lunedì 15 aprile - Riccardo Noury - Amnesty International

Il tabacco fa male. Pure a chi lo raccoglie

Nell’ultimo decennio il fotografo Rocco Rorandelli ha visitato nove paesi (India, Cina, Indonesia, Usa, Germania, Bulgaria, Nigeria, Slovenia e Italia) per documentare l’impatto sociale, economico e ambientale del tabacco lungo la relativa filiera.

Ne è nato un progetto editoriale, ricco di immagini (una delle quali apre questo post) e infografiche. L’editore c’è, Gost Books, ma mancano ancora un po’ di fondi per realizzare il tutto.

Fumare fa male a chi fuma, e questo è un fatto noto. Ma ora Rorandelli ci racconta i danni che il tabacco fa anche a chi lo raccoglie e all’ambiente.

Da un lato espropri di terreni, sfruttamento di lavoratori (anche migranti, anche minorenni) e loro esposizione a sostanze chimiche, oltre quattro milioni di ettari all’anno di foreste che lasciano il passo alle coltivazioni di tabacco che producono il cinque per cento di emissioni di gas serra.

Dall’altro, lobby aggressive che promuovono il fumo verso nuovi mercati e strati sociali e una strategia di marketing basata su formule suadenti come “non trattato”, “senza additivi”, “originale”, “biologico”.

Per non considerare i due terzi dei 5.600.000.000.000 mozziconi di sigaretta che ogni anno vengono dispersi nell’ambiente e finiscono negli oceani.

Da fumatore preoccupato e consapevole, darò il mio contributo alla campagna di raccolta fondi per consentire la pubblicazione e invito lettori e lettrici a fare altrettanto.




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