lunedì 28 maggio 2012 - domenico

Il diritto allo shopping di Anna Finocchiaro

La classica tempesta in un bicchiere d’acqua. O un espediente per vendere qualche copia in più, soffiando sul fuoco dell’antipolitica, quel fuoco che sembra stia per incenerire un ceto politico improvvisamente vecchio, superato, messo in croce da un comico prima sottovalutato e ora temuto.

La vicenda, che ha fatto immediatamente il giro del web, è quella relativa alle immagini pubblicate dal settimanale berlusconiano “Chi”, diretto da Alfonso Signorini, che immortalano lo shopping all’Ikea della senatrice del Pd Anna Finocchiaro, accompagnata da tre uomini della sua scorta. Le foto ritraggono gli agenti intenti a consigliare la presidente dei senatori democratici nell’acquisto di padelle antiaderenti e mentre sospingono il carrello della spesa.

E giù con le battute degli internauti sui bodyguard utilizzati come colf e sull’improprio e discutibile impiego di denaro pubblico per scopi privati. Twitter, per certi versi, ha le dinamiche tipiche dei funerali. Avete presente il momento in cui, alla fine del rito funebre, qualcuno schiocca l’applauso (evvai!) e immediatamente tutta la chiesa esplode? Ecco, più o meno, sul social network più trendy del momento, accade la stessa cosa. L’hashtag #finocchiarovergogna è subito balzato tra i primi posti degli argomenti di discussione. Sentenza: la scorta dovrebbe svolgere altre mansioni, non fare la spesa. Le foto incriminate non sarebbero altro che l’ennesima prova dei privilegi e dell’arroganza della Casta. 

Devo ammettere che, in questa circostanza, non riesco a seguire il coro di indignazione del “popolo della rete”. La reazione mi sembra eccessiva, scomposta, per quello che, a mio avviso, rimane principalmente un gesto di cortesia. Quale uomo, accompagnando una donna in un centro commerciale, non si sobbarca del lavoro “pesante” (trasporto del carrello della spesa e sistemazione dei pacchi sulla macchina)? Sarebbe anomalo il contrario. La scorta, poi, segue il soggetto da proteggere ovunque, negli spostamenti che questi compie da politico e in quelli in cui veste i panni del cittadino comune: in Parlamento, all’Ikea, dal fruttivendolo o dalla parrucchiera. Lo fa perché è quello il suo lavoro. La domanda da porre, semmai, dovrebbe riguardare l’opportunità che a molti politici sia assegnata una scorta. Sul punto (“Avere la scorta per me non è un piacere. Mi è stata imposta e nonostante ciò provo a fare una vita normale, anche da Ikea”), la stessa senatrice ha tenuto a precisare di avere chiesto la revoca del servizio “circa tre mesi fa, ma la risposta è stata negativa”.

Tornando a Signorini, considero più discutibile la sua intervista a Ruby “rubacuori” per la trasmissione televisiva Kalispera, durante la fase più torrida dello scandalo che coinvolse l’ex premier e la “nipote di Mubarak”. Ma quella era un’altra storia. E, a ben vedere, un altro Signorini.



7 réactions


  • (---.---.---.219) 28 maggio 2012 10:23

    ...patetico tentativo di salvare in corner l’ennesimo gesto ridicolo della casta...


  • domenico domenico (---.---.---.151) 28 maggio 2012 10:33

    certo, notoriamente io faccio parte della casta...

    e comunque, per me il problema è la scorta, non la spesa fatta con la scorta al seguito. Se non si capisce questa differenza è inutile stare qua a discutere


  • (---.---.---.228) 28 maggio 2012 11:19

    articolo degno de "il giornale".
    Vi commentate da soli. Che pena..


  • paolo (---.---.---.113) 28 maggio 2012 11:24

    Signorini è un ectoplasma ,non merita commenti . Appunto è proprio la scorta il punto centrale della questione .
    Ma perché la scorta alla Finocchiaro ,per quale motivo ,tanto più che lei stessa ne ha chiesto la revoca .
    Perché è in un super market in Sicilia ? ,perché è senatrice ? perchè ha ricevuto minacce ? perchè è del PD ? ,insomma ti sarei grato se ti riuscisse sapere il perché e chi è che decide le scorte.

    Perché se tutti senatori hanno tre uomini di scorta ,fatevi un po’ di conti e poi venitemi a dire che è colpa di Mario Monti se sta andando tutto a puttana.
    ciao


  • (---.---.---.34) 28 maggio 2012 13:15

    E se invece del fotografo ci fosse stato un attentatore? Gli agenti di scorta sarebbero nella condizione migliore per fare il loro lavoro? Quella che tu chiami gesto di cortesia nel lavoro del body-guard è una mancanza di attenzione pericolosissima per il protetto e per loro stessi.


  • domenico domenico (---.---.---.207) 28 maggio 2012 17:07

    Tanto per essere ancora più chiari, visto che evidentemente non mi sono spiegato bene, io abolirei la scorta a spese dello Stato per tutti i parlamentari. Con tutto quello che un deputato o un senatore percepisce a ogni fine mese, può benissimo pagarsi due guardie del corpo privatamente.

    Detto questo, la scorta (pagata dallo Stato o meno) segue il soggetto che protegge ovunque, anche all’Ikea.


  • (---.---.---.210) 28 maggio 2012 19:31

    Ma per cortesia. Solo chi non ha visto l’intervista del signorini a rubi può ancora dargli credito. Per cortesia. Un pò di decenza!!!!!!!!!!!


Lasciare un commento