Goldman Sachs finge di sostenere la riforma del sistema finanziario USA
a cura della redazione di www.campidoglio.org
La Goldman Sachs dichiara di essere pienamente favorevole ad un drastico cambiamento del sistema finanziario americano ma in realtà agisce in maniera opposta.

Neanche di fronte al recente “crackdown” contro gli speculatori selvaggi, Goldman inclusa.
I lobbisti della Goldman Sachs, in particolare, mirano ad evitare misure che limitino l’uso di prodotti derivati sui mercati. Ufficialmente i derivati sono prodotti sofisticati che permettono alle banche investitrici di controbilanciare altri investimenti. Ma in realtà sono prodotti fatti per favorire una speculazione senza limiti e con consequenze potenzialmente catastrofiche. I derivati sono accusati da molti di aver infiammato la crisi che ha portato alla gravissima recessione degli ultimi due anni.
I dati del Senato USA raccontano cose interessanti:
Nei primi mesi del 2009 i record dimostrano che
Torniamo alla riforma del sistema finanziario USA. Il CEO della Goldman Sachs, Lloyd Blankfein sembra essere favorevole alla riforma: “Io credo che in realtà è assolutamente essenziale che ci sia”. Ma il portavoce della Commissione di Servizi Finanziari, Steve Adamske, descrive la riforma come “particolarmente dura contro Wall Street”. Continua dicendo “molte aziende sono venute a parlarci della riforma. Non piace proprio a nessuno” avrebbe detto Adamske al Huffington Post.
“Mentre i derivati sono prodotti importanti che aiutano aziende ed istituzioni finanziarie a maneggiare il rischio, serve piu’ trasparenza per il pubblico e per i regolatori nonche’ dei paletti per il modo in cui vengono utilizzati” dice ancora Blankfein. Ma anche dei parlamentari avrebbero ammesso che le grandi banche stanno lavorando molto per evitare una riforma finanziaria. Prima hanno cerato di “uccidere” l’idea di una riforma. Perso quella di battaglia, hanno cercato di “annaquare” i testi che giravano in parlamento.
Soprattuto sulla questione “derivati”, un settore dove
L’articolo sul Huffington Post racconta altri interessanti particolari: “L’azienda che ha avuto il sopranome di ’Government Sachs’ ha una lunga tradizione di ’scambi’ tra i suoi impiegati e quelli del governo federale americano. Gli esempi più recenti sono gli ultimi due ministri del Tesoro USA, Henry Paulson e Robert Rubin, entrambi della Goldman Sachs.
Ma se la vicenda della causa SEC sembra risolversi, la battaglia sul fronte riforma sembra andare nella direzione opposta, almeno per ora. Venerdì il Senato USA ha varato una riforma del sistema finanziario che tra le tante cose include anche una rigida regolamentazione del mercato dei derivati. La versione uscita dalla Camera dei Deputati americana invece non la include. Quando uscirà la versione congiunta sapremo se
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