Il duo Pieranunzi/Polga al Conservatorio di Venezia
Un buon concerto in una bella Sala organizzato dallo storico Circolo Caligola
Dopo l’esibizione in solitudine all’Auditorium Lo Squero nell’isola di San Giorgio per la stagione musicale curata da “Asolo Musica”, giusto una settimana prima dell’inizio, secondo il calendario, della primavera, Enrico Pieranunzi è ritornato in laguna per esibirsi con il tenorsassofonista Michele Polga, cogliendo anche l’occasione per presentare un nuovo CD, Perspectives, appena uscito per l’etichetta italiana Red Records.
Il Compact è però stato registrato in quartetto, completato dal bassista danese Thomas Fonnesbaek e dal batterista Mauro Beggio.
Il concerto si è aperto con Don’t forget the Poet, omaggio del pianista romano all’amato Bill Evans, del quale “Il Saggiatore” ha da poco rieditato il libro di Pieranunzi Bill Evans. Ritratto d’artista con pianoforte, pubblicato nel 1994 da “Stampa Alternativa”. Questo brano fu fatto sentire a Pieranunzi da Beggio, da parecchi anni batterista stabile del suo trio, eseguito dal “Mauro Beggio Trio, completato da Polga e da Matteo Alfonso al piano. Il veterano pianista rimase colpito per il suono e la comunicativa di Michele Polga, al punto di pensare a un progetto in quartetto, realizzatosi appunto con esibizioni dal vivo e con il disco fresco di stampa.
Melodico – Romantico, il brano omaggio ad Evans è apparso convincente anche in duo, attraverso un assolo meditativo del pianista romano ed uno rispettoso del sassofonista
A seguire, il primo di due brani presenti nel CD, Siren’s Lounge, di Pieranunzi. E’ un piacevole ¾ nel quale i due artisti hanno inanellato una lunga serie di breaks di quattro misure.
E’ il momento di Lost and Found, sempre di Pieranunzi, esempio tipico di un brano, ha spiegato il pianista prima di accingersi ad eseguirlo, che usa le armonie di uno Standard, una pratica in voga negli anni ‘40 e ‘50. Lo Standard di riferimento è If I should lose you, musica di Ralph Rainger, liriche di Leo Robin, che fa parte della colonna sonora del film “Rose of the Rancho”(1936).
Pieranunzi lo incise nell’LP Space Jazz Trio vol.I° (1986) con Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra.
Anche in questa esecuzione, i musicisti danno vita ad una intensa serie di breaks di otto misure.
Polga presenta il suo brano – il secondo che fa parte del CD succitato – Next to you, una Ballad molto lirica, che mi ha fatto pensare ad una delle Ballads incise nell’omonimo disco di John Coltrane : Nancy (with the Laughing Face).
A questo punto, Pieranunzi presenta un proprio arrangiamento di un brano di Wayne Shorter, per rendere omaggio alla grandezza del compositore e del musicista. E’ Nefertiti, che diede il titolo ad un Lp dello strepitoso “Miles Davis Quintet”, completato da Ron Carter, Herbie Hancock e Tony Williams.
E’ un tema di 16 misure che si ripete circolarmente. E’ talmente bello, ricorda Pieranunzi, che né Miles, né gli altri hanno fatto delle improvvisazioni. Noi ci proveremo e vediamo il risultato.
Il risultato è stato senz’altro positivo, per la bravura del Duo e l’attenzione e la stima verso un musicista, cui il pianista ha dedicato il disco The Enrico Pieranunzi trio plays the Music of Wayne Shorter : tra gli undici titoli in scaletta c’è anche Nefertiti.
Non poteva mancare un brano di Bill Evans. Pieranunzi ne sceglie uno, che l' autore suonò poche volte : è Only Child, inciso in trio con Eddie Gomez (contrabbasso) e Shelly Manne (batteria).
Il riarrangiamento è nostro – ha precisato il pianista – e lo suoniamo per la prima volta davanti a un pubblico.
Arriva il tempo dei saluti e il duo esegue uno Standard plurinterpretato sia dai musicisti di professione, sia da coloro che cercano di imparare il linguaggio del Jazz : All the Things you are di Jerome Kern (1885 – 1945).
Applausi affettuosi fanno rientrare il duo per eseguire una scoppiettante versione di un brano di Duke Ellington, Take the Coltrane, contenuto nel disco Duke Ellington & John Coltrane.

