di
Moro
’in un tempo variante DA TRE GIORNI A UNA SETTIMANA PRIMA ’ — attraverso la serranda basculante della Braghetti e mentre costei eraintenta a chiudere il garage, il parafango anteriore di un’autovettura di colore rosso. Nei giorni successivi il box era rimasto chiuso e non aveva avuto modo di notare altre volte la predetta macchina.
In quell’occasione la Braghetti era sola. Il box di costei era collocato
prima di quello dei Piazza e pertanto essi per prendere la propria
vettura dovevano necessariamente passarci dinanzi. Aveva
manifestato al marito il sospetto che si trattasse di brigatisti e questi
di sua iniziativa ne aveva parlato al cognato, cioè all’avvocato
Martignetti, che dopo il colloquio lo aveva tranquillizzato....
67 cart. : Signora che, ... ha fatto
parziali ammissioni, dichiarando di aver intravisto soltanto il
parafango di un’autovettura di colore rosso POCHI GIORNI PRIMA DELLA MORTE DI MORO e di non aver avuto modo di vedere nei giorni
successivi questa macchina, perché il box era rimasto chiuso.
Piazza. ... Mia moglie mi disse, QUALCHE GIORNO PRIMA DEL FATTO, che aveva intravisto una macchina rossa lì, nell’interno, all’interno di questo garage. Più di questo, niente di più di quest’altro.
P: 73 : Esame di Graziana Ciccotti, estratto dal verbale dell’udienza del
07.06.1993 .
PM : . ’In un tempo variante DAI TRE GIORNI A UNA SETTIMANA PRIMA DELLA MORTE DELL´ON:MORO ho intravisto attraverso la serranda basculante della Braghetti e mentre costei era intenta a chiudere il garage, il parafango anteriore destro di una vettura di colore rosso’.
Ciccotti. Sì.
137 cart : All’udienza dell’ 11.01.1996 ...riferisce anche la moglie Graziana Ciccotti e cambia completamente versione rispetto a quanto riportato da priore supra nel ´90 e dichiarato dalla stessa Ciccotti nel ´93 supra :140 : Lo stesso giorno Graziana Ciccotti riferiva:
P.M. ...Senta, torniamo un attimo a quel momento del... che lei ha detto che un giorno ha visto una macchina di colore diverso. Lei ha dato una indicazione di una data, ma forse lei ricorda male, perché era ... sicura che ...non fosse magari il giorno in cui è stato ammazzato Moro ?
Ciccotti. Ah, no, ha ragione, era il ... era purtroppo il giorno in cui
hanno ammazzato Moro, sì, ha ragione, era il 9, 9 maggio ?
145 :
P.M. E’ in grado di dirci più o meno che ora poteva essere ?
Ciccotti. Ah, sì, senz’altro, guardi, dalle sette meno cinque, alle sette
e cinque, io sempre in quell’ora scendevo, perché avevo
l’appuntamento a Ciampino con dei miei colleghi...
In meno di 3 anni, qualcuno o qualcosa fece cambiare calendario alla Ciccotti...Notare come il PM la imbecchi e riorienti quando le suggerisce "ma forse lei ricorda male".
Chi ha orecchie per intendere, intenda.ALETH
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Gianni Morra
(---.---.---.153)
8 aprile 15:50
LE VERITÀ DI MR CARAVELLA
L´ex funzionario digos e poi sisde fabbri mario (1940 + 2022) viene prima escusso dalla Moro2 nel 2015, poi audito in commissione l´anno dopo. L´escussione è molto più interessante dell´audizione :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/B171/0405_002.pdf
4.11.2015 : parla mario fabbri a collaboratori Moro2 :
" In sintesi, nel colloquio con me (in Nicaragua nel 1993, ndr), Casimirri evidenziò che Moretti aveva avuto un ruolo
sostanzialmente non coincidente con quello apparente di capo colonna e cioè che fosse un traditore (con riferimento all´abortito assalto all´Asinara per liberare Franceschini et all.)..." :
ennesimo potente indizio di moretti infiltrato : ricordo solo come egli avrebbe dovuto presenziare all´incontro con Franceschini e Curcio nel 1974 che portò al loro arresto ma non al suo perché preavvertito. Per il resto, vedi Flamigni Sfinge.
Continua escussione fabbri :
" Inoltre mi parlò anche di un incontro tra lui Morucci, Faranda, Algranati e Gallinari nella fase preoperativa in un bar dei Parioli.
. Precisò che Gallinari come Moretti era persona riferibile al cosiddetto "Superclan".
Sempre Casimirri precisò che nel corso della suindicata riunione Gallinari aveva chiaramente detto che una volta preso Moro sarebbero state fatte delle richieste orientate a suscitare tutte le contraddizioni possibili, e quindi inaccettabili, ma che in ogni caso Moro sarebbe stato ucciso. In sostanza appresi che Moro stato comunque "giustiziato" perché questa era la determinazione di Moretti..." :
affermazione plausibilissima questa di casimirri : l´assassinio di Moro preprogrammato da moretti per conto del regime, e quindi le assurde richieste "brigatiste" dei 55 di liberazione di molti prigionieri in cambio di Moro, di riconoscimento politico delle "bierre" etc.
Questo incrocia con la testimonianza di raimondo etro sempre alla Moro 2 del 31.1.2017 :
p.7 sq. :
" RAIMONDO ETRO. Da quello che ricordo di quel periodo, da quello che mi disse Gallinari, non credo che ci sarebbe mai stata una trattativa possibile. Ricordo benissimo che disse: «Faremo talmente tanti morti che lo Stato non tratterà mai». Soprattutto dopo poi aver lasciato cinque uomini della scorta...
PRESIDENTE. A via Fani.
RAIMONDO ETRO. ...per terra a via Fani."
Siamo nella seconda metà di gennaio ´78 quando gallinari dice ad etro tali cose, dopo che il secondo era già stato informato dalla faranda poco tempo prima che il progetto di sequestro incruento di Moro a Santa Chiara era stato abbandonato.
Riprendo escussione fabbri :
" ll 16 marzo 1978 appresi dalla radio di servizio dell’attacco in via Fani, la radio era accesa e quello fu il primo messaggio. Ciò avvenne proprio mentre stavo entrando in Questura. Appena varcato il portone scesi di corsa e andai in ufficio. Non trovai Spinella: di ciò sono certo "sicurissimo": Spinella non era in Questura.
Immediatamente andai a via Fani con la macchina di servizio a me assegnata, utilizzando la sirena, e fui lì che vidi Spinella e mi pare Giancristoforo ed altro personale. Non sono in grado di indicare le altre persone lì presenti in via Fani ma sicuramente ho visto Spinella perché abbiamo parlato." :
dunque, spinella sicuramente partì dalla questura prima del primo annuncio della sala operativa delle 9:03 sulla sparatoria a Fani.
L´autista di spinella Biancone conferma nella sua audizione alla Moro2 che sentirono quesl primo annuncio quando s´erano già avviati ed erano al Traforo.
spinella dunque aveva prescienza del golpe di Fani.
Ma non avvisò né Moro né la scorta.
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Gianni Morra
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8 aprile 16:24
CASO MORO : STATUS QUAESTIONIS
Nel 2014 Carlo D´Adamo pubblica un suo brillantissimo studio sulle macchine parcheggiate ai lati della strada in area dove si spara (Chi ha ammazzato l´agente Iozzino, Pendragon Bologna 2014, lettura obbligatoria per chiunque voglia davvero capire il caso Moro). La Mini Cooper verde col tettuccio nero appartiene a Tullio Moscardi (1920 + 1997), ex ufficiale della decima mas (nuotatori/paracadutisti) e di sottogruppi derivati come il Vega e la banda Versino, specialista in azioni di sabotaggio del tipo stay behind. Costui è amico fraterno del criminale di guerra suo comandante N/P Buttazzoni, e lo aiuta nel dopoguerra a nascondersi a Roma finché il buttazzoni non viene amnistiato e ricomincia a far danni co-fondando tra le altre belle imprese, l´MSI. Moscardi domicilia a via Mario Fani 109 solo a cavallo della strage : vi entra a settembre 1977 (cioè proprio quando inizia la fase operativa di preparazione del sequestro Moro), ed a novembre ´79 è già fuori non si sa da quando. L´appartamento (scala B, piano III, int. 18) glielo ha dato in uso non si sa a che titolo, un suo amico Mario Amodei (1928 + 2007), fratello del proprietario del Corriere dello Sport Franco. E l´ambiente del CDS e del clan Amodei è da sempre non solo laziale e arcifascista, ma pure vicinissimo alla decima mas : in redazione avevano avuto Alberto Marchesi (decima, Battaglione Barbarigo, Linea Gotica) e Luciano Oppo (figlio del noto artista di regime del ventennio Cipriano Efisio), ex decima pure lui tanto per cambiare, addestrato al sabotaggio stay behind a Campalto in Veneto. Oppo era amico degli Amodei fin da prima che questi prendessero il timone del CDS.
L´intestataria dell´appartamento del Moscardi (conduttrice presso l´ENPAF proprietario dello stabile) era però la compagna dell´Amodei, l´ebrea romena Vali Perlman (1933-2025), vedova dell´ebreo italiano pilota civile Italo Billau, perito nel disastro aereo di Monte Somma (1964). Il figlio di questi ultimi due, Andrea Billau (1961-vivente), fa il giornalista radicalchic a radio radicale. Da me contattato, mi rispose algidamente che tutto quel che aveva da dire l´ha detto agli escussori della Moro2 con la madre al tempo vivente. Bugia : la Moro2 non gli chiese la cosa principale : se cioè il B18 avesse o no posto auto riservato in garage condominiale; e che tipo fosse l´Amodei, che lavoro facesse, come avesse conosciuto il Moscardi, a quali condizioni gli avesse ceduto la casa. Dopo lunghissime e faticosissime insistenze, l´ex compagna del Billau, Mariagrazia De Benedetti, che visse con lui al B18 dall´´85 al 2007, mi rispose che l´appartamento NON aveva posto macchina riservato in garage. Solo che lei non conosce la situazione al 16.3.78, che la Moro2 avrebbe dovuto appurare ed ha omesso di fare, contentandosi dei non ricordo della Iannaccone vedova moscardi. Billau sa la risposta ma fa la sfinge. Ma se anche la casa fosse stata sprovvista di posto auto, questo non scagionerebbe il Moscardi (e possibilmente l´Amodei) dal sospetto di complicità nella strage : non solo per il suo passato in decima ; non solo perché fu al 109 solo a cavallo ; non solo perché specialista in sabotaggio ; non solo perché, stando al grassi però inverificabile, il moscardi entrò ufficialmente in sismi nell´autunno ´78 (il che implica contatti ben precedenti, dato che il sismi non t´assumeva certo su due piedi) ; non solo perché la Moro2 non chiese alla sua vedova Iannaccone Maria perché mai avessero lasciato splendida location in via del Corso per l´alveare incasinato del 109 ; non solo perché uno dei due indirizzi del Corso nella disponibilità del moscardi aveva ospitato la sede di Nuova Repubblica del golpista atlantista Pacciardi ; non solo perché, teste Iannaccone, il sostituto di regime Infelisi si recava diverse volte al B18 durante i 55 non si sa bene perché (e la Moro2 more suo solito, si guarda bene dal chiederglielo) ; ma anche e soprattutto perché la sua Mini Cooper assolve a funzione strategica durante l´agguato : in congiunzione con la 127 rossa dei servizi che parcheggia di fronte ad essa contromano, la Cooper serve a nascondere 2 killer professionisti mai identificati attestati dal Marini che sbucano a massacrare a raffiche Iozzino.
Dall´altro lato abbiamo l´Austin Morris modello Mini Clubman Estate nuova di zecca di Patrizio Bonanni (Panicale, PG 1946 - non so se vivente), che la parcheggia la sera prima della strage al posto frequentemente occupato dal fioraio cui seghetti e fiore bucano le gomme proprio quella sera. Stando a testimonianza resami da Veronika Korosec che lo conobbe assai bene, il Bonanni era "fascistoide" tanto per cambiare. Egli parcheggia l´Austin come si dice a Roma, a k di cane : la parte anteriore dista mezzo metro dal ciglio, la posteriore circa 1 metro. Errore o volutamente ? Lo sportello di Leonardi ci sbatterà contro quando l´eroico Maresciallo tenterà la sua ultima disperata reazione uscendo dalla 130. Ed anche per un´eventuale fuga a destra di Ricci quella macchina ostacolava non poco in congiunzione con la CD. Al solito, la Moro2 copre il bonanni non chiedendogli l´unica cosa che doveva chiedergli : se cioè l´appartamento di cui disponeva al 109 e dove dormì quella notte, avesse o no posto macchina in garage condominiale. E non ci fanno sapere nemmeno l´interno di detto immobile, sicché sappiamo solo che era al primo piano a destra (quindi scala A) sempre se il Bonanni almeno su questo disse la verità. Per cui non ho potuto verificare di persona se avesse o no garage.
Ma non basta : a giugno 2022, scoprii che il padre del patrizio, Lanfranco Bonanni (1923 + non so quando), costruttore del 109, era stato durante la guerra prima infiltrato badogliano nella Resistenza umbra e toscana, macchiandosi di crimini efferati per gettare discredito sulla componente comunista ; e poi dal ´44 in poi, agente stay behind per il servizio segreto militare dello stato maggiore dell´VIII armata britannica invadente l´Italia. Perfino la cugina del patrizio, Lina Procopio moglie di suo cugino Maurizio Bonanni e residente al 109, aveva il posto macchina : e lui, figlio del boss costruttore, non lo aveva ?
Sciascia scrisse famosamente che non si può sfidare il calcolo delle probabilità : e qui nemmeno le combinate abilità matematiche di un Gödel e di un Poincaré riuscirebbero a calcolare la probabilità infinitesima, che su 3 sole macchine nella striscia dell´agguato, i 3 intestatari sono tutti legati ai servizi : giacché il patrizio come scoprì D´Adamo, aveva intestato l´Austin alla sua società Poggio delle Rose, affidata in amministrazione alla Fidrev notoria ditta di finto auditing compiacente per le società ombra dei servizi fin dal 1941.
18.3.2026
La terza macchina è la 127 rossa contromano di fronte alla Cooper, la cui targa compare solo in filmato scoperto da cara fonte confidenziale 6 o 7 anni fa grazie anche alla collaborazione di tecnico RAI, filmato di TG2 Studio Aperto del 18.3.78 ore 19,45.
La lettura RomaP45..6 è certa, grazie alla rielaborazione grafica del frame 84 da parte del tecnico. Penultima e terzultima cifra sono di incerta lettura, ma penso di averle scoperte con certezza manipolando i parametri di microsoft designer, incrociati con i dati visurali in mio possesso procuratimi dalla fonte confidenziale col supporto finanziario di altri.
Step 1 : ritaglio il dettaglio della targa dal frame 84 enhanced.
Step 2 : apro il frame in designer che ingrandisce : già qui, il 5 come terzultima appare certo : si scorge occhiello inferiore, con netta discontinuità di pixelatura a sinistra sopra il riccio : dunque non è occhiello di 6, né di 8. E nemmeno di 3, perché si vede nettamente angolo retto formato dalle due stanghette della metà superiore del 5, angolo che sta a sinistra in alto. Nessun dubbio : la terzultima è 5.
Step 3 : gioco un pochino di contrasto luminoso, ed ottengo conferma dei risultati ottici di step 2 : terzultima = 5, ergo la targa è fin qui, Roma P455X6.
Step 4 : giacché la penultima è troppo deformata dalla sfocatura per risultare leggibile, incrocio 455X6 coi dati visurali gentilmente fornitimi dalla fonte supra che gradisce anonimato : X non è 1 perché con 1 nelle visure non era una 127 ; per lo stesso motivo, non è 2,3,4,5,8. Mancano le visure con 6, 9 e 0 : allora torno a designer :
Step 5 : X non è 6, perché si scorge nettamente stanghetta superiore orizzontale orientata in senso inverso alla curva superiore del 6 che le sta a destra ; non è 9, perché manca occhiello superiore, e si scorge nettamente discontinuità di pixel sotto la stanghetta superiore ; infine, X non può essere = 0, perché non si scorge alcuna rotondità della figura.
Tutto questo essendo certezza visiva assoluta, resta solo il 7 come possibilità matematica : ergo la penultima è 7 e la targa è :
Roma P 45576 - cioè quella in bianco al PRA, come diverse targhe delle autorità, servizi compresi, vedi sul web lo studio della fonte + collaboratori.
Penso che questa sia la parola definitiva sulla targa della 127 rossa.
E le conseguenze sono enormi.
La digos ha dunque mentito alla commissione antimafia nel 2022, inventando di sana pianta il depistaggio conclamato che la 127 rossa apparteneva a tale presunto "sergio lionelli", naturalmente nel frattempo deceduto : niente genralità del lionelli, niente targa della rossa, nulla di nulla di verificabile : eppure l´emerito dott. salvini guido, estensore della relazione sul caso Moro per l´antimafia, se l´è bevuta come acqua fresca semza uno straccio di controllo ! Ripeto :
Relazione Antimafia, estensore Dott. Guido Salvini 2022 : pagina 7 scan : " (101) Si ricordi che la Fiat 127 rossa, che è ben visibile in molte fotografie, ma di cui ancora ignoto sino ad oggi il proprietario, probabilmente non era parcheggiata in quel punto al momento dell’agguato. Può essere comunque utilizzata quale riferimento sul piano spaziale. Si vedano gli accertamenti richiesti da questa Commissione cui ha dato risposta la DIGOS di Roma con annotazione in data 11 marzo 2022. La DIGOS, dopo ricerche approfondite, ha accertato che la Fiat 127 rossa, visibile nelle fotografie subito scattate in via Fani, apparteneva a Sergio Lionelli, in seguito deceduto e già abitante nei pressi di via Fani; l’automobile era stata da questi parcheggiata dinanzi al bar Olivetti immediatamente dopo la fine della sparatoria. È singolare però che tale vettura non sia stata rilevata nei rapporti di Polizia, il nome del suo proprietario non sia stato nemmeno annotato e che questi non sia stato mai ascoltato. " :
e la targa ? Senza targa verificabile, perché dovremmo crederci ? Come hanno fatto a leggere la targa con certezza ? E se "Lionelli" è morto, chi ha detto loro che aveva parcheggiato dopo e non prima ? Anche ammesso ad esempio, che la targa sia secretata per privacy degli eredi o che so io, benissimo, ma ripeto : non essendo la risposta DIGOS verificabile, perché dovremmo crederci ? Ogni ricercatore degno di questo nome non può ritenersi soddisfatto di una risposta del genere, perché la storiografia è scienza, non teologia dogmatica o catechismo. Qui siamo a livello di ipse dixit, state contenti umana gente al quia.
Ma ora la targa completa l´abbiamo : Roma P45576 - e NON è intestata a nessun fantomatico lionelli sergio, ammesso e non concesso che costui sia mai esistito. È intestata a deviatissime autorità perché il suo foglio PRA è in bianco.
Non starò a perder tempo a chiedere che i funzionari digos firmatari del falso accertamento siano radiati dalla polizia e condannati a lunghe pene detentive per falso ideologico aggravato, falso in atto pubblico aggravato, depistaggio aggravato.
Non perderò tempo a pregare il dott. salvini di andarsene a coltivare le rose invece di spammare puttanate depistanti non verificate sulle relazioni parlamentari - idem per i commissari dell´antimafia.
Tanto questo governicchio di criminali fascisti e questa falsa opposizione e questa procura di Roma alias porto delle nebbie tutti al soldo di wall street, non agirebbero in tal senso.
Ma nemmeno seguirò la prudenza cinica di andrea il portiere di Massimi 47 ( "i rapporti di forza non sono cambiati da allora, in italia comandano gli americani, dunque a che pro la lotta coi mulini a vento ?").
Eccovi la verità, condividetela : l´unico motivo anzi movente logico di 47 anni di tombamento e depistaggio sulla 127 rossa non può che essere il seguente : che quella vettura stava lì già durante l´agguato e quindi prima (dico quindi perché nessun oculare l´attesta piombata in mezzo alla sparatoria durante) ; e stava lì per complice funzione, logistica nel nascondere inizialmente i due superkiller visti da marini sbucare in mezzo a Cooper e rossa, e comprovati dalle nuvole B e K ibidem ; e con tutta probabilità e logica evidenza, fu lì condotta dai due superkiller stessi dei servizi deviati o affini, che poi si eclissarono a bordo della moto honda come suppone marini, perché non potevano compromettere la 127 rossa col convoglio della fuga visto da molti.
ALETH
5.5.2025
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Gianni Morra
(---.---.---.99)
9 aprile 23:32
FABBRI & FARANDA, DEPISTATORI
Il 16 marzo 1978 alle 9,23 è Squalo4 della Squadra Mobile a trovare la 132 dei terroristi che pochi minuti prima aveva parcheggiato a via Licinio Calvo altezza civico 1 angolo via Lucilio alla Balduina.
Il brogliaccio della Sala Operativa della Questura è inequivocabile su questo.
I poliziotti avvertono la Digos del ritrovamento, e verso le 10 sopraggiungono i suoi funzionari Mario Fabbri e Vittorio Faranda. I quali nella relazione cancellano S4 attribuendo fraudolentemente a sé stessi il ritrovamento, e mentono inoltre su diversi altri aspetti :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/186/030%20%20volume%20XXX?keyword=
106 :
1. spostano di 180 gradi il sito del ritrovamento da Calvo & Lucilio al termine opposto, Calvo & Festo Avieno
2. spostano l´ora del ritrovamento ufficiale alle 10 cancellando le 9,23 di S4
3. spostano in avanti l´ora dell´abbandono della vettura da parte dei terroristi alle 9,30-9,40, adducendo inverificabili anonimi "sommari accertamenti esperiti in loco" : questa è menzogna comprovata perché Fabbri e Faranda cioè la Digos erano stati avvisati da S4 del ritovamento vero, quindi sapevano benissimo che questo era occorso ben prima delle 9,30-9,40. Ergo mentono pure sul punto 2 : ora del ritrovamento ufficiale della 132. Come non pensare che mentano pure sul punto 1 ?
4. Poi citano ancora anonime inverificabili "varie testimonianze" sui 2 o 3 terroristi scesi dalla vettura tra cui donna con pistola nella cintola dei pantaloni ; nessun teste verbalizzato menziona tale particolare.
Alla sbarra di De Bustis, l´oculare De Luca vede una sola donna però in gonna non pantaloni, e la riconoscerà nel racconto fatto alla figlia Sabrina e riferitomi da quest´ultima, nella Balzerani.
La teste Perugini del banco di frutta in cima alle scalette dirà che la donna era bionda, compatibilmente coi capelli castano chiaro della brigatista.
Solo che per la De Luca, la donna della sbarra risale sulla 128 bianca non sulla 132. Ma la Balzerani racconta in Compagna luna di aver visto Moro per l´ultima volta al trasbordo nel pulmino, quindi a piazza Madonna del Cenacolo : è probabile dunque, che Moro almeno dalla sbarra in poi fosse nella bianca con lei. Sabrina Angelini mi riferì de relato dalla fu madre, che quest´ultima le aveva parlato di un chino sul sedile posteriore della 128 bianca.
Posso pertanto ipotizzare fondatamente, che la 132 guidata dal Gallinari almeno dalla sbarra in poi, dopo la sosta Bitossi abbia proseguito per Bernardini (questo è certo teste Stocco), poi Biasucci e Ambrosio al cui angolo con via della Balduina potrebbe aver raccattato la Balzerani ed il terzo terrorista provenienti dalla vicinissima piazza Madonna.
Certo non si può probatoriamente escludere una seconda donna nel commando : Peci de relato ed altri pentiti dicono la Faranda a Fani : costei era mora ma poteva teoricamente portare parrucca bionda.
In effetti è difficile pensare che i terroristi rinunciassero alla Faranda il 16 marzo, giacché lei era l´unica a conoscere a menadito la Balduina essendovi cresciuta fin dall´adolescenza.
Tuttavia non abbiamo nessun certo riscontro testimoniale diretto di una seconda donna a Fani, Algranati a parte che era sì bionda ossigenata ma lasciò Fani da sola in motorino dopo aver segnalato l´arrivo del convoglio.
La teste De Andreis descrive donna con occhiali a farfalla nella CD prima dell´agguato.
Abbiamo poi l´oculare Guglielmo che nota del passeggero della moto chignon e boccolo scuro che scendeva :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/2018-02-22/0117_003.pdf
18.
E Nucci :
p.14 : " Va ricordato, infine, quanto dichiarato da Gherardo Nucci il 27 ottobre 1998: egli riferì che il 16 marzo 1978, provenendo in auto da via della Camilluccia e diretto verso via Fani, udì dei colpi e, a circa cinquanta metri dall’incrocio con via Fani, vide in mezzo alla strada una persona che portava qualcosa a tracolla, ma non poté distinguere di cosa si trattasse. Vide quindi quella stessa persona salire a bordo di una motocicletta, guidata da un’altra persona, che si allontanò dirigendosi in via Stresa, direzione Trionfale. Non scorse in volto le due persone sul motoveicolo, ma riguardo a quella che era in mezzo alla strada e poi salì a bordo, dapprima credette che fosse un uomo, « ma poi, anche nell’immediatezza del fatto, ripensandoci » pensò « potesse trattarsi anche di una donna viste le movenze con le quali era salita successivamente su una moto ».
La quaestio permane vexata qui sul punto.
Ma torniamo alla relazione Fabbri-Faranda.
L´ultimo depistaggio del duo sulla 132 lo rileva indirettamente il poliziotto Abbondandolo del commissariato Monte Mario nella sua relazione :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/186/030%20%20volume%20XXX?keyword=
42 :
" In via Licinio Calvo da teste identificato da personale
della DIGOS è stato appreso che la Fiat 132, proveniente da via Lu-
cilio con direzione via Cecilio Stazio, giunta in via Licinio Calvo
era stata ivi posteggiata da due uomini ed una donna " :
ancora una volta, presunto teste anonimo inverificabile. La Perugini si dirà certa che la vettura provenisse invece da Calvo, come logico dopo la sosta a Bitossi testimoniata dalla Stocco.
Soltanto in successiva deposizione del 1979 Fabbri e Faranda correggeranno il luogo (solo il luogo, non il tempo e tutto il resto) del ritrovamento :
https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/908824.pdf
CM 43 : 554 sqq.
Nello stesso contesto documentale, Abbondandolo negherà di aver sentito la balla di Lucilio direttamente da un qualche teste : ed infatti come sappiamo, la sua fonte depistante era la Digos.
Che Fabbri & Faranda avessero il vizio del depistaggio lo conferma la loro incriminazione a Perugia nel processo Pecorelli per false dichiarazioni sui loro rapporti con Abbruciati e la Magliana, rapporti che di fronte alla Moro2 Fabbri minimizzerà e sanificherà senza negarli del tutto - questo risale a periodo in cui Fabbri era passato al Sisde e Faranda ne era collaboratore esterno :
https://ilmanifesto.it/archivio/1996009718
13.7.96 : Faranda Fabbri e Paoletti incriminati a Perugia nel processo Pecorelli per false dichiarazioni sui loro rapporti con Abbruciati e la Magliana
https://archivio.unita.news/assets/main/1996/07/14/page_034.pdf
Quindi se alla fine dell´iter processuale non furono sbattuti in galera non eleimina la grave ombra di sospetto.
L´ex poliziotto Nervalli racconterà a collaboratori della Moro2 di essersi trovato "casualmente" a Fani subito dopo l´agguato insieme guarda caso a Vittorio Faranda, su due macchine di cui una 127 - nessuno glene chiede il colore ovviamente :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/B171/0755_001.pdf
Non sorprende infine pertanto, la provenienza politica del Fabbri : era stato neofascista del gruppo universitario Caravella coi terroristi neri Stefano delle Chiaie e Tilgher negli anni ´60 :
(link attivo quando lo scoprii, nel frattempo non più disponibile...mmm...Ma la cosa viene confermata qui :
http://www.fascinazione.info/2016/10/delle-chiaie-cosi-in-bolivia-fu.html
È Delle Chiaie stesso a dirlo :
" Si disse che a bordo vi fosse anche Mario Fabbri ex iscritto alla Caravella poi arruolatosi in polizia. Fabbri grazie alla sua precedente militanza, era in grado di riconoscermi. ").
Perché Fabbri & Faranda depistarono su Calvo ? Se infatti Fabbri : sposta in avanti le lancette del´abbandono della vettura alle 9,30-9,40 ; sposta di 180 gradi il luogo del ritrovamento ponendolo inizialmente a Calvo_Festo Avieno, egli strappa la palma del ritrovamento a S4 non tanto e non solo per plagio, ma soprattutto perché ammettere la verità, cioè che la 132 giunge a Calvo entro le 9,15 (infatti S4 da Trionfale_Prisciano vede i 3 corsi giù dalle scalette entro quell´ora), significherebbe ammettere che la 132 non ha portato Moro al trasbordo a Madonna perché non ne avrebbe avuto il tempo.
Id est : Moro almeno dalla sbarra in poi non era, non poteva essere nella 132. Possiamo discutere della vettura del caricamento di Moro a Fani giacché metà dei testi dice grande scura e l´altra metà 128 bianca e non abbiamo dati dirimenti. Ma dalla sbarra in poi, la logica a mio avviso è probatoria : Moro non è o non è più nella 132 altrimenti non si spiega ulteriore sosta Stocco a Bitossi e non si spiega come detto, l´arrivo a Calvo_Lucilio prima delle 9,15.
Invece la 132 doveva passare ufficialmente per sola ed unica macchina del rapimento fino al furgone.
Ricordo ancora la mia scoperta (aprile 2024) della Sabrina Angelini fu Anna De Luca in Angelini : la madre le raccontò vita natural durante di aver visto un chino sul sedile posteriore della 128 bianca ferma alla sbarra.
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Gianni Morra
(---.---.---.153)
10 aprile 12:47
FABBRI & FARANDA, DEPISTATORI — update del 10.4.2026
Il 16 marzo 1978 alle 9,23 è Squalo4 della Squadra Mobile a trovare la 132 dei terroristi che pochi minuti prima aveva parcheggiato a via Licinio Calvo altezza civico 1 angolo via Lucilio alla Balduina.
Il brogliaccio della Sala Operativa della Questura è inequivocabile su questo.
I poliziotti avvertono la Digos del ritrovamento, e verso le 10 sopraggiungono i suoi funzionari Mario Fabbri e Vittorio Faranda. I quali nella relazione cancellano S4 attribuendo fraudolentemente a sé stessi il ritrovamento, e mentono inoltre su diversi altri aspetti :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/186/030%20%20volume%20XXX?keyword=
106 :
1. spostano di 180 gradi il sito del ritrovamento da Calvo & Lucilio al termine opposto, Calvo & Festo Avieno
2. spostano l´ora del ritrovamento ufficiale alle 10 cancellando le 9,23 di S4
3. spostano in avanti l´ora dell´abbandono della vettura da parte dei terroristi alle 9,30-9,40, adducendo inverificabili anonimi "sommari accertamenti esperiti in loco" : questa è menzogna comprovata perché Fabbri e Faranda cioè la Digos erano stati avvisati da S4 del ritovamento vero, quindi sapevano benissimo che questo era occorso ben prima delle 9,30-9,40. Ergo mentono pure sul punto 2 : ora del ritrovamento ufficiale della 132. Come non pensare che mentano pure sul punto 1 ?
4. Poi citano ancora anonime inverificabili "varie testimonianze" sui 2 o 3 terroristi scesi dalla vettura tra cui donna con pistola nella cintola dei pantaloni : nessun teste verbalizzato menziona tale particolare.
Alla sbarra di De Bustis, l´oculare De Luca vede una sola donna però in gonna non pantaloni, e la riconoscerà nel racconto fatto alla figlia Sabrina e riferitomi da quest´ultima, nella Balzerani.
La teste Perugini del banco di frutta in cima alle scalette dirà che la donna era bionda, compatibilmente coi capelli castano chiaro della brigatista.
Solo che per la De Luca, la donna della sbarra risale sulla 128 bianca non sulla 132. Ma la Balzerani racconta in Compagna luna di aver visto Moro per l´ultima volta al trasbordo nel pulmino, quindi a piazza Madonna del Cenacolo : è probabile dunque, che Moro almeno dalla sbarra in poi fosse nella bianca con lei. Sabrina Angelini mi riferì de relato dalla fu madre, che quest´ultima le aveva parlato di un chino sul sedile posteriore della 128 bianca.
Posso pertanto ipotizzare fondatamente, che la 132 guidata dal Gallinari almeno dalla sbarra in poi, dopo la sosta Bitossi abbia proseguito per Bernardini (questo è certo teste Stocco), poi Biasucci ed Ambrosio al cui angolo con via della Balduina potrebbe aver raccattato la Balzerani ed il terzo terrorista provenienti dalla vicinissima piazza Madonna.
Certo non si può probatoriamente escludere una seconda donna nel commando : Peci de relato ed altri pentiti dicono la Faranda a Fani : costei era mora ma poteva teoricamente portare parrucca bionda.
In effetti è difficile pensare che i terroristi rinunciassero alla Faranda il 16 marzo, giacché lei era l´unica a conoscere a menadito la Balduina essendovi cresciuta fin dall´adolescenza.
Tuttavia non abbiamo nessun certo riscontro testimoniale diretto di una seconda donna a Fani, Algranati a parte che era sì bionda ossigenata ma stando alla vulgata, lasciò Fani alta da sola in motorino dopo aver segnalato l´arrivo del convoglio.
La teste De Andreis descrive donna con occhiali a farfalla nella CD prima dell´agguato.
Abbiamo poi l´oculare Guglielmo che nota del passeggero della moto, chignon e boccolo scuro che scendeva :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/2018-02-22/0117_003.pdf
18. Inoltre ibidem afferma che nel corso della mattinata trovò foto polaroid in giardino raffigurante due persone in moto di grossa cilindrata, un giovane ed una giovane.
E Nucci :
p.14 : " Va ricordato, infine, quanto dichiarato da Gherardo Nucci il 27 ottobre 1998: egli riferì che il 16 marzo 1978, provenendo in auto da via della Camilluccia e diretto verso via Fani, udì dei colpi e, a circa cinquanta metri dall’incrocio con via Fani, vide in mezzo alla strada una persona che portava qualcosa a tracolla, ma non poté distinguere di cosa si trattasse. Vide quindi quella stessa persona salire a bordo di una motocicletta, guidata da un’altra persona, che si allontanò dirigendosi in via Stresa, direzione Trionfale. Non scorse in volto le due persone sul motoveicolo, ma riguardo a quella che era in mezzo alla strada e poi salì a bordo, dapprima credette che fosse un uomo, « ma poi, anche nell’immediatezza del fatto, ripensandoci » pensò « potesse trattarsi anche di una donna viste le movenze con le quali era salita successivamente su una moto ».
