lunedì 29 giugno 2009 - Ettore Scamarcia

Il Diritto all’oblio esteso a Internet

Il 23 giugno il DDL Lussana è passato all’esame della II Commissione Giustizia. La proposta di legge prevede nuove disposizioni in materia della tutela della privacy su Internet, in particolare sul cosiddetto "Diritto all’oblio".

I politici ci hanno già provato con l’emendamento D’Alia e con la legge Carlucci. Ora ci riprovano con un nuovo emendamento: diritto all’oblio su Internet. La proposta è stata presentata il 20 maggio scorso, ma soltanto alcuni giorni fa il testo è passato all’esame della II Commissione Giustizia. Il politico di turno a cui spetta difendere nuovamente la Casta è stavolta Carolina Lussana, eletta tra le file della Lega Nord. Sua infatti la proposta che è passata al vaglio della commissione, di cui la Lussana è la vicepresidente.

Il Diritto all’oblio è stato recepito da tempo dalla legislazione italiana. In pratica la legge prevede che un individuo che abbia commesso un reato, una volta che l’opinione pubblica ne sia stata correttamente informata e il reo abbia scontato la pena, al fine di favorirne il reinserimento nella società, si obbligano gli organi di stampa o chiunque voglia tentare di rievocarne i reati commessi a non renderli più noti.

La baldanzosa leghista ha presentato un DDL diviso in più articoli.
L’art. 1 recita così: Salvo che risulti il consenso scritto dell’interessato, non possono essere diffusi o mantenuti immagini e dati, anche giudiziari, che consentono, direttamente o indirettamente, l’identificazione della persona già indagata o imputata nell’ambito di un processo penale, sulle pagine internet liberamente accessibili dagli utenti o attraverso i motori di ricerca esterni al sito in cui tali immagini o dati sono contenuti. E in base alla gravità dei delitti commessi, si decide per quanto tempo la fedina penale del reo può essere consultabile su Internet.

L’art. 2 stabilisce le sanzioni in caso di inottemperanza alla legge. Se dalla denuncia dell’interessato trascorrono tre mesi senza che i dati personali riguardanti vecchi reati vengano rimossi, il Garante della Privacy può applicare nei confronti dei soggetti responsabili un’ammenda che va dai 5.000 ai 100.000 euro e disporre la rimozione dei dati personali trattati illecitamente.

L’art. 3 è una sorta di "contentino", in quanto stabilisce una serie di tutele in cui tale legge non si può applicare, ovvero in caso di condanna all’ergastolo, di reato di terrorismo, di genocidio o di strage. Inoltre il DDL non si applica al trattamento dei dati per ragioni di giustizia da parte degli organi giudiziari, del CSM e del Ministero della Giustizia o per ragioni di ricostruzione storica e giornalistica.

L’art. 4 riconosce all’interessato il diritto al risarcimento del danno.

L’art. 5 compie delle modifiche sostanziali al decreto legislativo n. 196 del 30 giugno 2003, applicando la stringa "su Internet" alle disposizioni vigenti in materia di tutela di diritto all’oblio.

Premesso che politici ovviamente non interessa un fico secco della tutela dei cittadini, il DDL è semplicemente l’ennesimo provvedimento governativo volto a limitare sempre più la libertà su Internet. Una sorta di lottizzazione che, dopo aver intaccato televisione e giornali, mira anche ad Internet. Anche perchè la semplice minaccia pecuniaria di 100.000 euro indurrà automaticamente i provider ad oscurare quelle pagine che riportano dei dati sensibili.

Ci chiediamo ora: è giusto che un diritto sacrosanto come quello all’oblio venga strumentalizzato per fini politici? Perchè poi mirare direttamente alla Rete? Il forte rischio è che i reati commessi da politici ed industriali vengano per legge cancellati e dunque dimenticati dall’opinione pubblica.



