mercoledì 15 gennaio - Osservatorio Globalizzazione

Il caso Soleimani e la “nuova Guerra Fredda” tra USA e Cina

Il recente omicidio del generale iraniano Qasem Soleimani è stato considerato una sorta di “casus belli” e, stando a diversi analisti, potrebbe aver posto le basi per una futura guerra tra l’Iran e gli Stati Uniti. 

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Certi opinionisti hanno anche parlato della possibilità di un’imminente escalation militare e del rischio di un eventuale scoppio della terza guerra mondiale, un’ipotesi che è stata considerata comunque decisamente ‘allarmista’ da parte di diversi giornalisti(1).

Tale supposto rischio risulta essere momentaneamente rientrato e ciò a seguito della relativa “normalizzazione” diplomatica tra States e Iran, avvenuta a seguito della ‘tiepida’ reazione militare iraniana e al conseguente discorso di Donald Trump, discorso che è stato ritenuto parzialmente conciliante e tendenzialmente ‘moderato'(2).

Intanto, negli ultimi giorni diversi esperti hanno avanzato delle interessanti ipotesi relative alle motivazioni e agli interessi che starebbero dietro l’omicidio del comandante delle Brigate Al Qds. Tra di esse, una delle più plausibili è quella che lega l’eliminazione di Soleimani al contesto della ‘nuova guerra fredda’ tra gli Stati Uniti D’America e la Repubblica Popolare Cinese.

L’alleanza militare tra Cina, Russia e Iran

In un articolo pubblicato su Famiglia Cristiana(3), il noto giornalista Fulvio Scaglione ha avanzato delle tesi molto interessanti da un punto di vista geopolitico e geostrategico. Entrando nei dettagli, Scaglione ha ipotizzato che l’eliminazione del generale iraniano non ha costituito esclusivamente un mero attacco alla Repubblica Islamica dell’Iran ma, al contempo, un tentativo di destabilizzazione nei confronti della sempre più forte intesa militare tra la Cina e la Russia nell’area mediorientale.

Nell’articolo il giornalista ha anche ricordato che il 27 dicembre 2019 erano iniziate delle importanti esercitazioni navali congiunte tra lo stesso Iran, la Russia e la Cina. Scaglione ha anche segnalato che, durante un colloquio tenutosi a Pechino tra Mohammad Zarif e Wan Yi, lo stesso ministro degli Esteri cinese ha dichiarato che l’Iran e la Cina dovrebbero “lavorare insieme contro l’unilateralismo e il bullismo internazionale”.

Il ruolo dell’Iran nel progetto della Nuova Via della Seta

Un’altra tesi molto interessante è quella che collega l’omicidio di Soleimani al contesto della “nuova guerra fredda” è stata portata avanti, in un articolo sul Manifesto, da parte di Manlio Dinucci. Dinucci ha ricordato che l’Iran esercita un ruolo di primo piano nell’ambito dell’ambizioso progetto cinese della ‘Nuova Via della Seta’, varato nel 2013 e che si prospetta dovrà diventare realtà entro il 2049(5).

Tale progetto, argomenta Dinucci, consiste nella realizzazione di una grande rete ferroviaria e viaria che possa collegare la Cina all’Europa passando per l’Asia Centrale, il Medio Oriente e la Russia. Nell’ambito della sua realizzazione, la stessa Repubblica Popolare Cinese sta effettuando degli imponenti investimenti di circa 400 miliardi di dollari.
Andando maggiormente nello specifico, almeno 120 miliardi di dollari saranno utilizzati nella realizzazione di infrastrutture dei trasporti.

La Cina, principale partner commerciale dell’Iran

Nel già citato articolo scritto sul Manifesto, Manlio Dinucci ha segnalato che almeno 280 miliardi di dollari saranno investiti nell’industria del gas, in quella petrolchimica e in quella petrolifera. Proprio a proposito delle ‘relazioni petrolifere’ tra Cina e Iran ci sono da segnalare dei dati riportati in un interessante articolo d’approfondimento scritto da Federico Giuliani e pubblicato su Inside Over(5).

Nell’articolo Giuliani ha riportato che, stando ai dati del novembre 2019, la nazione asiatica ha importato ben 547.758 tonnellate di petrolio iraniano e ciò costituirebbe una quantità decisamente rilevante, seppur in calo rispetto alle 3,07 milioni di tonnellate registrate ad aprile.
Oltre a ciò, l’articolista ha ribadito che la Cina costituisce il principale partner commerciale iraniano e ha ricordato che lo stesso paese asiatico risulti essere strategicamente importante anche nell’ambito della vendita di armi.

Nell’articolo di Inside Over è stato anche segnalato, citando il South China Morning Post, che già negli anni ottanta la Cina aveva fornito hardware militare durante la guerra combattuta tra l’Iran e l’Iraq di Saddam Hussein.

NOTE:

(1) https://www.esquire.com/it/news/politica/a30389023/terza-guerra-mondiale-soleimani/
(2) http://www.agensir.info/mondo/2020/01/09/usa-iran-trump-finche-saro-presidente-a-teheran-non-sara-mai-permesso-di-avere-unarma-nucleare/
(3) https://m.famigliacristiana.it/articolo/il-vero-obiettivo-di-trump-non-era-l-iran-ma-la-cina-e-la-russia.htm
(4) https://ilmanifesto.it/la-cina-non-solo-liran-sotto-tiro-usa-in-medioriente/
(5) https://it.euronews.com/2017/07/11/con-la-cina-sulla-nuova-via-della-seta
(6) https://it.insideover.com/politica/armi-petrolio-e-commercio-il-triplice-legame-che-unisce-iran-e-cina.html

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