Infine, la teste Armida Sanciu di Gradoli 96 dichiara questo alla Moro2 il 16.4.2015 :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/2018-02-22/0116_003.pdf
2 : „ Successivamente all’evento nell’ingresso dello stabile dove abitavo in via Gradoli vi era un costante viavai di persone.
DOMANDA: Cosa facevano queste persone che lei notava frequentare l’appartamento di
via Gradoli?
RISPOSTA:. Erano diverse persone, non sempre le stesse, tra cui ricordo una coppia, un uomo e una donna, che a bordo di una moto, una Honda rossa, entravano nel garage dello stabile e solitamente risalivano la rampa di scale antincendio senza togliersi mai il casco, per raggiungere il secondo piano. Quando mi trovavo in cucina avevo modo di notare queste persone che avevano un atteggiamento molto sospetto...
4 : „ DOMANDA: Può specificare qualche dettaglio della moto che vedeva entrare nel garage?
RISPOSTA:. Era una moto Honda di colore rosso.
DOMANDA: Chi guidava questa moto?
RISPOSTA:. Nelle occasioni in cui ho visto la moto in questione, a bordo notavo una
persona che ritenevo essere una donna, con capelli ricci biondi che fuoriuscivano dal casco, ed un uomo. Entrambi, come detto, indossavano sempre il casco fino all’arrivo nell’appartamento. La coppia arrivava nel condominio quasi sempre in orario di pranzo, salivano la scala antiincendio in ferro ed accedevano all’appartamento del secondo piano.“ :
sulla Honda rossa, cfr la testimonianza di Luca Moschini che passa per l´incrocio Fani&Stresa poco prima della strage e nota moto bordeaux altezza Olivetti, ferma.
La quaestio permane vexata qui sul punto di eventuale seconda donna a Fani.
Ma torniamo alla relazione Fabbri-Faranda.
L´ultimo depistaggio del duo sulla 132 lo rileva indirettamente il poliziotto Abbondandolo del commissariato Monte Mario nella sua relazione :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/186/030%20%20volume%20XXX?keyword=
42 :
" In via Licinio Calvo da teste identificato da personale della DIGOS è stato appreso che la Fiat 132, proveniente da via Lucilio con direzione via Cecilio Stazio, giunta in via Licinio Calvo era stata ivi posteggiata da due uomini ed una donna " :
ancora una volta, presunto teste anonimo inverificabile. La Perugini si dirà certa che la vettura provenisse invece da Calvo, come logico dopo la sosta a Bitossi testimoniata dalla Stocco.
Soltanto in successiva deposizione del 1979 Fabbri e Faranda correggeranno il luogo (solo il luogo, non il tempo e tutto il resto) del ritrovamento :
https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/908824.pdf
CM 43 : 554 sqq.
Nello stesso contesto documentale, Abbondandolo negherà di aver sentito la balla di Lucilio direttamente da un qualche teste : ed infatti come sappiamo, la sua fonte depistante era la Digos.
Che Fabbri & Faranda avessero il vizio del depistaggio lo conferma la loro incriminazione a Perugia nel processo Pecorelli per false dichiarazioni sui loro rapporti con Abbruciati e la Magliana, rapporti che di fronte alla Moro2 Fabbri minimizzerà e sanificherà senza negarli del tutto - questo risale al periodo in cui Fabbri era passato al Sisde e Faranda ne era collaboratore esterno :
https://ilmanifesto.it/archivio/1996009718
13.7.96 : Faranda Fabbri e Paoletti incriminati a Perugia nel processo Pecorelli per false dichiarazioni sui loro rapporti con Abbruciati e la Magliana
https://archivio.unita.news/assets/main/1996/07/14/page_034.pdf
Quindi che alla fine dell´iter processuale non furono sbattuti in galera non elimina la grave ombra di sospetto.
L´ex poliziotto Nervalli racconterà a collaboratori della Moro2 di essersi trovato "casualmente" a Fani subito dopo l´agguato insieme guarda caso a Vittorio Faranda, su due macchine di cui una 127 - nessuno glene chiede il colore ovviamente :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/B171/0755_001.pdf
Non sorprende infine pertanto, la provenienza politica del Fabbri : era stato neofascista del gruppo universitario Caravella coi terroristi neri Stefano delle Chiaie e Tilgher negli anni ´60 :
(link attivo quando lo scoprii, nel frattempo non più disponibile...mmm...Ma la cosa viene confermata qui :
http://www.fascinazione.info/2016/10/delle-chiaie-cosi-in-bolivia-fu.html
È Delle Chiaie stesso a dirlo :
" Si disse che a bordo vi fosse anche Mario Fabbri ex iscritto alla Caravella poi arruolatosi in polizia. Fabbri grazie alla sua precedente militanza, era in grado di riconoscermi. ").
Perché Fabbri & Faranda depistarono su Calvo ? Se infatti Fabbri : sposta in avanti le lancette del´abbandono della vettura alle 9,30-9,40 ; sposta di 180 gradi il luogo del ritrovamento ponendolo inizialmente a Calvo_Festo Avieno, egli strappa la palma del ritrovamento a S4 non tanto e non solo per plagio, ma soprattutto perché ammettere la verità, cioè che la 132 giunge a Calvo entro le 9,15 (infatti S4 da Trionfale_Prisciano vede i 3 corsi giù dalle scalette entro quell´ora), significherebbe ammettere che la 132 non ha portato Moro al trasbordo a Madonna perché non ne avrebbe avuto il tempo.
Id est : Moro almeno dalla sbarra in poi non era, non poteva essere nella 132. Possiamo discutere della vettura del caricamento di Moro a Fani giacché metà dei testi dice grande scura e l´altra metà 128 bianca e non abbiamo dati dirimenti. Ma dalla sbarra in poi, la logica a mio avviso è probatoria : Moro non è o non è più nella 132 altrimenti non si spiega ulteriore sosta Stocco a Bitossi e non si spiega come detto, l´arrivo a Calvo_Lucilio prima delle 9,15.
Invece la 132 doveva passare ufficialmente per sola ed unica macchina del rapimento fino al furgone.
Ricordo ancora la mia scoperta (aprile 2024) della Sabrina Angelini fu Anna De Luca in Angelini : la madre le raccontò vita natural durante di aver visto un chino sul sedile posteriore della 128 bianca ferma alla sbarra.
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Gianni Morra
(---.---.---.80)
11 aprile 15:29
INFILTRATI „BIERRE“ : GALLINARI
Parto da ottimo post di Cicinelli sul suo profilo fb :
" GIRAUDO: "CONTATTI TRA GALLINARI ED ELEMENTI DI ORDINE NUOVO. PESSIMO IL RAPPORTO CON LA COMMISSIONE"
di Gianluca Cicinelli
«Durante le indagini per la strage di Brescia sono emersi contatti tra Prospero Gallinari ed elementi di Ordine Nuovo». Il colonnello dei Carabinieri Massimo Giraudo la butta lì con semplicità, come se l’affermazione su uno dei massimi dirigenti delle Brigate Rosse non fosse destinata a generare reazioni a catena, nel corso della sua deposizione al processo presso la Procura Generale che vede imputato per la strage di Bologna Paolo Bellini. Giraudo è stato ascoltato durante le ultime due udienze, essendosi occupato come polizia giudiziaria delle reti d’intelligence statunitensi in Italia per le stragi di piazza Fontana e Brescia, divenute d’interesse anche per il procedimento in corso a Bologna.
Per capire come dalla strage di Bologna si sia arrivati a parlare delle Br e di Gallinari bisogna spiegare che la testimonianza di Giraudo sull’eversione nera e i suoi collegamenti con i servizi riguarda in particolar modo gli anni ’70. In quel contesto a Rovigo nel ’79 vengono sequestrati all’estremista nero Gianluigi Napoli i fogli d’ordine, terminologia militare, di Ordine Nuovo datati marzo e maggio 78. Secondo Giraudo le date coincidono rispettivamente con il rapimento e con l’uccisione di Aldo Moro. «Negli appunti del primo ordine di servizio - dice ai giudici di Bologna Giraudo - chi scrive si rivolge ai suoi camerati parlando in termini molto negativi del compromesso storico e parlando dei brigatisti propone con loro una tregua armata, spiegando che il nemico comune è lo Stato e quindi bisogna concentrare la guerra in quella direzione». Dopo queste precisazioni Giraudo ha sostenuto la tesi dei contatti tra Gallinari e Ordine Nuovo.
Alla richiesta di precisazioni che abbiamo rivolto al colonnello Giraudo questi non ha voluto aggiungere altro a quanto dichiarato a Bologna. Non è la prima volta che il nome di Prospero Gallinari, uno dei membri più importanti delle Brigate Rosse, risulta oggetto di rivelazioni clamorose, da prendere naturalmente con grande prudenza. Durante le indagini sul condominio di via Massimi 91, a poche centinaia di metri da via Fani dove venne rapito Moro, ritenuto una possibile prima prigione per lo statista dc, emersero alcune presenze ambigue all’interno del palazzo. Tra tutte spicca quella della società statunitense Tumco, la cui attività d’intelligence per Washington è stata accertata dalle indagini di polizia giudiziaria. Ma c’è anche una coppia di coniugi, lui ufficiale dell’aeronautica militare italiana impegnato in progetti speciali della Nato, come risulta dalle sue note di servizio, che ammisero di essere stati irregolari nelle Br e di aver ospitato Prospero Gallinari nell’autunno del 1978, pochi mesi dopo la morte di Moro.
C’è poi un’altra vicenda che riguarda Prospero Gallinari, già oggetto di polemiche in passato, e riguarda la sua evasione dal carcere di Treviso nel 1977. Esiste un documento della Commissione Moro 2,
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/2018-02-22/1162_001.pdf
, protocollato il 23 novembre 2017, in cui si legge che il 6 ottobre del 2000 la Procura di Roma chiedeva al Ros di verificare le modalità dell’evasione di Gallinari, avvenuta il 2 febbraio del ’77 dalla Casa Circondariale di Treviso. In precedenza il senatore Paolo Emilio Taviani, più volte ministro dell’Interno, aveva dichiarato, interrogato dalla Procura di Brescia, "a quanto mi risulta Gallinari fu fatto fuggire dal carcere dal generale dalla Chiesa che me ne aveva parlato e aveva il mio consenso. Lo scopo era di riuscire a rintracciare i covi delle Brigate Rosse superstiti che si stavano organizzando".
L’evasione di Gallinari con altri 11 detenuti venne poi raccontata ad Alberto Franceschini da un detenuto che sosteneva di averla organizzata, Pietro Montecchio, durante la condivisione della cella nel carcere di Nuoro. Secondo quanto raccontato da Montecchio la direzione del carcere di Treviso sarebbe stata al corrente di quanto stava per accadere e la stessa evasione sarebbe stata organizzata principalmente per far evadere Gallinari, che prima di morire ha comunque negato la circostanza. Franceschini racconta di aver avuto l’impressione che Montecchio volesse comunicargli che volevano far evadere anche lui ma poi non se ne fece niente. C’è un ultimo riferimento documentale possibile alle parole di Giraudo e riguarda la testimonianza resa da Giuseppe Albanese, un estremista nero calabrese in rapporti con la ’ndrangheta. Durante il terzo processo sulla strage di Brescia Albanese, rispondendo ai giudici sui suoi rapporti con Nico Azzi, terrorista di destra a cui esplose tra le gambe l’ordigno che stava preparando per l’attentato al treno Roma-Genova del 7 aprile ’73 e che fu ritrovato con una copia di Lotta Continua in tasca allo scopo di depistare le indagini sulla bomba, sostenne che Azzi aveva rapporti con dei brigatisti. In particolare dice Albanese «Anche lui… a parte il fatto di Treviso che qualcuno di fuori dei servizi gli ha buttato delle pistole che lui ha fornito al brigatista rosso Prospero Gallinari che si è reso protagonista del sequestro Moro».
Sempre Albanese, nel verbale reso al dottor Roberto Di Martino in merito alla strage di Piazza della Loggia il 3 febbraio ’99, aggiunge che Azzi gli avrebbe detto che i servizi gli hanno fatto arrivare delle armi da consegnare a "un infiltrato che avevano nelle brigate rosse". Infine il superpentito dell’estrema destra Sergio Calore il 15 febbraio 1991 al giudice Guido Salvini dichiara: «Per quanto concerne Azzi faccio presente che nel carcere di Treviso come egli stesso mi disse era entrato positivamente in contatto con persone della sinistra. Anche ai fini di una possibile evasione che tuttavia per quanto riguarda Azzi non ebbe poi luogo. In particolare mi fece il nome di Gallinari che poi effettivamente evase da Treviso».
Molti gli elementi che meriterebbero di essere approfonditi anche se la Commissione Moro 2 ha chiuso ormai i suoi lavori da tre anni. «Il rapporto con la Commissione è stato pessimo», precisa in un altro passaggio della deposizione Giraudo, dando notizia, a sorpresa e in pubblico, che non tutto è filato liscio nella sua attività di collaboratore dell’organismo d’inchiesta parlamentare dedicato al caso Moro, presieduto da Giuseppe Fioroni.
Gianluca Cicinelli
21.6.2021"
A volte sono le cronache locali a portarmi a tu per tu con la verità. Cronache come questa, pubblicata nel 2018 :
con la testimonianza di un ex collega di lavoro di gallinari dopo la liberazione di quest´ultimo :
" Diceva (quando i colleghi gli chiedevano del caso Moro, ndr) : sono riservato anche per tutelarvi" : cioè : non ho mai detto la verità sul caso Moro. Se infatti l´avesse detta, non si capirebbe la ragione della riservatezza e della tutela.
" Nei tre anni nei quali abbiamo lavorato insieme, lui si era limitato talvolta a dirmi che le Br, da sole, non sarebbero state in grado di portare a buon fine né l´agguato, né le successive fasi intorno alla ´Prigione del Popolo`. Potevano insomma contare su aiuti esterni in grado di garantirne il ´nascondimento` " :
se lo dice perfino gallinari, per quanto de relato...
E per una volta, dice la verità : quattro scalzacani vigliacchi, renitenti alla leva (bonisoli, morucci) o riformati come lo stesso gallo, o militesenti come moretti coniugato con prole quindi privi del tutto di esperienza militare, mai e poi mai si sarebbero lanciati alla kamikaze contro 3 tiratori scelti (Leonardi Iozzino Rivera) ed altri due agenti comunque in gamba, né potevano sapere che Zizzi non si sarebbe mostrato all´altezza.
Il gallo viene trovato morto in macchina, per strada contro un muretto, il 14.1.2013 - infarto si disse, si sa che era cardiopatico.
Ma la versione ufficiale sui massmedia è che morì nel suo garage.
Non voglio speculare, ma quando uno che è stato liberato e lasciato vivere al patto di starsi zitto e mentire su copione, comincia a rivelare ai colleghi che le "bierre" furono eteroaiutate nel caso Moro, che mai avrebbero potuto condurre da sole, tradisce il "patto di omertà" : muretto o garage ?
E se gallinari sapeva che a Fani avrebbero avuto le spalle coperte, a maggior ragione dovevano saperlo almeno gli altri due infiltrati fascisti nelle bierre : moretti e morucci.
Potenzialmente interessante che il Montecchio fosse figlio di maresciallo dell´aeronautica militare, che fonti danno membro del SIOS (=intelligence militare dell´A.M.). Come ricorda Cicinelli, ad autunno ´78 due delinquenti medioaltoborghesi di Massimi 91 daranno rifugio al latitante gallinari : lui, milioni fabio, era ufficiale dell´A.M. e lavorava per la n.a.t.o.
Non basta : stando alla teste Stocco di via Bitossi, gallinari è alla guida della grande scura (=132) che piomba colà : pertanto è da supporre che fu lui e condurre la vettura a Calvo 1 dove fu abbandonata, e che sempre lui era uno dei 3 terroristi che fuggono a piedi giù per le scalette che portano da Calvo & Lucilio a via Prisciano, dove entro le 9,15 vengono avvistati da Squalo4 della Squadra Mobile che non riuscirà ad acciuffarli anche perché. giunta all´attuale piazzale Medaglie d´Oro (diverso il toponimo allora) quasi angolo Prisciano, viene bloccata da 128 blu dell´A.M. parcheggiata in doppia fila che si direbbe stare in attesa di raccattare i 3 terroristi (testimonianza del poliziotto TeX a me resa ad ottobre 2023).
Ancora : lanfranco bonanni padre di patrizio della Clubman che intralcia Leonardi e Ricci a Fani, veniva dall´A.M. : durante la seconda guerra fu aviere e parà collaboratore dell´intelligence militare britannica come scoprii a giugno 2022.
cristoforo piancone, di cui un pentito riferì de relato la presenza a Fani tra i killer, veniva dai parà.
L´ex funzionario digos e poi sisde fabbri mario (1940 + 2022) viene prima escusso dalla Moro2 nel 2015, poi audito in commissione l´anno dopo. L´escussione è molto più interessante dell´audizione :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/B171/0405_002.pdf
4.11.2015 : parla mario fabbri a collaboratori Moro2 :
" In sintesi, nel colloquio con me (in Nicaragua nel 1993, ndr), Casimirri evidenziò che Moretti aveva avuto un ruolo sostanzialmente non coincidente con quello apparente di capo colonna e cioè che fosse un traditore (con riferimento all´abortito assalto all´Asinara per liberare Franceschini et all., ndr)...
" Inoltre mi parlò anche di un incontro tra lui Morucci, Faranda, Algranati e Gallinari nella fase preoperativa (della strage di Fani, ndr) in un bar dei Parioli.
. Precisò che Gallinari come Moretti era persona riferibile al cosiddetto "Superclan" (la setta dell´agente CIA simioni, cofondatore delle protobierre, ndr).
Sempre Casimirri precisò che nel corso della suindicata riunione Gallinari aveva chiaramente detto che una volta preso Moro sarebbero state fatte delle richieste orientate a suscitare tutte le contraddizioni possibili, e quindi inaccettabili, ma che in ogni caso Moro sarebbe stato ucciso. In sostanza appresi che Moro stato comunque "giustiziato" perché questa era la determinazione di Moretti..." :
affermazione plausibilissima questa di casimirri : l´assassinio di Moro preprogrammato da moretti per conto del regime, e quindi le assurde richieste "brigatiste" dei 55 di liberazione di molti prigionieri in cambio di Moro, di riconoscimento politico delle "bierre" etc.
Questo incrocia con la testimonianza di raimondo etro sempre alla Moro 2 del 31.1.2017 :
p.7 sq. :
" RAIMONDO ETRO. Da quello che ricordo di quel periodo, da quello che mi disse Gallinari, non credo che ci sarebbe mai stata una trattativa possibile. Ricordo benissimo che disse: «Faremo talmente tanti morti che lo Stato non tratterà mai». Soprattutto dopo poi aver lasciato cinque uomini della scorta...
PRESIDENTE. A via Fani.
RAIMONDO ETRO. ...per terra a via Fani."
Siamo nella seconda metà di gennaio ´78 quando gallinari dice ad etro tali cose, dopo che il secondo era già stato informato dalla faranda poco tempo prima che il progetto di sequestro incruento di Moro a Santa Chiara era stato abbandonato.
Cfr anche p.12 dell´audizione di Etro, sulla farsa della consultazione :
„ RAIMONDO ETRO. No, assolutamente, come non è neanche mai arrivata a nessuno di noi, anche se alcuni brigatisti hanno detto che erano stati interpellati tutti i militanti delle Brigate rosse per chiedere se doveva essere ucciso o se doveva essere, invece, liberato.
A me personalmente non fu mai chiesto nulla e, per quanto ne sappia io, neanche ad Alessio Casimirri e a Rita Algranati, con i quali poi, dopo il sequestro e dopo la nostra uscita dalle Brigate rosse, rimasi comunque in contatto.
PRESIDENTE. Quindi, hanno fatto una consultazione parziale.
RAIMONDO ETRO. La consultazione non so se c’è stata o se non c’è stata. Comunque nessuna delle persone con le quali io sono stato in contatto è mai stata interpellata in proposito.“.
Ora : come facevano moretti e gallinari ad essere così certi un mese prima di Fani che sarebbero riusciti a sterminare la scorta di Moro, quando lo stesso moretti famosamente ebbe a dire che i brigatisti al massimo potevano spararsi sui piedi ed avrebbero fatto ridere il caporale di qualsiasi esercito ?
L´unica spiegazione logica è la loro prescienza e complicità con esterni professionisti che avrebbero preso in mano i ruoli principali di killeraggio nella strage. Teste Galati, moretti rivelò a brigatisti vari che furono le "riserve" a "stendere" Iozzino loro sfuggito, e non i 4 avieri.
Se uniamo i puntini senza pregiudizio qui, la conclusione una è : col 99,9 periodico per cento delle probabilità, gallinari fu killer di regime.
Non si dimentichi infine, che se gallinari evade facilmente dal ridicolmente insicuro carcere di Treviso il 2.1.77, di lì a poco il 27 dello stesso mese da quello altrettanto colabrodo di Mantova evade giustino de vuono - uno dei killer di Moro stando a Pecorelli.
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Gianni Morra
(---.---.---.42)
13 aprile 12:23
I FALSI SCOOP DI ZATTI FEDERICO
La borsa Loyola a Monte Nevoso la segnalai io allo Zatti sul sito rainews di fb - grazie dell´onestà intellettuale nel plagiarmi. Effettivamente è curiosa la sua presenza tra i bierre. Ho chiesto spiegazioni a bonisoli, mai ricevuta risposta. Ma essa non prova per niente che la prima prigione di Moro (ce ne furono altre) fosse nell´inesistente cantiere Loyola al 114. John Felice era stato davvero agente segreto per gli inglesi durante la guerra, ma nemmeno questo prova sua complicità coi bierre, né come quella borsa finì a Monte Nevoso. Tuttavia la borsa Loyola è curiosa, e la sua provenienza resta misteriosa giacché quel tipo di borsa aveva più che altro circolazione interna al campus e non commerciale nei negozi. Ciò non coimplica non potesse trovarsi usata a Porta Portese, ma non lo rende facilissimo. Tornerò sulla borsa.
Ma : al 16.3.78, non c´era nessuna Loyola a Massimi 114. Stava ancora nella vecchia sede a Villa Maria Theresa, non lontano sulla Trionfale al civico 8062 (oggi via Girolamo Nisio 57). E non c´era al 114 nessunissimo cantiere Loyola : quando avvenne il trasloco mesi dopo, la Loyola occupò i locali preesistenti delle suore che glieli avevano affittati, senza alcuna nuova costruzione - quale conduttore mai si metterebbe a costruire per il padron di casa ? Solo decenni dopo la Loyola acquisterà gli stabili dalle suore e vi costruirà nuove aggiunte. Tutto questo lo segnalai al persichetti, lo trovate sul suo sito insorgenze naturalmente senza riconoscimento per me dato che trattasi notoriamente di ennesimo fior di galantuomo. Poi, che John Felice POSSA ipoteticamente essere coinvolto, è latamente indiziario perché lui mantenne per tutta la vita contatti al più alto livello con il vertice dell´anticomunismo (e quindi, antimoroteismo) internazionale : (dal sito del john felice rome center) : "While teaching a summer program in 1961, Felice was invited to lunch with Italian President Giovanni Gronchi and American diplomat Clare Booth Luce. Luce opined that both Italy and America needed a large, permanent study-abroad program anchored in Rome. Wanting to seize the once-in-a-lifetime opportunity, Felice asked Gronchi if the Italian government could help start such a program." Ma certamente NON fu mai anfitrione della prigione di Moro al 114 di via Massimi, come sto per provarvi :
ecco quel che mi scriveva il 9.1.2023 Suor Laura Restelli, amministratrice delle Suore Domenicane di Santa Caterina da Siena che nel 1978 affittarono parte dei loro locali di via Massimi 114 alla Loyola : " Gent.mo sig..., ... Ora, dal mio ufficio con alcune note di archivio sono a poterle confermare quanto segue... ... dalle note di archivio possiamo dare queste certezze. Alla fine di maggio del 1965 nella casa dove ora si trova la Loyola University (corpo storico - NON le nuove costruzioni) si trasferisce la Curia generalizia della congregazione. L’altra casa (114/B) resta casa di noviziato, mentre il 114/A è sede della curia generalizia, casa di formazione per le giovani professe e casa di esercizi per la Congregazione. Tale resta fino al capitolo generale del 1976 quando comincia una riflessione sull’uso di questo immobile. Il 16 aprile 1978 la casa viene chiusa e la curia generalizia e il gruppo di formazione si trasferisce nella casa di noviziato in locali che erano stati ristrutturati allo scopo. Dal 1 maggio 1978 nella casa entra la Loyola University, con un affitto che era già stato firmato nel mese di febbraio 1978. Come vede non ci sono periodi vacanti: essendo i due immobili molto vicini quei 15 giorni sono serviti alle suore per finire il loro trasloco e all’Università per cominciare ad approntare i locali a suo uso. L’affitto con il Centro universitario dura fino al luglio 2009, quando avviene la vendita e quindi il passaggio di proprietà del bene. Quindi spero di aver risposto alle sue domande: non ci sono tempi in cui l’immobile rimase vuoto, nel senso che o c’erano le suore che stavano traslocando o c’era il Loyola che stava approntando i suoi locali. Inoltre all’inizio del viale c’è sempre stato un cancello a delimitare la proprietà. L’immobile non aveva allora le dimensioni attuali.,, Cordiali saluti. sr Laura Restelli Sede Legale-Economato Generale Suore Domenicane di Santa Caterina da Siena Via degli Artisti 17 - 00187 ROMA " :
dunque : al 16.3.78 non c´era nessuna Loyola a via Massimi 114 e non c´era nessun cantiere perché la Loyola affittò preesistenti locali delle suore.
Abbiamo agli atti della prima commissione d´inchiesta due testimoni oculari d’eccezione : la signora Iole Dordoni sta passeggiando col cane all’angolo tra via Carlo Belli e via Marcello Casale De Bustis, quando vede sopraggiungere a grande velocità il convoglio dei terroristi : una grande scura (la 132) seguita da due piccole (le due 128, blu e bianca). Arrivano alla catena che chiudeva De Bustis, la manipolano, la superano e proseguono dritti passando a DESTRA della quercia che stava un tempo in mezzo alla strada DOPO la svolta a sinistra per il tratto di via Massimi dove c’è il 91. La Dordoni vede bene che il convoglio NON gira a sinistra per quel tratto di Massimi : va dritto, passa la quercia a destra, NON gira a destra dove c´è oggi (ma NON al 16.3.78) l’università Loyola dei gesuiti. Superano Villa Rossini, che sta DOPO la svolta per Massimi 91 e DOPO la svolta per la Loyola. La Dordoni specifica ad Imposimato nel ´79 che i terroristi NON girano a destra per infilare il viottolo del 114 : CM 42, p. 511 . Insomma : i terroristi NON portano Moro a via Massimi 91, né al 114 (Loyola). Vanno dritti giù per il tratto di Massimi (una via con due tronconi) che arriva a via Serranti. Tutto ciò è confermato indipendentemente dall’altra oculare preziosa, la fu signora Anna De Luca in Angelini, che abita prospiciente la catena di De Bustis. Anche lei vede il convoglio proseguire dritto giù verso via Serranti.
Nuovi edifici ed ampliamenti furono operati dalla Loyola solo DOPO l´acquisto degli immobili dalla suore nel 2009 (fonte sito John Felice Rome Center). Quindi il disegno di Gradoli NON può essere quello di inesistente cantiere Loyola. (dal sito del jfrc) : " 1978: The Rome Center moves to its current location, a spacious residential campus on Via Massimi, atop Monte Mario. The converted former convent is a large, U-shaped building, which houses classrooms, student dormitories, administrative offices, a cafeteria, a coffee bar, and more.... 2009: Loyola purchases the Via Massimi campus. ", Il primo nuovo edificio è inaugurato solo nel 2011 : " 2011: The state-of-the art library, or Information Commons (IC), is inaugurated." Il secondo nuovo edificio, solo nel 2015 : " 2015: The new dining hall – known by students as the mensa – opens in the spring semester." Il terzo. solo nel 2020 : " 2020: After more than a decade of fundraising and planning, the JFRC inaugurates its new residential hall and chapel." ALETH
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Gianni Morra
(---.---.---.138)
14 aprile 14:06
SPIE DI REGIME : ROSSELLINI RENZO
CM 121 p. 446 scan = 420 cart. : intervista rossellini a le matin, 4.10.1978.
Torno sulla criminale, depistante intervista della talpa di improta rossellini a le matin, quotidiano di lingua francese.
Già non è molto chiaro perché rossellini, avendo deciso di vuotare il sacco a modo suo, subito dopo la scoperta di Monte Nevoso il primo ottobre 1978, lo faccia all´estero e non in Italia. Poi evidentemente Dalla Chiesa con Monte Nevoso gli aveva messo timore, cioè lui temeva che la storiella sarebbe comunque venuta fuori, anzi grazie al senatore moroteo Cervone era già venuta fuori a settembre, dunque rossellini sente il bisogno di excusatio non petita per la sua “profezia”, temendo di finire arrestato come i br di Monte Nevoso.
Ricordo che l´ex funzionario dell´ufficio politico della questura vittorio fabrizio disse alla Moro2 che rossellini era confidente di improta, capo dell´ucigos, e suo, ma soprattutto d´ improta. Ma vediamo in dettaglio questa allucinante intervista a le matin del 4.10.1978.
le matin esordisce col ricordare che il senatore Cervone aveva spifferato al corriere della sera, notizia poi ripresa dall´europeo, a fine settembre, che la sua domestica Giannettino aveva sentito il preannuncio del rapimento di Moro alla radio alle 8,15 del 16.3.78. Non capisco perché cervone abbia aspettato 6 mesi per raccontare questa notizia-bomba. Ma quel che capisco molto meno, è perché rossellini non abbia subito telefonato lui stesso a Moro, oppure a craxi o altri vip socialisti di cui pure era confidente, alle 8,15 stesse o magari anche prima, visto che la notizia non può averla appresa alle 8,15 ! Poteva dunque chiamare craxi o signorile o affini, e dir loro di avvertire subito Moro di stare in guardia come non mai ! C´era tutto il tempo. O ancora meglio, poteva avvisare direttamente Moro di cui era conoscente personale in quanto Moro era stato amico del padre e ne aveva presenziato al funerale. rossellini infatti continua dicendo che questa voce sull´imminente rapimento di Moro circolava negli ambienti dell´estrema sinistra già da MOLTI GIORNI : ci sarebbe stato dunque tutto il tempo di avvisare personalmente o far avvisare Moro, o dal suo amichetto improta, o da fabrizio, o da qualche alto papavero del PSI, o da qualche altro vip dato che rossellini era figlio di chi era figlio e conosceva tutta l´élite che contava.
È pur vero che Moro sapeva già da tempo di essere nel mirino, e le reiterate richieste sue e di Leonardi di rafforzamento della tutela erano state ignorate, tranne qualche agente sparuto per i figli.
Quindi se anche rossellini avesse dato la massima pubblicità alla cosa, non sarebbe cambiato nulla ? Non si può dire. Questo preannuncio, anche se ipotetico come lo definisce, doveva martellarlo alla radio da molti giorni prima del 16, visto che circolava da molti giorni, non ridursi alle 8,15 del mattino del rapimento !
Ovvio che alle 8,15, i diversi centri d´ascolto che monitoravano rcf, non solo San Vitale ma anche Monterotondo (PS) ed anche Ladispoli (RUD-gladio), più uno dei cc cui accenna la Moro2 senza localizzarlo, tutti questi hanno appreso l´annuncio in tempo reale alle 8,15 - e non hanno telefonato a Moro, o a Zizzi che aveva autoradio nell´Alfetta ! E se non avevano linea diretta, passavano attraverso la sala operativa della questura di Roma a San Vitale che l´aveva ! Ma lì agiva il piduista esposito amichetto di morucci, ed altri loschi figuri.
Invece spinella fabbri e compagni di merende che fanno ? Si mettono in macchina prima del primo annuncio della strage alle 9,03, sapendo perfettamente di arrivare tardi per fermarla, e in tempo per inquinare la scena del crimine ed assicurarsi che tutto sia filato liscio.
Questo non è senno di poi : visto che alle 9,03 ad esempio, hanno distolto la volante di Sapuppo/Di Berardino da via Bitossi dove era stazionata a sorveglianza dell´abitazione del giudice Celentano, potevano invece farlo alle 8,15, ordinando loro di correre a rafforzare Moro sotto casa sua !
Ma noi sappiamo che fecero il contrario : sguarnirono Monte Mario da Saba/Pugliese, dalla volante sotto casa Piccoli, da quella di Poci al bar Igea, chissà da quante altre, per lasciar campo libero a gladio.
L´intervista prosegue delirando vieppiù, con rossellini che risponde alla domanda sul perché si decise a lanciar la notizia, asserendo che "occorreva rimarcare il nostro disaccordo" dalla violenza !!
E non potevi rimarcare il tuo disaccordo recandoti a via Savoia molti giorni prima, quando la notizia aveva cominciato a circolare ? Nemmeno han rapito ancora Moro, che rossellini preinformatissimo già prende le distanze invece di farci qualcosa !
A questo punto il giornalista pone a rr la prima domanda sensata : perché la radio ? perché non rivolgersi alle autorità ? io avrei aggiunto : perché non informare Moro ?
E cosa risponde lo spudorato rr talpa di improta, talpa di fabrizio, talpa dell´ucigos, talpa di spinella, talpa di de francesco ? Che scelse la radio perché non si fidava della polizia italiana, delle leggi italiane e dei partiti politici italiani !!! Ma si può esser più ipocriti bugiardi e criminali di così ??
Che differenza fa poi, ammesso e non concesso, scegliere la radio, quando non puoi non sapere che è monitorata ? E perché aspettare l´ultimo momento, quando la notizia non solo circolava da molti giorni, ma rr afferma lui stesso che la data del 16 era da loro considerata la più probabile ed ovvia per il rapimento ?
