lunedì 29 marzo - Osservatorio Globalizzazione

Gli assiri e i caldei d’Iraq: storia di una nazione mai nata

La visita di Papa Francesco in Iraq ha rappresentato un evento storico. La portata di questo viaggio pastorale è importante e degna di interesse anche per chi non crede in Dio.

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 L’Iraq è una terra falcidiata da estremisti islamici, divisioni interne e povertà. Tutto ciò ha origine dall’invasione scellerata del 2003, portata avanti dagli USA seguiti dai fedeli alleati occidentali che vennero, consapevolmente o meno, ingannati dalle prove false dell’amministrazione Bush. Ma non è questo l’argomento che verrà trattato. Francesco ha scelto l’Iraq per avvicinarsi ai suoi fedeli più perseguitati. I cristiani di queste zone sono oramai da anni sotto attacco nel silenzio generale. Un silenzio piuttosto ingiustificato. La situazione è ben diversa da quella che si riscontrava più di cento anni fa. Alla conferenza di pace di Parigi del 1919 si propose infatti la creazione di uno stato assiro-caldeo con capitale Mosul. La nuova Nazione sarebbe stata popolata da cristiani e avrebbe compreso parte di Iraq, Siria e Turchia. Non se ne fece nulla ma vale la pena analizzare questa mancata nascita per provare a fare un po’ di luce su una storia semisconosciuta.

La Storia

I cristiani che vivono tra Siria e Iraq vengono definiti “assiri-caldei” o siriaci e sono un’antichissima popolazione che abita queste zone da un paio di millenni. La loro lingua è neo-aramaica e consta di tre varianti: il caldeo, l’assiro e il turoyo. Qua risiedono ancora, seppur assai ridotti di numero e privati di diritti, alcune delle più antiche comunità cristiane. Tuttavia anche tra di esse, nonostante l’esigua grandezza, ci sono divisioni. Infatti vengono identificate ben tre chiese: c’è la Chiesa Caldea, l’Antica Chiesa d’Oriente e la Chiesa Assira d’Oriente. Vale la pena soffermarsi sulle differenze. La Chiesa Caldea è una chiesa cattolica, la maggioritaria in Iraq e presente in varie località. Tra di esse ci sono AlqoshAnkawaAradenBaqofahBatnayaKaramlesMangeshShaqlawaTesqopaTel KeppeZakho. La Chiesa Assira d’Oriente, considerata come ortodossa, ha la sua sede storica a Baghdad ma si è trasferita a Erbil. Il rito è comune a quello caldeo cattolico. Infine c’è l’Antica Chiesa d’Oriente che segue il nestorianesimo, l’eresia che predica le due nature, completamente separate, di Gesù Cristo, quella divina e quella umana. Quest’ultima è quella numericamente inferiore. Terminata questa necessaria digressione teologica si deve passare alla descrizione della prima, e più grande, tragedia assiro-caldea.

Sayfo, il genocido degli assiri

Con il termine “Sayfo”, o “Seyfo” che significa letteralmente “spada”, si identifica il genocidio assiro avvenuto tra 1914 e 1920 con episodi di efferata violenza che si trascinarono fino al 1924. I massacri avvennero soprattutto in Turchia e in Persia e vennero portati avanti dalle milizie ottomane con modalità molto simili a quelle usate dai turchi con gli Armeni. Quindi marce forzate nel deserto, uccisione indiscriminata di vecchi, donne e bambini e nessuna pietà nei confronti dei maschi adulti. Le vittime sono conteggiate tra le duecentomila e quattrocentomila unità. Gran parte delle violenze si concentrarono nella città di Van e nella provincia di Diyarbekir. Non mancarono però coraggiosi episodi di resistenza organizzata da parte di comunità assiro-caldee. Tali audaci iniziative di ribellione si concentrarono a Tur Abdin, in Persia e in Alta Mesopotamia.

Dopo la Prima Guerra Mondiale

Con la dissoluzione dell’Impero Ottomano dopo la sconfitta nella Grande Guerra gli assiro-caldei ritennero che era l’ora di avere uno Stato nazionale che comprendesse i cristiani della zona, concentrati soprattutto tra Kirkuk e Mosul. Era un periodo favorevole alla creazione di stati nazionali, anche piccoli, grazie alle linee guida ideologiche del Presidente Woodrow Wilson. Ma le loro pretese si scontravano con quelle dell’altra minoranza della zona, quella curda. I curdi erano stati complici delle violenze turche sui cristiani della zona e anche loro pretendevano una loro Nazione: il tanto citato Kurdistan. Nessuna delle due minoranze venne accontentata e per ambedue le conseguenze sono state sanguinose. La costituzione di uno stato Assiro-Caldeo era specialmente auspicabile e pienamente legittima: si trattava di dare protezione e una struttura statale a una popolazione che abitava quelle zone da millenni, con radici profondissime e vittima di un genocidio proprio mentre si stava discutendo la pace e il nuovo assetto del Medio Oriente post-bellico. Non aver garantito agli assiro-caldei un Paese dove sentirsi protetti e al sicuro è stato un errore.

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