venerdì 14 febbraio - Cesarezac

Giustizia malata

Costituzione e Giustizia sono i cardini sui quali si muove ogni paese.

 

Quando queste fondamentali istituzioni non funzionano come dovrebbero, le mafie, le organizzazioni criminali, si espandono senza remore, creano vittime tra il popolo, creano sofferenze e incidono pesantemente nell'economia del paese.

In Italia, la Costituzione, per effetto del sistema bicamerale paritario, Parlamento e Senato, rende il Paese ingovernabile; le leggi proposte dal Parlamento possono essere bocciate dal Senato.

L'apparato giudiziario in conseguenza di tale ingovernabilità è largamente infiltrato dalle organizzazioni criminali, ed è largamente affetto da corruzione a tutti il livelli, compreso l'organo di autogoverno, la Corte di Cassazione, come risulta dalle cronache ormai abituali.

Oggi, l'Italia è il peggiore fra tutti i paesi europei; detiene tutti i record negativi: la popolazione più ignorante, meno acculturata, fra le più corrotte del mondo, il debito pubblico più elevato, il PIL più basso, crescita zero, il record di disoccupati, l'atmosfera più inquinata, il record di vittime della strada, in gran parte per colpa delle infrastrutture e del Ministero relativo, inetto e incapace, la pressione fiscale tra le più elevate, accompagnata al costo dell'energia elettrica maggiore del 35 per cento rispetto agli altri paesi concorrenti per effetto del referendum scellerato che ci privò, unico Paese in Europa, delle centrali nucleari, il che ha significato la fuga di ogni attività industriale, compresi i gloriosi marchi dell'automobile.

Gran parte delle persone, fomentate da certi politici populisti, teme gli immigrati, vorrebbe chiudere le frontiere e non sa che noi abbiamo meno immigrati di qualsiasi paese europeo, mentre invece ne abbiamo assoluto bisogno, siamo un Paese di vecchi e certi mestieri, tipo il muratore, l'idraulico, l'infermiere, l'agricoltore, i settantenni e più non possono esercitarli.

Ma gli italiani disinformati come sono, non sanno che oggi l'Italia è un paese di emigranti, ogni anno lasciano il Paese circa 200mila persone, giovani, anziani, pensionati, aziende, capitali.

In attesa della improbabile riforma della Costituzione, per curare i mali della giustizia, bisognerebbe aumentare il numero dei magistrati, selezionarli con severo rigore, dotarli di mezzi adeguati, e infine, diminuire il pesante carico di processi che gravano sul sistema.

Oltre il sessanta per cento dei procedimenti che ingolfano i tribunali sono cause temerarie, cioè cause che non hanno un fondamento sostenibile, cause che gli avvocati dovrebbero scoraggiare ma non lo fanno perché è contro i loro interessi, o cause emulative, cioè cause proposte con lo scopo di nuocere o recare molestia al convenuto. La stragrande maggioranza di queste cause sono cause di condominio. La legge del condominio che risaliva al 1942, è stata riformata recentemente, nel 2012.

In realtà detta riforma si è rivelata un'occasione mancata per apportare un sostanziale vantaggio alla materia. Si sarebbe dovuto accentuare significativamente il potere sanzionatorio dell'amministratore di condominio nei confronti dei condomini litigiosi o non rispettosi delle regole, ma anche obbligarlo ad esercitare tale potere.

Sotto un certo punto di vista, la professione di amministratore di condominio contiene in sé un'anomalia; dovrebbe sanzionare i condòmini che sono i suoi datori di lavoro e che alla fine del mandato non glielo rinnoverebbero. Per tale motivo, la legge dovrebbe obbligarlo senza scampo a sanzionare i cattivi condòmini.

Altra anomalia è quella dei cattivi condomini che non intervengono in assemblea allo scopo di impedire il raggiungimento del quorum necessario per approvare la manutenzione del fabbricato. In tale comportamento si configura un vero e proprio sabotaggio. Una buona legge dovrebbe privare del diritto di rappresentanza in assemblea a quei condomini ingiustificatamente assenti personalmente o per delega, con conseguente adeguamento dei millesimi assembleari. L'assenza ingiustificata per almeno due convocazioni costituisce una tacita rinuncia ad incidere nella amministrazione della gestione condominiale.

Se introdotte, queste misure potrebbero risolvere in gran parte gli annosi problemi che affliggono il funzionamento della giustizia, ridurrebbero i relativi costi e migliorerebbero altrettanto significativamente il decoro degli immobili siti nel nostro Paese manutenuti come necessario.




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