Né rr poteva illudersi, se avesse avuto tale intenzione che non aveva, che Moro ascoltasse rcf alle 8,15, dato che rcf era una radio di estrema sinistra e di nicchia, non era come fare l´annuncio al tg1 o tg2 o radio rai1 !
rr prosegue contraddicendosi, dicendo che nonostante la sua diffidenza per i partiti, tuttavia prima del 16 aveva dato la notizia ad un alto papavero socialista innominato. Per l´esattezza 15 giorni prima del dramma, dunque il primo marzo par di capire, rr va a parlare dice, con un membro della direzione socialista, il quale non prestò attenzione alle sue parole. Già che c´era, poteva passare pure per via Savoia, dove sicuramente c´era uno anzi due che avrebbero drizzato le orecchie alle sue parole : Aldo Moro ed Oreste Leonardi !!
Se dunque davvero rr il 1 marzo avvertì craxi o scherano di costui, del prossimo rapimento di Moro, che bell´ipocrita fu craxi a fingere la linea umanitaria...Avrebbe dovuto tuonare fin dal 1 marzo che si proteggesse Moro con un intero battaglione dell´esercito !
Ma ripeto, rr da rcf avrebbe potuto far lo stesso fin da 15 giorni prima, e allora sì che lo avrebbero udito tutti, a cominciare dalla famiglia Moro e da Leonardi.
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Gianni Morra
(---.---.---.3)
14 aprile 23:20
CHIUDETE QUEL LAPORTA !
La Cooper non era imbottita di esplosivo : lo verificarono gli artificieri, di cui uno, Vitantonio raso, me lo confermò personalmente e potete farvelo confermare perché sta su fb. L´esplosivo è una bufala depistante del procuratore De Matteo che il giornalista Roberto Chiodi si bevve all´epoca senza alcun fact-checking e qualche anno fa passò al depistatore laporta.
La sostituzione dell´esperto Gentiluomo con l´inetto Zizzi penso anch´io che non fu un caso : lo stesso Gentiluomo confidò al collega Saba che lo avevano voluto salvare. Tuttavia mancano le prove della deliberazione.
Fui io purtroppo a insegnare la teoria assenzialista a laporta ad agosto 2018, quando ignoravo chi fosse. È vecchia come il cucco. Il fatto che nelle lettere pervenute (ma non sono tutte quelle che ha scritto, ed anche tra quelle pervenute ce ne sono di mutile) non parli della strage della scorta non coimplica necessariamente che non fosse a Fani : poteva essere sotto shock, pensare che fossero solo feriti, oppure aver subito censura su questo dai carcerieri non intenzionati a farlo parlare dei loro crimini, ed intenzionatissimi a linciarlo moralmente facendolo passare per cinico e sprezzante delle vite altrui.
I 100 colpi circa non colpirono la 130 a raffiche dalla distanza, ma solo da vicino, con tutta probabilità dopo che Moro era già stato fatto scendere e posto fuori tiro. Leonardi fu ucciso fuori e ributtato dentro teste De Andreis. Ricci dopo l´estrazione di Moro. Nessun pericolo dunque di colpire Moro per sbaglio.
Le 4 costole rotte sono fratture lievi e non assolutamente frutto di tortura come mi confermò il prof. Arcudi presente all´autopsia : infatti manca qualsiasi lesione/ecchimosi etc. in corrispondenza, tranne ovviamente quelle degli 11 proiettili.
Si trattò di urto o caduta accidentale durante la prigionia o durante il trasporto.
Moro a Fani fu riconosciuto in volto senza esitazioni dal teste Caliò e dalla teste Conti che me lo confermò personalmente. E dalla teste Evadini. Il teste Marini crede che di averlo riconosciuto.
Di russi a Fani non esiste straccio di prova né indizio, è solo illazione depistante e russofoba del fascista laporta (anche in questo non originale : se ne straparlava già all´epoca).
I colpi su Moro non sono a raggiera, ma ciò non coimplica che non sia stato De Vuono necessariamente : primo perché non è detto che De Vuono sparasse sempre a raggiera, secondo perché la sua specialità consisteva non solo nella raggiera, ma nel non colpire il cuore e infatti il cuore di Moro è illeso. Terzo, perché l´omicidio avvenne in macchina in spazio ristretto e probabilmente De Vuono se fu lui, aveva la Skorpion incastrata tra i due sedili anteriori quindi non poteva ruotarla a piacimento. Quarto, perché Pecorelli dice che uno dei due assassini fu il legionario De. Nulla di tutto questo è probatorio, ma nemmeno esclude De Vuono.
I russi non avevano nessun potere di golpe in un paese n.a.t.o. Erano contro Berlinguer d´accordo, ma gli americani lo erano altrettanto ed avevano potere di golpe in Italia.
Chiudete quel laporta - apre bocca e le dà fiato.
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Gianni Morra
(---.---.---.121)
15 aprile 17:46
3 SPECILLI NELL´ALFETTA - parte prima
Il boffone di corte nella sua per lo più demenziale ricostruzione della dinamica di Fani per conto dell´acquiescente Moro2 nel 2015, pianta 3 specilli nella fiancata sn dell´Alfetta a visualizzare tramiti che mi appaiono troppo alto-basso per provenire dal piano strada, anche ammesso e non concesso che gli sparatori tenessero le machine-pistol altezza spalla :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/DVD20/0197_003.pdf
p. 47 cart., prima foto dall´alto : si vede bene lo specillo alto-basso nello sportello anteriore sn (quello di Rivera).
86 scan : primissimo piano sugli specilli : notare ancora quello descritto, subito sotto il finestrino di Rivera ; gli altri due marcatamente alto-basso e pertanto impossibili dal piano strada sono entrambi nello sportello posteriore sn : uno vicino al confine con lo sportello anteriore sn ; il terzo, il più verticale di tutti, conficcato subito sotto il deflettore posteriore sn.
Il boffone tace del tutto in tutta la relazione su questi 3 tramiti che, così come ha inclinato lui gli specilli, risultano ripeto ad nauseam, impossibili dal piano strada a meno che non li abbia sparati uno alto il doppio di Magic Johnson.
Ecco perché fin dall´inzio del mio calvario di studio del caso Moro cominciato a metà luglio 2018, ipotizzai cecchini sopraelevati. Da quest´anno 2026 mi sono sorti pesanti dubbi sul tiroaltismo che ho ridimensionato parecchio. Ma non posso eliminarlo del tutto come possibilità, per esempio a causa di questi 3 specilli.
Per specillare un tramite di proiettile, sia nei cadaveri sia nella carrozzeria, occorre seguire con lo specillo il canale percorso dal proiettile fino a fuoruscire dal foro di uscita, nel nostro caso sui lati interni degli sportelli detti.
Solo che nella sciatta relazione boffi mancano del tutto foto di tale fuoruscita sull´interno dello sportello anteriore sn. C´è solo una foto di essa per il posteriore sn a p.25 cart. :
il nostro foro d´ingresso dovrebbe essere quello contrassegnato con la lettera O come vedete nella foto a sn : dico dovrebbe perché ci sono lì due cartellini quasi sovrapposti, O e N2 : ma dal lato interno (foto a dx) niente O, solo N2. Nessuno specillo alto-basso : come ha fatto allora boffi a dare quell´inclinazione allo specillo di O ? Non si vede nessuna uscita per O sul lato interno, segno che il tramite non fu trapassante e il proiettile dovrebbe stare ancora dentro lo sportello, nell´intercapedine fra lamiera e pannello di rivestimento interno. boffi scrive che ha tagliato la lamiera recuperando un frammento di camiciatura ed un frammento di proiettile. OK, sarà il nostro O : ma il tramite verticaleggiante come lo ha stabilito, in mancanza del riferimento in uscita ? In base all´altezza di ritrovamento dei due frammenti ?
boffi scrive che su 5 tramiti nello sportello posteriore sn, 4 trapassarono e uno no.
Pandiscia nel ´78 scrisse invece 3 e 2, ma la foto mostra che ha ragione boffi qui.
Il casino aumenta guardando la foto p.96, 97 e 99 della relazione Pandiscia :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/279/123%20%20volume%20CXXIII?keyword=
Subito sotto il deflettore posteriore dx abbiamo un solo foro non due come in boffi che giustappone O ed N2 come se fossero due fori distinti. Se lo fossero, il totale per lo sportello posteriore sn sarebbe 6 fori non 5. Il bello è che a p.24 cart., boffi chiama i 5 fori G-I-L-M-N — nessun O ? Ma che sta dicendo ? Perché allora nella pagina seguente, mette cartellino O accanto a N2 ? E ci ficca dentro specillo quasi verticale qundo tutte le punte di specilli fuoruscenti dal lato interno sono più o meno orizzontali ?
Solo a 263 Pandiscia par di distinguere 2 fori, uno nella lamiera l´altro nel bordo inferiore della guarnizione di gomma del deflettore se non nel vetro.
Insomma, confusione massima : esiste o no questo foro O che appare e scompare nelle relazioni, a tramite quasi verticale ? E se esiste, come ha fatto boffi a calcolarne angolo d´incidenza sì da orientarne lo specillo ?
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Gianni Morra
(---.---.---.131)
16 aprile 17:44
Pubblicisti commerciali come cucchiarelli e sulla sua falsariga, rimondini, danno troppe cose per scontate quando non lo sono affatto, senza portare prove né fonti verificabili. Ad esempio, che Moro fu prigioniero a Fregene in caserma GDF. Non esiste alcuna prova di ciò. È una delle tante sparate infondate di cucchiarelli.
La perizia del grande geologo Lombardi col botanico Giacomini, dice che Moro calpestò sabbia del litorale compreso tra Focene Nord e Marina di Palidoro, ma senza dare indicazioni più precise. Fregene sta in quella striscia, ma nulla dice che la prigione di Moro fosse lì. E nemmeno che vi fu mai prigione di Moro sulla spiaggia : potrebbe esserci solo passato per la spiaggia, questo è tutto quel che possiamo basare sulla perizia geoforense.
Il ragazzo Sergio Massa testimonierà di aver visto la macchina rossa a Fregene quella mattina presto, ma nemmeno questo prova che fosse lì la prigione : questa è una possibilità, accanto a quella ripeto, di semplice transito.
La prima e principale delle prigioni di Moro non fu sul litorale ma dentro Roma. Questo è certo perché in una lettera dalla prigionia, Moro scrive ad amico abitante a Roma : "si potrebbe far venire QUI Cottafavi" : quel qui è comune a lui ed all´amico, ergo indica Roma città.
Moro fu portato al mare o presso il mare solo negli ultimissimi giorni a maggio, lo si ricava dalla perizia Lombardi che descrive i residui petroliferi di spiaggia inquinata sotto le suole del cadavere come freschi e pochissimo calpestati dalle scarpe.
Infine, possiamo essere certi che la prima e principale prigione fu vicino casa di Moro (vicino in macchina s´intende), dentro Roma nord, perché in altra lettera Moro scrive al nipotino Luca che ora deve allontanrsi un poco ma intende restargli vicino, che deve andare un po´ fuori : e Luca abitava con la madre Maria Fida figlia di Moro, nello stesso comprensorio di Moro in via del Forte Trionfale 79 : quindi Moro stava da quelle parti incarcerato.
Non ha senso sparare di tutto e di più senza argomentare e fornire fonti verificabili : è cattiva pedagogia, roba da bassa cassetta. Servirà forse a vendere libri, ma non a ricostruire la vertità sul caso Moro.
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Gianni Morra
(---.---.---.159)
17 aprile 22:32
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 1
Il primo foro d´ingresso descritto dai medici legali nella necroscopia di Moro è rotondeggiante, diametro 0,7 cm con orletto ecchimotico escoriato concentrico largo cm 0,2 : la forma del foro e la concentricità (cioè uguale larghezza in tutta la circonferenza) dell´orletto sono segno chiaro d´ impatto perpendicolare : angolo d´incidenza = 90 gradi :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/201/045%20%20volume%20XLV?keyword=
655.
I medici pertanto correttamente inseriscono specillo ortogonalmente :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.15, fig.11 A e B.
Però non comprendo se abbiano specillato solo in base ai già sufficienti dati su forma ed orletto, o se abbiano seguito con lo specillo l´intero tramite.
Il problema è che 8 degli 11 proiettili che attinsero Moro stando ai medici, sono ritenuti dentro il corpo, e solo 3 fuorusciti : i 3 fori d´uscita eccoli :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.2, fig.1, B.
Ma non si comprende a quali fori d´ingresso corrispondano.
Quindi possiamo senz´altro dire che l´impatto fu ortogonale, ma non so se lo fu anche il tramite perché non ho il riferimento del foro d´uscita.
Ora : abbiamo un impatto ortogonale ; un foro dal diametro cm 0,7 come altri 8 : solo 2 hanno diametri maggiori.
Ergo questo foro descritto per primo dai medici, posto sotto la clavicola sn, viene con ogni probabilità prodotto dalla stessa arma degli altri 8 con uguale diametro, dunque probabilmente dalla famosa Skorpion 7,65 Browning.
L´ortogonalità d´impatto potrebbe indicare che l´assassino era dritto davanti a Moro : fuori della macchina, con entrambi in piedi ? Oppure dentro la macchina come nell´ipotesi Bordin, con Moro sul sedile posteriore a sn ed il killer su quello anteriore dx ? In tal caso, Moro doveva stare girato verso il killer al momento dell´impatto, altrimenti la perpendicolarità non si spiega.
Od ancora, gli sparò l´autista della R4, volgendosi indietro dal posto di guida a Moro seduto dietro di lui, ma pare difficile che abbia incastrato la canna tra sedile e sportello.
Altra criticità dello scenario Bordin sono le scarsissime tracce ematiche repertate all´epoca (tettuccio posteriore e cristallo posteriore sn) : pare poco per 11 fori nel petto + 1 nel pollice, anche se togliamo 2 o 3 colpi di grazia esplosi nel bagagliaio.
Tuttavia non è detto che il sangue sia subito sgorgato a fiotti. Anzi a p.739 i medici scrivono :
" manifestazioni emorragiche cosiddette "a n a p p o " ovverosia caratterizzata da fuoriuscita di sangue protratta, ma quantitativamente contenuta nell’unità di tempo.“ Anche se qui il riferimento è al solo versamento ematico endopleurico, non si può escludere lo stesso pattern anche per le colature esterne.
Vieppiù indicativa in questo senso, è la nota dei medici a 737 :
" Va sottolineato che la lesività, ed in particolare quella a livello polmonare, non aveva coinvolto formazioni vascolari di rilievo " : dunque, emorragia mortale sì ma lenta, tant´è che Moro ci mette circa 15 minuti a morire stando sempre alla relazione medicolegale.
Inoltre a parte il pollice, tutte le altre lesioni d´ingresso sono sotto vari strati di abiti : giacca (2 fori), cravatta (3 fori), gilet, camicia, maglia a carne (11 fori), che potrebbero aver assorbito il sanguinamento iniziale.
I fori d´uscita sulla schiena sono solo 3, pure quelli coperti dai medesimi vestiti.
E se hanno tirato fuori Moro dalla macchina subito dopo gli spari dentro, per poi trasferirlo nel bagagliaio, si spiegherebbe forse, la molto maggiore presenza di sangue nella sede finale.
Tendo a propendere in via ipotetica, per Moro colpito dentro, sul sedile posteriore : si tenga presente che la scena del delitto è con ogni probabilità, un deposito di stoffe : sui pantaloni e solo sui pantaloni nello svestire il cadavere, i medici trovano numerosi filamenti in parte colorati in parte bianchi (653). Ma se Moro colpito fosse caduto per terra nel magazzino, direi che i filamenti si sarebbero attaccati anche ad altri abiti, capelli etc. : invece stanno solo sui pantaloni, il che mi fa pensare che lo tolsero ferito e creduto morto dalla vettura tenendolo per le ascelle e lo trascinarono così al bagagliaio, sicché strusciò in terra solo con pantaloni e tacchi.
Si tenga presente che anche la R4 entro nel magazzino, evidentemente carrabile, perché i filamenti stanno pure in area ruote.
Se dunque Moro fu colpito per lo più in macchina come vuole Bordin, sul sedile posteriore, allora ripeto : o stava dietro l´autista che si gira e gli spara ; o s´era girato verso il killer a fianco dell´autista ; o stava seduto dietro detto secondo killer, altrimenti non si spiega l´incidenza perpendicolare del primo impatto descritto (che non è si badi, necessariamente il primo nella sequenza cronologica di sparo).
Gli altri impatti nel petto ascrivibili alla Skorpion 7,65 sono sia ortogonali sia leggermente obliqui : ma questo non necessariamente si deve a due sequenze di sparo in due posti e posture diversi : senza escluderlo, le differenti incidenze possono addebitarsi a sobbalzi/sussulti della vittima dopo ogni colpo, come simula Bordin nelle foto qui :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/DVD40/0673_001.pdf
pp. 6 sqq.
Stay tuned...
ALETH
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Gianni Morra
(---.---.---.4)
27 aprile 12:42
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 1
27.4.2026 update
Il primo foro d´ingresso descritto dai medici legali nella necroscopia di Moro è rotondeggiante, diametro 0,7 cm con orletto ecchimotico escoriato concentrico largo cm 0,2 : la forma del foro e la concentricità (cioè uguale larghezza in tutta la circonferenza) dell´orletto sono segno chiaro d´ impatto perpendicolare : angolo d´incidenza = 90 gradi rispetto all´asse sagittale (verticale) della superficie cutanea colpita :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/201/045%20%20volume%20XLV?keyword=
655.
I medici pertanto correttamente inseriscono specillo ortogonalmente :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.15, fig.11 A e B.
Però non si comprende se abbiano specillato solo in base ai già sufficienti dati su forma ed orletto, o se abbiano seguito con lo specillo l´intero tramite. Dobbiamo infatti distinguere fra angolo d´incidenza ed angolo del tramite intracorporeo : non necessariamente coincidono, giacché un proiettile penetrante e talora perforante il corpo umano non segue mai tramite perfettamente rettilineo, ma subisce deflessioni maggiori o minori urtando contro parti dure come ossa od organi solidi (esempio : fegato).
Nel nostro caso, urti avvennero contro le costole, perché Moro fu attinto solo al polmone sn.
Il cui tessuto collassò interamente, riducendosi a polpa informe, e forse per questo i medici nella relazione, contrariamente alla prassi abituale, non descrissero in autopsia precisi tramiti. Cosa notata e lamentata pure nella perizia balistica Ugolini/Boragine del 1978-79 di cui riparleremo a fondo.
Il problema è pure, che 8 degli 11 proiettili che attinsero Moro stando ai medici, furono ritenuti dentro il corpo, e solo 3 fuoruscirono : i 3 fori d´uscita eccoli :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.2, fig.1, B.
Ma non si comprende a quali fori d´ingresso corrispondano.
Quindi possiamo senz´altro dire tornando al primo foro d´ingresso, che l´impatto fu ortogonale, ma non so se lo fu anche il tramite perché non ho il riferimento del foro d´uscita.
Ora : abbiamo un impatto ortogonale ; un foro dal diametro cm 0,7 come altri 8 : solo 2 hanno diametri maggiori.
Ergo questo foro descritto per primo dai medici, posto sotto la clavicola sn, viene con ogni probabilità prodotto dalla stessa arma degli altri 8 con uguale diametro, dunque dalla famosa Skorpion 7,65 Browning.
I fori d´ingresso (e d´egresso se presenti), non corrispondono quasi mai esattamente al calibro del proiettile, la cute essendo elastica e richiudendosi spesso su se stessa dopo la penetrazione (ETR, elastic tissue recoil). Tuttavia il diametro dei fori d´ingresso si avvicina a quello del proiettile, quindi poiché nel nostro caso abbiamo due armi usate, una 7,65 ed altra 9 mm, i fori 0,7 apparterrano probabilisticamente alla prima. Abbiamo inoltre 10 proiettili ed 8 bossoli 7,65 in reperto su 11 fori d´ingresso censiti dai medici legali.
L´ortogonalità d´impatto potrebbe indicare che l´assassino era dritto davanti a Moro : fuori della macchina, con entrambi in piedi ? Oppure dentro la macchina come nell´ipotesi Bordin, con Moro sul sedile posteriore a sn ed il killer su quello anteriore dx ? In tal caso, Moro doveva stare girato verso il killer al momento dell´impatto, altrimenti la perpendicolarità non si spiega.
Od ancora, gli sparò l´autista della R4, volgendosi indietro dal posto di guida a Moro seduto dietro di lui.
Altra criticità dello scenario Bordin sono le scarsissime tracce ematiche repertate all´epoca (tettuccio posteriore e cristallo posteriore sn) : pare poco per 11 fori nel petto + 1 nel pollice, anche se togliamo da 2 a 4 colpi di grazia esplosi nel bagagliaio.
Tuttavia non è detto che il sangue sia subito sgorgato a fiotti. Anzi a p.739 i medici scrivono :
" manifestazioni emorragiche cosiddette "a nappo" ovverosia caratterizzata da fuoriuscita di sangue protratta, ma quantitativamente contenuta nell’unità di tempo.“ Anche se qui il riferimento è al solo versamento ematico endopleurico, non si può escludere lo stesso pattern anche per le colature esterne.
Vieppiù indicativa in questo senso, è la nota dei medici a 737 :
" Va sottolineato che la lesività, ed in particolare quella a livello polmonare, non aveva coinvolto formazioni vascolari di rilievo " : dunque, emorragia mortale sì ma lenta, tant´è che Moro ci mette circa 15 minuti a morire stando sempre alla relazione medicolegale.
Inoltre a parte il pollice, tutte le altre lesioni d´ingresso sono sotto vari strati di abiti : giacca (2 fori), cravatta (3 fori), gilet, camicia, maglia a carne (11 fori), che potrebbero aver assorbito il sanguinamento iniziale.
I fori d´uscita sulla schiena sono solo 3, pure quelli coperti da vestiti.
E se hanno tirato fuori Moro dalla macchina subito dopo gli spari dentro per poi trasferirlo nel bagagliaio, si spiegherebbe forse la molto maggiore presenza di sangue nella sede finale.
Certamente, la mancanza di tracce ematiche sul sedile posteriore e sui pianali posteriori resta problematica. Posso ipotizzare che Moro se seduto lì al momento di alcuni colpi dai sedili anteriori, avesse la coperta sotto. Forse lo avevano portato in macchina da Fregene a Roma quella mattina (vedi verbale Sergio Massa atti CM) disteso sul pianale posteriore ed avvolto nella coperta, per poi consentirgli di sedere una volta giunti nel deposito di stoffe dove stando a Pecorelli Moro doveva essere liberato ed invece fu ucciso per un contrordine improvviso.
Infatti il RIS alla Moro2 attesta che la coperta era macchiata di molto sangue. Ovviamente potrebbe essersi impregnata solo nel bagagliaio, ma nulla esclude che sia stata macchiata fin dal sedile posteriore. E questo spiegherebbe il sedile intonso.
Il cappotto ripiegato nel bagagliaio pare presentare macchia ematica : se spararono a Moro solo a contatto o quasi nel bagagliaio come penso, difficile che il sangue macchiasse il cappotto – forse pertanto, pure il cappotto stava inizialmente accanto a Moro sul sedile posteriore, e fu lì che vi cadde la macchia.
Tendo a propendere riassumendo in via ipotetica, per Moro colpito dentro, sul sedile posteriore : si tenga presente che la scena del delitto è con ogni probabilità, un deposito di stoffe : sui pantaloni nello svestire il cadavere, i medici trovano numerosi filamenti in parte colorati in parte bianchi (653) ; il geologo Lombardi ne troverà pure sulle suole delle scarpe di Moro : p.77 qui :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/202/046%20%20volume%20XLVI?keyword=
Fibre tessili multicolori erano presenti in abbondanza anche all´interno della R4: ibid. 103 sq ; sui pianali (anteriori : cfr 117) della stessa : 112 ; sul pianale del portabagagli : 117 ; sui parafanghi, specie quelli posteriori (131), il che fa pensare che la vettura sia entrata nel magazzino di tessuti a marcia indietro ; sugli pneumatici, anche se in quantità minore tranne che su quello posteriore dx ma pure qui meno abbondanti che sui parafanghi (144 sq.).
Ma se Moro colpito fosse caduto per terra nel magazzino, direi che i filamenti si sarebbero attaccati anche ad altri abiti, capelli etc. : invece stanno solo su pantaloni e suole, il che mi fa pensare che lo tolsero ferito e creduto morto dalla vettura tenendolo per le ascelle e lo trascinarono così al bagagliaio, sicché strusciò in terra solo con pantaloni e tacchi. D´altro canto, deve aver camminato nel magazzino od almeno, essere stato in piedi colà, per via dei filamenti sulle suole delle sue scarpe.
Si tenga presente come accennato, che anche la R4 entrò almeno parzialmente o interamente nel magazzino, evidentemente carrabile, perché i filamenti stanno pure in area ruote.
Se dunque Moro fu colpito per lo più in macchina come vuole Bordin, sul sedile posteriore, allora ripeto : o stava dietro l´autista che si gira e gli spara ; o s´era girato verso il killer a fianco dell´autista ; o stava seduto dietro detto secondo killer, altrimenti non si spiega l´incidenza perpendicolare del primo impatto descritto (che non è si badi, necessariamente il primo nella sequenza cronologica di sparo : quindi può darsi teoricamente, che i primi colpi siano quelli obliqui, ai quali Moro si gira verso l´assassino del posto anteriore dx ricevendone le traiettorie perpendicolari ; tuttavia dimostrerò più oltre, che almeno i 4 fori perpendicolari in cima agli altri furono i primi).
Gli altri impatti nel petto ascrivibili alla Skorpion 7,65 sono sia ortogonali sia leggermente obliqui : ma questo, sul piano teorico, non necessariamente si deve a due sequenze di sparo in due posti e posture diversi : senza escluderlo, le differenti incidenze possono addebitarsi a sobbalzi/sussulti/volgersi della vittima dopo ogni colpo, grosso modo almeno in parte,come simula Bordin nelle foto qui :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/DVD40/0673_001.pdf
pp. 6 sqq.
Proverò errata in parte detta simulazione più avanti e nelle conclusioni.
ALETH
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Gianni Morra
(---.---.---.146)
20 aprile 14:09
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 2
Come accennavo nella parte prima, l´ortogonalità del primo impatto descritto dai medici lascia aperta la questione sulle posizioni reciproche di killer e vittima e sul dove tale proiettile fu esploso contro Moro.
Traiettoria perpendicolare alla superficie impattata può voler dire infatti diverse cose : eretto davanti ad eretto, seduto a busto eretto davanti a seduto a busto eretto, killer e vittima in diagonale ma volti l´uno verso l´altro, vittima distesa supina e killer da sopra con la canna verticale, etc.
Nella parte prima ho tratto le conclusioni a mio avviso più probabili, senza certezze che non ho.
Passiamo al secondo foro d´ingresso nel petto di Moro a sn (sono tutti a sn gli 11 impatti rilevati dai medici all´epoca). Si tenga presente cha la prassi standard della medicina legale è descrivere i fori dall´alto verso il basso. Ecco perché il primo era il più alto, il sottoclaveare. E si ricordi che tale prassi non ha nulla da vedere con la sequenza degli spari.
Il secondo foro d´ingresso è dunque il secondo più alto (più o meno come stiamo per vedere), qui contrassegnato erroneamente col numero 2 mentre si tratta del numero 4 :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.2 fig.1 A.
È descritto nella relazione medicolegale qui :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/201/045%20%20volume%20XLV?keyword=
655.
Purtroppo la relazione è priva di corredo fotografico per ogni foro. Allucinante. per fortuna danno le coordinate mensurali : questo secondo foro sta a 4 cm dalla linea marginosternale di sinistra, cioè dal margine sinistro dello sterno. Manca tanto per cambiare nella relazione pure il righello-scala, ma troviamo scala approssimata nel primo link : nessun dubbio : il secondo foro descritto è il n.4 della figura.
Qui i medici approssimano lo standard descrittivo alto-basso perché il foro n.2 della figura è leggermente più alto del 4, ma insomma come vedete, abbiamo 3 fori più o meno alla stessa altezza, sulla stessa direttrice : 4,3 e 2 della figura.
Qui la specillazione confonde moltissimo :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
fig.11 A e B p.15 :
i 3 specilli ortogonali in alto sono sulla stessa direttrice, quindi pare corrispondano ai fori 2,3 e 4 di p.2 fig. 1A.
Correggo pertanto quel che scrissi nella parte prima : il primo foro descritto dai medici, quello solitario in cima agli altri sotto la clavicola sn, NON appare specillato. Infatti il totale degli specilli nella foto è 9 su 11 fori.
Ignoro il perché 2 fori siano privi di specilli : forse perché, almeno per il primo descritto, non essendoci foro di uscita non si poté seguire il tramite ?
Sciatteria totale dei medici nel relazionare.
Cmq ripeto che dobbiamo distinguere nettamente tramiti intracorporei ed angolo d´incidenza : l´angolazione d´impatto del proiettile sulla cute anche nel secondo foro è data dall´ identica forma rotondeggiante ed orletto ecchimotico escoriato "pressocché concentrico" : impatto pertanto, con traiettoria ortogonale come col primo foro : lo specillo è dunque correttamente perpendicolare, ma questo nulla dice poi sul tramite intracorporeo che talora è soggetto a deflessioni per urto del proiettile contro organi duri od ossa.
Tuttavia per quanto riguarda la dinamica dell´assassinio, interessa molto più e prioritariamente l´incidenza, qui 90 gradi come nel primo foro.
Il diametro del foro è identico : cm 0,7, compatibili col calibro 7,65 della Skorpion presuntamente usata.
Il fatto che l´orletto qui sia di 1 mm mentre quello del primo foro era di 2, è irrilevante giacché siamo nella media delle misure standard degli orletti concentrici : tra 1 e 3 mm.
Possiamo dunque trarne la conclusione altamente probabilistica, che questo secondo foro sia stato prodotto da sparo in rapidissima successione rispetto a quello del primo foro descritto, e dalla stessa posizione reciproca di vittima e sparatore che consentisse traiettoria ortogonale : posizione che potrebbe come visto, essere molteplice quindi più di questo in base alla Wundballistik non posso precisare.
Ma ripeto ad nauseam : Moro con ogni verosimiglianza fu ucciso in un magazzino di tessuti per via dei filamenti sui pantaloni : ma quando fu colpito non cadde per terra in detto magazzino, altrimenti avrebbe filamenti non solo sui pantaloni ma pure su altri abiti e nei capelli, dove invece mancano del tutto. La R4 entra almeno parzialmente nel magazzino carrabile perché ha filamenti in area ruote. Facendo 2+2, ne deduco sempre sul piano probabilistico e non spacciando certezze probatorie che NON ho, che Moro fu colpito inizialmente in macchina, forse seduto sul sedile posteriore come vuole Bordin, da killer pur´esso dentro la vettura.
Siccome le due traiettorie esaminate fin qui sono ortogonali, forse non si tratta dei primi due colpi ma di colpi successivi a Moro voltato verso il killer, con quest´ultimo forse seduto accanto all´autista e volto indietro verso Moro come vuole sempre Bordin.
Poi Moro creduto morto viene estratto subito dalla macchina e trascinato al portabagagli tenuto per le ascelle, sicché struscia sui filamenti del pavimento solo coi pantaloni.
Peraltro se fosse caduto a terra nel magazzino, fuori della macchina, avrebbe battuto la testa, riportato lesioni da urto, possibili fratture : nulla di tutto questo nella relazione medicolegale (le 4 fratture riscontrate alle costole risalgono a 30-60 gg. prima del 9 maggio; tutte le altre fratture sono esclusivamente quelle prodotte dai proiettili). Se invece gli si spara solo in macchina, non ci aspettiamo tracce di caduta che infatti sono assenti.
Per inciso : non mi sto affatto atteggiando a perito balistico e/o medico legale che NON sono - nella vita sono artista/saggista. Ma studio il caso Moro al meglio delle mie capacità e cultura generale da quasi 8 anni, e baso le mie analisi di Wundballistik su quel che di serio trovo in rete sul tema, e su 3 manuali standard di livello internazionale citati in tutte le bibliografie di balistica :
- DiMaio, Shotgun wounds, 3d edition, CRC Press 2016 ;
- Kneubuehl et all, Wundballistik, 4te Aufl., Springer 2022 ;
- Haag & Haag, Shooting incident reconstruction, 2nd ed., Elsevier 2011.
Anche la cute circostante il secondo foro come il primo, è priva di effetti secondari della carica di lancio (tatuaggio etc.), ma ciò nulla dice sulla distanza di sparo perché dette lesioni sono coperte dai vestiti.
Teoricamente dovremmo trovare corrispondenza tra detti fori e fori nei vestiti, vedrò di cercarli nella parte terza.
ALETH
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Gianni Morra
(---.---.---.37)
26 aprile 14:32
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 2
26.4.2026 update
Come accennavo nella parte prima, l´ortogonalità del primo impatto descritto dai medici lascia aperta la questione sulle posizioni reciproche di killer e vittima e sul dove tale proiettile fu esploso contro Moro.
Traiettoria perpendicolare alla superficie impattata può voler dire infatti diverse cose : eretto davanti ad eretto, seduto a busto eretto davanti a seduto a busto eretto, killer e vittima in diagonale ma volti l´uno verso l´altro, vittima distesa supina e killer da sopra con la canna verticale, etc.
Nella parte prima ho tratto le conclusioni a mio avviso più probabili, senza certezze che non ho.
Passiamo al secondo foro d´ingresso nel petto di Moro a sn (sono tutti a sn gli 11 impatti rilevati dai medici all´epoca). Si tenga presente cha la prassi standard della medicina legale è descrivere i fori dall´alto verso il basso. Ecco perché il primo era il più alto, il sottoclaveare. E si ricordi che tale prassi non ha nulla da vedere con la sequenza degli spari.
Il secondo foro d´ingresso è dunque il secondo più alto (più o meno come stiamo per vedere), qui contrassegnato erroneamente col numero 2 mentre si tratta del numero 4 :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.2 fig.1 A.
È descritto nella relazione medicolegale qui :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/201/045%20%20volume%20XLV?keyword=
655.
Purtroppo la relazione è priva di corredo fotografico per ogni foro - alla fine della relazione c´era, ma non è stato pubblicato. Allucinante. Qualche foto si trova sul web, altre in fondo perizia Ugolini/Boragine su cui torneremo.
Per fortuna danno le coordinate mensurali : questo secondo foro sta a 4 cm dalla linea marginosternale di sinistra, cioè dal margine sinistro dello sterno. Manca tanto per cambiare nella relazione pure il righello-scala, ma troviamo scala approssimata nel primo link : nessun dubbio : il secondo foro descritto è il n.4 della figura.
Qui i medici approssimano lo standard descrittivo alto-basso perché il foro n.2 della figura è leggermente più alto del 4, ma insomma come vedete, abbiamo 3 fori più o meno alla stessa altezza, sulla stessa direttrice : 4,3 e 2 della figura.