11 réactions


  • Damiano Mazzotti Damiano Mazzotti (---.---.---.198) 29 giugno 2009 14:18

    forse chi ci governa non si rende conto che se vanno avanti di questo passo e va qualcosa di storto a livello economico tutti i vecchi politici verranno ricercati come nel far west o marchiati a vita come le vacche...


  • Massimo (---.---.---.3) 29 giugno 2009 16:22

    Il forte rischio? Ma è propriop l’obiettivo ultimo questa ennesima legge porcata. Mi pare chiaro.


    • eptor10 (---.---.---.174) 29 giugno 2009 17:44

      Infatti. Più che un rischio è una certezza.


  • (---.---.---.4) 29 giugno 2009 18:17

    Internet per i politici nostrani e di tutto il mondo è un tormento. Questo DDL, coincide proprio con la legge emanata in cina che dal 1 luglio tutti i PC devono essere dotati di un filtro per evitare che il popolo cinese possa visitare i siti pornografici.
    La politica modiale ha una fantasia incredibile per aggirare la parola CENSURA.
    la trasparenza non piace proprio alla politica 


  • Roberto (---.---.---.83) 29 giugno 2009 18:27

    Si dovranno bruciare tutti i libri di storia?


  • l’incarcerato (---.---.---.21) 29 giugno 2009 18:43

    Ho il timore che se si continua così, dovremmo organizzarci e ritornare alla stampa clandestina. Ma molti di noi ne avranno voglia?


  • sergio (---.---.---.112) 29 giugno 2009 19:54

    credevo che con il lodo alfano. le intercettazioni,col trasferimento dei giudici scomodi ecc. ecc. avessimo toccato il fondo. mi sono sbagliato. chissà cosa ci dobbiamo aspettare ancora.


  • (---.---.---.182) 30 giugno 2009 08:57

    Onorevole Carolina Lussana

    PIANISTA

    Guarda la foto:

    http://buffa.blogautore.repubblica.it/files/2008/11/pianista.jpg

    VERGOGNA
    LEGA LADRONA


  • max (---.---.---.90) 30 giugno 2009 09:36

    Già l’informazione è in uno stato pietoso e con questa legge veramente andiamo all’ultimo posto in libertà di stampa.
    Perchè sono tutti così attenti a difendere "caino" e nessuno per i tanti "abele" che tutti i giorni devono fare i salti mortali per campare dignitosamente????????


  • screwu (---.---.---.13) 30 giugno 2009 14:50

    questo articolo e’ ridicolo, a Grillo e Co. l’unica cosa che interessa e fare qualche miliardo di euro con il traffico generato nei suoi portali a spese di persone che vengono marcate come le vacche, altroche Privacy....mi fate ridere.......non mi sembra di veder niente contro la Lussana in internet, fino ad oggi, riuscite ad infangare un nome in piu’...come siete tanto anni ’70, perche non riorganizzate le BR e le date una medaglia d’onore


  • kthrcds (---.---.---.210) 5 luglio 2009 09:54

    In un film del 1963 (Ro.Go.Pa.G. - Laviamoci il cervello; episodio “La ricotta”, diretto da Pier Paolo Pisolini) Orson Welles risponde così ad un giornalista che gli chiede una definizione della borghesia italiana: “la borghesia più ignorante d’Europa”. Da 15 anni questa borghesia riconosce in Silvio Berlusconi il suo più degno rappresentante. Da oltre un quarto di secolo, giorno dopo giorno, la coltre oscurantista diffusa dalla tv e dalla stampa spazzatura ha soffocato le coscienze e ottenebrato le menti.

    Come la teocrazia iraniana, la silviocrazia italiana non tollera l’opposizione e intende limitare le libertà di stampa e di espressione. Più creativo degli ayatollah, Berlusconi è riuscito persino a trasformare la tragedia de L’Aquila in una sorta di reality show televisivo all’interno di un’enorme caserma.

    Non so quale futuro avrà l’Italia, ma non credo che sarà un qualcosa di cui vantarci.


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