lunedì 31 maggio 2010 - Damiano Mazzotti

Goldman Sachs finge di sostenere la riforma del sistema finanziario USA

a cura della redazione di www.campidoglio.org

La Goldman Sachs dichiara di essere pienamente favorevole ad un drastico cambiamento del sistema finanziario americano ma in realtà agisce in maniera opposta.

La Goldman infatti non ha ancora richiamato l’esercito di lobbisti che girano per Washington D.C. a difendere gli interessi del colosso bancario di Wall Street.

Neanche di fronte al recente “crackdown” contro gli speculatori selvaggi, Goldman inclusa.

I lobbisti della Goldman Sachs, in particolare, mirano ad evitare misure che limitino l’uso di prodotti derivati sui mercati. Ufficialmente i derivati sono prodotti sofisticati che permettono alle banche investitrici di controbilanciare altri investimenti. Ma in realtà sono prodotti fatti per favorire una speculazione senza limiti e con consequenze potenzialmente catastrofiche. I derivati sono accusati da molti di aver infiammato la crisi che ha portato alla gravissima recessione degli ultimi due anni.

La Goldman Sachs è in un periodo nero come immagine. Dopo il suo ruolo in questa crisi, messo a nudo clamorosamente dal caso dei mutui erogati da una parte e dalle scomesse contro la riuscita di quei stessi mutui, dall’altra, c’è anche il caso della causa civile intentata dalla Sec (Securities and Exchange Commission, la nostra CONSOB) contro la Goldman. Ma il futuro del colosso di Wall Street non sarà così nero come dichiarano alcuni. La Goldman rimane comunque la banca più influente dei sei grandi istituti finanziari americani.

I dati del Senato USA raccontano cose interessanti: la Goldman Sachs ha assunto 40 lobbisti, tutti ex impiegati statali americani, solo per lottare contro la riforma del sistema finanziario. La Goldman ha 14 aziende di lobbying professionali al suo servizio. Nessun’altra banca americana impiega un numero così alto di aziende di lobbying.

Nei primi mesi del 2009 i record dimostrano che la Goldman Sachs ha speso quasi 6 milioni di dollari per il lobbying. In tutto, dal 2008, le grandi banche americane hanno speso 600 milioni di dollari solo in attività legate al lobbying.

Torniamo alla riforma del sistema finanziario USA. Il CEO della Goldman Sachs, Lloyd Blankfein sembra essere favorevole alla riforma: “Io credo che in realtà è assolutamente essenziale che ci sia”. Ma il portavoce della Commissione di Servizi Finanziari, Steve Adamske, descrive la riforma come “particolarmente dura contro Wall Street”. Continua dicendo “molte aziende sono venute a parlarci della riforma. Non piace proprio a nessuno” avrebbe detto Adamske al Huffington Post.

“Mentre i derivati sono prodotti importanti che aiutano aziende ed istituzioni finanziarie a maneggiare il rischio, serve piu’ trasparenza per il pubblico e per i regolatori nonche’ dei paletti per il modo in cui vengono utilizzati” dice ancora Blankfein. Ma anche dei parlamentari avrebbero ammesso che le grandi banche stanno lavorando molto per evitare una riforma finanziaria. Prima hanno cerato di “uccidere” l’idea di una riforma. Perso quella di battaglia, hanno cercato di “annaquare” i testi che giravano in parlamento. 

Soprattuto sulla questione “derivati”, un settore dove la Goldman Sachs è molto attiva. Una ricerca della Bernstein Research dice che Goldman Sachs potrebbe perdere il 41% degli utili se l’attuale versione della riforma finanziaria (che limita l’uso di prodotti derivati) diventsasse legge.

L’articolo sul Huffington Post racconta altri interessanti particolari: “L’azienda che ha avuto il sopranome di ’Government Sachs’ ha una lunga tradizione di ’scambi’ tra i suoi impiegati e quelli del governo federale americano. Gli esempi più recenti sono gli ultimi due ministri del Tesoro USA, Henry Paulson e Robert Rubin, entrambi della Goldman Sachs.

La Goldman sta quindi conducendo due battaglile contemporaneamente. Da una parte contro la riforna finanziaria e per mantenere la possibilità di usare prodotti derivati per guadagnare come fa ora, e dall’altra si prepara a difendersi dalla causa civile della SEC. Oltre ad una bella squadra legale possiamo aspettarci anche una squadra di lobbisti che potrebbe essere utilizzata nei prossimi mesi. Per ora non esistono conferme al riguardo, ma già girano voci su un possible accordo tra la Goldman Sachs e la SEC sulla causa intentata da quest’ultima conto lo squalo di Wall Street.

Ma se la vicenda della causa SEC sembra risolversi, la battaglia sul fronte riforma sembra andare nella direzione opposta, almeno per ora. Venerdì il Senato USA ha varato una riforma del sistema finanziario che tra le tante cose include anche una rigida regolamentazione del mercato dei derivati. La versione uscita dalla Camera dei Deputati americana invece non la include. Quando uscirà la versione congiunta sapremo se la Goldman Sachs ha vinto anche questa di battaglia. 

a cura della redazione di www.campidoglio.org



1 réactions


  • Damiano Mazzotti Damiano Mazzotti (---.---.---.246) 20 luglio 2010 20:15

    Questo articolo non è mio. Mi è stato attribuito dopo un guasto tecnico dovuto ad un attacco Hacker nella terza settimana di luglio


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