Qui la specillazione confonde moltissimo :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
fig.11 A e B p.15 :
i 3 specilli ortogonali in alto sono sulla stessa direttrice, quindi pare corrispondano ai fori 2,3 e 4 di p.2 fig. 1A.
Correggo pertanto quel che scrissi nella parte prima : il primo foro descritto dai medici, quello solitario in cima agli altri sotto la clavicola sn, NON appare specillato. Infatti il totale degli specilli nella foto è 9 su 11 fori.
Ignoro il perché 2 fori siano privi di specilli : forse perché, almeno per il primo descritto, non essendoci foro di uscita non si poté seguire il tramite ?
Sciatteria totale dei medici nel relazionare.
Cmq ripeto che dobbiamo distinguere nettamente tramiti intracorporei ed angolo d´incidenza : l´angolazione d´impatto del proiettile sulla cute anche nel secondo foro è data dall´ identica forma rotondeggiante ed orletto ecchimotico escoriato "pressocché concentrico" : impatto pertanto, con traiettoria ortogonale come col primo foro : lo specillo è dunque correttamente perpendicolare, ma questo nulla dice poi sul tramite intracorporeo che talora è soggetto a deflessioni per urto del proiettile contro organi duri od ossa.
Mi sembra che i tramiti non furono seguiti con certezza e completezza dai medici perché il polmone sn era completamente collassato come scrivono, ridotto a polpa informe. Anche i periti balistici UB notano l´assenza di precisi tramiti intrasomatici nella relazione medicolegale :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/202/046%20%20volume%20XLVI?keyword=
320.
UB affermano che proiettili da silenziatore non seguono in genere tramiti corporei rettilinei perché fin dal vivo di volata perdono stabilità giroscopica, quindi non entrano nel corpo di punta ma di lato o di fondello, si rigirano, oscillano, deviano etc. (cfr ibid. 334).
Non condivido invece del tutto quanto dicono UB a 322 sugli orletti : certamente quelli eccentrici (6 su 11) potrebbero derivare in teoria non da obliquità di traiettoria ma da impatto instabile non di punta anche in incidenza ortogonale ; ma i 5 fori con incidenza ortogonale (orletto concentrico), quelli no : lì siamo certi che il proiettile entrò di punta, perpendicolarmente all´asse sagittale (verticale) della superficie impattata.
Tuttavia per quanto riguarda la dinamica dell´assassinio, interessa molto più e prioritariamente l´incidenza, qui 90 gradi come nel primo foro.
Il diametro del foro è identico : cm 0,7, compatibili col calibro 7,65 della Skorpion presuntamente usata.
Il fatto che l´orletto qui sia di 1 mm mentre quello del primo foro era di 2, è irrilevante giacché siamo nella media delle misure standard degli orletti concentrici : tra 1 e 3 mm.
Possiamo dunque trarne la conclusione altamente probabilistica, che questo secondo foro sia stato prodotto da sparo in rapidissima successione rispetto a quello del primo foro descritto, e dalla stessa posizione reciproca di vittima e sparatore che consentisse traiettoria ortogonale : posizione che potrebbe come visto, essere molteplice quindi più di questo in base alla Wundballistik non posso precisare.
Ma ripeto ad nauseam : Moro con ogni verosimiglianza fu ucciso in un magazzino di tessuti per via dei filamenti sui pantaloni e sotto le suole : ma quando fu colpito non cadde per terra in detto magazzino, altrimenti avrebbe filamenti non solo sui pantaloni ma pure su altri abiti e nei capelli, dove invece mancano del tutto. Inoltre avrebbe lesioni da caduta che i medici legali non riscontrano affatto.La R4 entra almeno parzialmente nel magazzino carrabile perché ha filamenti in area ruote. Facendo 2+2, ne deduco sempre sul piano probabilistico e non spacciando certezze probatorie che NON ho, che Moro fu colpito inizialmente in macchina, forse seduto sul sedile posteriore come vuole Bordin, da killer pur´esso dentro la vettura.
Siccome le due traiettorie esaminate fin qui sono ortogonali, forse non si tratta dei primi due colpi ma di colpi successivi a Moro voltato verso il killer, con quest´ultimo forse seduto accanto all´autista e volto indietro verso Moro come vuole sempre Bordin.
Poi Moro creduto morto viene estratto subito dalla macchina e trascinato al portabagagli tenuto per le ascelle, sicché struscia sui filamenti del pavimento solo coi pantaloni.
Peraltro se fosse caduto a terra nel magazzino, fuori della macchina, avrebbe battuto la testa, riportato lesioni da urto, possibili fratture : nulla di tutto questo nella relazione medicolegale (le 4 fratture riscontrate alle costole risalgono a 30-60 gg. prima del 9 maggio; tutte le altre fratture sono esclusivamente quelle prodotte dai proiettili). Se invece gli si spara solo in macchina, non ci aspettiamo tracce di caduta che infatti sono assenti.
Per inciso : non mi sto atteggiando a perito balistico e/o medico legale che NON sono - nella vita sono artista/saggista. Ma studio il caso Moro al meglio delle mie capacità e cultura generale da quasi 8 anni, e baso le mie analisi di Wundballistik su quel che di serio trovo in rete sul tema, e su 3 manuali standard di livello internazionale citati in tutte le bibliografie di balistica :
- DiMaio, Shotgun wounds, 3d edition, CRC Press 2016 ;
- Kneubuehl et all, Wundballistik, 4te Aufl., Springer 2022 ;
- Haag & Haag, Shooting incident reconstruction, 2nd ed., Elsevier 2011.
Anche la cute circostante il secondo foro come il primo, è priva di effetti secondari della carica di lancio (tatuaggio etc.), ma ciò nulla dice sulla distanza di sparo perché dette lesioni sono coperte dai vestiti.
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Gianni Morra
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27 aprile 18:16
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 2
27.4.2026 update
Riconosco che limite oggettivo del presente studio è che non ho potuto esaminare che pochissime delle foto del cadavere in obitorio e durante necroscopia ed autopsia. Non so dove siano tali foto a colori originali, alcune ho trovato in rete senza fonte. Ugolini riproduce alcune ma sono pessime riproduzioni nello scan che si trova online. Come ricercatore indipendente per adesso non posso fare di più. Tutto il presente studio che spero sia ugualmente utile, andrà verificato prima o poi sulla base della fotodocumentazione completa, originale a colori.
Come accennavo nella parte prima, l´ortogonalità del primo impatto descritto dai medici lascia aperta la questione sulle posizioni reciproche di killer e vittima e sul dove tale proiettile fu esploso contro Moro.
Traiettoria perpendicolare alla superficie impattata può voler dire infatti diverse cose : eretto davanti ad eretto, seduto a busto eretto davanti a seduto a busto eretto, killer e vittima in diagonale ma volti l´uno verso l´altro, vittima distesa supina e killer da sopra con la canna verticale, etc.
Passiamo al secondo foro d´ingresso nel petto di Moro a sn (sono tutti a sn gli 11 impatti rilevati dai medici all´epoca). Si tenga presente cha la prassi standard della medicina legale è descrivere i fori dall´alto verso il basso. Ecco perché il primo era il più alto, il sottoclaveare. E si ricordi che tale prassi non ha nulla da vedere con la sequenza degli spari.
Il secondo foro d´ingresso è dunque il secondo più alto (più o meno come stiamo per vedere), qui contrassegnato erroneamente col numero 2 mentre si tratta del numero 4 :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.2 fig.1 A.
È descritto nella relazione medicolegale qui :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/201/045%20%20volume%20XLV?keyword=
655.
Purtroppo la relazione è priva di corredo fotografico per ogni foro - alla fine della relazione c´era, ma non è stato pubblicato. Allucinante. Qualche foto si trova sul web, altre in fondo alla perizia Ugolini/Boragine su cui torneremo, fonte della foto riprodotta da Tozzi e quindi fonte dell´errore topogrfico sul foro 2.
Per fortuna i medici ne danno le coordinate mensurali : questo secondo foro sta 4 cm dalla linea marginosternale di sinistra, cioè dal margine sinistro dello sterno. Manca nella relazione pure il righello-scala che accompagna le foto, ma troviamo scala approssimata nel primo link : nessun dubbio : il secondo foro descritto è il n.4 della figura, che pertanto va corretto in 2.
Qui i medici approssimano lo standard descrittivo alto-basso perché il foro n.2 della figura è leggermente più alto del 4, ma insomma come vedete, abbiamo 3 fori più o meno alla stessa altezza, sulla stessa direttrice : 4,3 e 2 della figura.
Qui la specillazione confonde moltissimo :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
fig.11 A e B p.15 :
i 3 specilli ortogonali in alto sono sulla stessa direttrice, quindi pare corrispondano ai fori 2,3 e 4 di p.2 fig. 1A.
Il primo foro descritto dai medici, quello solitario in cima agli altri sotto la clavicola sn, non appare specillato. Infatti il totale degli specilli nella foto è 9 su 11 fori.
Ignoro il perché 2 fori siano privi di specilli, ma come dissi nella prima parte, la specillazione é molto relativa visto il completo collassamento del polmone sn ridotto a polpa informe.
Sciatteria totale dei medici nel relazionare.
Cmq ripeto che dobbiamo distinguere nettamente tramiti intracorporei ed angolo d´incidenza : l´angolazione d´impatto del proiettile sulla cute anche nel secondo foro è data dall´ identica forma rotondeggiante ed orletto ecchimotico escoriato "pressocché concentrico" : impatto pertanto, con traiettoria ortogonale come col primo foro : lo specillo è pertanto correttamente perpendicolare, ma questo nulla dice poi sul tramite intracorporeo che talora è soggetto a deflessioni per urto del proiettile contro organi duri od ossa.
Anche i periti balistici Ugolini/Boragine nel 1978/79 notano e lamentano l´assenza di precisi tramiti intrasomatici nella relazione medicolegale :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/202/046%20%20volume%20XLVI?keyword=
320. penso che la balistica fu opera del solo Ugolini perché il balistico era lui, l´Ing. Boragine si occupò solo della microfotografia specializzata come si evince dalle fatture dopo la perizia.
UB affermano che proiettili da silenziatore non seguono in genere tramiti corporei rettilinei perché fin dal vivo di volata perdono stabilità giroscopica, quindi non entrano nel corpo di punta ma di lato o di fondello, si rigirano, oscillano, deviano etc. (cfr ibid. 334).
Non condivido invece quanto dicono UB a 322 sugli orletti : certamente quelli eccentrici (6 su 11) potrebbero derivare in teoria non da obliquità di traiettoria ma da impatto instabile non di punta anche in incidenza ortogonale ; ma i 5 fori con incidenza ortogonale (orletto concentrico), quelli no : lì siamo certi che il proiettile entrò di punta, perpendicolarmente all´asse sagittale (verticale) della superficie impattata.
Per quanto riguarda la dinamica dell´assassinio, interessa molto più e prioritariamente l´incidenza, qui 90 gradi circa come nel primo foro.
Il diametro del foro è identico : cm 0,7, compatibile col calibro 7,65 della Skorpion usata.
Il fatto che l´orletto qui sia di 1 mm mentre quello del primo foro era di 2, è irrilevante giacché siamo nella media delle misure standard degli orletti concentrici : tra 1 e 3 mm.
Possiamo dunque trarne la conclusione altamente probabilistica, che questo secondo foro sia stato prodotto da sparo in rapidissima successione rispetto a quello del primo foro descritto, e dalla stessa posizione reciproca di vittima e sparatore che consentisse traiettoria ortogonale : posizione che potrebbe come visto, essere molteplice quindi più di questo in base alla Wundballistik non posso per ora precisare, ma lo farò più avanti grazie alle risultanze del RIS die carabinieri.
Moro con ogni verosimiglianza fu ucciso in un magazzino di tessuti per via dei filamenti sui pantaloni e sotto le suole : ma quando fu colpito non cadde per terra in detto magazzino, altrimenti avrebbe filamenti non solo sui pantaloni ma pure su altri abiti e nei capelli, dove invece mancano del tutto. Inoltre avrebbe lesioni da caduta che i medici legali non riscontrano .La R4 entra almeno parzialmente nel magazzino carrabile perché ha filamenti in area ruote. Facendo 2+2, ne deduco sempre sul piano probabilistico, che Moro fu colpito inizialmente in macchina, forse seduto sul sedile posteriore come vuole Bordin, da killer pur´esso dentro la vettura.
Poi Moro creduto morto viene estratto subito dalla macchina e trascinato al portabagagli tenuto per le ascelle, sicché struscia sui filamenti del pavimento solo coi pantaloni.
Ripeto che se fosse caduto a terra nel magazzino, fuori della macchina, avrebbe battuto la testa, riportato lesioni da urto, possibili fratture : nulla di tutto questo nella relazione medicolegale (le 4 fratture riscontrate alle costole risalgono a 30-60 gg. prima del 9 maggio; tutte le altre fratture sono esclusivamente quelle prodotte dai proiettili). Se invece gli si spara solo in macchina, non ci aspettiamo tracce di caduta che infatti sono assenti.
Per inciso : non mi sto affatto atteggiando a perito balistico e/o medico legale che NON sono - nella vita sono artista/saggista. Ma studio il caso Moro al meglio delle mie capacità e cultura generale da quasi 8 anni, e baso le mie analisi di Wundballistik su quel che di serio trovo in rete sul tema, e soprattutto su 3 manuali standard di livello internazionale citati in tutte le bibliografie di balistica :
- DiMaio, Shotgun wounds, 3d edition, CRC Press 2016 ;
- Kneubuehl et all, Wundballistik, 4te Aufl., Springer 2022 ;
- Haag & Haag, Shooting incident reconstruction, 2nd ed., Elsevier 2011.
Anche la cute circostante il secondo foro come il primo, è priva di effetti secondari della carica di lancio (tatuaggio etc.), ma ciò non molto dice sulla distanza di sparo perché dette lesioni sono coperte dai vestiti.
ALETH
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Gianni Morra
(---.---.---.27)
22 aprile 12:02
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 3
Sarebbe dicevo, importante stabilire esatta corrispondenza tra fori nel gilet e risvolto giacca, e fori nella pelle : infatti se residui di sparo (fuliggine, bruciacchiature, impronta del vivo di volata) vi fossero sui due indumenti impattati per primi dai proiettili, sapremmo che la distanza di sparo era prossima (se fuliggine) od a contatto (se bruciacchiatura e/o impronta del vivo).
Purtroppo non vedo nulla di tutto ciò finora nella descrizione degli abiti fatta dai medici legali, che si limitano a rilevare attorno ai due fori nel risvolto sn della giacca, margini sfrangiati e alone scuro che non dicono cosa sia : se fosse orletto di detersione (cioè macchia lasciata dal proiettile che si ripulisce penetrando abiti dal grasso lubrificante ed altri residui presenti nella canna) nulla direbbe sulla distanza di sparo giacché la detersione può occorrere da qualsiasi distanza. Di che natura sia questo alone più scuro non viene detto.
Mi domando se fu fatta analisi chimica degli abiti ma non l´ho trovata finora, vedremo nel prosieguo dello studio.
Stando a questo autore :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.5 fig.3, gli 11 fori nel gilet corrispondono esattamente agli 11 nella cute sottostante a p.2 fig. 1A. Non spiega come fa a saperlo, tuttavia intuitivamente, dovrebbe aver ragione.
La precisa posizione dei 2 fori nel lungo risvolto della giacca secondo l´autore :
p.6, fig.4 A e B.
Quello più in alto corrisponderebbe al primo foro cutaneo descritto nella parte 1 del presente studio. Ma ripeto : se non sappiamo di che tipo sia l´alone più scuro che circonda quel foro nella giacca, nulla per ora possiamo dire sulla distanza di sparo tra vivo di volata e foro d´ingresso.
Sulla giacca vengono repertati frammenti di aspetto metallico che potrebbero essersi distaccati dai proiettili ma di per sé nulla dicono sulla distanza di sparo nemmeno questi. Torneremo su tutti questi dettagli.
La ritenzione dentro il corpo di 8 proiettili su 11 rivelata dalle radiografie colpisce, come anche il ritrovamento di altri due proiettili tra maglia a carne e camicia. Quindi solo 1 proiettile riuscì a trapassare sia corpo sia indumenti, e solo 3 il corpo. Questo, tenuto conto della probabile breve distanza tra killer e vittima, è potenzialmente rilevante : i proiettili 7,65 della Skorpion, pur non possedendo il massimo della velocity, hanno sufficiente energia di perforazione del corpo anche attraverso vestiti ; ma se Moro fosse stato seduto sul sedile posteriore della macchina, la spalliera potrebbe aver puntellato la schiena favorendo la ritenzione dei proiettili. Però essendo la struttura dei sedili dell R4 dell´epoca molto leggera, detto puntellamento forse fu quasi irrilevante. Era forse appoggiato contro un muro od altra superficie più dura ?
Nessuna certezza, torneremo anche su questo. La ritenzione di ben 8 proiettili non so quanto sia nella norma col calibro 7,65.
Passiamo al terzo foro d´ingresso nella cute (CM 45 : 655) : è il numero 3 qui : https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.3 fig.2 B.
Anche questo terzo foro come i primi due, misura 0,7 cm in diametro, è rotondeggiante, presenta orletto ecchimotico escoriato pressocché concentrico ma con leggera prevalenza laterale : purtroppo l´orletto non si vede quasi per nulla nella foto, quindi non sappiamo questa leggera eccentricità (=maggiore ampiezza) laterale da che lato sia.
Cmq i medici piantano lo specillo quasi verticalmente anche qui (p.15 fig.11 A e B),
Abbiamo pertanto un terzo impatto perpendicolare o quasi, e possiamo ipotizzare pure qui con fondatezza che questi primi 3 fori esaminati siano stati prodotti in rapidissima successione di sparo, nella stessa posizione reciproca di killer e vittima. Quale fosse questa posizione, al solito non è dato sapere in base alla sola Wundballistik, date le molteplici possibilità di traiettoria ortigonale.
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Gianni Morra
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27 aprile 23:27
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 3
27.4.2026 update
Sarebbe dicevo, importante stabilire esatta corrispondenza tra fori nel gilet e risvolto giacca, e fori nella pelle : infatti se residui di sparo (fuliggine, bruciacchiature, impronta del vivo di volata) vi fossero sui due indumenti impattati per primi dai proiettili, sapremmo che la distanza di sparo era prossima (se fuliggine) od a contatto (se bruciacchiatura e/o impronta del vivo).
Purtroppo non vedo nulla di tutto ciò finora nella descrizione degli abiti fatta dai medici legali, che si limitano a rilevare attorno ai due fori nel risvolto sn della giacca, margini sfrangiati e alone scuro che non dicono cosa sia : se fosse orletto di detersione (cioè macchia lasciata dal proiettile che si ripulisce penetrando abiti dal grasso lubrificante ed altri residui presenti nella canna) nulla direbbe sulla distanza di sparo giacché la detersione può occorrere da qualsiasi distanza. Di che natura sia questo alone più scuro non viene detto.
L´analisi chimica e microscopica delle vesti fu fatta dai periti balistici Ugolini e Boragine nel 1978-79, ne parleremo più avanti (CM 46 : 234 sqq.)
Stando a questo autore :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.5 fig.3, gli 11 fori nel gilet corrispondono esattamente agli 11 nella cute sottostante a p.2 fig. 1A. Non spiega come fa a saperlo, tuttavia intuitivamente, dovrebbe aver ragione.
La precisa posizione dei 2 fori nel lungo risvolto della giacca secondo l´autore :
p.6, fig.4 A e B.
Quello più in alto corrisponderebbe al primo foro cutaneo descritto nella parte 1 del presente studio. Ma ripeto : se non sappiamo di che tipo sia l´alone più scuro che circonda quel foro nella giacca, nulla per ora possiamo dire sulla distanza di sparo tra vivo di volata e foro d´ingresso.
Sulla giacca vengono repertati frammenti di aspetto metallico che potrebbero essersi distaccati dai proiettili ma di per sé nulla dicono sulla distanza di sparo nemmeno questi. Torneremo su tutti questi dettagli.
La ritenzione dentro il corpo di 8 proiettili su 11 rivelata dalle radiografie colpisce, come anche il ritrovamento di altri due proiettili tra maglia a carne e camicia. Quindi solo 1 proiettile riuscì a trapassare sia corpo sia indumenti, e solo 3 il corpo. Questo, tenuto conto della probabile breve distanza tra killer e vittima, è potenzialmente rilevante : i proiettili 7,65 della Skorpion, pur non possedendo il massimo della velocity, hanno sufficiente energia di perforazione del corpo anche attraverso vestiti ; ma se Moro fosse stato seduto sul sedile posteriore della macchina, la spalliera potrebbe aver puntellato la schiena favorendo la ritenzione dei proiettili. Però essendo la struttura dei sedili dell R4 dell´epoca molto leggera, detto puntellamento forse fu quasi irrilevante. Era forse appoggiato contro un muro od altra superficie più dura ?
Nessuna certezza. La ritenzione di ben 8 proiettili non so quanto sia nella norma col calibro 7,65.
Posso però dire sul piano probabilistico, che l´eventuale appoggio della schiena di Moro su superficie dura tipo schienale del sedile posteriore non è necessaria in questo caso specifico, per giustificare la ritenzione di 8 proiettili e le 8 lesioni d´uscita descritte dai medici. Giova incrociare l´aspetto medicolegale con la perizia balistica UB : almeno 9 dei colpi furono silenziati. Il silenziatore usato, di tipo artigianale a feltri, rallenta molto i proiettili fin dall´uscita dal vivo di volata ; e li rende instabili, soggetti a oscillazioni, rotolamenti (yaw, tumbling) per cui almeno alcuni di detti proiettili possono aver impattato la cute sia in ingresso sia in egresso non di punta ma di lato se non di fondello : rallentamento ed instabilità spiegano la ritenzione di 8 di essi, più due incastrati fra maglia e camicia. Ma spiegano pure, in unione coi 4 strati di vesti (giacca, gilet, camicia e canottiera), le abrasioni descritte dai medici in uscita, talora accompagnate da contusioni. Abrasioni e contusioni che normalmente si trovano solo in ingresso. La cute schiacciata fra proiettile e vesti cede e/o viene escoriata, e subisce infiltrazione emorragiche da contusione.
Dunque non posso dire con certezza se Moro avessa la schiena appoggiata a superficie dura o no. Posso però dire che la quaestio è irrilevante ai fini della forma delle lesioni di egresso, giacché ripeto, la scarsa velocità + destabilizzazione dei proiettili 7,65 in unione coi 4 strati di vestiti lato posteriore, sarebbero stati più che sufficienti a generare dette abrasioni e contusioni sulla schiena. Non posso escludere del tutto che eventuale appoggio su superficie dura tipo schienale abbia contribuito in alcuni casi : ma non fu fattore necessario.
Insomma : la natura delle lesioni d´uscita non prova che Moro avesse schiena appoggiata. Poteva averla come non averla quando viene colpito.
L´ipotesi Bordin resta in piedi pertanto. Quella RIS di Moro seduto sul portabagagli cade ma per altro motivo che vedremo.
Passiamo al terzo foro d´ingresso nella cute (CM 45 : 655) : è il numero 3 qui : https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.3 fig.2 B.
Anche questo terzo foro come i primi due, misura 0,7 cm in diametro, è rotondeggiante, presenta orletto ecchimotico escoriato pressocché concentrico ma con leggera prevalenza laterale : purtroppo l´orletto non si vede quasi per nulla nella foto, quindi non sappiamo questa leggera eccentricità (=maggiore ampiezza) laterale da che lato sia.
Cmq i medici piantano lo specillo quasi verticalmente anche qui (p.15 fig.11 A e B),
Abbiamo pertanto un terzo impatto perpendicolare o quasi, e possiamo ipotizzare pure qui con fondatezza che questi primi 3 fori esaminati siano stati prodotti in rapidissima successione di sparo, nella stessa posizione reciproca di killer e vittima. Quale fosse questa posizione, al solito non è dato sapere in base alla sola Wundballistik, date le molteplici possibilità di traiettoria ortogonale.
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Gianni Morra
(---.---.---.27)
22 aprile 19:42
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 4
Il quarto foro d´ingresso nel corpo di Moro descritto dai medici legali ha caratteristiche identiche ai primi 3 : CM 45 : 655 :
diametro cm 0,7 ; orletto ecchimotico escoriato pressocché concentrico ; lo si vede qui :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.2, fig.1, contrassegnato dal numero 2.
Quarto impatto perpendicolare, come visivamente mostra lo specillo relativo a p.15, fig.11 A e B.
Possiamo anche qui ipotizzare fondatamente, che i primi 4 ingressi finora descritti siano stati prodotti da spari in rapidissima successione, nella stessa posizione relativa di killer e vittima.
Ripeto ad nauseam, che nulla di tutto ciò rivela con certezza la cronosequenza degli 11 colpi : ma con Moro seduto sul sedile posteriore a sn nell´ipotesi Bordin, e killer sull´anteriore dx, queste 4 traiettorie ortogonali difficilmente furono le prime : furono precedute da quelle laterali che stiamo per vedere, dopo le quali Moro si gira verso l´assassino forse, ed in quella postura riceve i 4 colpi ortogonali.
Andiamo al quinto foro d´ingresso p. 655 della relazione medica : ecco il primo impatto nettamente eccentrico : è il foro 5 della fig. 1 A p.2 del link supra. È rotondeggiante, ha diametro 0,7 come gli altri 4, ma l´orletto ecchimotico qui non è concentrico (cioè di uguale spessore lungo tutta la sua circonferenza) bensì eccentrico (cioè a larghezza variabile) : è più largo nella parte inferiore dove raggiunge i cm 0,5 . Ricordo che l´ampiezza standard degli orletti concentrici è tra 0,1 e 0,3, e difatti quelli dei primi 4 fori stanno tra 0,1 e 0,2.
Cosa indica questa netta eccentricità ? Mostra che il quinto foro ha traiettoria non ortogonale ma basso-alto, perché la maggiore ampiezza sta dalla parte dove arriva il proiettile, che pertanto quando ha traiettoria obliqua come qui, con incidenza inferiore a 90 gradi quindi acuta, "gratta" il punto di primo impatto più del resto della lesione.
Questa traiettoria basso-alto non coimplica necessariamente una diversa posizione relativa di killer e vittima, ma potrebbe doversi a sussulto/sobbalzo/inarcamento del corpo di Moro, come nell´ipotesi Bordin. Pertanto detto foro, che a parte l´eccentricità ha stessa forma e diametro dei primi 4, può benissimo appartenere alla stessa rapidissima successione di spari dei primi 4.
Calcolo ora l´approssimativo angolo d´incidenza del proiettile all´impatto = angolo fra traiettoria e linea perpendicolare al foro, usando basilare trigonometria standard per questi casi :
chiamo theta l´angolo d´incidenza da calcolare (quello tra la perpendicolare alla superficie della cute e la traiettoria del proiettile all´impatto) ;
in questo caso, data la forma rotondeggiante del foro senza variazioni di diametro come nei fori ellittici, la formula è :
sin theta = asse maggiore (della lesione intera, asse che include diametro del foro vero e proprio + ampiezza minima orletto + ampiezza massima orletto) : asse minore (della lesione intera, cioè diametro del foro + 2 x ampiezza minima orletto)
Ora : i medici sciaguratamente non danno qui l´ampiezza minima dell´orletto, ma siccome per i primi 4 fori era cm 0,1 in due casi e 0,2 negli altri due, calcolo entrambe le varianti supponendo che anche qui si sia nella norma :
asse maggiore = 0,7 + 0,5 + 0,1 = cm 1,3 ;
asse minore = 0,7 + 2 x 0,1 = cm 0,9 ;
angolo incidenza = :
sin theta = 0,9 : 1,3 = 0,692
theta = arcsin (0,692) = gradi 43,7.
Dunque : con ampiezza minima orletto = 0,1 cm, il proiettile impatta obliquamente, ad angolo acuto rispetto a linea perpendicolare al foro, angolo acuto di circa 44 gradi.
Invece con ampiezza minima orletto di cm 2, avremo angolo incidenza di 52 gradi circa. Vi risparmio i calcoli.
Insomma : questo quinto foro deriva da impatto obliquo, dal basso verso l´alto, ad angolo acuto di circa metà del perpendicolare.
Lo specillo mostra visivamente tale inclinazione :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.15, fig.11 A e B. Dovrebbe trattarsi dello specillo che appare bianco nella foto A.
La corretta inclinazione dello specillo in esame mi fa chiedere anche qui, se fu raggiunta con calcolo trigonometrico analogo al mio, o se hanno seguito il canale del tramite dentro il corpo : siamo in sede necroscopica, nulla dicono, vedremo nella relazione sull´autopsia se v´é corrispondenza tra ingresso ed uscita qui. Dubito che abbiano potuto esplorare questi tramiti o gran parte di essi con gli specilli, perché il polmone sn di Moro trafitto da tanti proiettili, era completamente collassato, ridotto a polpa informe.
Quindi ancora : se Moro si era inarcato innalzandosi dopo i primi colpi o come reazione alla vista della canna puntata su di lui, allora il killer ha in certo modo "seguito" l´inarcamento inclinando la canna verso l´alto per prenderlo al torace.
Difficile dire, nessuna certezza di posizioni relative.
In ogni caso, pure questo quinto foro prevede il killer di fronte alla vittima, o comunque in linea retta con la superficie impattata, altrimenti avremmo eccentricità non inferiore come qui, cioé sulla semicirconferenza inferiore dell´orletto, ma laterale o anche laterale, cioè sui quadranti laterali dell´orletto ecchimotico escoriato. Caso quest´ultimo, che incontreremo per altri fori.
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Gianni Morra
(---.---.---.14)
28 aprile 13:31
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 4
28.4.2026 update
Il quarto foro d´ingresso nel corpo di Moro descritto dai medici legali ha caratteristiche identiche ai primi 3 : CM 45 : 655 :
diametro cm 0,7 ; orletto ecchimotico escoriato pressocché concentrico ; lo si vede qui :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.2, fig.1, contrassegnato dal numero 2.
Quarto impatto perpendicolare, come visivamente mostra lo specillo relativo a p.15, fig.11 A e B.
Possiamo anche qui ipotizzare fondatamente, che i primi 4 ingressi finora descritti siano stati prodotti da spari in rapidissima successione, nella stessa posizione relativa di killer e vittima.
In medicina legale si suddivide la cute attorno ad un foro di proiettile, particolarmente quello d´ingresso, in 4 quadranti : supero-laterale, cioè sopra il foro e verso l´esterno del corpo ; supero-mediale, sopra il foro e verso la metà (linea mediana) del corpo ; infero-laterale, sotto il foro e verso l´esterno del corpo ; infero-mediale, sotto il foro e verso la metà del corpo.
Andiamo al quinto foro d´ingresso p. 655 della relazione medica : ecco il primo impatto nettamente eccentrico : è il foro 5 della fig. 1 A p.2 del link supra. È rotondeggiante, ha diametro 0,7 come gli altri 4, ma l´orletto ecchimotico qui non è concentrico (cioè di uguale spessore lungo tutta la sua circonferenza) bensì eccentrico (cioè a larghezza variabile) : è più largo nella parte inferiore dove raggiunge i cm 0,5 . Ricordo che l´ampiezza standard degli orletti concentrici è tra 0,1 e 0,3, e difatti quelli dei primi 4 fori stanno tra 0,1 e 0,2.
Cosa indica questa netta eccentricità ? Mostra in teoria, che il quinto foro ha traiettoria non ortogonale ma basso-alto, perché la maggiore ampiezza sta dalla parte dove arriva il proiettile, che pertanto quando ha traiettoria obliqua come qui, con incidenza inferiore a 90 gradi quindi acuta, "gratta" il punto di primo impatto più del resto della lesione.
Ma come insegna Ugolini nella perizia balistica di allora, l´eccentricità di questo ed altri fori d´ingresso che vedremo potrebbe derivare non da traiettoria obliqua, bensì da instabilità die proiettili dovuta agli spari silenziati : se il proiettile non entra di punta perché oscilla e rotola, bensì di lato o di fondello, può produrre eccentricità anche se la sua traiettoria era ortogonale.
Quindi non è certo che il quinto foro derivi da traiettoria obliqua basso-alto.
Lo specillo relativo mostra inclinazione :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.15, fig.11 A e B. Dovrebbe trattarsi dello specillo che appare bianco nella foto A.
La corretta inclinazione dello specillo in esame mi fa chiedere anche qui, se fu raggiunta con calcolo trigonometrico analogo al mio, o se hanno seguito il canale del tramite dentro il corpo : siamo in sede necroscopica, nulla dicono, vedremo nella relazione sull´autopsia se v´é corrispondenza tra ingresso ed uscita qui. Dubito che abbiano potuto esplorare questi tramiti o gran parte di essi con gli specilli, perché il polmone sn di Moro trafitto da tanti proiettili, era completamente collassato, ridotto a polpa informe.
L´attendibilità dell´orientamento di questi specilli è pertanto dubbia.
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Gianni Morra
(---.---.---.218)
23 aprile 12:26
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 5
Andiamo al sesto foro d´ingresso nella cute :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/201/045%20%20volume%20XLV?keyword=
656.
Nella foto qui :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.2, fig.1 A,
non si distingue con chiarezza dove sia e quale sia questo foro.
Il numero 6 sovrapposto dall´autore indica posizione scorretta in base ai dati mensurali dei medici, e infatti non si vede foro : questo sesto foro è quello erroneamente contrassegnato 7 dall´autore.
Cmq : l´interessante qui è, che pur essendo il foro descritto rotondeggiante e 0,7 cm in diametro come gli altri, e quindi plausibilmente sparato dalla stessa arma 7,65, presuntamente la Skorpion ; tuttavia rispetto ai primi 4 fori, l´orletto ecchimotico escoriato, contraddittoriamente definito concentrico dai medici, ha in realtà eccentricità ; e rispetto al quinto foro, detta eccentricità non è inferiore, ma lateromediale : cioè laterale e dal lato del centro del corpo, della colonna vertebrale o dello sterno per capirci. Qui l´orletto raggiunge cm 0,4, mentre nelle restanti parti misura gli standard 0,1 cm.
Abbiamo dunque obliquità di traiettoria per la seconda volta, ma non è la stessa obliquità del foro precedente : questa indicava provenienza basso-alto ; qui abbiamo provenienza dal lato sinistro per chi osservi Moro di fronte = lato destro di Moro.
Attenzione però : nella foto par di vedere l´orletto nella sua parte a maggior sviluppo : essa è bensì lateromediale come dicono i medici, ma pure un poco inferiore : interessa cioè almeno in parte, anche l´emicirconferenza sn inferiore dell´orletto. Definirei pertanto questa eccentricità come lateroinferomediale.
