martedì 20 ottobre - Laura Tussi

Il mondo del Terzo Millennio

Un nuovo modello di sviluppo che a partire dall'educazione alla pace, da fattori locali, nazionali, internazionali, planetari, abbia come punto di riferimento le persone, gli ideali, i bisogni, i loro sogni, le speranze, i loro diritti

E' opinione comune che viviamo in un’epoca di rapidi e intensi cambiamenti su scala mondiale.

Questo alcuni decenni fa si avvertiva come l’avvento di una società post industriale che ormai ha preso il nome di società dell’informazione, società della comunicazione, società della conoscenza, mondo globalizzato, villaggio globale: qualificativi che già si utilizzano senza bisogno di spiegazione nel linguaggio quotidiano. A partire dagli approcci più vari che cercano di comprendere e valutare questo momento storico, si esaminano i diversi aspetti di questa epoca di profondi cambiamenti e il bisogno di collegare saldamente gli sforzi educativi e di educazione alla pace alle necessità di cambiamento sociale e di porre fine alle guerre.

La nozione di cambiamento sociale è stata studiata e definita in molti modi diversi da varie discipline. Così possiamo considerarla un concetto multidimensionale, un processo che coinvolge molteplici forze in movimento.

Un generale consenso attorno all’idea che il cambiamento sociale, con l'abolizione della guerra e con la pratica della pace, non possa essere prodotto da un solo fattore o fenomeno.

Varie definizioni coincidono nel considerare la società un sistema di relazioni molteplici diverse, per cui un cambiamento sociale implica la modifica di tali relazioni di guerra e di pace nel mondo nuovo del Terzo Millennio. Tali definizioni si differenziano principalmente per il genere di cambiamenti che comportano. Per esempio, Giddens fa riferimento alle “alterazioni della struttura soggiacente durante un periodo di tempo, per affermare che nel caso delle società umane bisogna verificare fino a che punto sia un mutamento delle istituzioni fondamentali nell’arco di un periodo determinato”. Farley lo definisce in questo modo “il cambiamento sociale è l’alterazione di modelli di condotta, di relazioni sociali, istituzioni e struttura sociale in momenti diversi”. Castells precisa che “una nuova società - in pace o in guerra - sorge ogni volta che sia possibile osservare la trasformazione strutturale in rapporti di produzione, nelle relazioni di potere e nelle interazioni esperienziali”.

Perciò basandoci su queste prime riflessioni vediamo di identificare i fattori che influiscono sul cambiamento sociale del nuovo mondo e i livelli tipo di cambiamento. Giddens segnala che anche se nessun elemento può spiegare da solo la natura di cambiamento sociale lungo la storia dell’umanità, è però possibile identificare i fattori che hanno influito in modo persistente nel cambiamento sociale e nelle dinamiche di pace: l’aspetto ambientale, le organizzazioni politiche, i fattori culturali.

Per questo sono decisive le interrelazioni tra diversi fattori che per ogni epoca possono acquisire un ruolo e un peso differenti nella modificazione strutturale delle relazioni del sistema sociale. Questo porta ad affermare che i cambiamenti che si stanno producendo nel mondo attuale - il nuovo mondo del Terzo Millennio - rendono tutte le culture e società più interdipendenti. Rispetto ai livelli e tipi di cambiamento, possiamo distinguere vari aspetti. Il primo è che possiamo parlare di cambiamento sociale in riferimento a un cambiamento nella società o più radicalmente a un cambiamento di società. In tal caso facciamo riferimento più chiaramente alla nozione di trasformazione sociale o di rivoluzione sociale. Un altro aspetto da considerare è la differenza esistente tra i cambiamenti sociali che si producono per la coniugazione di dinamiche e tendenze presenti negli elementi del sistema, nella misura in cui qualsiasi sistema sociale è in costante mutamento con i cambiamenti sociali che invece sono prodotti intenzionalmente da attori, soggetti, agenti che danno impulso a determinate trasformazioni e dinamiche di conflitto e di pace.

Un altro aspetto da distinguere ha a che vedere con la portata di tali cambiamenti e delle rispettive interrelazioni: cambiamenti a livello personale, a livello di gruppo e a livello sociale, cambiamenti a livello micro sociale e a livello macro sociale.

Infine esiste una visione stereotipata nel capitalismo, con cui si identifica la novità o innovazione con lo sviluppo o il progresso. In tal senso le trasformazioni prodotte dalla globalizzazione neoliberista significherebbero sviluppo sociale e progresso sociale. Ecco perché si ritiene che staremmo procedendo per livelli di società sempre più avanzate. Certamente le scoperte tecnologiche e le innovazioni scientifiche, l’accelerazione dell’impatto dell’informazione sulle nostre vite e la planetarizzazione delle relazioni dovute alla logica capitalistica neoliberista imperante, nell’attuale processo di globalizzazione, presentano segnale di involuzione rispetto alla qualità della vita e sintomi di un sottosviluppo delle relazioni umane e del cambiamento sociale contemporaneo e rappresentano una minaccia alla sopravvivenza della specie e alla crescita costante nell’umanizzazione delle relazioni e dei rapporti interpersonali.

Segnati dai dilemmi contemporanei citati dalle sfide teoriche del mondo del Terzo Millennio, recuperiamo la domanda sul ruolo dell’educazione alla pace in questa epoca di cambiamenti.

Si tratta di un’altra educazione per un altro modello di sviluppo: una visione del mondo, della vita, delle relazioni tra le persone, le società, i paesi fondata sull’equità, la giustizia, il rispetto e la diversità di diritti economici, sociali, politici, culturali, ambientali e di autodeterminazione dei popoli. Un nuovo modello di sviluppo che a partire dai condizionamenti locali, nazionali, internazionali, planetari, abbia come punto di riferimento le persone, gli ideali, i bisogni, i loro sogni, le speranze, i loro diritti.




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