venerdì 4 giugno - Riccardo Noury - Amnesty International

Hong Kong, ancora vietata la commemorazione di Tiananmen

Dal 1990, ogni anno alla vigilia dell’anniversario del massacro avvenuto a Pechino il 4 giugno 1989, decine di migliaia di persone si radunano con delle candele accese a Victoria Park, nel centro di Hong Kong. 

Ma per il secondo anno consecutivo, così come hanno fatto quelle di Macao, le autorità di Hong Kong hanno vietato lo svolgimento delle commemorazioni per le vittime di Tiananmen. Anche questa volta per giustificare il divieto è stata citata la pandemia da Covid-19, anche se i numeri del contagio sono davvero bassi.   

Amnesty International ha chiesto alle autorità di Hong Kong di consentire lo svolgimento di manifestazioni pacifiche e si è detta preoccupata per le anticipazioni della stampa locale, secondo le quali vi saranno arresti e condanne fino a cinque anni di carcere ai sensi della legge sulla sicurezza di Hong Kong, entrata in vigore un anno fa.

Nella commemorazione del 2020, svoltasi nonostante il divieto, totalmente pacifica e nel pieno rispetto delle norme sul distanziamento fisico, vennero arrestate 24 persone.

Quattro di loro – Joshua Wong, Lester Shum, Tiffany Yuen and Jannelle Leung – sono in carcere per “manifestazione non autorizzata”. Le altre 20, tra cui il direttore di un quotidiano, Jimmy Lai (già condannato in relazione alle proteste del 2019) e vari esponenti dell’Honk Kong Alliance, andranno a processo per lo stesso reato nelle prossime settimane.




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