Pare perciò di poter dire, che il proiettile venga leggermente dal basso e dal lato. Quindi la canna, il vivo di volata, sta alquanto a sn di Moro dal punto di vista dell´assassino. Come se, ipoteticamente, Moro iniziasse qui a girarsi verso la sua sn per schivare i colpi.
A pag. 15, fig.11 A e B qui :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
vedete l´obliquità dello specillo, di una serie di specilli anche se non distinguo con certezza quale sia quello del sesto foro.
Non starò a calcolare angolo d´incidenza trigonometricamente anche qui, perché otterrei comunque solo approssimazione molto relativa : userò la prudenza dei medici legali, che in generale non si sbilanciano su calcoli matematici in caso di eccentricità di orletto perché i fattori variabili, la curvatura della cute e del torace, il fenomeno detto ETR (Elastic Tissue Recoil) cioè il richiudersi postmortem della cute lesa su sé stessa, ed altri, alterano la forma del foro relativizzando di molto la teorica matematizzazione dell´angolo d´incidenza.
Nel post precedente ho fornito un esempio approssimativo che coincideva con lo specillo relativo, ma cautela scientifica mi suggerisce di non sbilanciarmi oltre.
Quel che È certo però, è l´obliquità della traiettoria : se l´eccentricità è solo lateromediale come scrivono i medici, allora il proiettile viene da sinistra a destra dal punto di vista del killer : compatibilmente con l´ipotesi Bordin di Moro seduto a sn sul sedile posteriore e killer a fianco del posto di guida.
Ripeto ad nauseam che restiamo nel limbo delle ipotesi.
Se l´eccentricità è anche inferiore, cioè lateroinferomediale come la vedo nella foto, allora la traiettoria oltre ad essere sn-dx fu pure alquanto basso-alto come nel caso del quinto foro supra.
Ripeto che dette eccentricità dei fori quinto e sesto non necessariamente implicano tempi diversi di sparo in posizioni relative diverse di killer e vittima, ma potrebbero dipendere da diversi atteggiamenti assunti dal corpo della vittima e dalla canna dell´arma durante una medesima rapidissima successione di spari, a parità di posizioni relative di Moro ed assassino.
Si tenga pure presente, senza trarne per ora conclusioni nemmeno ipotetiche di alcun genere, che Giustino De Vuono, indicato da Pecorelli come uno dei due killer di Moro (il "legionario de"), era 1,72. Moro, 1,78.
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Gianni Morra
(---.---.---.14)
28 aprile 15:14
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 5
28.4.2026 update
Avvertenza : quando vedete updates, le versioni precedenti dello stesso post devono intendersi come superate. Conta solo l´ultimo update più recente.
Purtroppo agoravox non consente di modificare i commenti una volta pubblicati, onde la sovrapposzione di cui mi scuso ma non dipende da me.
Andiamo al sesto foro d´ingresso nella cute :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/201/045%20%20volume%20XLV?keyword=
656.
Nella foto qui :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.2, fig.1 A,
non si distingue con chiarezza dove sia e quale sia questo foro.
Il numero 6 sovrapposto dall´autore indica posizione scorretta in base ai dati mensurali dei medici, e infatti non si vede foro : questo sesto foro è quello erroneamente contrassegnato 7 dall´autore – ma la fonte dell´errore è nella perizia Ugolini.
Cmq : l´interessante qui è, che pur essendo il foro descritto rotondeggiante e 0,7 cm in diametro come gli altri, e quindi plausibilmente sparato dalla stessa arma 7,65, la Skorpion ; tuttavia rispetto ai primi 4 fori, l´orletto ecchimotico escoriato, contraddittoriamente definito concentrico dai medici, ha in realtà eccentricità ; e rispetto al quinto foro, detta eccentricità non è inferiore, ma lateromediale : cioè laterale e dal lato del centro del corpo, della colonna vertebrale o dello sterno per capirci. Qui l´orletto raggiunge cm 0,4, mentre nelle restanti parti misura gli standard 0,1 cm.
Abbiamo dunque obliquità di traiettoria per la seconda volta, ma non è la stessa obliquità del foro precedente : questa indicava provenienza basso-alto ; qui abbiamo provenienza dal lato sinistro per chi osservi Moro di fronte = lato destro di Moro.
Attenzione però : nella foto par di vedere l´orletto nella sua parte a maggior sviluppo : essa è bensì lateromediale come dicono i medici, ma pure un poco inferiore : interessa cioè almeno in parte, anche l´emicirconferenza sn inferiore dell´orletto. Definirei pertanto questa eccentricità come lateroinferomediale.
Pare perciò di poter dire, che il proiettile venga leggermente dal basso e dal lato. Quindi la canna, il vivo di volata, sta alquanto a sn di Moro dal punto di vista dell´assassino. Come se, ipoteticamente, Moro iniziasse qui a girarsi verso la sua sn per schivare i colpi.
A pag. 15, fig.11 A e B qui :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
vedete l´obliquità dello specillo, di una serie di specilli anche se non distinguo con certezza quale sia quello del sesto foro.
Ma : ancora una volta, come visto in precedenza, come insegna Ugolini nella perizia balistica di allora l´eccentricità di questo ed altri fori d´ingresso che vedremo potrebbe derivare non da traiettoria obliqua, bensì da instabilità dei proiettili dovuta agli spari silenziati : se il proiettile non entra di punta perché oscilla e rotola, bensì di lato o di fondello, può produrre eccentricità anche se la sua traiettoria era ortogonale.
Quindi non è certo che il quinto foro derivi da traiettoria obliqua basso-alto.
ALETH
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Gianni Morra
(---.---.---.218)
23 aprile 16:39
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 6
Settimo foro d´ingresso censito dai medici qui :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/201/045%20%20volume%20XLV?keyword=
656.
Sta a cm 2 dalla marginosternale sn e cm 0,5 sotto il quinto foro, quindi non può essere assolutamente il foro contrassegnato col 7 dall´autore qui :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.2 fig.1 A.
Se solo questo autore confusionario e ignaro di anatomia, non avesse coperto la foto con quei numeri e quelle freccette talora pure sballati !
Non fornisce la fonte della foto, e in rete non l´ho trovata pulita purtroppo.
Cmq questo settimo foro deve stare sotto al 5 e sopra l´8, quindi o è coperto dalle scritte dell´autore, o cmq per qualche motivo non lo vedo.
Quel che conta di più, è che pure questo è rotondeggiante come gli altri, diametro 0,7 cm come gli altri ; anche qui contraddittoriamente e confusamente i medici chiamano l´orletto concentrico quando invece è eccentrico nei quadranti inferiori dove tocca i cm 0,4 di ampiezza mentre superiormente si attesta nella norma di 0,1. Ciò indica traiettoria dal basso verso l´alto ed impatto obliquo ad angolo acuto, ma la provenienza non è anche laterale come nel foro precedente, bensì frontale, o cmq anche se diagonale, tale cha la canna dell´arma fosse davanti al petto di Moro e non lateralmente ad esso.
Insomma, traiettoria basso-alto come per il quinto foro.
Lo specillo relativo dovrebbe identificarsi con quello sotto quello bianco qui :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.15, fig. 11 A.
Ripeto che la netta differenza di traiettoria tra i primi 4 impatti ortogonali e questi ultimi 3 basso-alto e laterale-basso-alto, pone grossi problemi all´ipotesi Bordin, in base alla quale ci aspetteremmo solo impatti obliqui e nessun ortogonale.
L´unico impatto coerente con Bordin è il sesto, per la componente laterale da sn a dx della posizione Bordin dell´assassino.
Ma procediamo con gli altri fori.
L´ottavo (656 della relazione medicolegale) sta 3 cm sotto il settimo, quindi l´autore con le foto dovrebbe averci azzeccato col numero 8 :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.2, foto 1 A.
Abbiamo la solita forma rotondeggiante, il solito diametro di 0,7 (tutti colpi della Skorpion finora si direbbe), ma l´orletto ecchimotico escoriato torna qui alla concentricità, misurando cm 0,2 lungo tutta la sua circonferenza : trattasi pertanto di impatto ortogonale come i primi 4 : un quinto impatto perpendicolare.
Strano che i curiosi cc del RIS ne censirono solo 3, ne parleremo a suo tempo. Furono essi ad evidenziare nel 2017 alla Moro2, che gli ortogonali mettevano in crisi l´ipotesi Bordin.
Ripeto che non è detto, tutto dipende dai diversi atteggiamenti assunti da Moro mentre gli si spara.
È tuttavia fondato presumere in via ipotetica, che i fori 1 - 4 ed 8 siano frutto di spari in sequenza successiva e nella stessa posizione relativa di killer e vittima, con il vivo di volata perpendicolare al petto di Moro.
ALETH
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Gianni Morra
(---.---.---.14)
28 aprile 16:00
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 6
28.4.2026 update
Settimo foro d´ingresso censito dai medici qui :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/201/045%20%20volume%20XLV?keyword=
656.
Sta a cm 2 dalla marginosternale sn e cm 0,5 sotto il quinto foro, quindi non può essere assolutamente il foro contrassegnato col 7 dall´autore qui :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.2 fig.1 A (fonte dell´errore : stessa foto in perizia Ugolini/Boragine)
Più avanti rimetterò tutti i fori d´ingresso al posto giusto.
Pure questo è rotondeggiante come gli altri, diametro 0,7 cm come gli altri ; anche qui contraddittoriamente e confusamente i medici chiamano l´orletto concentrico quando invece è eccentrico nei quadranti inferiori dove tocca i cm 0,4 di ampiezza mentre superiormente si attesta nella norma di 0,1. Ciò indica normalmente traiettoria dal basso verso l´alto ed impatto obliquo ad angolo acuto, ma la provenienza non è anche laterale come nel foro precedente, bensì frontale, o cmq anche se diagonale, tale cha la canna dell´arma fosse davanti al petto di Moro e non lateralmente ad esso.
Insomma, traiettoria basso-alto come per il quinto foro.
Lo specillo relativo dovrebbe identificarsi con quello sotto quello bianco qui :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.15, fig. 11 A.
Ma : ancora una volta, come insegna Ugolini nella perizia balistica di allora l´eccentricità di questo ed altri fori d´ingresso che vedremo potrebbe derivare non da traiettoria obliqua, bensì da instabilità dei proiettili dovuta agli spari silenziati : se il proiettile non entra di punta perché oscilla e rotola, bensì di lato o di fondello, può produrre eccentricità anche se la sua traiettoria era ortogonale.
Quindi non è certo che il sesto foro derivi da traiettoria obliqua basso-alto.
Procediamo con gli altri fori.
L´ottavo (656 della relazione medicolegale) sta 3 cm sotto il settimo, quindi l´autore con le foto dovrebbe averci azzeccato col numero 8 :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.2, foto 1 A.
Abbiamo la solita forma rotondeggiante, il solito diametro di 0,7 (tutti colpi della Skorpion finora si direbbe), ma l´orletto ecchimotico escoriato torna qui alla concentricità, misurando cm 0,2 lungo tutta la sua circonferenza : trattasi pertanto di impatto ortogonale come i primi 4 : un quinto impatto perpendicolare.
Strano che i cc del RIS ne abbiano censiti solo 3, ne parleremo a suo tempo. Furono essi ad evidenziare nel 2017 alla Moro2, che gli ortogonali mettevano in crisi l´ipotesi Bordin.
È tuttavia fondato presumere in via ipotetica, che i fori 1 - 4 ed 8 siano frutto di spari in sequenza successiva e nella stessa posizione relativa di killer e vittima, con il vivo di volata perpendicolare al petto di Moro.
E ripeto ad nauseam sulla base della perizia Ugolini, che anche i fori eccentrici potrebbero aver avuto triattorie ortogonali per via di proiettili destabilizzati dal silenziatore, per cui l´eccentricità die fori starebbe a indicare impatto non di punta e non obliquità di traiettoria.
Forse i medici volevano lasciar intendere questo nel descrivere gli orletti concentrici sia pur con qualche zona di maggior sviluppo.
In ogni caso, e qui dissento da Ugolini, la forma rotondeggiante di 5 fori + i loro orletti concentrici sono chiaro segno d´incidenza ortogonale e di punta. E noto che sui pianali anteriori sono in reperto 5 bossoli 7,65. Quindi mi sembra di poter dire, che il problema di yaw e tumbling ed eventuali eccentricità da essi causate sia subentrato in una seconda fase di sparo, altrove non nell´abitacolo.
Ricordo che due bossoli 7,65 non furono trovati, quindi ne abbiamo 8 su 10 proiettili dello stesso calibro.
ALETH
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Gianni Morra
(---.---.---.214)
23 aprile 21:17
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK – 7
Nono foro descritto dai medici :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/201/045%20%20volume%20XLV?keyword=
656.
Rinuncio del tutto ad individuarlo nella foto qui :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.2 foto 1A, giacché non avendo io chiarezza sull´ubicazione dei fori precedenti, in rapporto ai quali i medici danno le coordinate per il nono, non sono certo di quale sia.
Non mi pare come detto, che i numeretti coincidano sempre con le coordinate anatomiche della relazione medicolegale.
Ma la mia priorità qui è altra : stabilire dalla descrizione degli orletti, la traiettoria e quindi concepire scenari possibili.
Questo nono foro al solito è rotondeggiante, diametro cm 0,7 come tutti gli altri finora. Ancora una volta i medici ne chiamano l´orletto concentrico quando invece presenta eccentricità inferolaterale dove tocca i cm 0,4 di ampiezza contro i soliti 0,1 delle restanti parti della sua circonferenza.
Abbiamo qui ancora pertanto, traiettoria basso-alto e da lato, quindi non perpendicolare e non frontale. Solo che i medici infuriantemente, non ci dicono da che lato !
Anche questo nono foro, visti forma e diametro, dovrebbe venire dalla Skorpion o comunque da un´arma 7,65.
Gli ultimi due fori, i più bassi, sono nettamente diversi dagli altri 9 :
il decimo è irregolarmente rotondeggiante ed anche il diametro è nettamente maggiore : cm 1,2 invece di 0,7 : 5 mm di differenza, molti per i fori d´ingresso. Si direbbe dunque che l´arma qui sia diversa, di calibro maggiore, come la presunta Walther PPK calibro 9 corto. Detta pistola normalmente sparava anch´essa il 7,65 Browning come la Skorpion, ma pare che la Walther usata per Moro fosse stata modificata in 9 corto, anch´esso compatibile col modello.
Se ne dedurrebbe dunque, che il foro 10 sia da Walther non da Skorpion, e da calibro 9 e non 7,65. Uso il condizionale perché il diametro dei fori d´ingresso non corrisponde quasi mai esattamente a quello dei proiettili per tutta una serie di ragioni, ma ci si avvicina abbastanza.
Quindi se abbiamo in ballo un´arma 7,65 ed altra 9, sul piano probabilistico si devono attribuire i fori 0,7 alla 7,65 ed i fori più grandi alla 9.
Anche perché la Walther aveva solo 6 o 7 colpi nel caricatore, mentre i fori 0,7 sono 9. La Skorpion invece aveva 10 colpi nella versione standard, 20 con caricatore esteso.
Ma torniamo al foro 10. Anche il suo orletto ecchimotico escoriato è irregolare come la forma del foro, ma è più largo nel quadrante inferomediale, cioè nella parte dell´emicirconferenza inferiore dal lato dello sterno - ancora una provenienza basso-alto dunque, e sn-dx dal punto di vista del killer : la sua canna spara dalla sinistra rispetto al polmone sn di Moro.
Altra caratteristica importantissima di questo foro 10, che lo distingue da tutti gli altri finora, oltre al fatto che è suddiviso in due metà da un ponte di tessuto (forse è per questo che alcuni autori hanno ipotizzato 12 fori non 11, perché è strano – ma NON impossibile !
che un proiettile solo lasci un ponte di cute in mezzo al foro), è che la cute circostante presenta tracce di materiale nerastro : se fosse residuo di sparo, potrebbe trattarsi di colpo quasi a contatto, quasi a bruciapelo (non proprio a contatto, sennò vedremmo ustione)
di colpo di grazia, quindi tra gli ultimissimi se non l´ultimo, sparato con la Walther quando Moro è già nel bagagliaio e il o i killer si accorgono che non è morto.Stando al nostro autore :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.6, figg. 4A e 4B, questo foro 10 corrisonde a foro nel gilet : quindi ci aspetteremmo nerastro anche sul gilet, ma non ne vedo ; ed anche sulla camicia sottostante, ma non ne vedo anche perché il foro è coperto dai pallini blu coi numeri. Cmq il gilet senza scritte sopra sta a p.2, e non vi vedo nerastro attorno a quello che dovrebbe essere il foro in esame.
Dov´è l´analisi chimica dei vestiti di Moro ?
Anche l´ultimo foro, l´undicesimo nella lista dei medici 657, pur tornando rotondeggiante come i primi 9, ha diametro maggiore : 0,9 invece di 0,7. Inferiore a quello del decimo foro, ma pur sempre attribuibile probabilisticamente al calibro 9 e non al 7,65. Anche questo ha orletto eccentrico inferomedialmente come il decimo, con stessa ampiezza massima di cm 0,5 : Si direbbe pertanto che questi due fori siano stati prodotti, in via probabilistica, dalla Walther calibro 9, nella medesima posizione relativa di killer, arma e vittima, dunque presumibilmente, a Moro nel bagagliaio per via dei bossoli e proiettile ivi rinvenuti.
Anche attorno al foro 11 la cute appare annerita, segno possibile di colpo quasi a contatto, ma in tal caso dovremmo avere annerimento pure su gilet e camicia, che invece nelle foto non riesco a scorgere. Quindi o ci sta ma non lo vedo, o gli hanno prima sbottonato gilet e camicia per sparargli i due colpi di grazia e poi riabbottonato il tutto, ma non è possibile perché dalle foto appare corrispondenza tra fori 10 e 11 e relativi fori in gilet e camicia, almeno stando all´autore.
Ennesimo dannato mistero del caso Moro.
ALETH
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Gianni Morra
(---.---.---.217)
25 aprile 12:44
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK – 7.2
seconda edizione riveduta corretta ampliata
Nono foro descritto dai medici :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/201/045%20%20volume%20XLV?keyword=
656.
Corrisponde al 9 nella foto qui :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.2 foto 1A.
Questo nono foro al solito è rotondeggiante, diametro cm 0,7 come tutti gli altri finora. Ancora una volta i medici ne chiamano l´orletto concentrico quando invece presenta eccentricità inferolaterale dove tocca i cm 0,4 di ampiezza contro i soliti 0,1 delle restanti parti della sua circonferenza.
Abbiamo qui ancora pertanto, traiettoria basso-alto e da lato dx verso sn, quindi non perpendicolare e non frontale.
Anche questo nono foro, visti forma e diametro, dovrebbe venire dalla Skorpion o comunque da un´arma 7,65.
Esso corrisponde al foro nel gilet che i cc del RIS dicono prodotto da colpo con silenziatore, di cui si vede impronta :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/B160/0888_002.pdf
52, foto 227.
14 :
„Abbiamo portato altre foto per far vedere meglio. La foto di destra (227 del fascicolo fotografico) dà l’idea ragionevole che il foro accanto alla striscetta metrica sia stato un colpo sparato con il silenziatore a contatto, in maniera ortogonale: ci è rimasto lo stampo, l’immagine a corona circolare.“ .
Penso dicano con silenziatore perché il cerchio-impronta della bocca è alquanto più grande del piccolo vivo di volata della Skorpion non silenziata.
Solo che il corrispondente foro necro 9 sulla pelle non è ortogonale, bensì eccentrico anche se non di molto, inferolateralmente, a indicare traiettoria leggermente dal basso verso l´alto e da lato dx verso sn.
La leggera sfasatura ( anche i medici definiscono l´orletto cutaneo concentrico nonostante la leggera eccentricità inferolaterale) tra apparente ortogonalità del silenziatore sul gilet e leggera lateralità e basso-alto sulla cute forse si deve alla curvatura della superficie attinta (emitorace, costole non sono superfici piane).
Per essere il 9 colpo a contatto, non vedo bruciacchiatura e annerimento attorno ad esso come usuale in questi casi. Ma questo può dipendere dal silenziatore, che rallenta, contiene e raffredda i gas esplosivi.
Gli ultimi due fori, i più bassi, sono nettamente diversi dagli altri 9 :
il decimo è irregolarmente rotondeggiante ed anche il diametro è nettamente maggiore : cm 1,2 invece di 0,7 : 5 mm di differenza, molti per i fori d´ingresso. Si direbbe dunque che l´arma qui sia diversa, di calibro maggiore, come la presunta Walther PPK calibro 9 corto. Detta pistola normalmente sparava anch´essa il 7,65 Browning come la Skorpion, ma pare che la Walther usata per Moro fosse stata modificata in 9 corto, anch´esso compatibile col modello.
Se ne dedurrebbe dunque, che il foro 10 sia da Walther non da Skorpion, e da calibro 9 e non 7,65. Uso il condizionale perché il diametro dei fori d´ingresso non corrisponde quasi mai esattamente a quello dei proiettili per tutta una serie di ragioni, ma ci si avvicina abbastanza.
Quindi se abbiamo in ballo un´arma 7,65 ed altra 9, sul piano probabilistico si devono attribuire i fori 0,7 alla 7,65 ed i fori più grandi alla 9.
Anche perché la Walther aveva solo 6 o 7 colpi nel caricatore, mentre i fori 0,7 sono 9. La Skorpion invece aveva 10 colpi nella versione standard, 20 con caricatore esteso.
Ma torniamo al foro 10. Anche il suo orletto ecchimotico escoriato è irregolare come la forma del foro, ma è più largo nel quadrante inferomediale, cioè nella parte dell´emicirconferenza inferiore dal lato dello sterno - ancora una provenienza basso-alto dunque, e sn-dx dal punto di vista del killer : la sua canna spara dalla sinistra rispetto al polmone sn di Moro.
Altra caratteristica importantissima di questo foro 10, che lo distingue da tutti gli altri finora, oltre al fatto che è suddiviso in due metà da un ponte di tessuto (forse è per questo che alcuni autori hanno ipotizzato 12 fori non 11, perché è strano – ma NON impossibile !
che un proiettile solo lasci un ponte di cute in mezzo al foro), è che la cute circostante presenta tracce di materiale nerastro : se fosse residuo di sparo, potrebbe trattarsi di colpo quasi a contatto, quasi a bruciapelo (non proprio a contatto, sennò vedremmo ustione)
di colpo di grazia, quindi tra gli ultimissimi se non l´ultimo, sparato con la Walther quando Moro è già nel bagagliaio e il o i killer si accorgono che non è morto.Stando al nostro autore :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.6, figg. 4A e 4B, questo foro 10 corrisonde a foro nel gilet : quindi ci aspetteremmo nerastro anche sul gilet, ma non ne vedo ; ed anche sulla camicia sottostante, ma non ne vedo anche perché il foro è coperto dai pallini blu coi numeri. Però a p.692 i medici rilevano sul quarto superiore sinistro anteriore della camicia, "residui pulverulenti di materiale nerastro" che farebbero pensare a fuliggine o residui di combustione tipicamente lasciati dai colpi quasi a contatto, e quindi non sarebbero questi, aloni di detersione. Vedi la foto nella relazione della Scientifica di allora :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/279/123%20%20volume%20CXXIII?keyword=
p.516 sq., foto 233 e 234.
Il gilet senza scritte sopra sta a p.2 qui :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
e non vi vedo nerastro attorno a quello che dovrebbe essere il foro in esame.
Dov´è l´analisi chimica dei vestiti di Moro ?
Anche l´ultimo foro, l´undicesimo nella lista dei medici 657, pur tornando rotondeggiante come i primi 9, ha diametro maggiore : 0,9 invece di 0,7. Inferiore a quello del decimo foro, ma pur sempre attribuibile probabilisticamente al calibro 9 e non al 7,65. Anche questo ha orletto eccentrico inferomedialmente come il decimo, con stessa ampiezza massima di cm 0,5 : Si direbbe pertanto che questi due fori siano stati prodotti, in via probabilistica, dalla Walther calibro 9, nella medesima posizione relativa di killer, arma e vittima, dunque presumibilmente, a Moro nel bagagliaio per via dei bossoli e proiettile ivi rinvenuti.
Anche attorno al foro 11 la cute appare annerita, segno possibile di colpo quasi a contatto, ma in tal caso dovremmo avere annerimento pure su gilet e camicia, che invece nelle foto non riesco a scorgere.
Anche i RIS nella relazione alla Moro2 cit., ibid. parlano di colpo a contatto pure qui :
„ LUIGI RIPANI. Se torniamo sulla foto di sinistra (slide 52), che si vede meglio rispetto a quella di destra, si può osservare un ulteriore colpo a contatto (ore 7 rispetto a quello precedente), forse non in maniera ortogonale, ma probabilmente obliquo. „ :
è il nostro foro necro 11. Sul gilet non noto impronta di silenziatore né di vivo di volata qui, perché come dicevo, il colpo è quasi a contatto ma non proprio a contatto.
Penso che qui sia stata usata la Walther non silenziata, altrimenti non avremmo annerimento della cute come non lo abbiamo per il colpo a contatto silenziato del foro 9 supra, che dev´essere invece Skorpion.
Che il gilet attorno a questo foro non sia annerito e bruciacchiato può dipendere dalla non ortogonalità, dal non contatto, oppure anche la Walther era silenziata. Il silenziatore infatti contiene, raffredda e rallenta i gas esplosivi che accompagnano lo sparo e causano annerimenti e bruciacchiature.
Mi parrebbe strano se per quest´omicidio, dovunque sia avvenuto, non si usasse silenziatore per entrambe le armi – non si voleva certo attirare l´attenzione di vicini e passanti !
Poi se la cute mostra annerimento attorno ai fori 10 e 11 ma non al 9, può anche dipendere dal maggior calibro della Walther rispetto alla Skorpion, e quindi dalla maggior forza di penetrazione dei gas esplosivi che accompagnano lo sparo.
I fori 9,10 e 11 nel gilet e nella cute formano gruppetto a sé, e verosimilmente sono 3 colpi di grazia sparati nel bagagliaio.
ALETH
COPYRIGHT ALETH 19 + 24 + 25.4.2026
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Gianni Morra
(---.---.---.14)
28 aprile 22:55
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK – 7
28.4.2026 update : parte prima
Avvertenza : quando vi sono più versioni di stesso post, le meno recenti sono superate e solo l´ultima riflette il mio pensiero.
Nono foro descritto dai medici :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/201/045%20%20volume%20XLV?keyword=
656.
Corrisponde al 9 nella foto qui :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.2 foto 1A.
Questo nono foro al solito è rotondeggiante, diametro cm 0,7 come tutti gli altri finora. Ancora una volta i medici ne chiamano l´orletto concentrico quando invece presenta eccentricità inferolaterale dove tocca i cm 0,4 di ampiezza contro i soliti 0,1 delle restanti parti della sua circonferenza.
Avremmo in teoria qui ancora pertanto, traiettoria basso-alto e da lato dx verso sn, quindi non perpendicolare e non frontale.
Ma : ripeto ad nauseam sulla base della perizia Ugolini, che anche i fori eccentrici potrebbero aver avuto traiettorie ortogonali per via di proiettili destabilizzati dal silenziatore, per cui l´eccentricità dei fori starebbe a indicare impatto non di punta, e non obliquità di traiettoria.
Forse i medici volevano lasciar intendere questo nel descrivere gli orletti concentrici sia pur con qualche zona di maggior sviluppo.
Anche questo nono foro, visti forma e diametro, dovrebbe venire dalla Skorpion7,65.
Esso corrisponde al foro nel gilet che i cc del RIS dicono prodotto da colpo con silenziatore, di cui si vedrebbe impronta :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/B160/0888_002.pdf
52, foto 227.
14 :
„Abbiamo portato altre foto per far vedere meglio. La foto di destra (227 del fascicolo fotografico) dà l’idea ragionevole che il foro accanto alla striscetta metrica sia stato un colpo sparato con il silenziatore a contatto, in maniera ortogonale: ci è rimasto lo stampo, l’immagine a corona circolare.“ :
penso dicano con silenziatore perché il cerchio-impronta della bocca è alquanto più grande del piccolo vivo di volata della Skorpion non silenziata.
Solo che il corrispondente foro necro 9 sulla pelle non è ortogonale, bensì eccentrico anche se non di molto, inferolateralmente, a indicare traiettoria leggermente dal basso verso l´alto e da lato dx verso sn ; oppure impatto destabilizzato del proiettile non di punta.
Difficile conciliare RIS e medici qui.
Tuttavia il proiettile prima di colpire la pelle ha passato camicia e canottiera, quindi può aver cominciato al solito, a rotolare/nutare/beccheggiare, giungendo alla cute non di punta.
Osservando meglio che posso la foto 227, noto che sul perimetro dell´emicirconferenza dx dell´impronta del silenziatore, la linea d´impronta quasi scompare (in parte forse perché coperta dal righello scala, ma non nel quadrante inferolaterale – proprio quello dove i medici descrivono eccentricità sulla cute per il foro 9 necro).
Insomma, parrebbe che il killer non abbia tenuto il vivo di volata perfettamente a contatto se non sull´emicirconferenza sn, lasciando forse dello spazio tra bocca e gilet su quella dx.
In tal caso, i gas esplosivi avrebbero avuto più sfogo inferolaterlamente, squilibrando il gioco delle forze impartite al proiettile e causandone yaw – questo spiegherebbe l´eccentricità del foro cutaneo dallo stesso lato.
Per essere il 9 colpo a contatto, non vedo bruciacchiatura e annerimento attorno ad esso come usuale in questi casi. Ma questo può dipendere dal silenziatore, che rallenta, contiene/intrappola e raffredda i gas esplosivi e residui di combustione come dice Ugolini (CM 46 : 297 e 299).
Qui il problema si complica nella perizia Ugolini p. 307 :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/202/046%20%20volume%20XLVI?keyword=
egli esamina le vesti e scopre due alonature a coccarda attorno ai fori 9 e 11. Voglio sperare che detti fori corrispondano ai 9 ed 11 necro che sono andato descrivendo dalla relazione medicolegale.
Solo che io sul gilet in corrispondenza del foro 9 non vedo coccarde né aloni di alcun tipo tranne l´impronta del silenziatore messa in evidenza dal RIS. Ugolini intende qui un alone nerastro di affumicamento, che manca sulla cute e sugli altri vestiti pure in corrispondenza del foro 9.
Forse il balistico si confuse col 10 ? Sarebbe contraddittorio da parte sua l´aver prima detto che il silenziatore non produce coccarde e poi rilevare coccarda attorno a foro silenziato.
Vero è, che il silenziamento del 9 lo attesta il RIS 39 anni dopo, non Ugolini allora.
Una terza piccola alonatura non meglio specificata ugolini la osserva sul bavero della giacca (ibid,).
A 308 Ugolini scrive che le due coccarde sul gilet sono segno di colpi pressoché a contatto.
Il RIS conferma ciò per il 9 che presenta impronta circolare di bocca di silenziatore.
Solo che, ripeto ad nauseam, Ugolini aveva detto in precedenza che il silenziatore non lascia coccarde !
Anche per il bavero il balistico ipotizza contatto.
A 309 torna ad escludere anche in base a prove sperimentali che i 2 colpi a contatto con coccarda sul gilet siano silenziati perché appunto il silenziatore non fa coccarde.
E qui torniamo al contrasto col RIS che vuole il 9 silenziato.
Ugolini confuse il 9 col 10 ?
Poi afferma che attorno al foro sul bavero ci sono residui del silenziatore, quindi niente coccarda qui. Ma non vuol dire che non sia stato prodotto a contatto questo foro sul bavero sn : vuol dire solo che viene da silenziatore.
A 310 Ugolini conclude che le due coccarde dei fori 9 ed 11 sul gilet sono da colpi non silenziati della Skorpion. E ricorda che due proiettili 7,65 su 10 non mostrano segni riferibili al silenziatore : sono quelli ritrovati tra maglia e carne e camicia, che pertanto ebbero più cinetica degli altri rimasti nel corpo, in quanto esplosi senza silenziatore che rallenta.
Mi domando a questo punto perché mai dovevano togliere il silenziatore alla Skorpion per questi due colpi.
Gli ultimi due fori d´ingresso nella cute, i più bassi, sono nettamente diversi dagli altri 9 :
il decimo è irregolarmente rotondeggiante ed anche il diametro è nettamente maggiore : cm 1,2 invece di 0,7 : 5 mm di differenza, molti per i fori d´ingresso. Si direbbe dunque che l´arma qui sia diversa, di calibro maggiore, come la presunta Walther PPK calibro 9 corto. Detta pistola normalmente sparava anch´essa il 7,65 Browning come la Skorpion, ma pare che la Walther usata per Moro fosse stata modificata in 9 corto, anch´esso compatibile col modello.
Se ne dedurrebbe dunque, che il foro 10 sia da Walther non da Skorpion, e da calibro 9 e non 7,65. Uso il condizionale perché il diametro dei fori d´ingresso non corrisponde quasi mai esattamente a quello dei proiettili per tutta una serie di ragioni, ma ci si avvicina abbastanza.
Quindi se abbiamo in ballo un´arma 7,65 ed altra 9, sul piano probabilistico si devono attribuire i fori 0,7 alla 7,65 ed i fori più grandi alla 9.
ALETH
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Gianni Morra
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28 aprile 22:57
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK — 7
28.4.2026 parte seconda e fine
Ma torniamo al foro 10. Anche il suo orletto ecchimotico escoriato è irregolare come la forma del foro, ma è più largo nel quadrante inferomediale, cioè nella parte dell´emicirconferenza inferiore dal lato dello sterno - ancora una provenienza basso-alto dunque, e sn-dx dal punto di vista del killer : la sua canna spara dalla sinistra rispetto al polmone sn di Moro.
Sempre se non si tratti invece di eccentricità da instabilità del proiettile e suo impatto non di punta.
