venerdì 7 agosto - Damiano Mazzotti

Il salvatore delle piante più rare del mondo

“Il messia delle piante” è la straordinaria e meravigliosa autobiografia di Carlos Magdalena, un naturalista spagnolo che ha una grande missione nella vita: scoprire e far riprodurre le piante più rare e misteriose del mondo (Aboca, 2019, 317 pagine, euro 18).

 

Il libro di Jose Carlos Magdalena Rodriguez racconta le storie più avventurose della sua vita di botanico che viaggia nei luoghi più particolari del mondo per (ad esempio l’isola di Mauritius). Magdalena è anche un sessuologo delle piante e si è appassionato ai fiori delle ninfee (alcune specie sono femminili la prima notte e maschili la notte dopo). Grazie alla sua dedizione e alla sua missione ha creato degli ibridi di ninfea molto ambiti dai giardinieri. Oltretutto Carlos ha salvato dall’estinzione la piccolissima Nymphaea thermarum, che si sta rivelando “un modello genetico da sogno” per la sperimentazione vegetale a lungo termine (p. 204).

Una storia molto originale riguarda la Roussea Simplex, probabilmente l’unica pianta conosciuta che si basa sullo stesso animale, un geco diurno, sia per l’impollinazione sia per la dispersione del seme. Questo fatto rende la specie ancora più vulnerabile (un solo animale risolve due problemi). Infatti una formica arrivata tramite i trasporti navali sull’isola di Mauritius ha iniziato ad attaccare il geco, per cibarsi meglio delle cocciniglie farinose (un insetto), mettendo a serio rischio la riproduzione della pianta.

La natura è davvero mutevole, misteriosa e fantasiosa, e a volte è l’intuito scientifico che consente allo studioso spagnolo di raggiungere l’agognata media della riproduzione controllata. Ad esempio alcuni fiori possono essere prima maschili e in un secondo momento anche femminili (a volte per un tempo molto limitato). Inoltre alcuni semi sono “recalcitranti”: non possono sopravvivere a essiccazione e congelamento, e quindi non possono essere conservati nelle banche dei semi (p. 105). Del resto non tutte le piante possono essere clonate tramite la talea, cioè utilizzando un pezzetto di pianta messo a radicare. Inoltre esistono piante molto delicate e il taglio di un rametto o di un germoglio può risultare sempre mortale.

A complicare la vita di questo naturalista, che alleva le piante in un grande giardino botanico inglese, intervengono spesso le leggi della burocrazia (e della quarantena). In tutte le nazioni un burocrate può arrivare a soffocare qualsiasi forma di vita (anche economica), pur di non prendersi rischi lavorativi personali. Per fortuna la razionalità priva di pregiudizi scientifici e l’intelligenza emotiva e creativa fanno parte del repertorio della personalità di Carlos.

Del resto per operare nel campo delle piante rare e biologicamente meno conosciute, bisogna essere capaci di non fare troppi danni a causa della mancanza di circa il 50 per cento delle conoscenze utili per iniziare bene la riproduzione. Ad esempio alcune piante possono cambiare sesso come fanno alcuni pesci. La Ruizia cordata (originaria di Réunion) e la Dombeya mauritiana possono cambiare sesso nel corso della loro vita in base alla temperatura, p. 134 e p. 138).

Nel caso di semi conservati da molto tempo, oppure mezzi morti, si possono creare delle nuove piante con le ultime cellule sopravvissute all’interno dei semi: “Quando si coltiva materiale vegetale in micropropagazione si possono prendere l’embrione [il materiale genetico] o le cellule, e farli crescere in una soluzione contenente tutti i nutrienti di cui una pianta ha bisogno; è una specie di concepimento in provetta o crescita di cellule staminali”. Ma possono essere necessari alcuni anni di crescita lenta dopo l’iniziale formazione di cellule simile a una verruca (p. 128).

Naturalmente non è facile recuperare della documentazione scientifica approfondita sulle piante rare e “il modo migliore per imparare, allora, è quello di osservare le piante da sé, possibilmente negli habitat nativi, di valutarle nel loro contesto e trarre le proprie conclusioni” (p. 167).

Comunque “Le recinzioni una volta erano utilizzate per proteggere la proprietà privata e il bestiame dalla natura selvaggia, ma al giorno d’oggi le recinzioni proteggono la natura selvaggia da noi” (p. 112). Questa trasformazione ambientale è buffa, triste, tragica. Quasi apocalittica. Quindi mi sembra giusto concludere con un avvertimento del grande intellettuale Jean-Jacques Rousseau: “Sarete distrutti se dimenticherete che i frutti della terra appartengono a tutti noi ma la Terra stessa a nessuno” (p. 112).

 

Carlos Magdalena è uno studioso della Natura. Per reperire ulteriori informazioni anche nel futuro: https://twitter.com/plantmessiah, https://www.instagram.com/magdalena_carlos/?hl=it (foto). Luogo di lavoro: https://www.kew.org (foto: https://www.arcipelagomilano.org/archives/52341). Per un approfondimento: https://www.welcometothejungle.com/en/articles/plant-messiah.

 

Nota mista – Il profumo sprigionato dall’algarrobo del Perù (guarango il nome locale) previene le malattie di alcuni animali e riduce quasi del tutto la presenza dei parassiti. Le piante di Inga della Bolivia sono in grado di fissare l’azoto atmosferico grazie ai batteri presenti nelle radici e possono fertilizzare le terre improduttive (avviene anche nei nostri fagioli). Alcune piante acquatiche hanno bisogno di essere fertilizzate con l’anidride carbonica. Alcune piante di tillanzia sono presenti in un deserto peruviano da oltre 14.000 anni (sono probabilmente le piante viventi più antiche del mondo). La Puya raimondii è tra le piante più belle del mondo, ma fiorisce solo una volta nella vita, e dopo aver prodotto milioni di semi, muore a causa dell’enorme sforzo energetico compiuto.

Nota australiana – In Australia esiste un’orchidea senza foglie che “fiorisce sottoterra ed è impollinata da termiti e moscerini” (p. 267, https://it.wikipedia.org/wiki/Rhizanthella_gardneri). Le analisi del DNA “indicano che le attuali varietà di riso asiatico provenivano all’origine da Cape York in Australia” (alcune varietà potrebbero essere coltivate). L’Utricularia aurea è una pianta carnivora acquatica che galleggia e non ha radici (https://en.wikipedia.org/wiki/Utricularia_aurea). 

Approfondimento sulla traduttrice del libro: https://www.lauracalosso.it/biografia.

Siti botanici: https://www.rbge.org.uk/collections; https://it.wikipedia.org/wiki/Kew_Gardens; http://www.cbnbrest.fr/jardin-du-conservatoire (piante rare); http://www.ortobotanicopd.it; http://www.botgart.uni-bonn.de/o_inter/ita01.php (trad.); https://www.botgarden.uni-mainz.de; http://www.rjb.csic.es/jardinbotanico/jardin/index.php?idPagPri=2&len=en (Madrid); https://www.ortodacoltivare.it/coltivare/talea.html (consigli utili per coltivare le piante comuni).



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