mercoledì 29 gennaio 2014 - Carla Mereu

I banchieri di Londra si suicidano in massa

Martedì mattina, nella capitale britannica un dipendente della JP Morgan si è suicidato buttandosi dal 50esimo piano del palazzo nel quale lavorava, nel quartiere finanziario di Canary Wharf

 

Gabriel Magee aveva solo 39 anni ed era il vice presidente della divisione CIB Technology, lavorava nella stessa azienda dal 2004; il portavoce della JP Morgan ha espresso rammarico per la perdita del "valido collaboratore".

I soccorsi sono stati chiamati poco dopo l’impatto dell’uomo sul tetto del nono piano, intorno alle 8 di mattina. Numerosi i tweet lanciati dagli impiegati degli uffici adiacenti, in particolare sul tempo che è servito alla polizia per rimuovere il corpo e fare i rilevamenti necessari.

«Non è una bella vista dal mio palazzo. Il corpo è ancora sul tetto del nono piano. Che tristezza», si legge in un tweet. «Il corpo però è ancora lì. Ci chiediamo il perché». «Una brutta vista dalla mia scrivania. Ancora nessuno si è avvicinato al cadavere, molto strano».

La morte, comunque, è stata dichiarata “non sospetta” da un portavoce della polizia londinese, sebbene i dubbi non manchino. Infatti, lo stesso giorno il portavoce della Deutsche Bank ha dichiarato che è stato trovato morto anche l’ex dirigente della banca, ora in pensione: William Broeksmit. Sarebbe stato trovato impiccato nella sua abitazione in Evelyn Gardens a Chelsea, il benestante quartiere nella West London. Aveva 58 anni. Anche in questo caso le autorità sono convinte si tratti di suicidio.

Ma non è tutto: la settimana scorsa è morto improvvisamente anche Tim Dickenson, direttore del settore comunicazioni alla banca Swiss Re; in questo caso le circostanze del suo decesso sono state tenute riservate.

Molti casi simili sono accaduti a Londra dal 2012 a oggi e hanno generato un ambio dibattito sulle condizioni di lavoro e stress a cui sono sottoposti lavoratori e stagisti nel settore finanziario, soprattutto per la forte competitività che implica il settore stesso. D’altronde 3 morti nel giro di una settimana non sono certo pochi...

Il Wall Street Journal oggi ha dato spazio al problema, riportando che alcune banche, tra cui il Credit Suisse, la Bank of America e altre, stanno introducendo misure per la riduzione degli orari di lavoro e dei turni nel fine-settimana che i lavoratori passano in azienda; sperando che questo possa attenuare questa drammatica situazione. 



6 réactions


  • (---.---.---.87) 29 gennaio 2014 18:02

    Un consiglio spassionato: cambiate lavoro!


  • (---.---.---.40) 1 febbraio 2014 14:44

    Poi c’era anche quel ragazzo stagista morto per troppo lavoro sempre a Londra...

    Insomma, non è un bel momento...


  • (---.---.---.176) 2 febbraio 2014 23:06

    Mi chiedo se queste morti si sarebbero potute evitare... credo che esistano segnali e comportamenti premonitori dei gesti estremi... che qualcuno potrebbe individuare


  • (---.---.---.180) 3 febbraio 2014 11:26

    Ancora troppo pochi...


  • (---.---.---.180) 3 febbraio 2014 17:36

    Molti dicono bisogna lavorare di più, io dico, lavorare meglio,si lavora per vivere e non vivere per lavorare.

    La mentalità del consumismo, per creare lavoro,il consumismo necessario è una cosa: il consumismo eccessivo, crea sprechi, rifiuti, inquinamento, e costringe l’umanità, a lavorare fino a trasformarsi ad animale. ( con il dovuto rispetto per gli animali).
     Tutto questo è dettato da un sistema che favorisce alcuni,senza rispetto per altri.
     La storia ormai si ripete da secoli, quando troveremo il giusto equilibrio nel rispetto di tutte le dinamiche della vita? 

  • (---.---.---.250) 8 febbraio 2014 10:14

    Oggi le banche sono istituzioni senza etica finalizzate al profitto a tutti i costi capaci di strozzare intere nazioni e la competizione interna sottopone i dipendenti ad uno stress insostenibile. Gli emolumenti elargiti sono pingui ma qualche volta il prezzo da pagare è la vita. 


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