Altra caratteristica importantissima di questo foro 10, che lo distingue da tutti gli altri finora, oltre al fatto che è suddiviso in due metà da un ponte di tessuto (forse è per questo che alcuni autori hanno ipotizzato 12 fori non 11, perché è strano – ma NON impossibile !
che un proiettile solo lasci un ponte di cute in mezzo al foro), è che la cute circostante presenta tracce di materiale nerastro : se fosse residuo di sparo, potrebbe trattarsi di colpo quasi a contatto, quasi a bruciapelo (non proprio a contatto, sennò vedremmo ustione ; ma forse fu a contatto del gilet, producendo una delle due coccarde)
di colpo di grazia, quindi tra gli ultimissimi se non l´ultimo, sparato con la Walther quando Moro è già nel bagagliaio e il o i killer si accorgono che non è morto.Stando a :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.6, figg. 4A e 4B, questo foro 10 corrisponde a foro nel gilet : quindi ci aspetteremmo nerastro anche sul gilet, ma non ne vedo ; ed anche sulla camicia sottostante, ma non ne vedo anche perché il foro è coperto dai pallini blu coi numeri. Però a p.692 i medici rilevano sul quarto superiore sinistro anteriore della camicia, "residui pulverulenti di materiale nerastro" che farebbero pensare a fuliggine o residui di combustione tipicamente lasciati dai colpi quasi a contatto, e quindi non sarebbero questi, aloni di detersione. Vedi la foto nella relazione della Scientifica di allora :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/279/123%20%20volume%20CXXIII?keyword=
p.516 sq., foto 233 e 234.
Solo che il foro 10 non sta nel quarto superiore ma in quello inferiore sempre sn della camicia. Quindi forse questo nerastro superiore può riferirsi al foro nel bavero della giacca di cui parlava Ugolini sopra, e che forse fu terzo o quarto colpo a contatto.
Il gilet senza scritte sopra sta a p.2 qui :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
e non vi vedo nerastro attorno a quello che dovrebbe essere il foro in esame.
Le coccarde sul gilet erano forse visibili solo al microscopio usato da Ugolini ?
Anche nelle foto 225 e 227 RIS non si vede nessuna coccarda affumicata :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/B160/0888_002.pdf
Il foro 10 gilet è quello sotto il foro con impronta del silenziatore stando al RIS.
Nella 225 si vedono però 3 aloni attorno ai fori 9, 10 e 11 (quello più basso di tutti).
Vuoi vedere che Ugolini aveva ragione ad assegnare coccarda al 9, e che l´impronta di silenziatore del RIS non è tale, bensì coccarda di affumicamento da colpo quasi a contatto senza silenziatore ?
Osserviamo le foto Ugolini delle coccarde : da 375 in poi, ma le pessime riproduzioni non consentono di scorgere nulla. Le didascalie tuttavia riferiscono sempre le coccarde ai fori sotto il taschino sn del gilet : sono i fori necro 9, 10 e 11. A 375 la didascalia alla foto 58 parla di coccarda o coccarde concentriche : proprio come il cerchio attorno al 9 che forse il RIS prese per impronta di silenziatore che invece non c´era altrimenti niente coccarda.
A 379 , si vede chiaramente che Ugolini riscontra tatuaggio e affumicatura sulla cute del cadavere attorno ai fori 9,10 e 11 descritti dai medici.
A 381 vedete coccarda prodotta sperimentalmente da Ugolini sparando con Skorpion in sua disponibilità contro materiale simulante tessuto d´abiti, a contatto : osservate il contorno quasi perfettamente circolare : paragonatelo a quello che il RIS prende per impronta di silenziatore :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/B160/0888_002.pdf
p.52 foto 227.
Non vedo altra spiegazione : il RIS ha confuso la coccarda del 9 con impronta di silenziatore. Ecco perché poi non gli tornano i conti quando dice alla Moro2 che il silenziatore non era quello sequestrato a morucci con la Skorpion.
Riassumendo : Ugolini, decano dei balistici italiani (un perito mi disse che Ugolini è stato l´unico a capire davvero di balistica in Italia), afferma anche su base di sue prove sperimentali, che colpi a contatto con silenziatore del tipo usato per Moro con la Skorpion per 8 colpi su 10, non rilasciano coccarde né altri residui di sparo sul bersaglio.
Invece i fori 9 ed 11 sul gilet hanno coccarde, quindi colpi non silenziati.
Quindi l´impronta del RIS non è tale bensì coccarda concentrica.
Come stiamo per vedere, anche la cute attorno al 10 appare annerita, di questo foro Ugolini non parla ma nelle foto cerchia pure questo assieme a 9 e 11 come colpi a contatto che mostrano sulla cute tatuaggio e affumicamento, quindi non silenziati.
L´unico proiettile 9 repertato sotto il cadavere presenta tracce di silenziatore.
Ma ripeto : le affumicature a coccarda Ugolini le rileva solo per i fori gilet 9 ed 11, non per il 10. Quindi 9 e 11 possono essere Skorpion non silenziata, e 10 Walther cal. 9 corto silenziata.
Che poi la cute sia annerita e tatuata pure attorno al 10 può dipendere dalla vicinanza dei 3 fori, per cui il 10 potrebbe essere stato investito da fuliggine e particelle di sparo dei colpi confinanti quasi : il 9 e l´11.
Il rebus che mi resta è ripeto, perché mai solo per due colpi tolsero il silenziatore alla Skorpion, rischiando di farsi sentire.
Anche l´ultimo foro cutaneo, l´undicesimo nella lista dei medici 657, pur tornando rotondeggiante come i primi 9, ha diametro di poco maggiore : cm 0,9 invece di 0,7.
Anche attorno al foro 11 la cute appare annerita. E sul gilet, Ugolini attesta coccarda : colpo a contatto senza silenziatore. Come attorno al 9.
Anche i RIS nella relazione alla Moro2 cit., ibid. parlano di colpo a contatto pure qui :
„ LUIGI RIPANI. Se torniamo sulla foto di sinistra (slide 52), che si vede meglio rispetto a quella di destra, si può osservare un ulteriore colpo a contatto (ore 7 rispetto a quello precedente), forse non in maniera ortogonale, ma probabilmente obliquo. „ :
è il nostro foro necro 11.
La mancanza di ustione sul gilet , tipica dei colpi a contatto (Ugolini rileva solo affumicamento ma non ustione) può dipendere dal fatto che la bocca dell´arma non era forse proprio a contatto, ma quasi.
I fori 9,10 e 11 nel gilet e nella cute formano gruppetto a sé, e verosimilmente sono 3 colpi di grazia sparati nel bagagliaio. Due quasi a contatto (9 e 11), uno ravvicinato ma non a contatto (il 10, che alcuni sostengono duplice, da 2 proiettili, portando il totale a 12). A questi, Ugolini ipotizza di aggiungere un foro nel bavero sn della giacca pure mostrante alone. In effetti, a conferma di tutto ciò, i bossoli trovati nel bagagliaio sono 4 : due sul pianale, e due (un 9 corto e un 7,65) in obitorio tra collo e coperta.
Tutto queso orienta verso 2 fasi separate dell´assassinio : la prima nell´abitacolo, con 5 colpi 7.65 sparati a Moro seduto sul sedile posteriore dai sedili anteriori (5 bossoli repertati sui pianali anteriori) ; la seconda, con 4 colpi di grazia sparati a Moro disteso sul pianale del bagagliaio nella posizione grosso modo, in cui fu ritrovato (repertati 3 bossoli 7,65 qui, più uno 9 corto, più un proiettile 9 corto conficcato nel pianale sotto il torace di Moro).
Mancano i due bossoli mai ritrovati, che potrebbero indicare una terza fase di sparo intermedia fuori della vettura.
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Gianni Morra
(---.---.---.183)
24 aprile 11:23
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 8
Riassumo dati ed ipotesi ricavabili dalla necroscopia di Moro eseguita il 9.5.78 dai medici legali :
abbiamo 5 impatti ortogonali su 11 censiti : tali 5 sono difficilmente compatibili con l´ipotesi Bordin di Moro ucciso seduto a sn del sedile posteriore e killer davanti a dx dell´autista.
Gli altri 6 impatti sono obliqui, ad angolo acuto, non perpendicolari : questo potrebbe dipendere o da diversi atteggiamenti assunti dalla vittima colpita con diverse inclinazioni della canna che "accompagna" i sussulti di Moro per continuare a centrarlo al torace, però a parità di posizioni relative di vittima e killer ; oppure i 5 ortogonali ed i 6 obliqui sono due sequenze di sparo diverse in posizioni relative diverse. Non è dato dirimere con i dati analizzati finora.
Vediamo ora il verbale di autopsia, che nulla dirime sui tramiti intracorporei giacché da una parte, i fori di uscita sulla schiena sono solo 3 su 11, 8 proiettili essendo ritenuti ; e dall´altra, il polmone sn centrato 11 volte collassò completamente riducendosi a polpa informe, quindi suppongo che i medici specillando non abbiano potuto ricostruire tramiti intracorporei completi ed interamente attendibili :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/201/045%20%20volume%20XLV?keyword=
659 sqq.
Noto en passant che il cuoio capelluto non presenta infiltrazioni ematiche recenti, a smentita ennesima, se ce ne fosse ancora bisogno, di presunte "bestiali torture" inferte a Moro strombazzate da superclown clericocapitalfascisti depistatori di regime.
Sempre en passant, noto adenoma cistico nella tiroide : si tratta di formazione benigna, che nulla ha da vedere con tumore maligno : eppure in rete hanno speculato pure su questo, dipingendo un Moro in limine mortis per cancro ! Le vie del depistaggio e della disinformazione sono più infinite di quelle del Signore.
Il cuore di Moro è indenne : i colpi sono tutti al polmone sn. Su questo si sono versati fiumi d´inchiostro perché un prete avrebbe dichiarato che i colpi a raggiera attorno al cuore senza toccarlo sono la firma di Giustino De Vuono. Solo che i colpi come avete visto dalla foto nelle parti precedenti, non sono affatto a raggiera né tantomeno attorno al cuore. Anzi, due o 3 avrebbero colpito il cuore ma sono stati probabilmente deviati da urto contro costole.
Ciò detto, non coimplico necessariamente che non sia stato De Vuono il o uno dei killer : non è detto che uccidesse sempre allo stesso modo ; e forse le posizioni relative di killer e vittima non gli consentirono la solita raggiera, specie se le 6 traiettorie oblique furono le prime e i 5 ortogonali vennero dopo :
il foro 11 come vedemmo, viene dal basso e da sn a dx per chi guarda Moro, quindi dal punto di vista dell´assassino ;
il foro 10 pure ;
come anche il 9, pur se qui i medici dimenticano di specificare il lato della lateralità di orletto eccentrico ;
il 7 è basso-alto ;
il 6 è da lato, sempre da sn a dx come 11 e 10 ;
il 5 è basso-alto.
Se Bordin avesse ragione, questi 6 fori, ed in particolare 11,10,9 e 6, sarebbero compatibili con la sua ricostruzione ; i 5 ortogonali apparterrebbero dunque a fase successiva, con Moro voltato verso il killer oppure Moro non più nell´abitacolo.
Pecorelli sottolinea la fretta e l´improvvisazione dell´omicidio, dovuta a contrordine repentino : quindi magari De Vuono non ebbe il tempo di fare il suo solito giochetto sadico. Particolarmente sadico perché trafiggere il cuore causa morte istantanea, come trafiggere il cervello : mentre Moro colpito al polmone senza rottura di vasi primari, agonizzò atrocemente per 15 minuti circa. Strano, nel senso che o non erano killer professionisti, o se lo erano, perché non chiudere subito la partita vista la fretta, colpendo più centralmente al cuore e/o al cranio ? Nemmeno i colpi di grazia furono mirati centralmente al cuore e/o cranio, perché ?
Invece i colpi di grazia di Fani, almeno nel caso di Iozzino e Ricci, sono al cranio. E la fretta indiavolata era identica.
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Gianni Morra
(---.---.---.95)
29 aprile 15:13
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 8
29.4.2026 update
Avvertenza : quando vi sono più versioni di uno stesso post, le meno recenti sono superate, e solo la più recente riflette il mio pensiero.
Purtroppo agoravox non consente di editare i commenti postati, quindi mi scuso per la giustapposizione ma non è colpa mia.
Riassumo dati ed ipotesi ricavabili dalla necroscopia di Moro eseguita il 9.5.78 dai medici legali :
abbiamo 5 impatti ortogonali su 11 censiti : tali 5 sono difficilmente compatibili con l´ipotesi Bordin di Moro ucciso seduto a sn del sedile posteriore e killer davanti a dx dell´autista.
Gli altri 6 impatti sono obliqui, ad angolo acuto, non perpendicolari : questo potrebbe dipendere o da diversi atteggiamenti assunti dalla vittima colpita con diverse inclinazioni della canna che "accompagna" i sussulti di Moro per continuare a centrarlo al torace, però a parità di posizioni relative di vittima e killer ; oppure i 5 ortogonali ed i 6 obliqui sono due sequenze di sparo diverse in posizioni relative diverse. Non è dato dirimere con i dati analizzati finora.
Ma : ripeto ad nauseam che l´eccentricità di orletti di circa metà dei fori d´ingresso come insegna Ugolini poté doversi non ad obliquità di tiro bensì ad impatti destabilizzati, cioè non di punta dei proiettili a causa del silenziatore usato.
E cmq : il reperimento di 5 bossoli sui pianali anteriori, di 2 su quello del portabagagli ed altri 2 tra collo e coperta, orienta nettamente verso due distinte e separata fasi di sparo : una dentro l´auto a Moro seduto sul sedile posteriore e killer anteriormente ; altra, a Moro nel bagagliaio e killer che spara da fuori. Poi ci cono due bossoli mancanti che potrebbero significare una terza fase intermedia di spari fuori della macchina ma prima del trasferimento del corpo nel bagagliaio.
Ricordo che Ugolini sottolinea in perizia come i bossoli della Skorpion che espelle verso l´alto ad arma dritta e ferma, tendano a restare in area sparatore. E che l´ipotesi RIS dei colpi ortogonali sparati a Moro seduto sul bagagliaio implica mitra tenuto inclinato a 45 gradi circa, da escludere per mancanza di impatti alto-basso su Moro, che avrebbero prodotto orletti con eccentricità superiori del tutto assenti e non invece i presenti orletti concentrici dei 5 impatti ortogonali.
Vediamo ora il verbale di autopsia, che nulla dirime sui tramiti intracorporei giacché da una parte, i fori di uscita sulla schiena sono solo 3 su 11, 8 proiettili essendo ritenuti ; e dall´altra, il polmone sn centrato 11 volte collassò completamente riducendosi a polpa informe, quindi suppongo che i medici specillando non abbiano potuto ricostruire tramiti intracorporei completi ed interamente attendibili :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/201/045%20%20volume%20XLV?keyword=
659 sqq.
Noto en passant che il cuoio capelluto non presenta infiltrazioni ematiche recenti, a smentita ennesima, se ce ne fosse ancora bisogno, di presunte "bestiali torture" inferte a Moro strombazzate da superclown clericocapitalfascisti depistatori di regime.
Sempre en passant, noto adenoma cistico nella tiroide : si tratta di formazione benigna, che nulla ha da vedere con tumore maligno : eppure in rete hanno speculato pure su questo, dipingendo un Moro in limine mortis per cancro ! Le vie del depistaggio e della disinformazione sono più infinite di quelle del Signore.
Il cuore di Moro è indenne : i colpi sono tutti al polmone sn. Su questo si sono versati fiumi d´inchiostro perché un prete avrebbe dichiarato che i colpi a raggiera attorno al cuore senza toccarlo sono la firma di Giustino De Vuono. Solo che i colpi come avete visto dalla foto nelle parti precedenti, non sono affatto a raggiera né tantomeno attorno al cuore. Anzi, due o 3 avrebbero colpito il cuore perché impattano sull´aia cardiaca, ma sono stati probabilmente deviati da urto contro costole.
Ciò detto, non coimplico necessariamente che non sia stato De Vuono il o uno dei killer : non è detto che uccidesse sempre allo stesso modo ; e forse le posizioni relative di killer e vittima non gli consentirono la solita raggiera.
Pecorelli sottolinea la fretta e l´improvvisazione dell´omicidio, dovuta a contrordine repentino : quindi magari De Vuono non ebbe il tempo di fare il suo solito giochetto sadico. Particolarmente sadico perché trafiggere il cuore causa morte istantanea, come trafiggere il cervello : mentre Moro colpito al polmone senza rottura di vasi primari, agonizzò atrocemente per 15 minuti circa. Strano, nel senso che o non erano killer professionisti, o se lo erano, perché non chiudere subito la partita vista la fretta, colpendo più centralmente al cuore e/o al cranio ? Nemmeno i colpi di grazia furono mirati centralmente al cuore e/o cranio, perché ?
Invece i colpi di grazia di Fani, almeno nel caso di Iozzino e Ricci, sono al cranio. E la fretta indiavolata era identica.
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Gianni Morra
(---.---.---.183)
24 aprile 13:33
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 9
Contributi all´accertamento della dinamica dell´assassinio di MoroContinuo a scorrere il vol. 45 degli atti della prima commissione parlamentare d´inchiesta sul caso Moro :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/201/045%20%20volume%20XLV?keyword=
A p.664, l´11 maggio si ispeziona il pianale del bagagliaio della R4 da parte del sostituTo procuratore : meglio tardi che mai...
Costui (guasco) non possiede neppure il verbale della Scientifica del 9 maggio.
L´ispezione rileva un´ammaccatura in cui la Scientifca aveva trovato un proiettile cal.9 : questo pertanto, sarà forse uno dei 2 proiettili 9mm della Walther che producono i fori 10 e 11 dove la cute attorno è annerita, segno di spari da vicinissimo, quasi a contatto (però con riserva di sapere se fossero anneriti anche i corrispondenti fori in gilet e camicia : a p.690 scrivono che non si notano evidenti aloni attorno agli 11 fori della camicia. Invece su alcuni degli 11 fori del gilet i medici a p.687 notano aloni di detersione : essi consistono di sporcizia, lubrificanti e residui di piombo attaccatisi al proiettile che passa per la canna : non dicono nulla sulla distanza di sparo perché possono prodursi da qualsiasi distanza. Potremmo ipotizzare che il nerastro attorno alla cute dei fori 10 e 11 sia detersione residua, che pure ha colore grigio-nero : ma sulla camicia interposta fra gilet e cute i medici non rilevano aloni, con riserva tuttavia giacché essendo la zona dei fori nella camicia impregnata di materiale ematico, può darsi che gli aloni siano mascherati o resi irriconoscibili da sangue e siero. Quindi i due aloni nerastri della cute dei fori 10 e 11 potrebbero essere teoricamente aloni di detersione e quindi non indicare colpi quasi a contatto necessariamente. Analisi chimiche dei vestiti zero - nemmeno le vedo ordinate dal magistrato ! Tuttavia se i medici non rilevano sul gilet, primo bersaglio impattato, che aloni di detersione, forse vuol dire che nessuno degli 11 colpi fu a contatto o quasi-contatto. Ma non posso esserne certo, perché il colore degli aloni di detersione è simile a quello degli aloni nerastri lasciati dalla fuliggine e residui di combustione nei colpi quasi a contatto, quindi senza analisi chimiche dei vestiti stiamo a caro amico sulle distanze di sparo. Ed anche perché a p.692 i medici rilevano sul quarto superiore sinistro anteriore della camicia, "residui pulverulenti di materiale nerastro" che farebbero pensare a fuliggine o residui di combustione tipicamente lasciati dai colpi quasi a contatto, e quindi non sarebbero questi, aloni di detersione. Vedi la foto nella relazione della Scientifica di allora :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/279/123%20%20volume%20CXXIII?keyword=
p.516 sq., foto 233 e 234.
Ripeto : nulla di tutto ciò mi risulta analizzato chimicamente finora, quindi siamo al buio, anche perché sul gilet simili residui non vengono rilevati. L´unica cosa che possiamo escludere in base alla relazione medicolegale sono colpi a contatto, giacché questi producono ustione attorno al foro cutaneo e buciacchiatura attorno a quello su vestiti).
Sempre sul pianale del bagagliaio par di capire, si rilevano altre ammaccature (3) che potrebbe provenire da proiettili 7,65 ma nessuna certezza sull´eziologia qui.
Nel bagagliaio oltre al proiettile cal. 9 furono repertati 2 bossoli (693), sulla coperta altezza schiena a livello della zona anteriore colpita. Insomma, parrebbe proprio che nel bagagliaio gli sparino 2 volte (gli ultimi 2 colpi, forse il 10 e l´11), e 9 volte non nel bagagliaio ? No, i bossoli del bagagliaio parrebbero in tutto 4 : 1 9 corto, 3 x 7,65.
A p.680 inizia una bella copia della relazione medicolegale, simile se non identica mi pare, a quella recensita da me nei post precedenti.
693 : i famosi fazzoletti intrisi di sangue sotto al gilet, "giustapposti come per funzionare da tamponamento" : i medici scrivono alcuni senza specificarne il numero né il tipo. Da dove hanno preso i fazzoletti questi killer ? Possibile che uno o due killer se ne andassero in giro con "alcuni" fazzoletti ? Avevano un raffreddorone tutti e due ? Le tasche di Moro sono vuote, rilevano i medici : stavano in tasca a Moro questi fazzoletti ? Purtroppo, come tanti altri corpi di reato del caso Moro, anche i fazzoletti pare siano spariti da chissà quanto, nonostante nelle perizie si dicano accuratamente repertati e custoditi...
Se Moro fu ucciso in deposito di stoffe, magari il negozio vendeva pure fazzoletti e ne teneva in magazzino, e ne presero da lì. E questo spiegherebbe perché terroristi di regime possano aver distrutto i fazzoletti : se ne poteva risalire al deposito – luogo del delitto. Nemmeno i filamenti sui pantaloni, a quanto mi consti, furono mai analizzati e confrontati con quelli nei magazzini di tessuti vicini, a cominciare da quello die Sonnino che pare fosse al 35A di via Caetani – proprio quasi di fronte a dove Moro viene lasciato cadavere.
Ovvio che se gli assassini tamponano, od era per non far colare sangue dal portellone durante il trasbordo come vogliono i brigatisti, specificamente Maccari alla Stragi (adduce tale scusa però, dopo aver detto che non aveva mai sentito parlare di fazzoletti !).
Oppure perché il corpo fu spostato e si cercò di non lasciare sangue nel luogo del delitto (cioè, con tutta probabilità, nel magazzino di stoffe).
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29 aprile 15:26
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 9
29.4.2026 update
Avvertenza : quando vi sono più versioni dello stesso post, le meno recenti sono superate e solo l´ultima riflette il mio pensiero.
Purtroppo agoravox non consente editing dei commenti postati, donde la sovrapposizione di cui mi scuso ma non dipende da me.
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 9
Contributi all´accertamento della dinamica dell´assassinio di Moro
Continuo a scorrere il vol. 45 degli atti della prima commissione parlamentare d´inchiesta sul caso Moro :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/201/045%20%20volume%20XLV?keyword=
A p.680 inizia una bella copia della relazione medicolegale, simile se non identica mi pare, a quella recensita da me nei post precedenti.
693 : i famosi fazzoletti intrisi di sangue sotto al gilet, "giustapposti come per funzionare da tamponamento" : i medici scrivono alcuni senza specificarne il numero né il tipo. Da dove hanno preso i fazzoletti questi killer ? Possibile che uno o due killer se ne andassero in giro con "alcuni" fazzoletti ? Avevano un raffreddorone tutti e due ? Le tasche di Moro sono vuote, rilevano i medici : stavano in tasca a Moro questi fazzoletti ? Purtroppo, come tanti altri corpi di reato del caso Moro, anche i fazzoletti pare siano spariti da chissà quanto, nonostante nelle perizie si dicano accuratamente repertati e custoditi...
Se Moro fu ucciso in deposito di stoffe, magari il negozio vendeva pure fazzoletti e ne teneva in magazzino, e ne presero da lì. E questo spiegherebbe perché terroristi di regime possano aver distrutto i fazzoletti : se ne poteva risalire al deposito – luogo del delitto. Nemmeno i filamenti sui pantaloni, a quanto mi consti, furono mai analizzati e confrontati con quelli nei magazzini di tessuti vicini, a cominciare da quello die Sonnino che pare fosse al 35A di via Caetani – proprio quasi di fronte a dove Moro viene lasciato cadavere.
Ovvio che se gli assassini tamponano, od era per non far colare sangue dal portellone durante il trasbordo come vogliono i brigatisti, specificamente Maccari alla Stragi (adduce tale scusa però, dopo aver detto che non aveva mai sentito parlare di fazzoletti !).
Oppure perché il corpo fu spostato e si cercò di non lasciare sangue nel luogo del delitto (cioè, con tutta probabilità, nel magazzino di stoffe).
E guarda caso, oltre ai fazzoletti sono spariti pure i filamenti tessili reperiti il 9 maggio sui pantaloni e suole di Moro e sulla vettura : sparizione attestata dai cc del RIS nel 2015.
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24 aprile 15:13
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 10
Continuo ad analizzare i documenti del vol. 45 CM :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/201/045%20%20volume%20XLV?keyword=
Mi colpisce che ben 11 fori d´ingresso stiano tutti in uno spazio ristretto del torace di Moro a sn : un rettangolo di cm 18 di altezza e 13 di larghezza, davvero stretto : sembra deliberato il colpirlo proprio e solo al polmone sn, perché ? Chissà se pure qui non ci fosse qualcosa di simbolico, se non addirittura di rituale. Vedi l´area degli impatti qui :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.2, fig. 1A.
Certo pensare a sequenze di sparo in tempi distinti, ma che mirino allo stesso stretto spazio, mi risulta difficile : a parte il paio di colpi di grazia del bagagliaio, penserei piuttosto a sequenza di sparo unica per i primi 9, anche se resta il rebus delle traiettorie nettamente diverse : 5 ortogonali e 6 oblique, alcune addirittura basso-alto difficilmente giustificabili. Gli ortogonali, se Moro fu ucciso nell´abitacolo sul sedile posteriore a sn, si direbbero più coerenti con il killer al posto di guida voltato indietro verso la vittima. Mentre i laterali sono compatibili con killer a fianco del posto di guida. O con Moro seduto a dx, dietro al killer.
CM 45 : 704 :
il pollice della mano sn è perforato da proiettile :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.11 fig. 8A.
Il foro d´ingresso è sulla parte interna, è rotondeggiante, diametro cm 0,7, con orletto ecchimotico escoriato concentrico di cm 0,2 di ampiezza : dunque, traiettoria ortogonale, che plausibilmente dopo la perforazione del pollice si prolungò in uno dei fori del torace. Attenzione però : non è detto che il foro del torace prodotto dal proiettile del pollice sia uno di quelli colpiti ortogonalmente.
Ricordo che non bisogna confondere angolo d´incidenza (in questo caso, 90 gradi) con angolazione del tramite intracorporeo, che va soggetto talora a deflessione per urto della pallottola contro parti dure come le ossa.
Infatti i medici avendo specillato il pollice da ingresso a uscita, scrivono che la traiettoria ha decorso medio laterale : cioè, dopo l´impatto perpendicolare, vi è leggera deflessione dentro il dito, forse per urto contro la falange terminale che viene fratturata : il proiettile emerge dal margine esterno dell´unghia. Pertanto se dopo tale deflessione la stessa pallottola ha impattato il torace, potrebbe trattarsi di uno dgli impatti obliqui e non di uno di quelli ortogonali nel petto.
Se così è, e parrebbe proprio questo lo scenario più probabile, allora nel momento in cui Moro riceve uno degli impatti obliqui nel torace è ancora vivo e reattivo, ed ha alzato la mano aperta col palmo verso l´assassino in disperato tentativo istintivo di parare i colpi.
Ma : l´incidenza nel pollice è assolutamente ortogonale, quindi Moro potrebbe stare nella posizione in cui riceve anche i 5 impatti ortogonali nel torace o almeno parte di essi : e ripeto ad nauseam, che detta configurazione non si concilia con lo scenario Bordin, ma casomai con l´autista come killer, volto all´indietro verso la vittima seduta sul sedile posteriore sn. Insomma, Moro e killer faccia a faccia.
Oppure Moro non è girato col torso verso il killer, ma solo col capo e con la palma della mano sn a proteggersi, ed allora la traiettoria ortogonale al pollice diventerebbe obliqua sul torace.
Il foro d´ingresso nel pollice non presenta effetti secondari, segno che la distanza di sparo è senz´altro superiore a c. 30 cm e molto probabilmente a c.90 (dati Haag&Haag cit.), quindi tale colpo se da dentro l´abitacolo con Moro seduto a sn sul sedile posteriore dietro l´autista, è più plausibile da killer seduto anteriormente a dx in coerenza con Bordin.
Il diametro del foro è di quelli più probabilmente compatibili con la Skorpion 7,65 che con la Walther 9, quindi verosimilimente, siamo ancora fuori del bagagliaio.
I cc del RIS relazionando alla Moro2 usarono il pollice per smentire l´ipotesi Bordin, asserendo che avrebbe perso molto sangue mentre le tracce ematiche nell´abitacolo sono scarse. Non mi sento di condividere in pieno : un dito leso sanguina molto, ma la pressione sanguigna nel pollice non è quella dei grandi vasi, quindi non dobbiamo pensare a chissà quale zampillo a fontana : piuttosto a sanguinamento copioso sì, ma locale, tant´è che i medici descrivono il palmo della mano sn specialmente, ma anche il resto della stessa, imbrattato di sangue rappreso.
Non posso peraltro nemmeno dirimere in base ai dati a me noti finora.
ALETH
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Gianni Morra
(---.---.---.95)
29 aprile 16:04
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 10
29.4.2026 update
Avvertenza : quando vi sono più versioni dello stesso post, le meno recenti sono superate e solo l´ultima riflette il mio pensiero.
Purtroppo agoravox non consente editing dei commenti postati, donde la sovrapposizione di cui mi scuso ma non dipende da me.
Continuo ad analizzare i documenti del vol. 45 CM :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/201/045%20%20volume%20XLV?keyword=
CM 45 : 704 :
il pollice della mano sn è perforato da proiettile :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.11 fig. 8A.
Il foro d´ingresso è sulla parte interna, è rotondeggiante, diametro cm 0,7, con orletto ecchimotico escoriato concentrico di cm 0,2 di ampiezza : dunque, traiettoria ortogonale, che plausibilmente dopo la perforazione del pollice si prolungò in uno dei fori del torace. Attenzione però : non è detto che il foro del torace prodotto dal proiettile del pollice sia uno di quelli colpiti ortogonalmente.
Ricordo che non bisogna confondere angolo d´incidenza (in questo caso, 90 gradi) con angolazione del tramite intracorporeo, che va soggetto talora a deflessione per urto della pallottola contro parti dure come le ossa.
Infatti i medici avendo specillato il pollice da ingresso a uscita, scrivono che la traiettoria ha decorso medio laterale : cioè, dopo l´impatto perpendicolare, vi è leggera deflessione dentro il dito, forse per urto contro la falange terminale che viene fratturata : il proiettile emerge dal margine esterno dell´unghia. Pertanto se dopo tale deflessione la stessa pallottola ha impattato il torace, potrebbe trattarsi di uno dgli impatti obliqui e non di uno di quelli ortogonali nel petto.
L´incidenza nel pollice è assolutamente ortogonale, quindi Moro potrebbe stare nella posizione in cui riceve anche i 5 impatti ortogonali nel torace o almeno parte di essi : e ripeto ad nauseam, che detta configurazione mal si concilia con lo scenario Bordin, ma casomai con l´autista come killer, volto all´indietro verso la vittima seduta sul sedile posteriore sn. Insomma, Moro e killer faccia a faccia.
Il foro d´ingresso nel pollice non presenta effetti secondari, segno che la distanza di sparo è senz´altro superiore a c. 30 cm e molto probabilmente a c.90 (dati Haag&Haag cit.), quindi tale colpo se da dentro l´abitacolo con Moro seduto a sn sul sedile posteriore dietro l´autista, è più plausibile da killer seduto anteriormente a dx in coerenza con Bordin.
Il diametro del foro è di quelli più probabilmente compatibili con la Skorpion 7,65 che con la Walther 9, quindi verosimilimente, siamo ancora fuori del bagagliaio.
Certamente questo colpo al pollice se non fu il primo, fu tra i primissimi : perché dopo aver ricevuto uno o più proiettili al polmone, Moro non avrebbe avuto più la forza di alzare la mano a proteggersi.
I cc del RIS relazionando alla Moro2 usarono il pollice per smentire l´ipotesi Bordin, asserendo che avrebbe perso molto sangue mentre le tracce ematiche nell´abitacolo sono scarse. Non mi sento di condividere in pieno : un dito leso sanguina molto, ma la pressione sanguigna nel pollice non è quella dei grandi vasi, quindi non dobbiamo pensare a chissà quale zampillo a fontana : piuttosto a sanguinamento copioso sì, ma locale, tant´è che i medici descrivono il palmo della mano sn specialmente, ma anche il resto della stessa, imbrattato di sangue rappreso.
Non posso peraltro nemmeno dirimere in base ai dati a me noti finora.
Ma certo Moro non fu colpito al pollice nel bagagliaio, primo perché l´incidenza non sarebbe stata ortogonale a meno che il killer non fosse il nano Tremotino ; secondo perché quando lo portano nel bagagliaio, Moro è già incapacitato e sostanzialmente immobile.
ALETH
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Gianni Morra
(---.---.---.183)
24 aprile 16:54
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 11
Apporto alcune correzioni ai post precedenti, incrociando i dati della relazione medicolegale visti finora con quelli della relazione della Scientifica sulla R4 a Caetani :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/279/123%20%20volume%20CXXIII?keyword=
325 :
i due bossoli repertati sul pianale portabagagli a Caetani non sono calibro 9 ma 7,65 browning, quindi vengono dalla Skorpion. Pertanto, giacché la Skorpion espelleva in alto ed i bossoli cadevano in genere in prossimità del tiratore, si presumerebbe di primo acchito, che si sia sparato due volte a Moro da prossimità del portabagagli con la Skorpion. Ma i cc del RIS alla Moro2, per giustificare a tutti i costi Moro ucciso solo dentro il portabagagli come da vulgata, dicono che la direzione di espulsione dipendeva dall´inclinazione dell´arma e quindi dell´espulsore, e che perciò, i bossoli di colpi sparati da vicino al portabagagli poterono cadere fino a 4 m lontano (non dicono la base di tale cifra) e quindi sui pianali anteriori dove ne furono ritrovati.
Se così fosse però, non si capirebbe perché 2 bossoli cadano sul pianale del portabagagli e gli altri davanti nell´abitacolo.
Inoltre le lesioni sulla schiena di Moro sono tutte puntellate : Moro poggiava con l´emitorace posteriore sn su superficie dura mentre veniva colpito, quindi non poteva stare seduto sul pianale del portabagagli senza appoggio duro per la schiena come nell´ipotesi RIS (tornerò su questo punto fondamentale).
