mercoledì 11 marzo 2015 - Giacomo Nigro

I capponi di Renz(i)

“Lascio poi pensare al lettore, come dovessero stare in viaggio quelle povere bestie, così legate e tenute per le zampe, a capo all’in giù, nella mano d’un uomo il quale, agitato da tante passioni, accompagnava col gesto i pensieri che gli passavan a tumulto per la mente. Ora stendeva il braccio per collera, ora l’alzava per disperazione, ora lo dibatteva in aria, come per minaccia, e, in tutti i modi, dava loro di fiere scosse, e faceva balzare quelle quattro teste spenzolate; le quali intanto s’ingegnavano a beccarsi l’una con l’altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura.” 

Poi venitemi a dire che don Lisander non la sapeva lunga. Ne sapeva di passato, presente e futuro che poi sarebbe il nostro presente.

Eccolo il presente: “La nostra posizione alla Camera sulla riforma costituzionale è una scelta condizionata alla volontà di non far fallire il percorso riformatore” (comunicato alla plebe da parte dei parlamentari di SinistraDem).

Traduzione: Renzi è pessimo quale nostro capo, ma noi, che siamo buoni, crediamo che le riforme sono indispensabili, bisogna farle ad ogni costo e quindi facciamole pure come le vuole il nostro segretario che tira dritto e nulla sente e considera. La nausea mi prende e m’intorpida il pensiero quindi ognuno si scelga i propri azzeccagarbugli e i propri capponi, ce ne sono a iosa e in ogni parte.

Se passa Renzi, il Senato sarà composto dai consiglieri regionali eletti non per fare i senatori. Lo faranno part time e con compiti fumosi. Il popolo sovrano, dell’Articolo 1 della Costituzione, sarà definitivamente messo da parte dall’Italicum che riempirà l’unica Camera residua di nominati.

 

Foto: Palazzo Chigi/flickr



3 réactions


  • (---.---.---.179) 11 marzo 2015 21:25

    Grande bordello! Chi è causa del suo mal pianga se stesso.


    • (---.---.---.6) 12 marzo 2015 08:32

      Parole sante. Continuate a votare il Partito a Delinquere.


  • Giacomo Nigro Giacomo Nigro (---.---.---.200) 12 marzo 2015 13:51

    L’intervento che Sergio Mattarella pronunciò da deputato il 20 ottobre 2005 in occasione del dibattito sul disegno di legge di revisione costituzionale del centrodestra, con il titolo: “Non è vostra proprietà” in difesa della Costituzione, trasformato in editoriale de "Il Fatto Quotidiano" mi pare, a caldo, un promemoria per lo stesso Mattarella che non ha speso una parola (salvo che non me la sia persa) per ostacolare o almeno commentare lo scempio. Scempio che spero sia stoppato da un ripensamento del Parlamento che ha ancora tecnicamente la possibilità di intervenire a completamento della prima e in seconda lettura. Mi pare un silenzio assordante.


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