martedì 21 luglio - Alessandro Picarone

Imen Jane 2. Il ritorno

Iman Jane riprende a studiare. Così annuncia sul suo profilo Instagram. Non sapete chi è Iman Jane? In sintesi, (qui mi dilungo) è una influencer che ha un certo seguito su Instagram parlando da par suo di economia (male secondo alcuni). Solo che a un certo punto ha cominciato a spacciarsi per economista (o a non rettificare quando le attribuivano tale qualifica): solo che si è scoperto che non aveva la laurea.

La cosa ha generato un po' di trambusto, di ilarità e di commenti, poi il silenzio. Poi le scuse per un errore evitabile, tardive dopo una prima giustificazione ridicola, ma apprezzabili, e l'annuncio: “riprendo a studiare”. Ottima cosa. Magari se si evitasse di far passare messaggi ridicoli (cose tipo “non ho studiato perché rincorrevo Michelle Obama per dire che è il mio idolo”) o se si costruisse la propria vita non tanto sulla menzogna quanto sulla lealtà, sul sacrificio e sul rispetto reciproco, sarebbe meglio. 

Il messaggio continua: dall'estate 2019, la situazione le è sfuggita di mano, per cui veniva considerata economista quando non lo era (Giletti l'aveva definita in un primo tempo “la studentessa divulgatrice”): ebbene, non c'è nulla che sfugge di mano, bastava fare un bel video, e calcare la mano su questa definizione data da Giletti, sarebbe stato redditizio, sincero e magari non avrebbe avuto oggi problemi. L'unica cosa che vedo è stato il fatto di imboccare una scorciatoia per avere più successo. Niente di più. 

Ma in Will, la sua azienda, sapevano della sua mancata laurea? Imen dice di aver informato gli investitori, ma Elisa Serafini, ex collaboratrice, sul suo profilo Insta, spiega che in Will nessuno dei dipendenti sapeva. Il tempo ci dirà se e dov'è l'inghippo. 

Al di là di ogni cosa, in realtà, questa situazione continua a farmi sorgere due domande. La prima: perché è ancora in giro, e non paga dazio? Gli influencer la perdonano, sanno benissimo che qualcosa fuori posto può uscire anche per loro e si aspettano tutti lo stesso trattamento. C’è un’ipocrita idea di una riabilitazione senza dazio. Basta dire “ok, scusate” e torna tutto come prima, come il bacetto sulla bua, che come modus operandi è il peggio che possa esistere.

Il problema non è nemmeno avere o non avere una laurea, ma ingannare, millantare essere ambigui, e poi sperare di non subire alcun danno, in un mondo in cui la mediocrità diventa genio solo perché hai dei followers. Due padrenostro e va tutto bene.

La seconda domanda, la stessa che mi feci su Mirko Scarcella, ma con tutti i giornalisti economici, conduttori, analisti che hanno avuto a che fare con lei, accreditandola, possibile che nessuno l’ha scoperta prima?

Foto: Wikipedia

 

 




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