325 sq. : sul pianale anteriore la Scientifica rinviene a Caetani 3 bossoli : il primo è un 7,65 e sta sul pianale anteriore dx vicino allo sportello ; il secondo è sempre 7,65 Browning, sta ibidem accostato alla base del sedile ; il terzo bossolo è sempre 7,65 e sta più o meno ibidem (in area sedile anteriore dx dunque, dove secondo l´ipotesi Bordin sarebbe stato seduto il killer).
Siamo fin qui a 5 bossoli : 2 nel portabagli e 3 sul pianale anteriore dx.
E qui finisce l´ispezione della Scientifica : mancano dunque all´appello almeno 6 bossoli.
338 : Dopo che la vettura fu trainata al deposito di via Gregorio VII sempre il 9 maggio, la Scientifica la riesamina, rinvenendo altri due bossoli ed un proiettile. Il totale dei bossoli sale dunque a 7. Quello dei proiettili, ad 11 (8 ritenuti + 2 tra maglia a carne e camicia + questo trovato dalla Scientifica). Quindi se i colpi furono 11, avremmo tutti i proiettili. Se furono 12, ne mancherebbe 1.
Uno dei due nuovi bossoli stava nel portaoggetti sul lato sn del cruscotto. Pertanto, il totale dei bossoli nella parte anteriore dell´abitacolo sale a 4. È un 7,65 pure questo.
Il secondo nuovo bossolo stava sul pianale anteriore sn, ed è pur´esso 7,65.
Quindi i primi 3 bossoli erano in area posto a fianco del guidatore, questi ultimi due in area guidatore. Dato lo spazio ristretto, possono ben venire tutti e 5 da un lato solo per rimbalzo.
Il proiettile è quello del vano portabagagli. Sta sul lato sn e presenta l´ogiva rivolta verso la fiancata sn, dunque, ma solo improbabilmente al netto di eventuali deflessioni, pare sparato da dx a sn per chi osservi il portabagagli da dietro di esso. Nulla si dice sul calibro. Bordin nella sua perizia, senza indicare fonti precise, scrive che il proiettile del pianale è 9 corto, quindi della presunta pistola Walther PPK forse.
Mentre altri due bossoli, uno 7,65 ed uno 9 corto, furono rinvenuti in obitorio tra coperta e collo della vittima :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/DVD40/0673_001.pdf
3. Cfr CM 45 : 755.
Questo porta il totale dei bossoli rinvenuti a 9 : ne mancano due, evidentemente perduti.
I bossoli del portabagagli sono in tutto 4 : 3 x 7,65 ed 1 x 9 corto. Si direbbe pertanto, che in prossimità del portabagagli abbiano sparato a Moro 4 volte : 3 con la Skorpion ed una con la Walther (presunta). Ma non si può escludere che i 3 bossoli 7,65 siano finiti nel portabagagli per rimbalzo.
Nell´abitacolo, devono avergli sparato 5 volte dai sedili anteriori.
I due bossoli mancanti saranno forse caduti a terra o mentre gli sparavano nel portabagagli da fuori, o dall´abitacolo a finestrini e portiere aperte da cui i due bossoli caddero fuori, od infine da fuori della vettura sia Moro sia il o i killer.
Stay tuned...
ALETH
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Gianni Morra
(---.---.---.4)
27 aprile 23:41
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 11
27.4.2026 update
Apporto alcune correzioni ai post precedenti, incrociando i dati della relazione medicolegale visti finora con quelli della relazione della Scientifica sulla R4 a Caetani :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/279/123%20%20volume%20CXXIII?keyword=
325 :
i due bossoli repertati sul pianale portabagagli a Caetani non sono calibro 9 ma 7,65 browning, quindi vengono dalla Skorpion. Pertanto, giacché la Skorpion espelleva in alto ed i bossoli cadevano in genere in prossimità del tiratore, si presumerebbe di primo acchito, che si sia sparato due volte a Moro da prossimità del portabagagli con la Skorpion. Ma i cc del RIS alla Moro2, per giustificare a tutti i costi Moro ucciso solo dentro il portabagagli come da vulgata, dicono che la direzione di espulsione dipendeva dall´inclinazione dell´arma e quindi dell´espulsore, e che perciò, i bossoli di colpi sparati da vicino al portabagagli poterono cadere fino a 4 m lontano (cosa che avrebbero appurato sperimentalmente) e quindi sui pianali anteriori dove ne furono ritrovati.
Se così fosse però, non si capirebbe perché 2 bossoli cadano sul pianale del portabagagli e gli altri davanti nell´abitacolo.
Inoltre le lesioni sulla schiena di Moro appaiono di primo acchito tutte puntellate : Moro poggiava con l´emitorace posteriore sn su superficie dura mentre veniva colpito ?
Posso dire sul piano probabilistico, che l´eventuale appoggio della schiena di Moro su superficie dura tipo schienale del sedile posteriore non è necessaria in questo caso specifico, per giustificare la ritenzione di 8 proiettili e le 8 lesioni d´uscita descritte dai medici. Giova incrociare l´aspetto medicolegale con la perizia balistica UB : almeno 9 dei colpi furono silenziati. Il silenziatore usato, di tipo artigianale a feltri, rallenta molto i proiettili fin dall´uscita dal vivo di volata ; e li rende instabili, soggetti a oscillazioni, rotolamenti (yaw, tumbling) per cui almeno alcuni di detti proiettili possono aver impattato la cute sia in ingresso sia in egresso non di punta ma di lato se non di fondello : rallentamento ed instabilità spiegano la ritenzione di 8 di essi, più due incastrati fra maglia e camicia. Ma spiegano pure, in unione coi 4 strati di vesti (giacca, gilet, camicia e canottiera), le abrasioni descritte dai medici in uscita, talora accompagnate da contusioni. Abrasioni e contusioni che normalmente si trovano solo in ingresso. La cute schiacciata fra proiettile e vesti cede e/o viene escoriata, e subisce infiltrazione emorragiche da contusione.
Dunque non posso dire con certezza se Moro avessa la schiena appoggiata a superficie dura o no. Posso però dire che la quaestio è irrilevante ai fini della forma delle lesioni di egresso, giacché ripeto, la scarsa velocità + destabilizzazione dei proiettili 7,65 in unione coi 4 strati di vestiti lato posteriore, sarebbero stati più che sufficienti a generare dette abrasioni e contusioni sulla schiena. Non posso escludere del tutto che eventuale appoggio su superficie dura tipo schienale abbia contribuito in alcuni casi : ma non fu fattore necessario.
Insomma : la natura delle lesioni d´uscita non prova che Moro avesse schiena appoggiata. Poteva averla come non averla quando viene colpito.
L´ipotesi Bordin resta in piedi pertanto. Quella RIS di Moro seduto sul portabagagli cade ma per altro motivo che vedremo.
325 sq. : sul pianale anteriore la Scientifica rinviene a Caetani 3 bossoli : il primo è un 7,65 e sta sul pianale anteriore dx vicino allo sportello ; il secondo è sempre 7,65 Browning, sta ibidem accostato alla base del sedile ; il terzo bossolo è sempre 7,65 e sta più o meno ibidem (in area sedile anteriore dx dunque, dove secondo l´ipotesi Bordin sarebbe stato seduto il killer).
Siamo fin qui a 5 bossoli : 2 nel portabagli e 3 sul pianale anteriore dx.
E qui finisce l´ispezione della Scientifica : mancano dunque all´appello almeno 6 bossoli.
338 : Dopo che la vettura fu trainata al deposito di via Gregorio VII sempre il 9 maggio, la Scientifica la riesamina, rinvenendo altri due bossoli ed un proiettile. Il totale dei bossoli sale dunque a 7. Quello dei proiettili, ad 11 (8 ritenuti + 2 tra maglia a carne e camicia + questo trovato dalla Scientifica). Quindi se i colpi furono 11, avremmo tutti i proiettili. Se furono 12, ne mancherebbe 1.
Uno dei due nuovi bossoli stava nel portaoggetti sul lato sn del cruscotto. Pertanto, il totale dei bossoli nella parte anteriore dell´abitacolo sale a 4. È un 7,65 pure questo.
Il secondo nuovo bossolo stava sul pianale anteriore sn, ed è pur´esso 7,65.
Quindi i primi 3 bossoli erano in area posto a fianco del guidatore, questi ultimi due in area guidatore. Dato lo spazio ristretto, possono ben venire tutti e 5 da un lato solo per rimbalzo.
Il proiettile è quello del vano portabagagli. Sta sul lato sn e presenta l´ogiva rivolta verso la fiancata sn, dunque, ma solo improbabilmente al netto di eventuali deflessioni, pare sparato da dx a sn per chi osservi il portabagagli da dietro di esso. Nulla si dice sul calibro. Bordin nella sua perizia, senza indicare fonti precise, scrive che il proiettile del pianale è 9 corto, quindi della presunta pistola Walther PPK forse.
Mentre altri due bossoli, uno 7,65 ed uno 9 corto, furono rinvenuti in obitorio tra coperta e collo della vittima :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/DVD40/0673_001.pdf
3. Cfr CM 45 : 755.
Questo porta il totale dei bossoli rinvenuti a 9 : ne mancano due, evidentemente perduti.
I bossoli del portabagagli sono in tutto 4 : 3 x 7,65 ed 1 x 9 corto. Si direbbe pertanto, che in prossimità del portabagagli abbiano sparato a Moro 4 volte : 3 con la Skorpion ed una con la Walther (presunta). Ma non si può escludere che i 3 bossoli 7,65 siano finiti nel portabagagli per rimbalzo.
Nell´abitacolo, devono avergli sparato 5 volte dai sedili anteriori.
I due bossoli mancanti saranno forse caduti a terra o mentre gli sparavano nel portabagagli da fuori, o dall´abitacolo a finestrini e portiere aperte da cui i due bossoli caddero fuori, od infine da fuori della vettura sia Moro sia il o i killer.
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Gianni Morra
(---.---.---.189)
24 aprile 21:35
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 12
Riprendo la bella copia della relazione medicolegale :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/201/045%20%20volume%20XLV?keyword=
706 : inizia la descrizione delle lesioni di uscita, o cmq sulla schiena, ovviamente sulla faccia posteriore dell´emitorace sn in corrispondenza di quella anteriore coi fori d´ingresso.
La prima è quella più in alto qui :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.2, foto 1B.
Difficile scorgervi tutte le caratteristiche decritte dai medici, anche per via delle dannate scritte sovrapposte alla foto. Cmq, in base alla relazione, questo è un tipico foro d´uscita : irregolare la forma, irregolari i margini, larghezza maggiore dell´ingresso.
Ma ecco un dettaglio non comunissimo : la cute circostante è disepitelizzata (cioè escoriata), In pratica, abbiamo orletto escoriato che in genere manca nelle uscite, distinguendole anche per questo dagli ingressi che lo hanno.
Siamo di fronte ad una tipica ferita puntellata (shored wound) d´uscita : cioè questa parte della schiena, ed in particolare la microzona sopra la lesione, poggiava su superficie dura al momento dell´impatto. Solo in questi casi abbiamo escoriazione e talvolta ecchimosi (contusione) anche in uscita. Caveat : l´eventuale eccentricità delle escoriazioni nelle shored wounds di uscita NON indicano direzionalità di traiettoria come quelle dei fori d´ingresso.
Purtroppo questo non basta a localizzare Moro durante questo colpo. Poteva stare con la schiena contro lo schienale del sedile posteriore. Oppure premuto contro il pianale del bagagliaio come vorrebbe la vulgata : infatti nella posizione in cui lo descrive la Scientifica il 9 maggio, il cadavere poggia con „ la regione scapolare e con la regione toracica laterale sinistra sul pianale“ (CM 123 : 324). Oppure a schiena sul pavimento o contro un muro, non si può dirimere su queste sole basi.
Il secondo foro di uscita sulla schiena, che vedete qui :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.2 fig. 1B,
è altro classico foro d´uscita puntellato (shored wound) : è quello sotto e dx del primo, contrassegnato con cerchietto e lettera U (uscito, proiettile fuoruscito). Vi ritroviamo escoriazione irregolare.
La terza lesione sulla schiena descritta dai medici legali a 707 non è foro, ma solo abrasione irregolare prodotta dalla pressione congiunta di corpo estraneo interno e superficie dura su cui poggiava la schiena sn di Moro : infatti i medici palpano la cosa dura, verosimilmente uno degli 8 proiettili ritenuti che non fuoruscirono appunto perché l´emitorace posteriore sn di Moro era shored, puntellato contro superficie dura X. Ecco dunque spiegata la non comune ritenzione di ben 8 pallottole su 11 (o 12), specie data la distanza non lunga di sparo concepibile.
Nella foto vedete tutte queste escoriazioni senza foro (o con foro piccolo ma senza fuoriuscita di proiettile come nel quarto caso descritto dai medici), contrassegnate con R (ritenuto, proiettile ritenuto) : tutte ferite puntellate : 11 ferite d´uscita puntellate. Ciò non coimplica identica superficie d´appoggio della schiena e quindi posizione per tutte ed 11 : detta superficie potè cambiare, ad esempio schienale del sedile posteriore e poi pianale del bagagliaio.
Anche i vestiti (giacca in un paio di casi, gilet, camicia, maglia a carne) possono aver contribuito al puntellamento delle lesioni di uscita. Se non addirittura, averlo causato da soli, ma questo è meno probabile in linea generale. E specialmente nel nostro caso, giacché da una parte, la Skorpion 7,65 Browning aveva sufficiente velocity per trapassare abiti come quelli di Moro da entrambi i lati ed il torace ; e dall´altra, la breve distanza di sparo concepibile (1 o 2 m al massimo) comporta ritenzione di quasi tutta la velocity iniziale di sparo al momento dell´impatto sulla vittima.
Questo ragionamento inficia non poco l´ipotesi Bordin di Moro che si inarca e sobbalza ai primi colpi :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/DVD40/0673_001.pdf
simulazione foro pp. 6 sqq. :
giacché, specie nelle posizioni inarcate, la schiena di Moro non poggerebbe più sullo schienale, quindi non sarebbe shored, quindi i proiettili sarebbero probabilmente fuorusciti.
Non so se Bordin abbia usato come attore per Moro persona alta 1,78 ; e non so se le dimensione della R4 usata siano identiche a quella di Caetani : ma nella simulazione, l´emitorace sn è più alto dello schienale, quindi niente shored wounds : irrealistico.
Inoltre il sedile anteriore della R4 di Caetani era unico, quello della simulazione doppio con i due sedili separati.
Infine, come già notava il RIS alla Moro2, Bordin ignora le 5 traiettorie ortogonali che la sua ipotesi non giustifica.
Insomma, Bordin suscita pesanti perplessità.
Come pure posso escludere l´ipotesi RIS che vorrebbe giustificare le ortogonalità con Moro seduto sul pianale del bagagliaio : seduto senza appoggio duro per la schiena, non avrebbe con tutta probabilità ritenuto la maggior parte dei proiettili.
Questo non è contraddetto dall´unico proiettile che perfora vestiti-corpo-vestiti, il cal.9 trovato incastrato nel pianale : primo perché il calibro è maggiore del 7,65 degli altri 10 ; secondo perché la distanza di sparo qui fu verosimilmente ravvicinatissima, trattandosi di colpo di grazia ; terzo perché shored wound non coimplica ritenzione intracorporea necessariamente, anche se la rende probabile specie con calibri minori : quel che necessariamente coimplica, è l´appoggio della zona corporea lesa in uscita contro superficie dura.
Moro non fu verosimilmente colpito né seduto né in piedi né in alcuna posizione che non fosse appoggiata contro superficie dura con la schiena.
D´altra parte, se eliminiamo gli inarcamenti all´indietro di Bordin, come pare plausibilmente doversi fare per via delle shored wounds, diventano inspiegabili le traiettorie basso-alto, ben 5.
Un rompicapo senza fine.
ALETH
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Gianni Morra
(---.---.---.4)
27 aprile 23:51
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 12
Riprendo la bella copia della relazione medicolegale :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/201/045%20%20volume%20XLV?keyword=
706 : inizia la descrizione delle lesioni di uscita, o cmq sulla schiena, ovviamente sulla faccia posteriore dell´emitorace sn in corrispondenza di quella anteriore coi fori d´ingresso.
La prima è quella più in alto qui :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.2, foto 1B.
Difficile scorgervi tutte le caratteristiche decritte dai medici, anche per via delle dannate scritte sovrapposte alla foto. Cmq, in base alla relazione, questo è un tipico foro d´uscita : irregolare la forma, irregolari i margini, larghezza maggiore dell´ingresso.
Ma ecco un dettaglio non comunissimo : la cute circostante è disepitelizzata (cioè escoriata), In pratica, abbiamo orletto escoriato che in genere manca nelle uscite, distinguendole anche per questo dagli ingressi che lo hanno.
Siamo di fronte ad una tipica ferita puntellata (shored wound) d´uscita ? Cioè questa parte della schiena, ed in particolare la microzona sopra la lesione, poggiava su superficie dura al momento dell´impatto ? Solo in questi casi abbiamo escoriazione e talvolta ecchimosi (contusione) anche in uscita.
Posso dire sul piano probabilistico, che l´eventuale appoggio della schiena di Moro su superficie dura tipo schienale del sedile posteriore non è necessaria in questo caso specifico, per giustificare la ritenzione di 8 proiettili e le 8 lesioni d´uscita escoriate e/o contuse descritte dai medici. Giova incrociare l´aspetto medicolegale con la perizia balistica UB : almeno 9 dei colpi furono silenziati. Il silenziatore usato, di tipo artigianale a feltri, rallenta molto i proiettili fin dall´uscita dal vivo di volata ; e li rende instabili, soggetti a oscillazioni, rotolamenti (yaw, tumbling) per cui almeno alcuni di detti proiettili possono aver impattato la cute sia in ingresso sia in egresso non di punta ma di lato se non di fondello : rallentamento ed instabilità spiegano la ritenzione di 8 di essi, più due incastrati fra maglia e camicia. Ma spiegano pure, in unione coi 4 strati di vesti (giacca, gilet, camicia e canottiera), le abrasioni descritte dai medici in uscita, talora accompagnate da contusioni. Abrasioni e contusioni che normalmente si trovano solo in ingresso. La cute schiacciata fra proiettile e vesti cede e/o viene escoriata, e subisce infiltrazione emorragiche da contusione.
Dunque non posso dire con certezza se Moro avessa la schiena appoggiata a superficie dura o no. Posso però dire che la quaestio è irrilevante ai fini della forma delle lesioni di egresso, giacché ripeto, la scarsa velocità + destabilizzazione dei proiettili 7,65 in unione coi 4 strati di vestiti lato posteriore, sarebbero stati più che sufficienti a generare dette abrasioni e contusioni sulla schiena. Non posso escludere del tutto che eventuale appoggio su superficie dura tipo schienale abbia contribuito in alcuni casi : ma non fu fattore necessario.
Insomma : la natura delle lesioni d´uscita non prova che Moro avesse schiena appoggiata. Poteva averla come non averla quando viene colpito.
L´ipotesi Bordin resta in piedi pertanto. Quella RIS di Moro seduto sul portabagagli cade ma per altro motivo che vedremo.
Purtroppo questo non basta a localizzare Moro durante questo colpo.
Il secondo foro di uscita sulla schiena, che vedete qui :
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
p.2 fig. 1B,
è quello sotto e dx del primo, contrassegnato con cerchietto e lettera U (uscito, proiettile fuoruscito). Vi ritroviamo escoriazione irregolare.
La terza lesione sulla schiena descritta dai medici legali a 707 non è foro, ma solo abrasione irregolare prodotta dalla pressione congiunta di corpo estraneo interno e superficie dura su cui poggiava la schiena sn di Moro : infatti i medici palpano la cosa dura, verosimilmente uno degli 8 proiettili ritenuti che non fuoruscirono.
Nella foto vedete tutte queste escoriazioni senza foro (o con foro piccolo ma senza fuoriuscita di proiettile come nel quarto caso descritto dai medici), contrassegnate con R (ritenuto, proiettile ritenuto).
Moro non fu colpito in piedi giacché altrimenti sarebbe caduto procurandosi lesioni da caduta che sono assenti all´esame die medici legali.
Giova tornare a Ugolini/Boragine cit., 286 + 322 : il silenziatore artigianale a feltri non solo abbatte la velocità del proiettile sparato dalla Skorpion, ma lo rende altresì giroscopicamente instabile, soggetto a yaw (beccheggio, nutazione, cioè oscillazioni e vibrazioni) e tumbling (rotazione testa-coda). Un tale proiettile destabilizzato quando impatta sulla vittima può causare eccentricità di orletto ecchimotico escoriato anche se non ha traiettoria obliqua ma perpendicolare. Teniamolo presente, giacché gli 11 fori d´ingresso censiti dai medici legali su Moro hanno 6 orletti eccentrici : tolto almeno uno dalla Walther, fanno 5 orletti 7,65 eccentrici e 5 ortogonali. Ma per quanto detto, pure i 5 eccentrici potrebbero derivare in teoria da traiettorie ortogonali, solo che i proiettili destabilizzati sono entrati non di punta, causando escoriazioni e contusioni più ampie nei lati eccentrici.
Dico tutto ciò per completezza tecnica, tuttavia penso che se il problema della destabilizzazione fosse stato così drammatico come lo dipinge Ugolini, anche dalla breve distanza di sparo plausibile nel nostro caso, difficilmente avremmo avuto 5 orletti concentrici, ovvero 5 impatti puliti, di punta e perpendicolari alla superficie cutanea, e comunque fori rotondeggianti e di diametro uguale pure nella maggior parte dei casi eccentrici.
ALETH
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Gianni Morra
(---.---.---.217)
25 aprile 12:47
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 13
https://drive.google.com/file/d/1CZkeXhRgcHtiugbsu17vrWk3_cRXaB7z/view
Vi si afferma (p.8) che " La lesione 8 deve essere necessariamente stata provocata da un colpo con forte inclinazione medio-laterale, visto che non ha intaccato i sottostanti pericardio e tessuto cardiaco." :
non so chi abbia sovrapposto i numeretti e freccette alla foto 1A. Non so dove si sia trovata detta foto, quindi non posso contestualizzarla né incrociarla con eventuali altre. Tuttavia : è sicuro che la lesione (foro d´ingresso) contrassegnata 8 sulla foto sia davvero la 8 della relazione medicolegale a CM 45 p. 702 ?
Il dubbio identificativo parte almeno dalla 7 a p.701, che nella relazione viene posta cm 2 a sn della linea marginosternale sn : ma nella foto, la 7 sta molto più distante da detto punto. Ho pertanto l´impressione che la 7 sia in realtà quella indicata come 5 nella foto ; che quella indicata 7 sia in realtà la 6 dei medici ; e che la 8 sia in realtà la 7 dei medici. Anche perché la relazione dice che le 2,3,5,e 6 formano un quadrato (701), che invece nella numerazione sovrapposta alla foto viene formato da 5,7,4,e 3 quindi non c´è corrispondenza ed anche altri numeri parrebbero posti erroneamente.
Cerco pertanto di emendare con certezza la corrispondenza tra numerazione dei fori d´ingresso nella foto della fig. 1A di p.2, e la numerazione della relazione medicolegale in CM 45 :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/201/045%20%20volume%20XLV?keyword=
697 sqq.
Siccome in questo documento mancano assurdamente le foto di ogni foro descritto del cadavere, mi posso basare solo sulle descrizioni, e coordinate anatomiche in esse contenute .
Chiamo „foto“ quella della fig.1A del primo link, e „necro“(scopia) la relazione medicolegale.
Il foro 1 necro sta poco sotto la clavicola sn (dx e sn sempre intese dal punto di vista del cadavere non dell´osservatore), cm 3 dal suo margine inferiore e cm 5,5 dal margine sternale di sn. Non avendo le foto dei medici non ho nemmeno il loro righello scala per dare visivo riferimento alle misure, ma foto ha linee misurate per orientarsi approssimativamente.
Nessun dubbio : è il foro isolato più in alto di tutti, anche perché la prassi standard della medicina legale nella necro è procedere dall´alto verso il basso con riferimento alla posizione anatomica (posizione convenzionale del corpo eretto in piedi con le palme delle mani all´infuori e le braccia lungo i fianchi).
Pertanto i fori 1 corrispondono in foto e necro.
Ricordo en passant, che l´1 ha incidenza ortogonale : vivo di volata e foro di fronte l´uno all´altro, a stesso livello.
Foro 2 necro : a cm 4 dalla marginosternale di sn : quindi NON può essere il foro 2 della foto, che dista almeno 10 cm da detta linea : foto sbaglia e confonde i fori : il 2 necro è il 4 foto, quindi il 4 foto va corretto in 2. Anche perché il foro necro successivo, il 3 necro, sta a cm 2 lateralmente al 2 : ma lateralmente al 2 foto non v´è nessun foro.
En passant : questo foro 2 necro è il secondo con incidenza ortogonale.
Foro 3 necro : sta 2 cm lateralmente al 2 necro come detto, sulla stessa direttrice. Pertanto corrisponde al 3 foto.
Questo foro 3 necro = 3 foto, è il terzo con incidenza ortogonale.
Foro 4 necro : come detto, è quello erroneamente segnato su foto come 2. Quindi 2 foto va corretto in 4. 4 necro sta infatti 4 cm lateralmente alla 3.
Questo foro 4 necro = 2 foto, è il quarto con incidenza ortogonale.
Foro 5 necro : 3 cm sotto il 2 necro (= 4 foto erroneo). Pertanto 5 necro e 5 foto corrispondono. Ulteriore prova se ce ne fosse bisogno, che 4 foto = 2 necro, è che 3 cm sotto il 2 foto non c´è nessun foro.
Questo 5 necro non deriva da impatto ortogonale : il suo orletto è eccentrico inferiormente, ad indicare provenienza dal basso verso l´alto.
Quanto obliqua sia stata quest´incidenza non è dato calcolare con certezza ; applicando un paio di approcci trigonometrici standard, ottengo un range fra i 30 e i 52 gradi, troppo ampio per essere utile. I medici legali si astengono in genere da specificazioni matematiche per via delle troppe variabili in gioco (ad esempio, la superficie del corpo umano non è mai o quasi mai perfettamente verticale).
Foro 6 necro : cm 2 lateralmente al 5 necro, e cm 3 sotto al 3 necro : quindi foto 6 è del tutto sballato : il 6 necro corrisponde al 7 foto, che va pertanto corretto in 6. Fra 5 e 7 foto, dove foto pone il 6, non esiste alcun foro.
Conferma a 701 necro : i fori 2, 3, 5 e 6 necro formano un quadrato : i 2,3, 5 e 6 foto non formano alcun quadrato.
Anche questo foro 6 necro è eccentrico, ma lateromedialmente, cioè sul lato sn per l´osservatore, dx di Moro, verso lo sterno. Il proiettile proviene da sn a dx dal punto di vista del killer e da dx a sn da quello di Moro.
Foro 7 necro : a 2 cm dalla marginosternale sn, 0,5 cm sotto il 5 necro. Pertanto corrisponde a 8 foto, che va corretto in 7.
Anche qui eccentricità inferiore come nel 5, quindi provenienza obliqua dal basso verso l´alto. Impatto non ortogonale. E non lateromediale. Se dunque il proiettile, come rileva giustamente foto a p.7, non ha attinto pericardio e cuore sottostanti, ciò non si deve alla traiettoria bensì plausibilmente a deflessione intracorporea causata da urto contro costole.
Foro 8 necro : nessuna corrispondenza con l´8 foto come visto, né con altri giacché questo necro 8 non è segnato nella foto : è la macchietta scura 3 cm sotto il 7 necro = 8 foto, leggermente più vicina allo sterno rispetto al precedente.
Incidenza ortogonale, la quinta su 11 traiettorie.
Foro 9 necro : cm 5 lateralmente all´8 necro, corrisponde al 9 foto,
Eccentricità inferolaterale di orletto : provenienta dal basso e da lato dx vero sn.
Foro 10 necro : a circa 1 cm inferiormente e lateralmente al 9 : pertanto necro 10 e foto 10 corrispondono.
Questo foro si distingue nettamente dai primi 9 in quanto irregolarmente rotondeggiante e di diametro quasi doppio rispetto ai primi 9 : cm 1,2 invece di 0,7.
Anche l´orletto ecchimotico escoriato è irregolare, con maggior sviluppo inferomediale pure qui, cioè provenienza dal basso e da sn a dx dal punto di vista del killer.
Questo è il foro suppongo, che ha fatto ipotizzare a molti che sia doppio, e che pertanto i proiettili in tutto siano 12 non 11.
Solo che di questo ipotetico 12esimo proiettile non s´è mai trovata traccia. Le radiografie sono sparite, ma dubito che i medici non l´ avrebbero visto se vi fosse stato evidenziato come gli altri.
Il fatto è che questo foro è diviso in due da un ponte di tessuto trasversale : in questi casi siccome il foro è diviso in due, si pensa intuitivamente di primo acchito a 2 proiettili ma non è detto. Per quanto possa sembrare strano e sia certamente controintuitivo, succede talora che un singolo proiettile lasci una striscetta di pelle in mezzo al foro penetrando.
Tendo a pensare che questo sia il caso qui, anche perché se i fori fossero due da due proiettili, avremmo anche 2 orletti ed invece se ne descrive uno solo.
Ritroviamo il ponte cutaneo nella necroscopia di Zizzi (CM 44 : 886 sqq.), ma lì siamo certi che i due fori divisi dal ponte sono prodotti da 2 proiettili perché i fori d´ingresso sono 3 e quelli d´uscita 3.
D´altro canto, il diametro quasi esattamente doppio del foro 10 lascia il dubbio che non si possa trattare di 2 proiettili 7,65.
Ma forse invece è uno solo calibro 9.
Foro 11 necro : è quello più in basso di tutti, e corrisponde all´11 foto.
Anche questo ha diametro maggiore dei primi 9, di cm 0,9 il che rimanda al calibro 9 di cui però su 11 proiettili repertati ve n´è uno solo, quindi resta il dubbio se appartenga al foro 10 o all´11.
Pure qui eccentricità inferomediale dell´orletto, quindi provenienza basso – alto e da sn a dx dal punto di vista del killer.
Si tenga presente che descrizioni come basso
alto sono relative alle posizioni reciproche di killer e vittima : non coimplicano pertanto necessariamente, che a sparare sia stato il nano Tremotino. Se ad esempio Moro fosse stato supino ed il killer lato piedi vittima con canna inclinata e qualche metro distante, quel basso-alto diventerebbe quasi orizzontale ed alto-basso.La cute circostante i fori 10 e 11 appare annerita, il che rimanda possibilmente a colpi di grazia ravvicinatissimi anche se non a contatto. Per questo vedi la mia discussione nelle parti precedenti del preente studio.
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26 aprile 00:12
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 14
Nell´ultima parte del presente studio esporrò mia recensione critica delle relazioni + audizioni dei cc del RIS alla Moro2 del 23.2.2017 :
relazione tecnica con foto :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/B160/0888_002.pdf
audizione ripani e fratini 23.2.2017 :
audizione ripani e fratini 10.5.2017 (montalcini non caetani) :
audiz ripani e fratini 2.3.2017 (la + interessante) :
Anzitutto i cc dichiarano nella relatione tecnica :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/B160/0888_002.pdf
p.5, di non aver potuto analizzare le fibre della perizia Lombardi, cioè i filamenti tessili repertati sui pantaloni di Moro e su ruote della R4 per „materiale indisponibilità“ dei reperti : in altre parole, qualcuno nel corso di quesi 48 anni ha fatto sparire le fibre, che invece avrebbero dovuto essere comparate fin da subito con quelle dei magazzini di stoffe in area Caetani a cominciare da quello del Bottegone dei Sonnino, il più vicino negozio di tessuti, il cui magazzino stando a fonti orali stava a Caetani 35 A cioè quasi davanti alla R4.
Comiciamo bene. Peraltro già i medici legali avevano conservato solo alcune di esse, distruggendone parte non si sa bene perché.
Ma se ora le fibre sono sparite del tutto, questo prova logicamente che gelide manine di regime avevano movente a farle sparire : cioè, insabbiare che il luogo vero dell´assassiniio fu magazzino di tessuti.
Poi : 2 bossoli 7,65 non sono stati consegnati ai periti cc, e nessuno chiede loro perché e dove siano finiti. Inoltre dicono di aver ricevuto solo 6 bossoli : ma i bossoli repertati in tutto non erano 9 (5 nell´abitacolo anteriore + 2 sul pianale del bagagliaio + 2 tra collo e coperta in obitorio ? ) : come mai ora sono diventati 8 in tutto ? Nessuno chiede spiegazioni. Forse, anzi certamente intendono di aver ricevuto solo 6 bossoli 7,65, e che sono spariti 2 bossoli 7,65, perché a loro sono stati consegnati 6 bossoli 7,65 + il bossolo del 9 corto = 7 bossoli in tutto (cfr pp. 16 e 25).
A p.8 i cc scrivono che fibre, 2 bossoli 7,65 + 1 bottone repertato all´epoca nell ´abitacolo non sono stati ritrovati...mmm...
I due bossoli erano importanti anche perché su di essi periti balistici del 1979 avevano trovato tracce di vernice rossa, che se provata chimicamente appartenere alla carrozzeria esterna della R4, avrebbe indicato che i due colpi erano stati esplosi fuori della macchina.
La distruzione criminale di regime di corpi di reato del caso Moro è un pattern : da molti anni sono spariti pure tutti i reperti balistici repertati dentro la 130 e nel e sul cadavere di Leonardi.
Giova ripetere quanto scritto da altri nel passato, osservando la foto ravvicinata del cadavere nel bagagliaio a p.11, che in questa posizione esso presenta ad eventuale killer da fuori davanti al bagagliaio il fianco dx – quello non colpito, quindi non si comprende come potevano in quella postura, colpirlo solo al polmone sn. Chiaramente non è questa la posizione in cui fu colpito, tranne forse per uno o più colpi di grazia ravvicinatissimi di cui almeno uno pare a contatto del gilet, ne riparleremo.
12 : foto molto chiare della posizione in cui furono trovati i 5 bossoli dell´abitacolo anteriore : 3 sul pianale dx, 1 su quello sn ed 1 nel cruscotto a sn del volante : quindi si sparò da qui 5 volte almeno a Moro verosimilmente, o solo dal posto anteriore dx od anche da quello di guida o solo da quello di guida dato che i bossoli rimbalzano. Ripeto ad nauseam che gli impatti ortogonali su Moro sono 5, proprio come i bossoli dell´abitacolo anteriore : posso ipotizzare che, se sono i bossoli dei 5 proiettili a traiettoria ortogonale, o sparò solo l´autista con Moro seduto dietro di lui ; o sparò solo l´anteriore dx con Moro seduto a sn ma volto verso di lui ; o con Moro seduto dietro di lui. Altrimenti non si spiega la perpendicolarità.
