venerdì 21 febbraio - Agostino Spataro

Guerra in Siria: i danni siano risarciti dagli aggressori

In questo periodo, si sono intensificati gli appelli e le collette promossi da diverse organizzazioni umanitarie per chiedere ai cittadini contributi al fine di alleviare le terribili sofferenze delle popolazioni, dei bambini siriani vittime dei bombardamenti e/o rifugiati in vari Paesi mediorientali e d'Europa.

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Damasco, giugno 1981- Il Presidente Hafez Assad riceve le delegazioni straniere, fra cui quella italiana composta dagli onn. Agostino Spataro, Lussignoli e Alberini.b

Iniziative lodevoli, certamente. Tuttavia, queste benemerite organizzazioni, per essere credibili, dovrebbero denunciare al mondo, dire ai cittadini cui chiedono l'obolo chi (e perché) ha provocato, in oltre 8 anni di guerra alla Siria, il disastro materiale e umanitario, l'esodo di milioni di cittadini.

Com'é noto, l'aggressione é stata ideata e realizzata da uno schieramento di Stati quali la Francia, gli Usa (di Obama), la Turchia, l'Arabia Saudita, Israele, ecc che hanno usato, abbondantemente, i “servizi” di talune organizzazioni terroristiche quale Isis, ecc. responsabili di stragi orrende fra i civili, soprattutto fra i curdi e i cristiani siriani.
Oggi, il governo siriano, con l'appoggio militare e politico della Russia, ha riconquistato quasi l'intero suo territorio e vuole completare lo sforzo per il recupero della piena sovranità nazionale sulla Siria.

Con la riconquista si pone il problema enorme del rientro di milioni di profughi (che é bene notarlo senza questa guerra non ci sarebbero stati!) e della ricostruzione delle città, delle infrastrutture e dell'economia della Siria. Si teme che possa ripetersi la solita manfrina ossia che i Paesi aggressori e distruttori passano la fattura della ricostruzione alla comunità internazionale, all'Unione Europea e, appunto, ai singoli cittadini.
Un comportamento inammissibile, moralmente e politicamente. A risarcire devono essere, in primo luogo, i Paesi aggressori che hanno provocato e alimentato la guerra. Altrimenti sanzioni.

L'Italia, che non ha partecipato al piano di aggressione alla Siria, dovrebbe far sentire la sua voce per riportare la pace in Siria, in Medio Oriente e nel Mediterraneo, anche in nome dei tradizionali buoni rapporti intrattenuti con queste realtà, a partire dagli anni '70' a oggi.
A quel tempo, le nostre relazioni con la Siria di Assad/padre erano assai intense, rispettose e reciprocamente vantaggiose ed erano ricercate e sostenute da un ampio schieramento politico e parlamentare (Dc, Pci, Psi) ossia dall'80% del Parlamento italiano..
Nel nostro piccolo, anche noi contribuimmo, sempre per conto del Pci, a rafforzare la politica di pace e di cooperazione dell'Italia con la Siria e con tutti gli altri Paesi arabi del Medio Oriente e del Mediterraneo. Sotto due documenti (dal mio archivio) relativi alla creazione dell’Unione parlamentare italo-siriana e a una missione politica unitaria a Damasco nel giugno del 1981. (a.s.)

 

Articolo connesso "Siria perché; il cerchio MENA” https://www.ildialogo.org/noguerra/NotizieCommenti_1491659855.htm

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