giovedì 25 novembre - Marco Barone

Giulio spiato da tecnologia francese ed italiana? Probabile. L’Occidente è complice dei crimini di Al Sisi

Armare le dittature significa favorire la repressione dei diritti umani. Ma viviamo in un mondo dove si preferisce la realpolitik spicciola ai diritti umani. L'Egitto ha imprigionato oltre 65 mila oppositori politici come ben sappiamo e lo scandalo che coinvolge ora la Francia, con l'importante inchiesta di Disclose, altro non fa che confermare ciò. L'acqua calda continua ad essere calda eppure nulla cambia. Crimini contro l'umanità compiuti in Libia, crimini contro l'umanità compiuti in Egitto grazie alle strumentazioni, al supporto, fornito dal bravo e collaborazionista Occidente.

 L'Italia non è esclusa. Basta ricordarsi dell'inchiesta di Presa Diretta con la quale si ipotizzava che uno spyware prodotto da un'azienda italiana, venduta anche all'Egitto, fosse stato usato per spiare Giulio Regeni. L'inchiesta di Disclose prova che alcune aziende francesi con il benestare del governo francese hanno supportato l'Egitto di Al Sisi e che le tecnologie fornite sono state utilizzate per controllare e reprimere gli oppositori, il proprio popolo. E non è da escludere, anzi, visto il periodo temporale verrebbe da dire che è quasi una certezza, che quella tecnologia sia stata utilizzata anche per arrivare a Giulio.
 
 
L'Italia deve chiedere chiarimenti alla Francia, da osservare che una delle aziende francesi implicate nel supporto fornito all'Egitto di Al Sisi è stata incriminata per "complicità in torture e sparizioni forzate in Egitto tra il 2014 e il 2021" come denuncia il sito d'inchiesta. Certo che una cosa va detta, oramai non sorprende più nulla, e ciò non è una cosa buona, la banalità di una società sempre più cinica continua a colpire giorno dopo giorno, affondando concetti sempre più utopici come libertà uguaglianza e fratellanza.

mb




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