La seconda posizione non è probabile, perché Moro non avrebbe avuto appoggio dell´emitorace posteriore sn, che invece ebbe perché tutte le ferite sulla schiena sono puntellate (shored wounds, vedi le parti precedenti del presente sutdio).
Occorrerebbe qui studio precisamente mensurale dell´altezza del sedile anteriore unico della R4, su cui penso fu poggiata la canna, e dell´altezza dell´emitorace sn di Moro con particolare riferimento ai fori ortogonali, a Moro seduto sul sedile posteriore : chatgpt mi dà valori attorno ad 1 m per il margine superiore dello schienale del sedile anteriore, e 1,10 m per la clavicola sn della vittima in base ad antropometria media di 61enne alto 1,78 : quindi valori compatibili con l´ortogonalità di tiro a canna poggiata su detto schienale lato autista, dei fori 1 – 4 e 8, tenuto conto che stanno in un range fra cm 3 e cm 14 sotto la clavicola sn.
Il problema di tale ipotesi, che in parte coincide con la Bordin, è che le tracce ematiche dell´abitacolo paiono scarsissime in rapporto ad 11 o 12 fori d´ingresso e 3 di uscita + entrata ed uscita nel pollice sn.
13 : foto dei due bossoli 7,65 sul pianale del portabagagli, cui vanno aggiunti altri due trovati in obitorio fra collo e coperta stando ad altre fonti citate altrove nel presente studio : segno plausibile, che si sparò nel portabagagli a Moro non solo il proiettile cal.9 della pistola Walther PPK ritrovato (con bossolo : stando ai cc p.60, questo bossolo è uno dei due trovati in obitorio tra collo e coperta) sul pianale, ma pure almeno 3 colpi 7,65 della Skorpion (il secondo dei due bossoli trovati in obitorio tra colpo e coperta è un 7,65 Browning, cfr p.60).
Questo perché verosimilmente, i killer si accorsero solo dopo aver portato il corpo nel portabagagli, che Moro era vivo (stando ai medici legali, ci mise circa 15 minuti a morire).
Certamente quella macchia rossa grande a dx non è urina come ridicolmente sanificano la questione i due cc del RIS. Non era urina, non solo perché i medici all´epoca la testarono e risultò sangue compatibile con Moro (relazione medicolegale CM 45 : 721 + 749), ma pure giacché i medici legali scrissero nella relazione che mentre la mutanda era impregnata di urina specie a livello del cavallo, la mutanda a gamba lunga che Moro indossava sopra la prima presentava impregnatura di urina solo a livello del cavallo ; sui pantaloni invece non viene menzionata alcuna impregnatura né di urina né di niente, nemmeno a livello del cavallo :
https://memoria.cultura.gov.it/documenti-online/-/doc/detail/201/045%20%20volume%20XLV?keyword=
691.
Pertanto, Moro colpito e poi cadavere sversò bensì urina, ma questa fu assorbita dalle due mutande e non impregnò né pantaloni né si riversò sul pianale del portabagagli.
Infine, a p.749 i medici affermano che, dato il nullo contenuto gastrico di liquidi ingeriti, Moro non aveva bevuto da un minimo di mezzora circa prima dell´obitus.
Notate i ridicoli e dannosissimi ai ricercatori, omissis delle foto del cadavere imposti da quel tdk di fioroni.
15 : dalle foto vediamo che l´unico proiettile certamente sparato a Moro nella posizione finale nel bagagliaio è il 9 corto giacché fu trovato conficcato nel pianale sotto al torace. È l´unico accertato e repertato (a meno che non ve ne sia un dodicesimo perduto dello stesso calibro o 7,65) ad aver trapassato vestiti anteriori, torace, vestiti posteriori.
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Gianni Morra
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29 aprile 16:48
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 14
29.4.2026 update
Avvertenza : quando vi sono più versioni dello stesso post, le meno recenti sono superate e solo l´ultima riflette il mio pensiero.
Purtroppo agoravox non consente editing dei commenti postati, donde la sovrapposizione di cui mi scuso ma non dipende da me.
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 14
Nell´ultima parte del presente studio esporrò mia recensione critica delle relazioni + audizioni dei cc del RIS alla Moro2 del 23.2.2017 :
relazione tecnica con foto :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/B160/0888_002.pdf
audizione ripani e fratini 23.2.2017 :
audizione ripani e fratini 10.5.2017 (montalcini non caetani) :
audiz ripani e fratini 2.3.2017 (la + interessante) :
Anzitutto i cc dichiarano nella relatione tecnica :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/B160/0888_002.pdf
p.5, di non aver potuto analizzare le fibre della perizia Lombardi, cioè i filamenti tessili repertati sui pantaloni di Moro e su ruote della R4 per „materiale indisponibilità“ dei reperti : in altre parole, qualcuno nel corso di quesi 48 anni ha fatto sparire le fibre, che invece avrebbero dovuto essere comparate fin da subito con quelle dei magazzini di stoffe in area Caetani a cominciare da quello del Bottegone dei Sonnino, il più vicino negozio di tessuti, il cui magazzino stando a fonti orali stava a Caetani 35 A cioè quasi davanti alla R4.
Comiciamo bene. Peraltro già i medici legali avevano conservato solo alcune di esse, distruggendone parte non si sa bene perché.
Ma se ora le fibre sono sparite del tutto, questo prova logicamente che gelide manine di regime avevano movente a farle sparire : cioè, insabbiare che il luogo vero dell´assassiniio fu magazzino di tessuti.
Cfr la parallela sparizione dei fazzoletti intrisi di sangue repertati sotto il gilet.
A p.8 i cc scrivono che fibre, 2 bossoli 7,65 + 1 bottone repertato all´epoca nell ´abitacolo non sono stati ritrovati...mmm...
La distruzione criminale di regime di corpi di reato del caso Moro è un pattern : da molti anni sono spariti pure tutti i reperti balistici repertati dentro la 130 e nel e sul cadavere di Leonardi.
12 : foto molto chiare della posizione in cui furono trovati i 5 bossoli dell´abitacolo anteriore : 3 sul pianale dx, 1 su quello sn ed 1 nel cruscotto a sn del volante : quindi si sparò da qui 5 volte almeno a Moro verosimilmente, o solo dal posto anteriore dx od anche da quello di guida o solo da quello di guida dato che i bossoli rimbalzano. Ripeto ad nauseam che gli impatti ortogonali su Moro sono 5, proprio come i bossoli dell´abitacolo anteriore : posso ipotizzare che, se sono i bossoli dei 5 proiettili a traiettoria ortogonale, o sparò solo l´autista con Moro seduto dietro di lui ; o sparò solo l´anteriore dx con Moro seduto a sn ma volto verso di lui ; o con Moro seduto dietro di lui. Altrimenti non si spiega la perpendicolarità.
Occorrerebbe qui studio precisamente mensurale dell´altezza del sedile anteriore unico della R4, su cui penso fu poggiata la canna, e dell´altezza dell´emitorace sn di Moro con particolare riferimento ai fori ortogonali, a Moro seduto sul sedile posteriore : chatgpt mi dà valori attorno ad 1 m per il margine superiore dello schienale del sedile anteriore, e 1,10 m per la clavicola sn della vittima in base ad antropometria media di 61enne alto 1,78 : quindi valori compatibili con l´ortogonalità di tiro a canna poggiata su detto schienale lato autista, dei fori 1 – 4 e 8, tenuto conto che stanno in un range fra cm 3 e cm 14 sotto la clavicola sn.
13 : foto dei due bossoli 7,65 sul pianale del portabagagli, cui vanno aggiunti altri due trovati in obitorio fra collo e coperta stando ad altre fonti citate altrove nel presente studio : segno plausibile, che si sparò nel portabagagli a Moro non solo il proiettile cal.9 della pistola Walther PPK ritrovato (con bossolo : stando ai cc p.60, questo bossolo è uno dei due trovati
in obitorio tra collo e coperta) sul pianale, ma pure almeno 3 colpi 7,65 della Skorpion (il secondo dei due bossoli trovati in obitorio tra collo e coperta è un 7,65 Browning, cfr p.60).
Questo perché verosimilmente, i killer si accorsero solo dopo aver portato il corpo nel portabagagli, che Moro era vivo (stando ai medici legali, ci mise circa 15 minuti a morire).
Notate i ridicoli e dannosissimi ai ricercatori, omissis delle foto del cadavere imposti da quel tdk di fioroni.
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26 aprile 13:03
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 15 e fine
A p.60 della relazione tecnica, i RIS scrivono :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/B160/0888_002.pdf
„ Per almeno questi 2 colpi (cioè i 2 soli che hanno trapassato anche la coperta, di cui uno è il Walther 9 corto e l´altro è ipotizzato dal RIS come 7,65, proiettile perduto e bossolo = uno dei due trovati in obitorio tra collo e coperta, ndr) la posizione del tiratore (o dei rispettivi tiratori ?) è all’esterno della Renault4, vicino la sua parte posteriore destra.
(Ovviamente il portellone del portabagagli doveva esser sollevato, non esibendo segni di colpi d’arma da fuoco).
La direzione dei 2 colpi in questione è da destra a sinistra del portabagagli ed è inclinata dall’alto verso il basso.
Tale ricostruzione è coerente pure con quei tramiti delle ferite al torace che
esibiscono una inclinazione dal basso verso l’alto“ :
Quanto all´alto-basso che diventa basso-alto a Moro supino, ci saremmo per i fori necro 10 e 11.
Il 9 corto fu trovato a sn, e quello sì, possono averglielo sparato nella posizione finale della vittima anzi direi certamente : ma da vicinissimo se non a contatto, e non da fuori : cioè, col killer che caccia il busto dentro il portabagagli ed avvicina l´arma al gilet di Moro.
Il problema di questi balistici è sempre quello da sempre : essi ignorano le relazioni medicolegali, non hanno competenza in materia. Viceversa, i medici legali non sanno di balistica. Ciò è ridicolo e dannosissimo all´accertamento die fatti, perché le due professionalità dovrebbero lavorare collegialmente, integrandosi e correggendosi mutualmente.
Occorre pertanto istituire facoltà universitarie di balistica e Wundballistik criminologiche, in cui si insegni allo stesso livello di approfondimento sia balistica di armi e munizioni sia medicina legale per i primi 3 anni, e poi lo studente potrà scegliere uno dei due rami per specializzarsi negli ultimi 2 anni.
Altrimenti continuando così a compartimenti stagni, ecco le assurdità che vengono fuori.
Ha sbagliato gravemente la Moro2 ad affidare le ricostruzioni di Fani e Caetani solo a balistici (e che balistici...) e non anche a medici legali in collegio coi primi.
Altro classico esempio di inesattezza balistica dovuta a totale ignoranza medica e di Wundballistik a p.67, dove i RIS sciorinano la loro ipotesi ricostruttiva „più probabile“ :
„ Un primo momento della dinamica delittuosa, con:
- il portellone del portabagagli della Renault4 sollevato;
- Aldo Moro seduto sul pianale, sopra la coperta, con il busto eretto e le spalle rivolte verso
l’interno dell’abitacolo;
- i colpi sparati dalla mitraglietta SKORPION verso la vittima (almeno 3 con direzione
pressoché ortogonale al torace)“ :
in tale postura, Moro non avrebbe avuto la schiena poggiante, ma non poggiante : pertanto i proiettili lo avrebbero trafitto tutti, e cmq, le lesioni sulla schiena non sarebbero puntellate come invece sono TUTTE. Moro aveva l´emitorace posteriore sn poggiato contro superficie dura nel ricevere tutti gli 11 o 12 proiettili.
I RIS affermano poi che, a Skorpion inclinata di 45 gradi circa verso il basso, i bossoli potevano finire nell´abitacolo anteriore, giustificando cosò la loro presenza lì a Moro ucciso seduto sul pianale del bagagliaio :
7 : „ Abbiamo approfittato, dovendo sparare dentro la macchina... Ricordate quel discorso, che avevamo accennato nella precedente audizione, sui bossoli trovati nella parte anteriore dell’autovettura, che possono essere stati generati da un’azione di sparo da dietro con la Skorpion, dall’alto verso il basso, inclinata di 45-50 gradi?...
La foto di sinistra mostrata nella slide 16 ritrae la Skorpion inclinata di circa 45° e la foto di destra mostra il punto dove il bossolo è stato espulso dopo l’esplosione del colpo (si vede che è finito sotto la pedaliera dell’auto). „ :peccato che, ad arma inclinata di 45 gradi verso il basso, non avremmo avuto impatti ortogonali bensì obliqui, con fori tutti eccentrici superiormente : invece su 11 fori censiti dai medici, 5 sono ad incidenza ortogonale e gli altri eccentrici ma nessuno eccentrico superiormente.
Amen.
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27 aprile 23:57
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 15 e fine
27.4.2026 update
A p.60 della relazione tecnica, i RIS scrivono :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/B160/0888_002.pdf
„ Per almeno questi 2 colpi (cioè i 2 soli che hanno trapassato anche la coperta, di cui uno è il Walther 9 corto e l´altro è ipotizzato dal RIS come 7,65, proiettile perduto e bossolo = uno dei due trovati in obitorio tra collo e coperta, ndr) la posizione del tiratore (o dei rispettivi tiratori ?) è all’esterno della Renault4, vicino la sua parte posteriore destra.
(Ovviamente il portellone del portabagagli doveva esser sollevato, non esibendo segni di colpi d’arma da fuoco).
La direzione dei 2 colpi in questione è da destra a sinistra del portabagagli ed è inclinata dall’alto verso il basso.
Tale ricostruzione è coerente pure con quei tramiti delle ferite al torace che
esibiscono una inclinazione dal basso verso l’alto“ :
Quanto all´alto-basso che diventa basso-alto a Moro supino, ci saremmo per i fori necro 10 e 11.
Il 9 corto fu trovato a sn, e quello sì, possono averglielo sparato nella posizione finale della vittima anzi direi certamente : ma da vicinissimo se non a contatto, e non da fuori : cioè, col killer che caccia il busto dentro il portabagagli ed avvicina l´arma al gilet di Moro.
Il problema di questi balistici è sempre quello da sempre : essi ignorano le relazioni medicolegali, non hanno competenza in materia. Viceversa, i medici legali non sanno di balistica. Ciò è ridicolo e dannosissimo all´accertamento die fatti, perché le due professionalità dovrebbero lavorare collegialmente, integrandosi e correggendosi mutualmente.
Occorre pertanto istituire facoltà universitarie di balistica e Wundballistik criminologiche, in cui si insegni allo stesso livello di approfondimento sia balistica di armi e munizioni sia medicina legale per i primi 3 anni, e poi lo studente potrà scegliere uno dei due rami per specializzarsi negli ultimi 2 anni.
Altrimenti continuando così a compartimenti stagni, ecco le assurdità che vengono fuori.
Ha sbagliato gravemente la Moro2 ad affidare le ricostruzioni di Fani e Caetani solo a balistici (e che balistici...) e non anche a medici legali in collegio coi primi.
Altro classico esempio di inesattezza balistica dovuta a totale ignoranza medica e di Wundballistik a p.67, dove i RIS sciorinano la loro ipotesi ricostruttiva „più probabile“ :
„ Un primo momento della dinamica delittuosa, con:
- il portellone del portabagagli della Renault4 sollevato;
- Aldo Moro seduto sul pianale, sopra la coperta, con il busto eretto e le spalle rivolte verso
l’interno dell’abitacolo;
- i colpi sparati dalla mitraglietta SKORPION verso la vittima (almeno 3 con direzione
pressoché ortogonale al torace)“ :
I RIS affermano poi che, a Skorpion inclinata di 45 gradi circa verso il basso, i bossoli potevano finire nell´abitacolo anteriore, giustificando cosò la loro presenza lì a Moro ucciso seduto sul pianale del bagagliaio :
7 : „ Abbiamo approfittato, dovendo sparare dentro la macchina... Ricordate quel discorso, che avevamo accennato nella precedente audizione, sui bossoli trovati nella parte anteriore dell’autovettura, che possono essere stati generati da un’azione di sparo da dietro con la Skorpion, dall’alto verso il basso, inclinata di 45-50 gradi?...
La foto di sinistra mostrata nella slide 16 ritrae la Skorpion inclinata di circa 45° e la foto di destra mostra il punto dove il bossolo è stato espulso dopo l’esplosione del colpo (si vede che è finito sotto la pedaliera dell’auto). „ :peccato che, ad arma inclinata di 45 gradi verso il basso, non avremmo avuto impatti ortogonali bensì obliqui, con fori tutti eccentrici superiormente : invece su 11 fori censiti dai medici, 5 sono ad incidenza ortogonale e gli altri eccentrici ma nessuno eccentrico superiormente.
ALETH
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Gianni Morra
(---.---.---.95)
29 aprile 16:51
ALDO MORO : WUNDBALLISTIK - 15 e fine
29.4.2026 update
Avvertenza : quando vi sono più versioni dello stesso post, le meno recenti sono superate e solo l´ultima riflette il mio pensiero.
Purtroppo agoravox non consente editing dei commenti postati, donde la sovrapposizione di cui mi scuso ma non dipende da me.
A p.60 della relazione tecnica, i RIS scrivono :
https://www.gerograssi.it/cms2/file/casomoro/B160/0888_002.pdf
„ Per almeno questi 2 colpi (cioè i 2 soli che hanno trapassato anche la coperta, di cui uno è il Walther 9 corto e l´altro è ipotizzato dal RIS come 7,65, proiettile perduto e bossolo = uno dei due trovati in obitorio tra collo e coperta, ndr) la posizione del tiratore (o dei rispettivi tiratori ?) è all’esterno della Renault4, vicino la sua parte posteriore destra.
(Ovviamente il portellone del portabagagli doveva esser sollevato, non esibendo segni di colpi d’arma da fuoco).
La direzione dei 2 colpi in questione è da destra a sinistra del portabagagli ed è inclinata dall’alto verso il basso.
Tale ricostruzione è coerente pure con quei tramiti delle ferite al torace che
esibiscono una inclinazione dal basso verso l’alto“ :
Quanto all´alto-basso che diventa basso-alto a Moro supino, ci saremmo per i fori necro 10 e 11.
Il 9 corto fu trovato a sn, e quello sì, possono averglielo sparato nella posizione finale della vittima anzi direi certamente : ma da vicinissimo se non a contatto, e non da fuori : cioè, col killer che caccia il busto dentro il portabagagli ed avvicina l´arma al gilet di Moro.
Il problema di questi balistici è sempre quello da sempre : essi ignorano le relazioni medicolegali, non hanno competenza in materia. Viceversa, i medici legali non sanno di balistica. Ciò è ridicolo e dannosissimo all´accertamento die fatti, perché le due professionalità dovrebbero lavorare collegialmente, integrandosi e correggendosi mutualmente.
Occorre pertanto istituire facoltà universitarie di balistica e Wundballistik criminologiche, in cui si insegni allo stesso livello di approfondimento sia balistica di armi e munizioni sia medicina legale per i primi 3 anni, e poi lo studente potrà scegliere uno dei due rami per specializzarsi negli ultimi 2 anni.
Altrimenti continuando così a compartimenti stagni, ecco le assurdità che vengono fuori.
Ha sbagliato gravemente la Moro2 ad affidare le ricostruzioni di Fani e Caetani solo a balistici (e che balistici...) e non anche a medici legali in collegio coi primi.
Classico esempio di inesattezza balistica dovuta a totale ignoranza medica e di Wundballistik a p.67, dove i RIS sciorinano la loro ipotesi ricostruttiva „più probabile“ :
„ Un primo momento della dinamica delittuosa, con:
- il portellone del portabagagli della Renault4 sollevato;
- Aldo Moro seduto sul pianale, sopra la coperta, con il busto eretto e le spalle rivolte verso
l’interno dell’abitacolo;
- i colpi sparati dalla mitraglietta SKORPION verso la vittima (almeno 3 con direzione
pressoché ortogonale al torace)“ :
I RIS affermano poi che, a Skorpion inclinata di 45 gradi circa verso il basso, i bossoli potevano finire nell´abitacolo anteriore, giustificando cosò la loro presenza lì a Moro ucciso seduto sul pianale del bagagliaio :
7 : „ Abbiamo approfittato, dovendo sparare dentro la macchina... Ricordate quel discorso, che avevamo accennato nella precedente audizione, sui bossoli trovati nella parte anteriore dell’autovettura, che possono essere stati generati da un’azione di sparo da dietro con la Skorpion, dall’alto verso il basso, inclinata di 45-50 gradi?...
La foto di sinistra mostrata nella slide 16 ritrae la Skorpion inclinata di circa 45° e la foto di destra mostra il punto dove il bossolo è stato espulso dopo l’esplosione del colpo (si vede che è finito sotto la pedaliera dell’auto). „ :peccato che, ad arma inclinata di 45 gradi verso il basso, non avremmo avuto impatti ortogonali bensì obliqui, con fori tutti eccentrici superiormente : invece su 11 fori censiti dai medici, 5 sono ad incidenza ortogonale e gli altri eccentrici ma nessuno eccentrico superiormente.
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Gianni Morra
(---.---.---.197)
26 aprile 18:43
DINAMICA DELL´ASSASSINIO DI ALDO MORO
Riassumo le novità originali mie :
i colpi con incidenza ortogonale sull´emitorace sn di Moro sono 5 : 1 – 4 e 8 necro, come si evince dall´unione di fori rotondeggianti e relativi orletti ecchimotici escoriati concentrici descritti dai medici legali.
Dato che altri due se non 3 colpi sono a contatto o quasi ( 9 – 11 necro), a Moro già disteso nella posizione del ritrovamento ; e dato che la Blood Pattern Analysis eseguita dal RIS per la Moro2 mostra colatura verticale sulle vesti, segno di busto eretto in prima fase ; visto l´altro importante dato RIS, che la macchia di sangue sulla camicia è più scura superiormente, segno d´impatto precedente, primo, a sangue ancora ben ossigenato ; visto che superiormente abbiamo proprio 4 su 5 incidenze ortogonali (fori 1 – 4 necro) ; possiamo concludere che i primi 4 colpi almeno furono sparati con l´arma perpendicolare al busto eretto di Moro seduto.
Possiamo aggiungere a conferma la perfetta ortogonalità del foro d´ingresso alla falange superiore del pollice sn.
Seduto e non in piedi perché Moro non ha lesioni da caduta ; e seduto con l´emitorace sn posteriore appoggiato contro superficie dura giacché tutte le lesioni di egresso sono puntellate (shored wounds). Cade quindi l´ipotesi RIS di Moro colpito ortogonalmente seduto sul pianale del portabagagli e quindi senza appoggio di schiena.
Cade l´associata ipotesi RIS che i 5 bossoli sui pianali anteriori provengano da davanti al bagagliaio aperto, giacché in tal caso, avendo la Skorpion espulsore sopra ed espellendo normalmente in alto, l´arma avrebbe dovuto essere inclinata di 45 gradi circa per proiettare i bossoli fino all´abitacolo anteriore : il che non avrebbe prodotto impatti ortogonali ma obliqui sul torace di Moro.
Questi colpi 1 – 4 necro (+ pollice) sono i primi, sono perpendicolari, sono a Moro seduto ma non fuori della macchina giacché non avrebbe la schiena poggiante – a meno che non lo avessero messo in piedi contro il muro o legato a tronco, palo e simili. Ma non regge come ipotesi giacché Moro stando al RIS espettora sul ginocchio dx, lato interno coscia, il che si giustifica solo a vittima seduta, con gambe leggermente divaricate.
Resta pertanto in piedi solo l´ipotesi Bordin di Moro colpito inizialmente nell´abitacolo, seduto sul sedile posteriore con l´emitorace sn appoggiato sullo schienale. Ma correzioni vanno apportate : non dal sedile anteriore dx si sparò, altrimenti non avremmo incidenze ortogonali. Le avremmo a Moro voltato verso il killer, ma in tal caso l´emitorace sn non sarebbe stato puntellato dallo schienale del sedile e quindi niente shored wounds che invece sono tutte shored in uscita.
Quindi o Moro stava seduto a dx e non a sn, e gli spara il passeggero anteriore ; oppure a sparare fu l´autista con Moro seduto dietro di lui, poggiando canna della Skorpion sul margine superiore del sedile anteriore la cui altezza è grosso modo compatibile con quella dell´emitorace superiore sn di adulto di 1,78 come Moro in base a dati statistici di antropometria media ricavabili sul web. Se in futuro qualcuno trovasse misurazioni tecniche più precise almeno per la R4, o potesse prenderle nella vettura originale stessa, ed effettuare simulazioni che smentissero detta compatibilità, resterebbe comunque la possibilità per l´autista di aver sparato a Moro infilando la canna nel gap tra sedile e sportello. È un gap stretto ma sufficiente, e se lo sportello fosse stato aperto, il killer-autista avrebbe avuto ancor più agevole spazio di manovra dell´arma. Detta postura relativa ultima di killer e vittima spiegherebbe ancor meglio perché sia stato attinto l´emitorace sn e solo quello : sarebbe stata la parte di fronte alla canna con Moro seduto dietro l´autista.
Gli inarcamenti postulati da Bordin per giustificare i tramiti obliqui sono da escludere perché la schiena non poggerebbe più e quindi niente ferite puntellate che invece in egresso sono tutte puntellate ; e perché ben difficilmente un 61enne già debilitato di suo, trafitto al polmone sn diverse volte, avrebbe l´energia vitale per un fosbury flop direzione portabagagli.
I tramiti obliqui dipendono o da sopraggiunta instabilità dei relativi proiettili a causa del silenziatore, o da diverse posizioni relative di killer e vittima, con questa già messa fuori della vettura o già nel bagagliaio.
Infine, l´obiezione RIS a Bordin che le scarsissime tracce ematiche in zona abitacolo posteriore non sarebbero coerenti con tanti fori tra ingresso ed egresso (in particolare, zero tracce di sangue sul sedile e pianali posteriori) non è condivisibile : primo perché nessuno degli 11 o 12 colpi recise vascolarizzazione primaria, e quindi l´emorragia che uccise Moro fu lenta e graduale sì da farlo sopravvivere circa 15 minuti, e senza zampilli a fontana anche per via degli abiti ; secondo perché anche nel pollice, la pressione sanguigna non è certo quella dei vasi principali, per cui verosimilmente il proiettile che lo perforò causò sanguinamento copioso ma locale e senza zampillo, come attesta la mano sn intrisa di sangue rappreso ; ed infine, in via ipotetica, Moro potrebbe aver poggiato sulla coperta sotto di lui sul sedile, coperta piena di sangue stando al RIS e che pertanto poté macchiarsi fin dalla prima fase dei colpi nell´abitacolo, assorbendo eventuali fuoruscite ematiche – da qui il sedile pulito.
Parafrasando Sir Arthur Conan Doyle :
eliminate le ipotesi impossibili, quella che resta è la verità.
Amen.
ALETH
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Gianni Morra
(---.---.---.4)
28 aprile 00:04
DINAMICA DELL´ASSASSINIO DI ALDO MORO
Ho dunque offerto la prima completa recensione critica della documentazione disponibile online sul tema, sotto il profilo Wundballistik. Ne riassumo i punti salienti :
i colpi con incidenza ortogonale sull´emitorace sn di Moro sono 5 : 1 – 4 e 8 necro, come si evince dall´unione di fori rotondeggianti e relativi orletti ecchimotici escoriati concentrici descritti dai medici legali.
Dato che altri due se non 3 colpi sono a contatto o quasi ( 9 – 11 necro), a Moro già disteso nella posizione del ritrovamento ; e dato che la Blood Pattern Analysis eseguita dal RIS per la Moro2 mostra colatura verticale sulle vesti, segno di busto eretto in prima fase ; visto l´altro importante dato RIS, che la macchia di sangue sulla camicia è più scura superiormente, segno d´impatto precedente, primo, a sangue ancora ben ossigenato ; visto che superiormente abbiamo proprio 4 su 5 incidenze ortogonali (fori 1 – 4 necro) ; possiamo concludere che i primi 4 colpi almeno furono sparati con l´arma perpendicolare al busto eretto di Moro seduto.
Possiamo aggiungere a conferma la perfetta ortogonalità del foro d´ingresso alla falange superiore del pollice sn.
Seduto e non in piedi perché Moro non ha lesioni da caduta.
Cade l´ ipotesi RIS che i 5 bossoli sui pianali anteriori provengano da davanti al bagagliaio aperto, giacché in tal caso, avendo la Skorpion espulsore sopra ed espellendo normalmente in alto, l´arma avrebbe dovuto essere inclinata di 45 gradi circa per proiettare i bossoli fino all´abitacolo anteriore : il che non avrebbe prodotto impatti ortogonali ma obliqui sul torace di Moro.
Questi colpi 1 – 4 necro (+ pollice) sono i primi, sono perpendicolari, sono a Moro seduto, anche perché il RIS scopre che Moro espettora sul ginocchio dx lato interno coscia – coas possibile solo da seduto.
Resta pertanto in piedi l´ipotesi Bordin di Moro colpito inizialmente nell´abitacolo, seduto sul sedile posteriore. Ma correzioni vanno apportate : non dal sedile anteriore dx si sparò, altrimenti non avremmo incidenze ortogonali. Le avremmo a Moro voltato verso il killer.
Quindi o Moro stava seduto a dx e non a sn, e gli spara il passeggero anteriore ; oppure a sparare fu l´autista con Moro seduto dietro di lui, poggiando canna della Skorpion sul margine superiore del sedile anteriore la cui altezza è grosso modo compatibile con quella dell´emitorace superiore sn di adulto di 1,78 come Moro in base a dati statistici di antropometria media ricavabili sul web. Se in futuro qualcuno trovasse misurazioni tecniche più precise almeno per la R4, o potesse prenderle nella vettura originale stessa, ed effettuare simulazioni che smentissero detta compatibilità, resterebbe comunque la possibilità per l´autista di aver sparato a Moro infilando la canna nel gap tra sedile e sportello. È un gap stretto ma sufficiente, e se lo sportello fosse stato aperto, il killer-autista avrebbe avuto ancor più agevole spazio di manovra dell´arma. Detta postura relativa ultima di killer e vittima spiegherebbe ancor meglio perché sia stato attinto l´emitorace sn e solo quello : sarebbe stata la parte di fronte alla canna con Moro seduto dietro l´autista.
Gli inarcamenti postulati da Bordin per giustificare i tramiti obliqui sono da escludere perché ben difficilmente un 61enne già debilitato di suo, trafitto al polmone sn diverse volte, avrebbe l´energia vitale per un fosbury flop direzione portabagagli.
I tramiti obliqui dipendono o da sopraggiunta instabilità dei relativi proiettili a causa del silenziatore, o da diverse posizioni relative di killer e vittima, con questa già messa fuori della vettura o già nel bagagliaio.
Infine, l´obiezione RIS a Bordin che le scarsissime tracce ematiche in zona abitacolo posteriore non sarebbero coerenti con tanti fori tra ingresso ed egresso (in particolare, zero tracce di sangue sul sedile e pianali posteriori) non è condivisibile : primo perché nessuno degli 11 o 12 colpi recise vascolarizzazione primaria, e quindi l´emorragia che uccise Moro fu lenta e graduale sì da farlo sopravvivere circa 15 minuti, e senza zampilli a fontana anche per via degli abiti ; secondo perché anche nel pollice, la pressione sanguigna non è certo quella dei vasi principali, per cui verosimilmente il proiettile che lo perforò causò sanguinamento copioso ma locale e senza zampillo, come attesta la mano sn intrisa di sangue rappreso ; ed infine, in via ipotetica, Moro potrebbe aver poggiato sulla coperta sotto di lui sul sedile, coperta piena di sangue stando al RIS e che pertanto poté macchiarsi fin dalla prima fase dei colpi nell´abitacolo, assorbendo eventuali fuoruscite ematiche – da qui il sedile pulito.
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Gianni Morra
(---.---.---.50)
30 aprile 17:01
UB affermano che proiettili da silenziatore non seguono in genere tramiti corporei rettilinei perché fin dal vivo di volata perdono stabilità giroscopica, quindi non entrano nel corpo di punta ma di lato o di fondello, si rigirano, oscillano, deviano etc. (cfr ibid. 334).
Non condivido tuttavia, quanto dicono UB a 322 sugli orletti : certamente quelli eccentrici (6 su 11) potrebbero derivare in teoria non da obliquità di traiettoria ma da impatto instabile non di punta anche in incidenza ortogonale ; ma i 5 fori con incidenza ortogonale (orletto concentrico), quelli no : lì siamo certi che il proiettile entrò di punta, perpendicolarmente all´asse sagittale (verticale) della superficie impattata. E mi pare strano che i primi 5 impatti siano ortogonali e quindi non destabilizzati, mentre l´eccentricità degli altri 6 derivi da destabilizzazione : mi parrebbe più logico se anche gli orletti eccentrici indicassero invece come d´uso, incidenze oblique. Ugolini non sembra rendersi conto della contraddizione in quel che afferma sul punto.
Conferma della mia valutazione la dà lo stesso Ugolini nelle prove sperimentali che riporta a pp.288 sq. : egli sparò con Skorpion silenziata con lo stesso sistema a feltri oliati dei terroristi, a strutture di simulazione : nel primo esperimento, il proiettile sparato alla distanza di 1 m (che più o meno è quella da cui si sparò a Moro la maggior parte dei colpi) provoca foro irregolare a buco di serratura (cioè allungato, „keyhole“, tipico di proiettile destabilizzato con yaw) solo in uscita : cioè, la pallottola s´è destabilizzata non all´ingresso, ma nel tramite intracorporeo, uscendo non di punta : ma di punta era entrata (289).
Nel secono test sperimentale, simulante sparo dello stesso tipo attravero tessuti umani, risultarono deviazioni e tumbling (capriole) del proiettile dentro il corpo – non all´impatto ! (Ibid.).
Ancora : lo stesso Ugolini sempre con test sperimentali, riscontra a 285 la „relativa stabilità dell´arma sparando solo 5 colpi, ossia prima che subentrino i fenomeni parassiti (impennamento, etc.).“. E sui pianali anteriori si repertano guarda caso, 5 bossoli di Skorpion.
Posso dunque senz´altro concludere che, con probabilità estrema, non solo i colpi ortogonali che furono i primi sparati a Moro come vedremo, furono causati da proiettili stabili con yaw trascurabile ; ma pure, che le 6 incidenze oblique derivano da traiettorie angolate e NON da yaw, tumbling etc. del proiettile silenziato.
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